COVID: il più grande inganno della storia, dopo quello di Babbo Natale

In prossimità del 25 Dicembre di ogni anno, da molti decenni, ha luogo il più grande complotto di tutti i tempi. Miliardi di adulti, senza apparente accordo, raccontano ai più giovani dell’arrivo dell’oscuro benefattore, Babbo Natale. Tanto più inconsapevoli i minori, tanto più spinta la fantasia degli adulti. Chi si limita a citarne il nome lasciando spazio alla fantasia, chi aggiunge dettagli e “testimonianze” personali, chi fa scrivere la letterina, chi nel fatidico giorno cade nella tentazione del travestimento. E i piccoli ci cascano. Non c’è bisogno di prove. Non è possibile che tutti i “grandi” mentano. E poi tutti i maestri, tutti i conoscenti, e persino le TV reggono il gioco,  inducendo alla conclusione che:

non è possibile che si siano messi tutti d’accordo con papà e mamma, è impossibile!

In effetti però non in tutte le latitudini e longitudini arriva Babbo Natale, ma i piccoli non lo sanno. E poi alla fin dei conti, la mattina del 25 Dicembre i regali magicamente compaiono. Il negazionismo di Babbo Natale deve essere immaginazione di complottisti.

Ma poi un bel giorno, arriva la consapevolezza dell’inganno. Babbo Natale non esiste.

La narrazione del COVID è solo seconda a quella di Babbo Natale. E’ è una favola per adulti ma non a lieto fine, perché Babbo Covid i regali viene prenderli e non a donarli.

Quella del COVID è una favola che non regge più per molti, ma per moltissimi ancora appare credibile nonostante le sue falle. Per questi ultimi, non è possibile che si siano messi tutti d’accordo. E poi è una Pandemia mondiale che fa strage ovunque. E poi perché mai montare un complotto di tale portata?

Sul perché non mi dilungo. In parte qualcosa si intuisce; di più si saprà prima di Natale.

Ma sul fatto che sia “una Pandemia mondiale che fa strage ovunque”, beh, basterebbe mettere il naso fuori casa e scoprire che Babbo Covid non arriva esattamente dappertutto. E sicuramente non nello stesso modo.

Qui sotto una prima figura (1) che rappresenta il tasso di mortalità COIVD (al 22 Giugno) in circa 50 Paesi (se le figure dovessero essere poco leggibili, zoomate sulla pagina). Tutti i dati provengono dall’OMS.

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I Paesi nella figura sopra sono ordinati da quello con maggiore mortalità a quelli con minore mortalità, da sinistra verso destra. In rosso i paesi con misure lockdown dittatoriali, in giallo con misure medie e in blu quelli con misure leggere o nessun lockdown. Inoltre con la linea orizzontale tratteggiata in nero è indicato il tasso di mortalità medio dell’influenza (circa lo 0,007% reperito qui). Come è facile osservare, c’è una fortissima correlazione tra i Paesi con maggiore mortalità e quelli con misure più restrittive; addirittura i primi 4 Paesi, tutti Europei, per rigidità delle misure restrittive hanno una mortalità decine di volte superiore a quella di Paesi meno sviluppati.

Ciò si evince anche dal dato Statunitense (figura seguente) in cui sono rappresentate mortalità e misure di lockdown dei vari Stati. In giallo chi ha adottato misure medie, in blu quelli con misure leggere e in verde chi non ha adottato nessuna misura. Nessuno Stato degli USA ha adottato misure neanche paragonabili a quelle adottate in Spagna e Italia.

Diapositiva4Qualcuno sarà tentato di dire che

ovviamente i Paesi e Stati con maggiore mortalità hanno preso le misure più restrittive

No, questo ragionamento non regge. Ed è la tentazione in cui cade chi cerca di razionalizzare ciò che non è ragionevole. La mortalità dipende da due fattori, la letalità reale e la propagazione del virus. Le misure di quarantena hanno lo scopo di ridurre la mortalità contenendo il contagio, e non possono ovviamente incidere sulla letalità biologica di un virus. L’unica cosa che incide sulla letalità sono le strutture sanitarie, e paradossalmente i Paesi con strutture sanitarie più avanzate non sembrano fare una bella figura..

Non è assolutamente possibile che lo stesso virus abbia mortalità di ordini di grandezza inferiore nei Paesi/Stati in cui non si è effettuato nessun lockdown (o quasi) rispetto a Paesi/Stati in cui si siano adottate misure molto più rigorose. Ovviamente ipotizzare la correlazione opposta, e cioè il lockdown causi l’incremento della mortalità, non ha senso. Allora l’unica conclusione che possiamo trarre è che semplicemente non ci sia nessun nesso statisticamente apprezzabile tra lockdown e riduzione della mortalità.

Qualcuno potrebbe suggerire che la maggiore mortalità sia legata alla maggiore densità di popolazione. In effetti questa è un’osservazione ragionevole; una correlazione statistica per quanto lasca dovrebbe essere osservata. Dovrebbe.

La figura sottostante (3) in cui i Paesi sono ordinati da sinistra verso destra al decrescere della densità di popolazione ci dice chiaramente che non esiste nessun nesso tra densità di popolazione (che ovviamente a parità di condizioni determina maggiore diffusione del virus) e mortalità.

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In sostanza sebbene la logica ci dice che la mortalità dovrebbe crescere con la crescita della densità di popolazione e diminuire con l’accrescimento delle misure di lockdown, i dati mostrano chiaramente che ciò non avviene. Tanto più che, come è facile notare, i Paesi con misure più restrittive sembrano essere i più “civilizzati”, i più organizzati, i più ricchi, quelli con migliori standard sanitari.

In effetti i dati sulla mortalità sembrano non aver nessun legame con quello che sarebbe logico aspettarsi:

  • i Paesi con strutture sanitarie migliori non hanno mortalità inferiore a quelli del terzo mondo,
  • il lockdown non ha alcun effetto sulla mortalità,
  • e la correlazione tra densità di popolazione e mortalità è sostanzialmente non apprezzabile.

Tutto ciò è assurdo. O meglio sarebbe assurdo, se i dati riflettessero il comportamento atteso da un virus.

Inoltre se osservate la figura 1 è evidente a chiunque che la stragrande maggioranza dei Paesi che non hanno preso nessuna misura restrittiva, o misure minime, hanno una mortalità nettamente inferiore a quella della normale influenza.

Ed in effetti questo è coerente con le valutazioni fatte sulla pericolosità di questo virus descritte in questo articolo. Ne consegue che

se nei Paesi che non hanno adottato misure restrittive la mortalità è paragonabile e più spesso molto inferiore a quella dell’influenza, allora anche la letalità del COVID è al più pari a quella dell’influenza. Al più…

Allora se la letalità è bassa come si spiega l’apparente alta mortalità di alcuni Paesi?

Beh, se osservate sempre la figura 1 questo virus sembra avere una strana predilezione per la zona Euro-Atlantica.

L’unica spiegazione ragionevole è che l’apparente “alta mortalità” è stata costruita ad arte con la definizione di “morte CON COVID” (che tuttora permane a tre mesi dall’inizio dell'”emergenza”) che permette di mettere nel calderone COVID decessi che non hanno nulla a che fare con il virus.

Il perché di ciò? Lo scopriremo strada facendo, ma ci sono già abbondanti indizi su dove vogliono parare. Non faccio speculazioni (in questo articolo) per non andare fuori tema, ma vi sembra ragionevole che si facciano “riforme” strutturali in un periodo di “emergenza”?

In definitiva quanto sopra sembrerà pleonastico oppure rafforzativo a coloro che hanno già realizzato l’inganno. Agli altri spero possa aver aperto gli occhi.

A questo punto dovreste aver chiaro perché spingano tanto per un vaccino sperimentale che (anche assumendo che non sia pericoloso per la salute) sicuramente sarà quanto meno inefficace.

Chi ha ordito questa trama deve nascondere le prove, come ha già fatto con le mancate autopsie e cremazioni preventive; devono vaccinare il più possibile, a costo di iniettare soluzioni fisiologiche palliative perché il prossimo inverno/primavera, non potendo ripetere la stessa truffa mediatica di questa primavera, potranno però giustificare la bassa mortalità di un virus pericoloso quanto un raffreddore, con il successo della politica di vaccinazioni “farlocche”.

E le pecore, come si dice dalle mie parti, saranno “contente e cojonate“.

Un caro saluto.

Mentre vi distraggono con i vaccini, proseguono col colpo di stato

Mentre il presidente della regione campana De Luca si unisce al delirio Zingarettiano nella volontà di obbligare con la forza la popolazione a vaccinarsi, suscitando il legittimo sdegno delle persone ancora titolabili come esseri umani, prosegue il colpo di stato a matrice Europea, o meglio Euro-Atlantica.

Lo spettro delle vaccinazioni appare sempre più come arma di distrazione di massa, per distogliere l’attenzione dal progetto eversivo in corso che ha avuto un ennesimo atto con gli “Stati Generali”.

Un caro saluto.

COVID19, infezione in discesa ma dicono il contrario

Oggi, 13 Giugno, ANSA “twittava”:

positivi in crescita in tutta Italia

citando un articolo secondo il quale:

quasi tutta la penisola – evidenzia il monitoraggio del ministero della Salute e ISS che riporta i dati dall’1 al 7 giugno – sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio” e ciò evidenzia come l’epidemia in Italia di Covid-19 non sia ancora conclusa

Questo sulla base dei test di positività a campione del 12 Giugno. Ovviamente la notizia è falsa come quasi tutte le notizie propagandate dai media di questo Regime Sanitario. Come sapete il tasso d’infezione registrato dipende dal numero di test. Inoltre, e non è un caso, omettono di dire qual’è la percentuale di positivi sulla popolazione, ma si permettono di dire che l’epidemia non è conclusa.

Ho già trattato l’argomento l’8 Giugno (articolo che vi consiglio di leggere per avere anche un’idea della vera pericolosità di questo virus, qui), ed oggi vi ripropongo l’analisi (a partire dal 24 Maggio) del tasso di diffusione del virus aggiornato ai dati di ieri.

Qui sotto la percentuale di persone positive (in Lombardia, Lazio e intero territorio nazionale). Se le figure fossero poco leggibili, vi consiglio di zoomare la pagina. Dalla figura qui sotto (figura 1) potete osservare che il tasso di persone “positive” sull’intero territorio nazionale è a ieri inferiore all’1% (0,8%) ed in stabile decrescita. Per inciso il 24 Maggio era pari all’1.5%. I grafici che vedrete sono elaborazione dei dati ufficiali reperibili qui.

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Ovviamente la popolazione che ha contratto il virus da Ottobre (almeno) ad oggi è molto superiore, ma questo è un’altro discorso.

Quindi come fanno i media, con il supporto dell’ISS e del Ministero della Salute, a dire che con una positività che impatta lo 0,8% dell popolazione e che è in stabile decrescita a dire che l’epidemia non è finita? Facessimo analoghi test sull’influenza avremmo numeri simili se non superiori; diremmo allora che c’è un “epidemia” d’influenza?

Un caro saluto.

Benvenuti nel nuovo mondo

Donne contro uomini, nel nome della “parità di genere“. Perché quello che lui ha in più è maltolto a lei.

Giovani contro adulti, nel nome del “green deal“. Perché l’egoismo dei vecchi ha minato il futuro dei giovani.

Poveri contro la classe media, nel nome dell'”equità“. Perché nel mondo dei prolet non ci sia né invidia né speranza.

Bambini contro genitori, nel nome della “sicurezza“. Perché lo Stato sia il riferimento etico delle nuove leve.

Un popolo di pecore attorniato da lupi che separeranno, isoleranno e poi sbraneranno.

 

In bocca al lupo.

La terapia dello “shock”: dalle Torri Gemelle al Coronavirus

Molti tra noi ricorderanno l’11 Settembre del 2001. I più giovani ne avranno solo sentito parlare. Quel giorno l’intero mondo fu scioccato, in diretta televisiva, dall’impatto di 2 aerei di linea contro il simbolo della magnificenza tecno-finanziaria statunitense, le Torri Gemelle. Nei momenti immediati e nelle ore che seguirono, gran parte della popolazione mondiale dotata di TV rimase morbosamente attaccata allo schermo per conoscere i dettagli dell’evento.

Poco più tardi ci fu detto che gli aerei coinvolti nell’atto terroristico, poi ridefinito atto di guerra, erano 4. Due di questi avevano colpito le Torri Gemelle, un terzo era precipitato nelle campagne della Pennsylvania, ed un quarto apparentemente contro l’edificio del Pentagono.

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Poco più tardi fu comunicato, dall’amministrazione di George W. Bush Junior, che si trattava di un’atto di guerra, mostrando al mondo le foto di 19 persone di origine straniera (presumibilmente araba) ritenute a bordo dell’aereo. Poco dopo fu ipotizzata la pista terroristica legata al gruppo Al Quaida, guidata da un saudita di nome Osama Bin Laden. Circa 3 settimane dopo l’attentato emerse una comunicazione di Bin Laden (attraverso la stazione “Al Jazeera” del Qatar) che venne considerata una rivendicazione dei fatti.

Ad un mondo ancora incredulo e in stato di “shock”, fu comunicato che chi non si fosse schierato con gli Stati Uniti sarebbe stato considerato un nemico (“either with us or with the terrorists“).

Fummo invasi da filmati che descrivevano le gesta “eroiche” dei soccorritori che a rischio della loro vita cercavano di mettere in salvo le persone intrappolate nelle Torri in fiamme. Furono fatte trapelare “indiscrezioni”, mai sostanziate dai fatti, secondo cui i passeggeri dei voli si sarebbero ribellati “eroicamente“, e che l’aereo precipitato in Pennsylvania non avesse raggiunto il suo obiettivo proprio grazie a tali gesti “eroici“.

Dopo qualche settimana in tutto il mondo furono varate misure molto più restrittive per il controllo degli spostamenti aerei e di controllo/tracciamento delle comunicazioni (misure esposte nella loro completezza da Snowden solo anni dopo) di ogni singolo cittadino del pianeta.

Fu quindi varato il Patrioct Act che sospendeva il principio di habeas corpus (inviolabilità personale) anche per i cittadini statunitensi, che permise al governo statunitense di sequestrare e detenere chiunque senza giustificato motivo e senza nessuna garanzia giuridica. Tale atto, successivamente, permise anche il sequestro di “militanti” di Paesi stranieri e la loro detenzione extragiudiziale ed extraterritoriale nei campi di tortura di Guantanamo (Cuba). Sequestri cui ha collaborato attivamente anche l’Italia.

Gli Stati Uniti decisero quindi di invadere l’Iraq (di nuovo) e quindi l’Afganistan, al fine si smantellare l’organizzazione di Al Quida e “prendere” il saudita Osama Bin Laden, in un’operazione ventennale che è costata decine di miliardi di dollari. Bin Laden, continuò a fare comparse televisive per 10 anni; la sua morte fu annunciata 6 volte fino a quella definitiva del 2011, in cui fu riportato come ucciso in un’operazione dei Navy Seals in Afganistan. Il corpo del ricercato numero uno al mondo fu quindi gettato in mare.

Da allora Iraq e Afganistan sono, dopo quasi venti anni, sotto occupazione Statunitense e le misure di controllo delle comunicazioni e spostamenti aerei della popolazione mondiale, istituite in nome della “prevenzione del terrorismo”, rimangono in vigore e sono considerate lo standard di vita dalle nuove generazioni.

Dopo qualche mese dallo “shock” iniziale sono iniziate a trapelare inconsistenze, sabotaggi, falsi e fatti occultati; negli anni che sono seguiti, sono poi emerse evidenze che ridefiniscono completamente, a fatti ormai compiuti, lo scenario inizialmente presentato a media unificati al mondo intero.

Oggi sappiamo che le Torri Gemelle sono venute giù in caduta libera, con una modalità incompatibile con gli eventi distruttivi. E sappiamo che è venuto giù anche un terzo grattacielo di quasi 200 metri, il World Trade Center 7; anch’esso collassato su se stesso, sebbene non sia stato neanche sfiorato dagli aerei. Due aerei e tre grattacieli venuti giù come se soggetti a demolizione controllata. Di più non possiamo sapere perché i resti dell’area furono prontamente rimossi per realizzare un “memorial monument”. L’unica scatola nera ritrovata è quella dell’aereo precipitato in Pennsylvania; di essa si ha solo una trascrizione parziale e semi incomprensibile delle registrazioni audio; l’audio è tutt’ora non disponibile. Persino la dinamica dell’aereo che si afferma abbia colpito il Pentagono, l’area più video sorvegliata al mondo (e dotata di sistema missilistico difensivo autonomo), è tutt’ora poco chiara, anche a valle di un video rilasciato nel 2015.

Gli aerei dirottati per quasi un’ora non furono intercettati perché, per pura coincidenza, gran parte della flotta aerea statunitense era impegnata in esercitazioni aeree.

E non c’è alcuna prova che alcuno dei 19 “sospetti” fosse effettivamente a bordo degli aerei, sebbene questo fosse il fatto dato quasi per certo sin dall’inizio. E se pure fossero stati a bordo e fossero stati responsabili dei dirottamenti, non c’è alcuna prova del legame tra i 19 sospetti e Osama Bin Laden, il quale a sua volta non ha mai rivendicato ufficialmente tale atto terroristico, e non era né Iracheno né Afgano. In effetti Osama Bin Laden non è mai stato ufficialmente ricercato per gli atti dell’11 Settembre 2001, semplicemente perché l’FBI non ha mai avuto le prove per costruire un capo d’imputazione a suo carico.

Esistono molte altre aree “grigie” rispetto a tale evento, che non voglio citare per evitare “accuse di complottismo”. Ma le mancanze e falsità di cui sopra sono fatti accertati.

Per chi ha vissuto televisivamente gli eventi, l’unica cosa certa rimangono i due aerei che colpiscono le Torri Gemelle. Il corpo del reato, i circa tremila morti e i danni materiali, sono accertati. La dinamica del reato è invece non chiara; come pure è quanto meno dubbia la trasparenza del governo Statunitense in merito alle sue misure per prevenire e ostacolare ciò che accaduto.

Ma quello che è più importante è che non esiste un movente reale e nessuna prova a carico dei sospettati; eppure proprio l’accertamento della responsabilità e del movente dell’azione sono gli elementi da cui sarebbero dovute scaturire le azioni conseguenti.

E ancor di più? Che senso aveva invadere militarmente Iraq e Afganistan?

Questo è il punto della questione. Tutto il mondo di fronte alla visione scioccante di un fatto reale e alle dichiarazioni morali del governo del Paese offeso, ha deciso di credere a tutto il resto, senza mettere in dubbio la ricostruzione degli eventi e soprattutto senza più scrutinare la finalità e proporzionalità delle azioni intraprese dal governo rispetto a quanto accaduto.

Lo shock ha abbattuto lo spirito critico e giustificato il susseguirsi repentino di azioni che hanno ridotto le libertà individuali. La partecipazione morale dell’audience abilmente costruita attorno alla vittime della tragedia e gli eroi in prima linea, insieme all’annichilimento dello spirito critico hanno determinato una reazione irrazionale che ha concesso la giustificazione morale per azioni (la soluzione) non solo sproporzionate ma assolutamente non correlabili con i tragici eventi (problema). E’ il paradigma del “Problema->Reazione->Soluzione”, in cui la “soluzione” non ha nulla a che vedere con il “problema” iniziale; il problema serve solo a creare lo shock emotivo. E’ la “reazione” che conta.

Circa 20 anni fa la soluzione predefinita era l’invasione di due Paesi; invasione che, per inciso, ha implicato non solo la distruzione delle relative economie locali ma la morte di almeno un milione di persone.

Ma allora la domanda nasce spontanea. E’ possibile che la “soluzione” fosse già stata pianificata? In effetti la risposta, e senza possibilità d’obbiezione, è affermativa visto che l’invasione di Iraq e Afganistan erano parte della visione delineata anni prima all’interno dell’organizzazione (think tank) “The New American Century”, capeggiata proprio dai membri dell’amministrazione Bush. E il piano strategico di invasione in sette anni di Iraq, Afganistan e altri 5 paesi (tra cui Siria, Somalia e Libia) era stato discusso con gli Stati Maggiori prima dell’11 Settembre.

Ma allora se la “soluzione” era predefinita e la sua attuazione si è giustificata in virtù della “reazione” al “problema” delle “Torri Gemelle”, non vi pare che l’ipotesi più plausibile sia che tale “problema” sia stato quantomeno “favorito” da chi aveva interesse che avvenisse?


Veniamo quindi ai nostri giorni. Anche noi abbiamo avuto il nostro “problema“, il nostro shock e i nostri eroi.

covid camion 2

Non sarà il caso di porsi le domande oggi e recuperare il buon senso prima che la “soluzione” si realizzi?

Perché a distanza di tre mesi si presentano ancora i dati dei morti CON COVID, sebbene l’ISS abbia (su 909 autopsie) certificato la morte DA COVID solo nell”1% dei morti CON COVID?

Ha senso che il Ministero della Salute abbia di fatto inibito le autopsie? E ha senso aver bruciato i cadaveri per impedire autopsie in tempi successivi? E’ stato fatto nell’intento di scoprire o di coprire?

Perché non sono stati riconosciuti gli errori medici compiuti e viceversa sabotate ed oscurate le pratiche mediche che avevano successo (plasma autoimmune)?

Perché il governo ha messo in condizione di non lavorare milioni di persone per mesi, negando loro sussidi e vessandoli invece con multe di quasi pari entità dei sussidi (non erogati)? C’è buon senso? C’è proporzionalità? C’è solidarietà in ciò?

Perché i Paesi che non hanno fatto lock-down hanno una mortalità inferiore (e spesso molto inferiore) ai Paesi che hanno applicato le misure più drastiche? Se non lo sapete, perché non lo sapete?

Perché portate la mascherina? Per contenere un contagio ormai residuale o perché avete paura di sanzioni sproporzionate?

Perché continuano a terrorizzarvi con un epidemia sostanzialmente estinta ed un virus che ormai si sa come trattare da un punto di vista medico? Vogliono la ripresa economica e sociale, oppure portarvi al limite per poi attuare misure ancora più draconiane?

Perché già immediatamente dopo l’inizio dell’emergenza hanno parlato di “nuova normalità“?

Perché questo interesse smodato a “tracciare” i vostri movimenti e i vostri contatti?

Perché questo interesse irrazionale a un “vaccino” sperimentale quando la quasi totalità delle persone sviluppa anticorpi e per la popolazione immunodeficiente esistono già terapie efficaci?

Quanto di quello che avete sentito e visto è credibile? Quanto sapete di quello che succede altrove? Quanto di quanto vi è stato presentato è orientato a informarvi o incoraggiarvi e quanto invece a spaventarvi? Quanto di ciò che è stato fatto è sensato e proporzionato al problema? Quanto è stato fatto nell’interesse della vostra persona e quanto a limitare i vostri diritti individuali?


Venti anni fa, con 3000 morti da “problema” giustificarono l’invasione di Iraq e Afganistan e almeno un milione di vittime di guerra. Oggi i morti da “problema” sono ben più di 3000, e la “reazione” emotiva è ancora più profonda; la “soluzione” potrebbe essere ben più radicale e duratura.

Un caro saluto.

Siamo alla strategia della tensione

Le parole di questi giorni, con vari richiami agli “attentati contro lo stato”, l’uso strumentale di figure nobili della nostra storia relativamente recente, i messaggi subliminali lanciati da alcune istituzioni al “guardarsi” dai dissidenti, parlano chiaro.

Hanno paura che il velo si alzi. Siamo alla strategia della tensione.

Arriverà a breve qualcosa di esplosivo da utilizzare per rinsaldare il rapporto tra questo governo autoritario e la sua base di consenso. Per convogliare anche quella opposizione, che opposizione non ha mai fatto sui temi fondamentali, verso il supporto del regime in una sorta di dittatura di unità nazionale.

Stateve accuorti.

Un caro saluto.

Aspettiamo i desaparecidos per svegliarci?

Ci hanno mentito su tutto. Manipolato nelle modalità più bieche. E per qualche settimana ci sono cascato anche io, come molti.

Hanno gonfiato all’inverosimile i numeri, nascosto verità, occultato cadaveri, ostacolato autopsie e cure, e censurato sia medici che media non allineati.

Per portarci nel panico e costringerci a seguire norme insensate da ossequiare con riflessi Pavloviani; qualcuno ha anche scoperto il brivido della delazione.

Per distanziarci e silenziarci. Per impedire la discussione e l’informazione. Per incollarci ad uno schermo senza contraddittorio.

Per impedire ai ragazzi di socializzare e ricevere educazione e confronto con i docenti.

Per impedirci di fare attività fisica e finanche di avere relazioni sentimentali “non certificabili”.

Per portarci in un’abominio di normalità, un ossimoro della vita, in cui perdere la propria dignità lavorativa e sociale, perdere il sonno e in alcuni casi togliersi la vita. Tutto sotto l’egida di una task force senza volto.

Per fare morire migliaia di persone per aggravamento del loro stato psico-fisico ed abbandono, e poi far intendere che “magari sono morti di covid”.

Per portarci dentro una prigione senza vista sul resto del mondo, per non vedere le realtà di altri Paesi che possano palesare la grande menzogna in cui viviamo.

Ci hanno promesso “che insieme ce la faremo” per poi lasciarci in balia dell’arbitrio; e sussidi a quelli in difficoltà per poi distribuire un pugno di mosche. Niente MES. Poi MES con le condizioni. Poi semplicemente MES.

E per cosa? Per un’emergenza sanitaria che mai è esistita e che prontamente è stata ridefinita emergenza epidemiologica, perché non sanno più come motivare l’annullamento dei diritti fondamentali della persona e prolungare tale stato a tutto il 2020, e forse oltre.

desaparecidos

E nel mentre, chi ci inganna ci propone braccialetti elettronici per i bambini, si adopera in decreti leggi per schedarci e profilarci da un punto di vista sanitario (ivi incluso il nostro DNA) e rimuovendo il nostro diritto al consenso informato sul Fascicolo Sanitario Elettronico; e si premura di bandire le manifestazioni (per motivi di salute ovviamente) e verosimilmente si prepara al prelievo forzoso dai nostri conti correnti; ma la colpa sarà del virus, oppure nostra, e non di chi ha causato lo sfacelo. E “opportunamente” dispone l’uso dell’esercito e del sequestro cautelativo, non dei vostri soldi, ma della vostra persona.

Ci hanno intimidito per le più arbitrarie motivazioni; multati, picchiati, segnalati o arrestati per aver osato mancare di rispetto ai servitori dello Stato intenti ad identificarci per aver osato mettere il piede fuori di casa. Hanno sequestrato, sedato e torturato per 3 giorni un nostro concittadino per aver manifestato il suo pensiero. Hanno messo al rogo la magnifica parlamentare Sara Cunial per aver espresso l’unica opinione dissonante (insieme a Vittorio Sgarbi) in un Parlamento silenziato e per lungo tempo congelato. Hanno cercato di intimidire il senatore Alberto Bagnai (una delle poche voci dissonanti) tramite opportuno dossieraggio televisivo. Hanno arrestato 12 persone con l’accusa di “terrorismo” per aver tentato di organizzare delle manifestazioni e aver danneggiato due antenne telefoniche due anni prima.

E magari è successo ben altro. Pensate che i media di regime vadano ad indagare?

Cosa pensiamo che succeda nel prossimo futuro? Pensiamo di essere al sicuro? Pensiamo che non ci verranno mai a prendere a casa; o magari pensiamo che se succedesse ad un altro magari “se la sarà cercata”? Se scomparissi tu chi lo saprebbe? E chi saprebbe le vere motivazioni?

Abbiamo forse fiducia nel bel visino del Premier, o nella voce suadente del Presidente che mai parla e tutto firma? O nella magistratura che tace, si crogiola della chiusura dei tribunali e si guarda bene dall’indagare le responsabilità penali delle nostre istituzioni? O forse riponete fiducia nella Corte Costituzionale?

Non andrà tutto bene. E’ andato tutto di merda fino ad adesso e andrà peggio perché ci stiamo abituando. E siamo patetici quando “dimostriamo” il nostro dissenso mentre diligentemente indossiamo il segno del silenzio, la mascherina.

Aspettiamo i desaparecidos per svegliarci?

Un caro saluto.

Trump prende Moncef Slaoui per accelerare la strada dei vaccini di nuova generazione

Brevissimo post. Trump ha appena designato Moncef Slaoui come capo del team statunitense per realizzare un vaccino anticovid. Ovviamente un vaccino mRNA di una tecnologia sperimentale che potrebbe portare mutazioni del vostro DNA con possibile patogenesi cancerogena. Bene.

Chi è Moncef Slaoui? E’ un direttore ricerche di MODERNA, la società affiliata al DARPA (Pentagono) di cui vi parlavo nel precedente articolo.

Un caro saluto.

Conte ha regalato il vostro “patrimonio” genetico a Bill Gates…e non solo

Dubito che ne siate a conoscenza ma grazie “all’emergenza” il Presidente del Consiglio Conte nel giorno 10 Maggio ha emanato un decreto legge  (DL 10 MAGGIO 2020 n 30) controfirmato dall’inquilino del Quirinale, che dispone l’utilizzo del codice genetico delle persone sottoposte a test sierologico da SARS-COV-2 (volgarmente detto COVID19).

genetica

In estrema sintesi le persone che volontariamente (per adesso) si sottoporranno a test sierologico firmeranno una liberatoria in virtù della quale daranno allo Stato Italiano la possibilità di conservare i propri dati personali e il proprio codice genetico per 40 (quaranta) anni. Le finalità di acquisizione di tali dati sono di carattere statistico e di ricerca scientifica (che vuol dire tutto e nulla).

Quanto sopra solo per test sierologici e solo su base volontaria, per adesso.

Ma quanto sopra, che vi inquieti o no, è la parte, per usare un eufemismo, meno controversa.

Questo decreto al punto 7 dispone infatti che:

dati raccolti nell’ambito dell’indagine di cui al comma 1, privi di identificativi diretti, possono essere comunicati, per finalità scientifiche, ai soggetti di cui al comma 1 dell’articolo 5 -ter del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33

Cosa garantisce questa “oscura” frase? Il DL n 33 del 14 marzo 2013 garantisce l’accesso a tali dati (resi anonimi) non solo alle agenzie statistiche Europee ma a tutti i ricercatori e centri di ricerca accreditati.

In pratica il codice genetico delle persone sottoposte a test sierologico saranno disponibili sostanzialmente a tutti i centri di ricerca ed aziende del settore sanitario europee e internazionali. Chi vi dice il contrario vi sta mentendo.

Ma non ci fermiamo qui. Come alcuni di voi sanno esiste una regolamentazione europea chiamata GDPR “apparentemente” nata per tutelare gli utenti dagli abusi di utilizzo dei dati personali. Tale GDPR in teoria consente ad ogni utente di sapere chi ha accesso ai propri dati personali e consentirebbe agli utenti di poter limitare tale accesso. Il GDPR in sostanza, nella sua completezza, definisce l’utente come unico proprietario dei propri dati. Ebbene tale DL emesso da Conte e controfirmato dall’inquilino del Quirinale recita al punto 11:

I dati personali raccolti ai sensi del presente articolo vengono trattati nel rispetto dei principi di cui all’articolo 5 del Regolamento (UE) 2016/679

Legalese utilizzato a fini malevoli. Perché? Il Regolamento (UE) 2016/679 stabilisce i vincoli del GDPR, ma chi ha scritto questo capoverso l’ha scritto abilmente per ingannare ed eludere le garanzie del GDPR, per due motivi:

  • si fa riferimento non al regolamento GDPR ma solo all’articolo 5, che appunto rende possibile (nel punto b) l’utilizzo dei dati forniti per fini di ricerca e statistica.
  • si utilizza l’espressione “rispetto dei principi” e non “conformità” al regolamento; “rispetto dei principi” non significa nulla mentre la conformità è un termine vincolante

In sostanza il punto 11 da l’illusione, a coloro inclini a concedere la buona fede alle nostre istituzioni (e agli stolti del Parlamento che trasformeranno tale DL in Legge dello Stato), che tale DL rispetti il diritto esclusivo alla propria privacy garantito dal GDPR, ma in effetti lo elude non menzionando la conformità di tale provvedimento al GDPR e viceversa utilizzando l’articolo 5 per “legittimare” l’utilizzo di terzi delle informazioni relative al vostro DNA.

E non fatevi ingannare dalla frase (sempre al punto 11 del DL 31):

…esclusivamente per il perseguimento delle finalità individuate dal presente articolo e nei limiti in cui sia necessario per lo svolgimento delle funzioni affidate a ciascuno dei soggetti coinvolti.

Una volta che i vostri dati siano resi disponibili e voi non abbiate la possibilità tecnica di revocarne l’utilizzo (cosa esclusa dalla non conformità al GDPR) non c’è alcun modo di riprenderne possesso, anche laddove la finalità d’utilizzo da parte di enti nazionali o internazionali sia verificata come non conforme agli intenti del provvedimento.

In sostanza questo Decreto Legge (e sarà legge) permette allo Stato Italiano di prendere il vostro DNA, di abbinarlo alla vostra persona  e conservare tali dati per 40 anni, privandovi deliberatamente della possibilità di tornarne in possesso esclusivo; inoltre consente allo Stato Italiano di “regalare” tali informazioni, private della vostra identificazione sociale (ma non di quella biologica), in forma aggregata a enti internazionali.

Ora deve essere chiaro, e prestate attenzione, che il problema della privacy, in senso stretto e convenzionale, non è il nodo del problema.

Con questo decreto lo Stato ha la possibilità di ricondurre le vostre generalità al codice genetico determinando la possibilità di “profilare” la popolazione in base a rischi sanitari; ed un tecnocrate sulla base della “scienza” potrebbe anche spingersi verso TSO preventivi supportati da analisi statistiche della prevalenza genetica di rischio ad un certo fattore.  A ciò si aggiunga che chi ha redatto e/o firmato questo decreto legge apre le porte all’ingegneria genetica in particolare per quelle pratiche sperimentali che prevedono la somministrazione di sostanze in grado di modificare il comportamento delle cellule di un individuo; pratiche oggetto di studio da anni da parte del DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) statunitense, punta di diamante del Pentagono e finanziatore/collaboratore delle aziende farmaceutiche MODERNA, AbCellera e AstraZeneca che sono aziende capofila nel test di potenziali prodotti vaccinali anti COVID.

La deriva sanitaria è altamente plausibile.

Un caro saluto.

Il miliardario filantropo

Invariabilmente, che si tratti di Rockfeller, Soros o Bill Gates, il miliardario del nuovo secolo si vota al filantropismo. Una filantropia che inevitabilmente si trasforma in sfera d’influenza su organizzazioni nazionali o sovranazionali.

Per vedere nel buio accendiamo la luce nella speranza di cogliere ciò che ci contorna; eppure se la luce ce la proiettano negli occhi rimaniamo accecati. E’ una metafora, ma rappresenta il senso della propaganda filantropica; abbagliare la ragione in modo da non distinguere più il vero dal falso.

Ma la demistificazione è semplice:

il filantropo ama il genere umano come il pedofilo ama i bambini.

Un caro saluto.