La partita di giro tra governo e gli Agnelli

C’era una volta la FIAT, la casa automobilistica della famiglia Agnelli pasciuta durante le due guerre nella fornitura di veicoli militari e nella vendita di autovetture (di ben nota qualità) in tempi di pace. Una famiglia Agnelli con l’attitudine dei lupi, capace di vedere grandi opportunità dove gli altri vedono (e vivono) guerre e crisi.

Quando i veicoli commerciali non si vendevano, gli Agnelli facevano pagare la su forza lavoro dalle finanze pubbliche tramite la cassa integrazione. Costi per noi, margini intatti per loro.

Durante la crisi finanziaria del 2007 coglievano l’opportunità di acquisire la Crysler, in stato fallimentare, grazie al Placet di Obama, divenendo FCA.

Nel 2020 si apre il business della fabbricazione di bavagli, pardon, mascherine chirurgiche. D’altronde nello Stato Sanitario siamo tutti dottori, magari pure eroi dottori, perché no?

L’acume di business agli Agnelli non è mai mancato, che si alimenta più di attitudini parassitarie che d’istinto industriale.

Altrettanto marcato l’interesse, ovviamente “disinteressato” per la stampa, in particolare per La Stampa.

In effetti FCA è solo una piccola parentesi del mondo Agnelli. Gli Agnelli sono soprattutto la finanza della capogruppo (holding) EXOR, sotto il cui ombrello protettivo (che parla olandese) si muovono svariati interessi, quali quello automobilistico e “giornalistico”.

Come potevano gli Agnelli farsi sfuggire l’opportunità COVID? Non solo mascherine, ma soprattutto “informazione. Non appena scoppiata l’epidemia COVID, gli Agnelli hanno fatto man bassa del mercato dei media con l’acquisizione del gruppo GEDI e non solo, divenendo i burattinai dei seguenti burattini:

  • La Stampa
  • L’Economist
  • Il Secolo XIX
  • L’Espresso
  • La Repubblica
  • Huffington Post Italia
  • Radio Deejay e Deejay TV
  • Radio Capital e Radio Capital TV
  • m2o TV
  • ed altro (incluse case editrici)

Questo con il placet del Governo ed apparentemente senza un battito di ciglia dell’Antritrust.

Cosa darà mai il Governo in cambio di un’informazione “di Stato” allineata e conforme?

E che interesse ha la famiglia Agnelli ad avere una così corposa presenza in un asfittico mercato dei media, ed ad ossequiare l’informazione di regime?

Magari i miliardi di Euro destinati ad investimenti sanitari (tra cui le mascherine) e transizione energetica (tra cui le auto elettriche in particolare quelle a guida autonoma) potrebbero spiegare la contropartita.

A casa mia questa si chiama partita di giro.

Un caro saluto.

Ritratto di un “COVIDIOTA”

Chi è veramente il Covidiota? La tentazione è quella di inquadralo nella figura dell’idiota che non realizza l’inganno del COVID, nonostante le evidenze, perché semplicemente incapace di comprendere.

Ma in realtà la porzione di popolazione incapace di utilizzare il buon senso a tal punto da credere a questa follia è estremamente piccola. Se il “COVIDIOTA” crede all’incredibile non è per mancanza di ragione ma per eccesso di ego.

Negli ultimi vent’anni gran parte della popolazione è si è nutrita dei salotti mediatici dei “ben pensanti”, la cui icona è ben rappresentata dalle poltrone al bromuro di “che tempo che fa”. Al contempo la nuova generazione è nata e cresciuta nella gabbia di Facebook, in cui il desiderio di affermarsi e identificarsi in un gruppo si materializza narcisisticamente nella logica del “like”. In tale contesto i “debunkers” e i “fact-checkers” hanno lo scopo precipuo di congelare le idee dominanti veicolate tramite la logica del consenso attraverso l’attribuzione del marchio di qualità dell’informazione; non si tratta di smentire l’informazione alternativa o le teorie cospirazioniste ma di dare una lusinghiera pacca virtuale sulla spalla di chi si adagia sul conformismo delle idee dominanti.

I padroni del mondo sanno che non si può inculcare una menzogna con la ragione ma con le emozioni sì; lusinga e paura.

Il COVIDIOTA deve confermare la propria opinione perché fuori della propria “confort zone” c’è l’incertezza e l’onere di assumere responsabilità individuali. Nel mondo fatto di specchi riflessi, invece, il proprio ego è protetto dallo schermo del consenso di gruppo.

Ed è per questo che convincere con la ragione un COVIDIOTA è impossibile.

Un caro saluto.

Covid-Gate, The Political Virus – Prof. Michel Chossudovsky

The Wall Will Fall

The national economies of 193 countries, member states of the United Nations were ordered to close down on March 11, 2020. The order came from above, from Wall Street, the World Economic Forum, the billionaire foundations. And corrupt politicians throughout the world have enforced these so-called guidelines with a view to resolving a public health crisis.

Millions of people have lost their jobs, and their lifelong savings.In developing countries,poverty and despair prevail. We are told the it is V the Virus which is responsiblefor the wave of bankruptcies and unemployment.

The unspoken truth is that the novel coronavirus provides a pretext andjustificationto powerful financial interests andcorrupt politicians to precipitate the entire World into a spiral of mass unemployment, bankruptcy and extreme poverty.

And then Joe Biden tells us that the US economy must remain in a lockdown to save lives.What utter nonsense. Has he analysed the underlying causality? I…

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How to combat “vocal vaccine deniers” – Corbett Report on WHO persuasion techniques

The Wall Will Fall

A brilliant report from James Corbett delving into the persuasion and behvavioural insight techniques being deployed to “persuade” a doubting public that Covid-19 vaccines, developed at warp speed, are safe and effective.

 My post today: 

Covid-19 vaccines. Astra Zeneca version.

(Operation warp speed)

1. “Acceptable safety profile”. Are you prepared to be injected with potential toxins, bearing in mind history of Vaccine mismanagement and risks?

2. Requires two doses, will not *prevent* severe disease, you will probably suffer symptoms and they have no idea how long “protection” will last. So, you are basically accepting an injection, twice, that could have dangerous side effects, will make you feel sick, has not been correctly tested (10-15 years is standard approval time), will not prevent the disease and possibly will only protect you for limited time, no mention of what to do if virus mutates which it inevitably will.

3. Vaccine is unlikely…

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Esproprio certo, patrimoniale probabile

L’inverno porterà a molti la consapevolezza della vera natura di questo “reset” mascherato da “emergenza sanitaria”, quantomeno sotto il profilo finanziario.

Un “reset” che non ha solo confini finanziari ma che probabilmente implica un ridisegno degli assetti geo politici, tramite operazioni belliche (come a valle dell’11 Settembre 2001), rivoluzioni colorate e una ridefinizione del rapporto tra cittadino e Stato tramite revisione al ribasso dei vostri diritti naturali.

Ma se gli intenti geo politici sono ancora nebbiosi, la natura finanziaria del “reset” è già più chiara e inizierà a manifestarsi precocemente e sarà particolarmente evidente nei Paesi a più elevato debito pubblico, in particolare in Europa, in particolare in Italia.

In autunno gli Italiani non cerebrolesi, scopriranno che in molti lavorano in aziende tecnicamente fallite. Lo Stato Italiano quindi, al fine di “salvare le aziende” e “preservare posti di lavoro” dal fallimento deliberatamente provocato, interverrà con prestiti sostenuti da fondi privilegiati in valuta estera (EURO). I cerebrolesi festeggeranno l’intervento salvifico del “magnifico” governo; e perfino alcuni tra quelli che pensano di essere vegli vedranno di buon grado la cosa reclamando perfino “ulteriori” nazionalizzazioni, semmai lamentando un intervento tardivo.

In realtà si tratterà di un vero e proprio ESPROPRIO programmato con cui lo Stato Italiano prenderà quote di aziende private con denaro a debito estero, di fatto trasformando le aziende stesse in garanzia del debito pubblico. Vi ricordate quando alcuni leaders politici (tra cui la Merkel) e draghi della finanza asserivano che l’Italia ha un debito pubblico eccessivo a fronte di una ricchezza privata elevata, suggerendo che la ricchezza privata poteva essere utilizzata per riportare in ordine il debito pubblico costruito su emissioni in valuta estera? Bene, problema risolto.

Lo Stato con il “salvataggio espropriante” trasformerà le quote delle aziende private (in particolare piccole e medie aziende, in particolare del nostro pregiatissimo settore turistico) in assets a garanzia del debito pubblico. In questo modo i detentori privilegiati del nostro debito pubblico materializzeranno il loro credito virtuale.

E verosimilmente, i “salvifici” prestiti prevederanno anche condizioni d’esercizio, quali l’obbligo di ammettere solo transazioni economiche digitali, e anche peggio…

Si fermeranno all’esproprio? Non credo. Ci saranno altre bocche da sfamare con i risparmi degli altri. La PATRIMONIALE con imposte sugli immobili (prima casa inclusa) e prelievo dai conti correnti è altamente plausibile.

Più avanti nel tempio, sarà il turno dei dipendenti pubblici e pensionati, preservati il più possibile dagli impatti della crisi unicamente per garantire al governo la necessaria base di consenso, che avranno modo di apprezzare nuove significative “spending reviews”.

Un caro saluto.

“Charity” Accused of Sex Abuse Coordinating ID2020’s Pilot Program For Refugee Newborns

The Wall Will Fall

By Whitney Webb for Unlimited Hangout.

A biometric identification program backed by the ID2020 alliance will see its new “digital id” program rolled out for refugee newborns in close coordination with a charity tied to Wall Street and prominent Western politicians whose workers have been accused of sexually exploiting refugee children.

iRespond, an international non-profit organization that is “dedicated to using biometrics to improve lives through digital identity,” has begun pilotinga new biometric program for newbornsamong the predominately Karen refugee population along the Myanmar-Thailand border, a program it soon hopes to “quickly deploy” at a greater scale and make available to the general global population. The pilot program is being conducted as part of the controversial ID2020 alliance, backed by Microsoft, the GAVI vaccine alliance and the Rockefeller Foundation, and with the International Rescue Committee (IRC), a non-profit organization deeply tied to the Western political elite and…

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Essere fieramente folli nella nuova normalità

Piccola riflessione scaturente da un episodio personale. Ieri l’altro nel mio consueto giro in bicicletta mentre attraversavo il parco ho sentito dietro di me un bambino esprimersi con la frase

ecco il matto

In realtà non so se si riferisse a me, ma il pensiero mi ha attraversato la mente in virtù del fatto che indossavo la mia maglietta personalizzata (una delle tante) che invita a riflettere su cosa sta succedendo veramente.

In realtà molto probabilmente la frase era diretta a qualcun altro, magari un compagno di giochi, ma il punto è un altro.

In altri tempi, l’idea di essere appellato come “matto” o “folle” mi avrebbe suscitato irritazione, e sarei stato tentato di rivendicare la mia preparazione tecnico-scientifica, o i miei 134 punti di QI.

Oggi non più, né irritazione né orgogliosa tentazione di rivendicare il mio status intellettivo.

In effetti l’idea stessa di essere considerato folle in un contesto largamente adeguato a una “nuova normalità” fatta d’ignoranza e conformità, semplicemente mi conforta.

Un caro saluto.

Un Paese di dementi in monopattino

Li vedi comparire da ogni parte. In piedi senza muovere un arto, in piedi ma con la mente piegata, trascinati da un giocattolo per bambini.

Non hanno potuto lasciarsi perdere l’occasione:

Cosa? babbo governo ci da un bonus per l’acquisto del monopattino? Corriamo!

Il lockdown piega la schiena alle attività produttive delle piccole aziende, ma diviene un “Black Friday” per le piattole della nostra società.

Un popolo di dementi.

Un caro saluto.

Cari vecchi, morirete tutti…ma non di COVID

Dovrebbe essere noto che prima o poi tutti siamo destinati a “miglior vita”. Ogni anno ognuno di noi ha una “probabilità” statistica di morire. Ovviamente la statistica è una disciplina un po’ brutale che mette nel calderone persone giovani e vecchie, sane e gravemente malate.

In ogni caso, sebbene sulla testa di noi sia sospesa questa spada di Damocle pronta a mietere il suo contributo statistico, noi abbiamo sempre vissuto tranquillamente, direi normalmente. Oggi non più, apparentemente.

Sono sicuro che nessuno si è mai posto la domanda

“qual’è la mia probabilità di morire quest’anno?”

però oggi questa domanda dovreste porvela perché invece di generare ansia, contribuirebbe a portarvi sulla strada del buon senso.

Qui sotto vi presento una figura (figura 1) che rappresenta la probabilità di morire per un cittadino “medio” per l’Italia e per oltre 50 Paesi. Tutti i dati delle figure che vedrete sono riferiti al 2019 e provenienti dalla World Bank e dalle Nazioni Unite (percentuale over 65% e tasso di mortalità).

Diapositiva2

In sostanza l’italiano medio ogni anno ha l’1,06% di probabilità di morire, ossia, 10 probabilità su 1000. Circa 600 mila cittadini Italiani muoiono ogni anno per le ragioni più disparate; incidenti automobilistici, suicidi, malattie gravi ed anche per infezioni virali.

Ebbene sì, da anni io, come voi, ho vissuto normalmente nell’inconsapevolezza di avere l’1% di probabilità di morire in un dato anno. Ognuno di noi sa che la morte è dietro l’angolo, ma d’altronde il buon senso, mio e vostro, ci ha sempre insegnato che pensare alla morte serve solo ad accorciare la vita.

Ovviamente quel 1% è un valore medio e il buon senso vi suggerisce che una persona anziana ha ogni anno una probabilità di morire molto più alta di una giovane, ma magari (e comprensibilmente) non vi siete mai chiesti qual’è questa probabilità di morire. Ve lo dico io.

Nella successiva figura (figura 2) è descritta la probabilità di morire per una persona anziana, cioè un over 65. Non a caso, sessantacinque anni è la fatidica soglia delle vaccinazioni. E, per inciso, la quasi totalità delle morti CON COVID riguarda persone in tale componente demografica. I dati si riferiscono ad oltre 50 Paesi tra cui l’Italia.

Diapositiva3

La probabilità di morire per un over 65 in Italia è di circa il 4,1% ogni anno; al solito, un 65-enne in buona salute ha una probabilità di morire molto inferiore rispetto a un 80-enne malato, per i soliti discorsi. Quel 4,1% significa che, in media, tra gli anziani (cioè persone over 65) 41 su 1000 muoiono ogni anno.

Diciamocelo, in fondo non vi sto dicendo nulla di nuovo, vi sto solo quantificando quella consapevolezza che alcuni hanno perduto.

A questo punto, cari vecchi, la domanda è spontanea

se fino a Marzo vivevate i vostri anni tranquillamente con circa 4 probabilità su 100 di morire, perché oggi vivete nell’angoscia COVID?

Qualcuno vi ha fatto credere forse che siete di fronte ad un rischio di morire significativamente maggiore, per colpa del COVID, magari trasmessovi dal vostro nipotino?

Qua sotto nella successiva figura (figura 3) vi rappresento per ciascun Paese il rischio di morire che avevate prima del COVID (barra arancione) e dopo l’arrivo del COVID (barra blu scuro).

Diapositiva4

Se non vi preoccupavate della barra arancione fino a pochi mesi fa perché oggi siete terrorizzati dalla barra scura?

In sostanza, anche accettando il dato farsesco di morte CON COVID, la probabilità di morire per un anziano cresce dal 4,1% del 2019 al 4,35% cioè da 41 su mille a 43 su mille.

Inutile aggiungere che gli anziani della stragrande maggioranza degli altri Paesi del mondo non ravvedono nel COVID nessun fattore di rischio statisticamente apprezzabile.

Qualcuno, non a torto, potrebbe obbiettare che il dato di mortalità del COVID non si riferisce a tutto l’anno ma solo ai primi 7 mesi. E’ vero, ma è bene anche considerare che se considerassimo le morti DA COVID e non CON COVID avremmo un dato di mortalità ben inferiore alla metà di quello oggi “ufficialmente” registrato (per maggiori ragguagli potreste leggere questo articolo). Inoltre la stragrande maggioranza delle morti CON COVID sono relative a persone ben oltre i 65 anni, dai 75 in su, persone che anche in assenza di COVID hanno una probabilità di morte annuale in assenza di COVID ben superiore al 4.1%. Molto superiore al 4.1%.

Allora cari anziani, osservate la figura 3 e chiedetevi

ha senso avere paura di questo virus? Ha senso distruggere questo Paese e rovinare la vita dei giovani per la vostra immotivata paura?

Un caro saluto.

Inganno COVID, approfondimento sulla letalità

Nell’articolo dell’8 Giugno ho dato una stima statistica della mortalità e letalità reale del COVID. Un articolo un po’ tecnico e poco digeribile, ma in sostanza la conclusione finale è che la letalità di questo virus è sicuramente in una finestra tra lo 0,01% e lo 0,1%, dove l’estremo superiore è sicuramente soggetto a sovrastima.

Ricordiamo che la letalità rappresenta la probabilità di morire una volta contratta l’infezione e si calcola come LETALITA’ = DECESSI/INFETTI. La mortalità invece rappresenta la probabilità di morire una volta che un’infezione impatti una popolazione e si calcola come MORTALITA’ = DECESSI/POPOLAZIONE.

Oggi vi presento una seconda valutazione effettuata con un’approccio completamente differente da quello del precedente articolo, che porta a valutazioni coerenti, con una letalità stimata nell’ordine dello 0,06%. Ricordo che sono valutazioni statistiche e quello che importa non è tanto il numero quanto l’ordine di grandezza. Le valutazioni che seguono sono basati sui dati della Protezione Civile dal 23 Maggio al 25 Giugno.


VALUTAZIONI SULLA LETALITA’

Secondo i dati della Protezione Civile nel periodo considerato c’è stato stabilmente almeno l’1% della popolazione positiva, cioè circa 60,000 Italiani, come descritto dalla figura sotto, e in Lombardia oltre il 3% (circa 30,000 lombardi).

Diapositiva1

L’epidemia si è quasi estinta ma la diffusione, sebbene minima, del virus c’è stata nell’ultimo mese, a meno che non si dica che i tamponi non servono. Se ciò è vero dovremmo avere aver avuto, pro quota, nuovi malati e morti in ragione della letalità di questo virus.

Il metodo utilizzato, quindi, è quello di confrontare l’incremento dei morti con l’incremento dei positivi registrato. Questo approccio risente di alcune limitazioni ma comunque parte dal presupposto ragionevole che il rapporto tra incremento (in percentuale sulla popolazione) di morti e incremento di positivi (in percentuale sulla popolazione) dovrebbe restituirci una stima della letalità di questo virus, almeno in termini di ordini di grandezza.

Qua sotto l’andamento della letalità così calcolata per Lombardia, Lazio e Italia.

Diapositiva3

E’ vero che i morti di un dato giorno probabilmente sono dovuti a ricoveri antecedenti di 1-3 settimane, ma la figura da uno spaccato di oltre un mese. 

Come si evince, il tasso di letalità è in decrescita; il dato più significativo da un punto di vista statistico è quello nazionale. Il dato è stabilmente inferiore allo 0,1% e ha violato la quota 0,04% (il dato del Lazio è un più “ballerino” per via della minore rilevanza statistica dei numeri implicati).

Questa stima della letalità è perfettamente in linea con quanto si registra in altri Paesi (non Euro-Atlantici) e non nella coda finale dell’epidemia, ma sin dall’inizio.

Per inciso, la Corea Del Sud e il Giappone, paesi con densità di popolazione superiore all’Italia, ben più vicini e collegati con la Cina, e che hanno ricevuto l’omaggio COVID prima dell’Italia, pur non istituendo il lockdown dittatoriale italiano, hanno avuto mortalità rispettivamente 60 volte e 10 volte inferiori a quella Italiana. Se poi pensate che il COVID si sia comportato nello stesso modo a tutte le latitudini e longitudini, site male informati; leggetevi il precedente articolo.

A questo punto annotiamo che il primo lockdown (quello leggero) è stato emanato il 9 Marzo con 9172 positivi e 463 deceduti (con una letalità apparente di oltre il 5%); il secondo lockdown (quello dittatoriale) è stato emanato il 23 Marzo con 64000 positivi e 6077 deceduti (con una letalità apparente del 9,5%).

Ovviamente morti CON COVID, non DI COVID, ca va sans dire

Sappiamo benissimo che il dato di 64000 positivi (del 23 Marzo) implicava molti più infetti non diagnosticati, ed infatti questo è il punto. Noi oggi, nonostante il virus circoli, registriamo una letalità dell’ordine dello 0,06% (ma tendenzialmente inferiore). Se assumiamo che la letalità di questo virus non sia cambiata in tre mesi possiamo assumere che la letalità reale (0,06%) sia oltre 150 volte inferiore a quella apparente registrata il 23 Marzo.

Poiché LETALITA’ REALE = LETALITA’ APPARENTE x POSITIVI NOTI/INFETTI TOTALI e quindi INFETTI TOTALI = LETALITA’ APPARENTE/LETALITA’ REALE X POSITIVI NOTI, potremmo stimare al 23 Marzo gli infetti attorno ai 9,6 milioni (9.5/0.06 x 64000); numero che riecheggia una valutazione circolata un mesetto fa.

Con lo stesso ragionamento potremmo dire che al 1 Aprile, data in cui si è registrata l’inversione di tendenza della curva epidemica, quando registravamo 110.000 infetti e una letalità apparente (sempre CON COVID) del 12%, il numero di infetti fosse attorno ai 22 milioni, oltre un Italiano su 3.

Sono valutazioni “di massima” ma non necessariamente per eccesso. Un professore e medico (Bacco) già tempo addietro stimava tra il 38% e il 50% il tasso di diffusione del virus in alcune province Lombarde su base di test sierologici. E quindi non mi stupisce affatto che recenti test sierologici commissionati dall’ISS abbiano stimato in Lombardia un tasso di diffusione superiore al 20%. Anzi la trovo una stima per difetto. E tardiva, drammaticamente tardiva.

In sostanza vi hanno tenuto ai domiciliari per non contrarre un virus che verosimilmente un terzo della popolazione aveva già contratto e che aveva (nel peggiore dei casi) una letalità verosimilmente inferiore allo 0,06% (e sicuramente inferiore allo 0,1%), al netto dell’intubazione dei mattatoi covid.

Tanto per essere chiari, senza nessuna misura restrittiva, un tasso di letalità dello 0,06% con una diffusione del 60% (valore oltre il quale è difficile andare per via dell’immunità di gregge) significherebbe 21600 morti DI COVID.

Come dite? Abbiamo già oltre 30.000 morti? Ma io mi riferisco a morti DI COVID non morti CON COVID. E la mia è una sovrastima.

Ma perché le “Istituzioni” e i media non vi dicono queste cose?

Perché altrimenti si apre il vaso di Pandora. Per lo stesso motivo per cui il “professor” Crisantemi si permette di dire che in autunno ci sarà un mattatoio.

Devono tenere la corda, quella del vostro guinzaglio, tesa. Per fare le riforme che avrete modo di apprezzare a partire dall’autunno.

Il professor Zangrillo ha parzialmente ragione, quando dice che non c’è nessuna emergenza da un punto di vista clinico.

In realtà, l’emergenza clinica nei termini in cui è stata presentata, non c’è mai stata.

L’emergenza democratica sì, e peggiorerà.

Un caro saluto.