L’assimilazione del M5S

Povero Movimento 5 Stelle. Casaleggio si rivolterà nella tomba.

I vertici (in realtà più spigoli che vertici) del M5S spiegheranno che l’alleanza col PD è puramente programmatica, intesa a realizzare cose per il bene dell’Italia, eccetera eccetera.

Cazzate.

Cari “grillini” (o dovrei dire fichini?), il PD con cui andrete a letto è lo stesso che ha governato in pieno ossequio ai dictat EuroNato. E’ il PD del “patto di stabilità” e del “pareggio di bilancio in costituzione”. E’ il partito genderista-femminsita-neocostruttivista che ha distrutto la scuola e minato le fondamenta della famiglia naturale (o nucleare che dir si voglia). E’ il partito del nulla, è la singolarità cosmica dell’intelletto. E’ una cloaca di utili idioti “governata” da pavoni che fanno la ruota non appena si presenti l’occasione di compiacere l’ennesima elite dominante.

Grillini, avete perso i “coglioni” tempo fa quando avete iniziato a fare patti con il “politicamente corretto”, e inevitabilmente vi siete riempiti di coglioni.

Questa nuova parentesi durerà poco, e a valle di essa rimarrà nulla di voi. Sarete assimilati, e a questo punto ritengo che sia un bene.

Un caro saluto.

Asia Bronzo

…come la faccia.

AB

E sono due. Due che ti accusano di molestie. Tu dall’alto della tua posizione di potere d’immagine hai abusato di loro. Nessun condizionale, l’indicativo è d’obbligo.

Due ragazzi, due maschi che ti accusano di molestie sessuali. E io non ho dubbi nel credere loro. Ho creduto immediatamente alla prima povera vittima, anche laddove altri ritenevano strumentali e tardive le rivendicazioni; non un solo tentennamento sulla tua colpevolezza perché bisogna sempre credere alla vittima. E spero che nessuno abbia dubbi oggi, dopo la seconda vittima.

Weinstein non scambiava favori con donne adulte per reciproci vantaggi; piaceri tanto effimeri per lui quanto sostanziosi e longevi per le giovani promesse lanciate nello star system. No, nessuno scambio consenziente; si trattava di abuso. Lui abusava di povere donne in cerca di fortuna, poi costrette per decenni a contenere l’umiliazione; milioni di dollari e case in riviera hanno potuto lenire il dolore a lungo ma non per sempre. E coraggiosamente tali donne si sono fatte avanti, decenni dopo.

Il tempo riserva sempre sorprese.

Certi piatti vanno serviti freddi.

Un caro saluto.

L’auto evirazione di Cazzullo va in scena a teatro.

Non è un titolo “clickbait”, solo la constatazione dei fatti. Chi è Cazzullo? Un “editorialista” del Corriere della Sera. Ello, coadiuvato da una certa Luzzi, va in scena al Teatro Vittoria, per presentare il suo ultimo illuminato prodotto “intellettuale” edito da Modadori “Le donne erediteranno la terra”.

Così viene presentato tale “spettacolo”, testuali parole.

Evocando il genio femminile con esempi che vanno dal passato all’epoca contemporanea, Cazzullo spiega che le donne erediteranno la terra perché sono più dotate per affrontare l’epoca grandiosa e terribile che ci è data in sorte. Con lui sul palco, per raccontare perché il nostro sarà il secolo del sorpasso della donna sull’uomo

Più specificatamente…

Voi donne siete meglio di noi. Non pensiate che gli uomini non lo sappiano; lo sappiamo benissimo, e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro aiuto. Ma quel tempo sta finendo. È finito. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere”. 

Donne, accorrete!

Un caro saluto.

La vera capitale di Israele

Trump riconosce Gerusalemme come capitale d’Israele. Oltraggio, delirio, incitazione alla violenza etnica, destabilizzazione delle relazioni Irsaelo-Palestinesi, eccetera, eccetera.

Atto inaudito, secondo molti. Eppure io ho un de ja vu.

Lungi da me difendere Trump, anche se devo riconoscere di essere in credito con lui, se non altro perché sto ancora festeggiando le lacrime da debacle della globalista femminista “made in Bielderberg”.

La notizia, però, non fa notizia a casa mia. Così si sono espressi i tre presidenti Statunitensi che hanno preceduto D. Trump, testuali parole:

Gerusalemme è ancora la capitale d’Israele e deve rimanere una città indivisa

Bill Clinton, nel 1992

Appena assumerò l’incarico di Presidente, inizierò la procedura per trasferire l’ambasciatore Statunitense nella città d’Israele in quanto capitale

Jeorge W. Bush, nel 2000

Gerusalemme sarà la capitale d’Israele, l’ho detto prima e lo ripeterò in futuro

B. Obama, nel 2008

Gerusalemme rimarrà la capitale d’Israele

B. Obama, (qualche tempo dopo) nel 2008

washington-dc-capitol-at-night (1)

La vera capitale d’Israele non si è mai spostata, e mai si sposterà.

Un caro saluto.

Noemi divorzia, e adesso?

Ebbene sì, Noemi e Vittorio divorziano.

Chi è Noemi? Nientepopodimeno che una delle “papi girl”, oggi 26 enne.

Chi è Vittorio? Un pollo di 36 anni.

I due hanno avuto 2 bambini ante matrimonio, per poi convolare a nozze. Purtroppo l’idillio nuziale è durato solo 3 mesi.

A Noemi, cui andrà la modica cifra di 6 mila euro mensili, per i bambini ovviamente, i miei auguri per il suo futuro di imprenditrice. Fino ad oggi ha saputo gestire benissimo i sui affari.

https://www.msn.com/it-it/intrattenimento/entertainmentnews/noemi-e-vittorio-dopo-90-giorni-finisce-il-loro-matrimonio-all%e2%80%99ex-sposa-6mila-euro-al-mese/ar-AAtL4BT?ocid=spartanntp

Il Reietto.

L’hobby preferito dalle donne: smerdare gli uomini.

No, non mi dite che non si usano queste parole. Non ci provate neanche.

Sono parole scelte con metro, misurate, appropriate alla situazione.

Qualche minuto fa seguivo 5 minuti di una trasmissione televisiva in onda su RAI1 (quella pagata con il canone estorsivo)  in cui si metteva a processo un ragazzo (si fa per dire, vista l’età di 42 anni), reo di vivere con la mamma, avere una limitata frequentazione del “gentil sesso” e di dedicarsi al videogioco. Reato dei reati, poi, quello di usufruire delle prestazioni domestiche della mamma.

Il “ragazzone” veniva allegramente deriso da quasi tutti, quasi tutte donne, un uomo e Vladimir Lussuria (decidete voi dove collocare quest’ultimo/a). Il giudizio unanime (ed inappellabile) delle donne era quello della sindrome di Peter Pan (tema cui riserverò un articolo a parte) emblematico di uomini deboli e mammoni; l’unico maschio (si fa per dire) rimproverava al “ragazzone” il reato di aver avuto solo due ragazze, nel tentativo di rilevare il ruolo di maschio Alfa in un’arena senza avversari, compiacendo la platea (ed audience) femminile. Lussuria, seraficamente, liquidava l’imputato definendolo un”caso umano”; “lui”, dico “lui” era il caso umano, caro/a Vladimir?

Gogna mediatica, lo spettacolo preferito dalle donne.

Diranno alcune, quelle che non hanno già chiuso la pagina per reato di misoginia e violata vagina, che la trasmissione è apparecchiata, che le storie sono finte. Probabile, quasi certo. Ma la logica dialettica era invece sincera, spontanea, quella quotidiana, quella che pervade ogni pagina della realtà in cui il femminile prende il microfono a favore di telecamera.

La trasmissione TV è emblematica, aneddotica, dell’opinione che le donne hanno degli uomini ed esprimono in ogni contesto in cui si sentano libere ed empowered.

Ricordo un episodio (aneddotico, anche questo) di vita reale occorso lo scorso anno; una collega insegnante che durante un consiglio dei docenti non trovò di meglio di lanciarsi in un soliloquio in cui denunciava la lentezza degli uomini, e di come lei al supermercato evitava le casse presidiate da maschi. Tutto in un tentativo, mal riuscito, di irritare i colleghi maschi e nel tentativo, parzialmente riuscito, di sollecitare la sorellanza. Dopo qualche minuto la catarsi prese la sua rivincita; la gentile collega sprofondava nel ridicolo manifestando la propria lentezza nel svolgere una pratica che tutti gli altri avevano assolto celermente. Nessuno disse nulla; lo sguardo imbarazzato di lei appagava abbastanza l’ego di tutti.

Aneddoti a parte, signore care, è bene che realizziate che questo disprezzo verso gli uomini, è palese, manifesto, anche se molti, la gran parte, non ve lo fanno notare. E’ in gran parte per questo che il “muro” diviene sempre più alto, più spesso, e più vicino.

Il gioco ha stancato. Recitare il ruolo delle vittime per reclamare privilegi, assistenza e speciali provigioni; per poi palesare un’aurea di superiorità una volta salite sul podio. Quando sarebbe tempo e  caso di ringraziare, non trovate di meglio che “smerdare”.

E no, prima che questo pensiero vi attraversi, non sono solo le “femministe”. Siete voi, non tutte, forse, ma tante. Ed è forse per questo che non vi sopportate neanche fra di voi. Io vi capisco.

E se qualcuna ancora sorride, sappia che riderà per poco, e non rideranno affatto le vostre figlie.

Minimizzavano e sorridevano, prima, le giovani giapponesi, guardando al fenomeno degli “erbivori“; poi non più.  Altrettanto le giovani statunitensi, quando lo stile di vita MGTOW di molti coetanei era in embrione; ora non più.

Il muro si avvicina, già sento il fragore dell’impatto.

Un caro saluto.

Trump, e la tavola sparecchiata

Prima di tutto il dovuto: GRAZIE TRUMP.

Non sarai il mio candidato ideale, e non solo perché cittadini di due diversi Paesi. Impero il tuo, vassallo il mio. Ci sono cose che ci dividono, non solo confini.

D’altronde non sei il candidato del 75% della popolazione; il 25% di imbecilli che hanno votato Hillary Vagina Clinton, e soprattutto quel  quasi 50% che non si è espresso.

Ma grazie comunque.

Grazie per aver fronteggiato da UOMO quelle fasciste che danno cornuto all’asino. Chi ha orecchie per intendere ha inteso.

Grazie per aver fatto a pezzi il sistema mediatico, divenuto macchina di propaganda elitaria.

Grazie per aver alzato un gigantesco dito medio a quell’intellighenzia sinistroide da salotto che parla senza sapere, divenuta ormai la buoncostume dei “benpensanti”.

Grazie per averci scampato, o almeno ritardato, la terza guerra mondiale.

Grazie per aver rivoltato una tavola apparecchiata da tempo da burattinai elitari con la complicità di un popolo di stolti.

Grazie.

Un caro saluto.