COVID 1984: braccialetti per bambini, catene per gli adulti.

E’ notizia di oggi che la scuola materna Eugenio Cantoni di Castellanza (Varese), sta mettendo in opera un progetto che prevede l’applicazione di un braccialetto elettronico per i bambini e per i dipendenti scolastici.

Il simpatico “braccialetto” vibra allorquando un bambino si avvicina troppo ad un altro coetaneo o al personale scolastico. Inoltre il “braccialetto” traccia i contatti, o meglio, gli avvicinamenti, permettendo agli enti governativi di conoscere con chi il bambino o dipendente della struttura scolastica è venuto a contatto.

Secondo l’articolo citato:

Il braccialetto può essere un modo divertente che aiuta i bambini a restare in totale sicurezza anche a scuola.

Neanche George Orwell si era spinto tanto lontano nel mondo distopico di “1984“.

Ma quanto sopra, e peggio, succederà se non vi svegliate, se non uscite dal panico. Se non comprendete che siamo dentro un grande inganno. Menzogne unite ad un cinico disprezzo delle libertà personali, anche delle persone più deboli. Io non faccio eccezione, sono caduto nell’inganno, non mi considero superiore. E per giorni ho cercato di fare la mia parte nel sensibilizzare sull’utilità delle azioni di contenimento per alleviare l’emergenza sanitaria. Ma i fatti ci stanno dicendo che il virus è meno pericoloso di quanto inizialmente presunto sebbene reso più letale da giustificabili errori medici, che il lockdown ha fatto più morti del virus, che chi non ha adottato le misure “italiane” non ha avuto alcuna crisi epidemica; viceversa, la dichiarazione di emergenza ha creato il presupposto per misure autoritarie e censura, anche in ambito sanitario.

C’è un disprezzo profondo della vita umana da parte degli enti governativi. Siete considerati numeri, non più esseri umani, ma entità biologiche la cui autodeterminazione è subordinata al potere.

Ragionate finché siete in grado di farlo.

Nel recente passato, hanno cercato (ed in certa misura ci sono riusciti) di introdurre l’obbligo vaccinale per poter accedere all’istruzione, subordinando l’autodeterminazione dell’integrità fisica dei vostri bambini e il loro diritto all’istruzione (e alla socialità implicata dalla scuola) all’accettazione di un trattamento sanitario. Ora vi dicono che anche laddove i bambini frequentino una struttura scolastica, non devono avvicinarsi troppo ad altri coetanei o agli adulti.

E per i “discenti” che bambini non sono più? La scuola si fa da remoto, con la didattica a distanza tramite “Teams” (della Microsoft, fondata da Bill Gates…), isolando quindi anche gli studenti adolescenti. Li si separa dai docenti e si affida l’insegnamento a strumenti informatici sterili e impersonali; strumenti che però hanno il “grande pregio” di tracciare le comunicazioni e di permettere la sorveglianza. Non sia mai che i docenti diano informazioni o opinioni “non approvate”.

La scuola si sta trasformando in una fabbrica di automi, di macchine biologiche che temano e diffidino dei rapporti sociali. Il tutto sotto l’ombrello protettivo di un grande fratello che li tratta sì da detenuti, già nell’infanzia, ma “per il loro bene”.

E per voi, che siete adulti? Il “contact tracing”, venduto con il simpatico nomignolo di “Immuni”. A cosa vi serve? Rifletteteci, se siete ancora in grado di farlo. A cosa vi serve sapere se siete stati “vicini” ad un Covid positivo? Ci sono già almeno 10 milioni di infetti, e saranno di più. E che farete domani, starete chiusi dentro casa, sbatterete la porta in faccia ad amici, colleghi e parenti perché positivi e voi ancora negativi? E per quanto rimarrete negativi man mano che il contagio si diffonde? Che farete, vi scaverete il bunker, vi seppellirete vivi? Vi isolerete ancora di più? Vi nutrirete di paura e panico somministrati giorno e notte via streaming Facebook? Il tracciamento dei contatti serve solo ad allontanarvi dalle relazioni sociali, a diffidare delle persone e fidarvi dell’autorità. Il contact-tracing diverrà obbligatorio se non vi opponete; e con esso arriveranno le telecamere con riconoscimento facciale e termo-scanning (per il vostro bene, s’intende). E perché no, anche la patente sanitaria, d’altronde chi non si vaccina vuole diffondere il contagio; è nella migliore delle ipotesi un’irresponsabile incosciente meritevole di TSO o forse peggio….un dissidente, un “bio-terrorista”.

E io vi vedo con la mascherina. Vi vedo per strada mentre scrutate a destra e sinistra la presenza della polizia quando abbassate il bavaglio imposto per il vostro bene. Temerari. Siate sinceri, la mascherina la indossate per paura delle “forze dell’ordine”, non per motivi di salute. Il buon senso che è dentro di voi vi sta parlando ma non avrete orecchie per ascoltarlo quando il motore del panico sarà riacceso dall’abbaglio di numeri artefatti che nessun “media di regime” contesta.

Vivete oggi una breve tregua, e con essa l’illusione che il progetto Orwelliano si sia fermato. Illusione, appunto. E a chi “sarcasticamente” liquida il quadro che vi ho dipinto come visione “complottista“, posso soltanto dire una cosa:

fai i conti con la realtà. Quanto di quello che ho descritto non sta accadendo o è già accaduto?

La breve tregua di questi giorni è un temporaneo palliativo in un percorso graduale di consolidamento della propria disumanizzazione.

Ci hanno mentito, ci stanno mentendo e ci mentiranno. Ma non solo. Nascondono i dati reali, censurano le fonti alternative, ostacolano anche chi si muove su percorsi sanitari non controllati.

Chi vi ha messo ai domiciliari sono gli stessi che vi hanno detto di “abbracciare” senza remore potenziali infetti. Chi vi dice che “la salvezza è nel vaccino” sono gli stessi che vi dicono che il virus non da immunità. Chi vi dice che insieme ce la faremo sono gli stessi che vi dicono di isolarvi. Chi vi spaventa col presagio di una seconda ondata è chi vi minaccia di rinchiudervi in casa impedendo la costruzione di una difesa immunitaria. Chi adesso accusa la Cina di negligente gestione dei propri laboratori infettivi di massima sicurezza è lo stesso che si è premurato di escludere la natura industriale del virus. Chi istituisce lo stato di polizia è lo stesso che censura le testimonianze degli abusi, e si bada bene dallo scusarsene, perché vuole che vi sentiate soli, soli contro il possibile arbitrio.

Chi fa tutto questo vi parla di nuova normalità. “Nuova normalità“, una frase sbandierata, a media unificati, sin da subito, sin dall’inizio dell’emergenza. Ma non capite l’assurdo? Le misure emergenziali definiscono la normalità? Vogliono farvi accettare l’assurdo, convincerci che non esiste alternativa, dell’immanenza di quanto accade, vogliono demoralizzarci. E’ il primo obiettivo della propaganda, demoralizzare il nemico. Perché voi, noi, siamo il nemico. Oppure non l’avete capito?

Istituzioni nazionali e sovranazionali stanno in forma crescente considerando la popolazione come un nemico interno. Questa virata autoritaria l’ho misurata da vicino, professionalmente, lavorando su tematiche affini all’Internet delle Cose (IOT); dal tracciamento delle persone alla sicurezza con tecnologie biometriche.

Siete, siamo, un potenziale nemico delle Istituzioni locali e globali. Ci stanno riprogrammando, ridefinendo.

Se non vi opponete, se non richiamate le cariche istituzionali alle loro responsabilità, se continuate ad affidarvi ai media di regime, se non risvegliate il vostro buon senso, se non ritagliate i confini della vostra umanità, se non definite adesso la vostra personale “linea del Rubicone”, il vostro “domani” non è la Cina, è ben peggio.

Un caro saluto.

Il missile terra Aria di Teheran parla inglese.

Nel caso non lo sapeste, le “autorevoli” fonti giornalistiche Statunitensi, hanno appena pubblicato il video della “pistola fumante” che prova l’abbattimento missilistico dell’aereo Ucraino in terra Iraniana, precipitato a pochi chilometri da Teheran poco dopo le 6 (ora locale) del mattino di mercoledì 8 Gennaio 2020.

Certo che questi aerei Ucraini sono proprio sfortunati….

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Prima di proseguire nella lettura di questo breve post vi consiglio di osservare attentamente il video, almeno due o tre volte e quindi valutare le mie considerazioni, che potreste trovare interessanti.

Qui un link dove potrete guardare il video in oggetto.

Avete osservato con attenzione? Bene.

Sebbene possa sembrare strano, pur ammettendo la possibilità che il video sia una bufala ben realizzata, in questa occasione mi sento di sbilanciarmi sulla sua autenticità.

A mio modo di vedere infatti, il video in effetti prova in modo credibile,  l’abbattimento tramite missile terra-aria di un velivolo, e verosimilmente proprio l’aereo Iraniano. Osservo però un dettaglio rilevante; come faceva l’autore del video a sapere esattamente il punto da inquadrare? Eh sì, perché il “video amatore” alle 6 del mattino in pieno buio e senza apparente motivo (visto che l’aereo era invisibile e non in fiamme) riprende la scena con uno smartphone orientato verticalmente. La posizione verticale esclude, ragionevolmente, la volontà di riprendere con significativo anticipo l’affascinante alba Iraniana. La fonte, ovviamente anonima, di fronte ad un anonimo e squallido paesaggio notturno posiziona la viddeo-camera del proprio smartphone in posizione perfetta per testimoniare la traiettoria d’impatto del missile. La domanda è d’obbligo; cosa voleva riprendere in realtà? L’imprevedibile? Nessun tentennamento e, tanto meno, nessun cambio di orientamento da orizzontale a verticale. D’altronde non ci sarebbe stato il tempo materiale per aggiustare il tiro; il missile impiega circa 2 secondi a raggiungere l’obiettivo.

Evidentemente, l’imprevedibile era perfettamente prevedibile.

A chi ha buona memoria può ricordare la troupe Israeliana che si trovava incidentalmente a New York per riprendere qualcosa, l’11 Settembre 2001.

Nei 10 lustri della mia vita mi è capitato di ammirare centinaia di video che testimoniavano accadimenti. Spesso riprese di CCTV, oppure video amatoriali da parte di passanti che nel riprendere scene di interesse personale, finivano col catturare, parzialmente e di solito con angolazioni infelici, le testimonianze video di abbattimenti,  esplosioni o altri episodi drammatici. Fanno eccezione, s’intende, le riprese (quali i bombardamenti cinematografici di Bagdad ripresi 30 anni fa dalla CNN ) di eventi attesi, programmati.

Ebbene, in questo caso, il passante si trova occasionalmente fuori di casa a farsi una sigaretta in un primissimo e apparentemente freddo mattino, intento con la mano libera a riprendere, con uno smartphone (pre-)disposto verticalmente, il nulla; riprende un noiosissimo cielo nero senza motivo apparente, fiducioso nel futuro; la speranza, si sa, premia gli arditi, in particolare quelli dalla mano ferma; una mano tanto ferma da incollare la ripresa all’esatto angolo disegnato dalla rapidissima traiettoria del missile terra-aria.

Incredibile, no? Infatti, proprio incredibile.

Che il video amatore sia parente dei turisti in visita a New York l’11 Settembre 2001? Visto mai?

Un caro saluto,

A proposito di Trump; lettera aperta agli intellettualoidi di Sinistra.

Sono francamente stanco di sentire e soprattutto leggere, anche su supposte testate informate di sinistra, emerite fandonie riguardo il Presidente Donald Trump. Anche per questo è un po’ che non scrivo. La sensazione (fondata) di scrivere al vento. Troppo da scrivere e l’impossibilità di stare dietro tutto quello che, inutilmente, si muove.

Su Trump si potrebbero dire molte cose, vere, a partire dal suo supporto per la tortura dei “terroristi” o la “crociata” (per ora dialettica) contro la Cina. Per non parlare per la sua scarsissima conoscenza della situazione internazionale e di altre cose.

Ma invece lo sport preferito dai supposti anticapitalisti di sinistra, è quello della “character assassination”. La peggiore “character assassination”, quella basata sull’ignoranza di chi legge in buona fede e di chi scrive, a volte in malafede, per compiacere il proprio ego di “compagno” disilluso dalla Sinistra Sorosiana, o semplicemente per acquistare punti nel ranking dell’anticapitalista.

E così il “muro” di Trump con il Messico (semmai questo muro si farà mai, per inciso) dimostra il suo razzismo; il muro che volevano i Clinton (entrambi) alcuni anni prima, ora diviene la pietra dello scandalo. Pochi (eufemismo) dicono che negli USA ci sono 11 milioni (non bruscolini) di immigrati illegali provenienti dal Messico, e, ahimè, il tasso di criminalità in tale componente demografica è assai elevato. Sono dettagli trascurabili, evidentemente. Trump probabilmente la spara grossa sul “muro” ma pone un problema reale e grave quando parla dell’immigrazione clandestina da bordo meridionale.

Trump sospende l’ingresso da sette Paesi “musulmani” e quindi è razzista. Allora, cerchiamo di essere chiari. Ci sono decine di altri Paesi “musulmani” per cui tale divieto non sussiste. E il divieto di ingresso per persone di nazionalità non gradita  vale per i musulmani, per i cristiani, per gli atei, eccetera eccetera. I Paesi a cui è stato imposto il divieto sono quelli in cui i suoi predecessori hanno portato la guerra (questa veramente razzista ed imperialista) ed in cui è ragionevole assumere ci sia la maggiore probabilità di sussistenza di organizzazioni terroristiche anti USA. La scelta di Trump, condivisibile o no, efficace o no, è di sicurezza nazionale. Lo so, la parola Nazione non piace. Ma ringraziate Bush, Obama e i Clinton per il disastro attuale.

Trump è sionista. Cari sinistroidi, chiariamoci ancora una volta. Una volta per tutte. Israele è sionista, da decenni. La natura di Israele non è quella di Stato-Nazione ma di avamposto statunitense nel Medio Oriente e per questo gli USA saranno sempre, finché il dio petrolio produrrà la sua manna, filo-israeliani. Se Israele è sionista, gli USA saranno sionisti. E’ il prezzo che Wall Street ed il Pentagono sono ben lieti di pagare per il prezioso ruolo svolto  nella terra dell’oro nero da uno Stato inventato 70 anni fa per ragioni evidenti a tutti.

Chissà cosa succederà quando l’Hitler americano dovesse mettere le mani sulla NATO. La Sinistra Illuminata avrà modo di distinguersi anche in questo caso.

Chiudo con una dritta.

Volete sapere perché negli ultimi giorni, dopo la valanga di Executive Orders firmati da Trump, Wall Street si sta spaventando? Non perché le Blue Chips e la Silicon Valley siano spaventate dalla chiusura delle frontiere ai 7 Paesi musulmani. No. Sono spaventate dal fatto che Trump fa sul serio e sta facendo quello che aveva promesso, e lo sta facendo in tempi record; sono terrorizzate dalla possibilità che Trump dia seguito ad altre sue promesse, una su tutte; quella di ridurre il ruolo della FED, la banca che ha pompato triliardi di dollari per gonfiare l’apparente crescita economica statunitense fatta di enormi surplus aziendali e di lavori inutili e sussidiati atti a calmierare la disoccupazione strutturale e a nascondere ad un popolo che campa di Food Stamps il debito insolvibile di un Paese che ha esternalizzato tutto, inclusa la democrazia.

Un caro saluto.

Trump, e la tavola sparecchiata

Prima di tutto il dovuto: GRAZIE TRUMP.

Non sarai il mio candidato ideale, e non solo perché cittadini di due diversi Paesi. Impero il tuo, vassallo il mio. Ci sono cose che ci dividono, non solo confini.

D’altronde non sei il candidato del 75% della popolazione; il 25% di imbecilli che hanno votato Hillary Vagina Clinton, e soprattutto quel  quasi 50% che non si è espresso.

Ma grazie comunque.

Grazie per aver fronteggiato da UOMO quelle fasciste che danno cornuto all’asino. Chi ha orecchie per intendere ha inteso.

Grazie per aver fatto a pezzi il sistema mediatico, divenuto macchina di propaganda elitaria.

Grazie per aver alzato un gigantesco dito medio a quell’intellighenzia sinistroide da salotto che parla senza sapere, divenuta ormai la buoncostume dei “benpensanti”.

Grazie per averci scampato, o almeno ritardato, la terza guerra mondiale.

Grazie per aver rivoltato una tavola apparecchiata da tempo da burattinai elitari con la complicità di un popolo di stolti.

Grazie.

Un caro saluto.

Hillary e Park. Il vizietto delle donne.

Dominique Strauss-Kahn pagò cara la fuitina in un albergo di New York; via la poltrona dello FMI e addio ai sogni presidenziali. Bill Clinton ritenne opportuno sperimentare l’emancipazione femminile, con fellatio nella stanza ovale; il prezzo della prestazione fu alquanto salato. A Berlusconi una sola stanza non bastava e decise di trasformare l’intera residenza privata in sede Presidenziale; i festini da privati divennero pubblici, come pure la sua speciale predilezione  per il gentil “sesso”.

La lista potrebbe continuare.

Presidenti o pretendenti tali, la responsabilità presidenziale nulla può di fronte alla suprema volontà dell’uccello. Un vizietto che gli uomini non sanno proprio controllare.

Le donne no. La passera è amministrata sapientemente.

D’altronde il pendio della vetta presidenziale ha prospettive opposte. Il Presidente una volta in cima guarda a valle e tutto appare come un enorme inesplorata vagina. La Presidentessa invece la valle l’amministra sapientemente per scalare la vetta.

Eppure un vizietto le donne ce l’hanno. Una gola profonda. Smisurata.

No, non pensate male, nessuna allusione a Monica Lewinsky. Gola profonda in senso metaforico, quella strana propensione a trattare le informazioni istituzionali come private.

Si sa, le donne “tra loro si parlano”. A volte pure troppo. Hillary trattò le email governative come “cosa sua”.  Considerava la cosa naturale, tanto naturale da cancellare, sebbene sotto indagine, tutto quanto, come se il malloppo le appartenesse; tanto naturale da candidarsi alla Cupola Bianca. Gli è andata male. Tutta colpa del mondo misogino e sessista.

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Dall’altro capo del Mondo, le fa eco la Presidentessa Park Geun-Hye. I Sudcoreani non sono abbastanza miogino-sessisti, tanto che costei la vetta l’ha scalata. Ma una volta in cima, il “vizietto” ha fatto capolino, e così Park non ha trovato di meglio che condividere documenti governativi riservati con l’amica del cuore, Choi Soon la quale ha ritenuto opportuno monetizzare le informazioni ottenute.

Choi in manette, la Park sulla graticola.

No, dalla Sud Corea nessun grido al complotto misogino-sessista. Quello è ancora un paese serio.

E’ vero, la Park e la Clinton rimangono su antipodi etici; la prima da Presidente ammette la colpa e si avvia alle dimissioni, la seconda considerava la questione titolo preferenziale da Presidentessa.

Eppure il vizietto rimane.

Un caro saluto.

 

 

TRUMP

Un po’ mi dispiace, perché lo ammazzeranno.

A me, sebbene tutti i suoi difetti, Donald sta simpatico.

Ho il sentore che lo faranno fuori.  Dopo la “charachter assassination” da parte di TUTTI i media, seguirà l’assassination fisica. Sarà un messicano? Sarà un afroamericano? Sarà un gay queer? Chi lo sa? Comunque andrà, poi daranno la colpa al razzomofobismo di Donald.

Hillary-Obama hanno fatto un ottimo lavoro nel fomentare la macchina dell’odio, inter-genere, inter-razza. Bravi, bravi.

In ogni caso Donald, un consiglio da un “amico”: non sfilare a Dallas, in particolare su automobili decappottabili! Ci siamo capiti?

Donald Trump

Per adesso, mi godo il momento.

Un pensiero particolare a tutte le giornaliste “di genere” che hanno buttato nel cesso l’etica in virtù del proprio culto della vagina.

Grazie Donald, grazie Vladimir, grazie Julian.

Un caro saluto.

Scoop della Botteri: “Hillary Clinton voleva pilotare le elezioni in Palestina”

In anteprima per voi lo scoop che quasi sicuramente la Botteri riporterà sugli schermi televisivi questa sera, in qualità di corrispondente dagli Stati Uniti.

Hillary Clinton nel 2006 chiese di pilotare le elezioni in Palestina.

Questo quanto emerge da una registrazione privata, durante una conversazione con un giornalista della stampa israeliana.

Testuali parole:

Io non penso che noi avremmo dovuto premere per un’elezione nei territori Palestinesi. Credo sia stato un grave errore. E, se dovessimo premere per un’elezione, allora dovremmo assicurarci di fare qualcosa per determinare chi vincerà

Bufala?

No, no. Le dichiarazioni della Clinton sono certificate da tanto di audio. Ma la Bootteri forse avrà di meglio da proporci. Sembra infatti che Trump nel 2004 abbia dichiarato:

Mi piace anche il lato B.

Un caro saluto.

Il “colpo di caldo” dell’informazione italiana

Hillary Clinton è malata, seriamente malata. Ma i media sono disperatamente allineati nel tentativo di coprire l’evidenza.

Hillary è la candidata Bielderberg, la più amata dalle corporations, la più venerata dalle femministe d’élite, la paladina delle rivoluzioni colorate, la più lusingata dai media, dai cani e cagne da compagnia.

Non può perdere, non deve perdere.

Ieri in occasione del “memorial day”, il giorno della memoria dell'”Inside Job” dell’11 Settembre 2001, la “Predestinata” ha avuto una grave crisi, apparentemente epilettica. Non il primo episodio, né sarà l’ultimo.

Ma troppo è in gioco, e Trump non può, non deve vincere.

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Così, in una giornata assolutamente non calda, e di mattina, Hillary avrebbe un colpo di caldo, questo è stato raccontato a milioni di Italiani, almeno dalla RAI. Il capolavoro la fa la corrispondente da New York, perfettamente allineata alla linea “di regime”, la quale disegna, in un audio di un minuto, l’iperbole dell’offuscamento giornalistico, e della propaganda, riuscendo a coprire l’accaduto e a denigrare Trump.

Quasi non riuscivo a crederci, ma ormai sono abituato.

Nessuno vi mostrerà le immagini. Io e pochi altri (in termini relativi) le abbiamo viste; e non ci sono dubbi su cosa è veramente accaduto.

A voi nessun media “di regime” le mostrerà mai e dovrete affidarvi a media alternativi, in particolare ai canali cospirazionisti… Ma vi conviene fare in fretta, perché molti canali sono stati già censurati. As usual.

11 Settembre 2016, il memorial della menzogna.

Un caro saluto.

Un G20 da ricordare

Apre le danze il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, che ricorda al Presidente del Mondo Obama:

Non sono un pupazzo americano. Sono il presidente di uno stato sovrano. Io non sono giudicabile da nessun altro se non dal popolo Filippino. Figlio di puttana (“son of a bitch”), te lo giuro

Duterte si riferiva alle ingerenze statunitensi nella politica Filippina di contrasto al traffico di droga. Politica discutibile, probabilmente, ma gli USA sono gli ultimi a poter giudicare chiunque. Ma l’arroganza, si sa, va di pari passo con l’assenza di autocoscienza.

Da pari suo , Obama ha delle belle parole per Putin:

Tutti sanno che sei un’idiota (“jackass”). Non mi sto riferendo solo a Snowden e alla Siria. Cosa volgiamo dire delle Pussy Riot? E vogliamo parlare delle leggi anti-gay? Mosse da idiota, amico mio. E se pensi che sia l’unico a pensarla così, ti stai illudendo. Chiedi ad Angela Merkel. Chiedi a David Cameron. Chiedi al tizio turco. Ognuno di loro pensa che tu sia una testa di cazzo (“dick”).

obama-putin-g20-580Insomma Obama, non sembra contento del fatto che Putin sostenga, in accordo alle leggi internazionali, il governo Siriano contro i terroristi finanziati dagli Stati Uniti e dall’Arabia Saudita e addestrati da stati membri della NATO (US e UK in testa). E non gli piace che Snowden (reo di aver svelato il Grande Fratello americano) abbia cercato asilo in Russia invece che nella patria della liberà, gli Stati Uniti, quella dei 2 milioni di detenuti, di Guantanamo e della guerra ad Assange e Bradley (adesso Chelesa) Manning.

E cosa vogliamo dire delle Pussy Riot, le femministe targate Soros (alla pari delle Femen), che sono finite in carcere per violazione di leggi di ordine pubblico (non per reato di opinione) come qualsiasi altro cittadino russo; al contrario, in america vige il “Pussy Pass”. Questi russi sono incivili, mica come gli statunitensi che ai cittadini gli sparano in ogni angolo della strada.

Per non parlare delle politiche anti-gay Russe che vietano la propaganda gender e omosessualista nella scuola; un crimine, certo. Prendere lezioni dall’america, please, dove uno studente su cinque è trattato a psicofarmaci, e gli altri giocano al tiro al bersaglio con i propri compagni.

Eh sì, Putin dal basso del suo consenso interno plebiscitario (sebbene la guerra fredda in atto) deve consigliarsi con Cameron (dimissionato dopo la batosta Brexit) e con Merkel giustappunto semi “sfanculata” in casa propria dall’AFD.

Insomma, un G20 da ricordare. Il pupazzo del Nuovo Ordine Mondiale che insulta il leader più amato dal proprio popolo, e si becca gli stracci in faccia dal leader di una ex colonia.

Un giorno, forse, anche noi avremo un leader. Per adesso accontentatevi dei servi.

Un caro saluto.

Viva l’AFD!

Vince la destra. No, anzi, vince l’estrema destra. Anzi no, vince l’ultra destra.

Si, insomma vince la destra nazionalxeonfobopopulistamisogninoconservatrice.

I cattivi, ci siamo capito.

La Merkel, leader del partito cristiano-democratico CDU, nell’elezione del Meclemburgo viene superata a destra dai populisti di destra della AfD.

Insomma, la destra viene superata a destra, e si sa il sorpasso a destra è vietato.2000px-Alternative-fuer-Deutschland-Logo-2013.svg_Pare, insomma, che il popolo quando si esprime contro il dettame dell’élite, diventa populista. Immediatamente il voto diventa estremo, populista, insomma non piace. Eccesso di democrazia.

Non piace soprattutto a questa stampa, stranamente allineata ai dettami di governo, che si compiace della sua “elitaria” interpretazione liberal progressive della società, e dei finanziamenti generosamente concessi dalla partitocrazia di turno e pagati dall’insulsa plebe.

La plebe non capisce, perché si abbrutisce nel proprio egoismo, manca di prospettiva futura e futuribile, pensa che una Nazione abbia dei confini e che un popolo abbia delle tradizioni e una storia; la plebe non capisce la politica dell’immigrazione, pardon, dell’accoglienza, e magari pensa che con la Russia bisogna fare affari e non puntargli batterie di testate nucleari; e gran parte di questa plebe ancora pensa che esistano maschi e femmine invece di infinite sfumature del nulla.

La plebe è stolta e quindi non sa votare.  O quantomeno non sa votare bene.

Un paio d’anni fa in Grecia è risorto uno pseudofascismo sotto il nome di Alba Dorata. Prontamente messo fuori legge, in pieno stile ultraeurofascista. Tutto per fare strada all’ultrasnistra di Tsipras, messa alla gogna e quindi di fronte ad una scelta referendaria con la pistota puntata alla tempia, la tempia sinistra. Il risultato, scontato; schiavità finanziaria prolungata e crescita dei fuorilegge di Alba Dorata. Il popolo non capisce, forse serve la testa di cavallo mozzata nel letto. Ci sono abbastanza cavalli?

Cose analoghe si sono ripetute in Francia con la Le Pen.

In casa nostra ci dobbiamo accontentare del populismo del M5S, ancora legale, forse perché annacquato da un’ambigua politica “Euro no ma forse anche sì”.

Che vi devo dire, io dell’AFD so poco e nulla. Ma ricordo un video emblematico di uno dei suoi rappresentanti al Parlamento (si fa per dire)  Europeo, in cui si faceva gioco della propaganda femminista genderista. Mi piacque, molto.

Viva l’AFD.

Un caro saluto.