Identità Digitale: vi trasformeranno in schiavi

Prima di leggere questo articolo, vi consiglio di stamparlo e conservarlo da qualche parte. Non solo perché potreste non ritrovarlo in futuro, ma semplicemente perché se le cose vanno come io temo potreste trovare qualche indicazione sul come evitare il peggio o magari tornare indietro.


Vi hanno prima chiuso nella prigione domiciliare, e multato, arrestato o anche picchiato se colti fuori di casa o troppo lontani dalla vostra prigione. E poi Vi hanno restituito una libertà parziale, condizionata all’indossare una museruola. Avete già imparato la prima lezione dell’obbedienza.

Vi hanno fatto chiudere le vostre attività commerciali, mettendovi in ginocchio. Ora vi concedono di riaprire a condizione di schedare i clienti e/o di non usare il contante. Ad altri hanno permesso la “riapertura” a condizioni di esercizio commerciali impossibili, per cercare di portarli all’idea di voler conoscere lo stato sanitario dei clienti; perché, una volta che sappiano distinguere il “sano” dall’infetto, potranno operare in quasi normalità.

Quello che avviene non è opera di pazzi; è un atto deliberato inteso a ridurre così tanto i vostri standard di vita da farvi impazzire, per condurvi a negoziare la vostra libertà, a chiedere al vostro carceriere di aprire parzialmente la vostra cella, accettando compromessi una volta altrimenti inammissibili. E’ una strategia nota, detta Problema->Reazione->Soluzione, in cui il potere cerca di portare la propria popolazione in condizioni di stress così pesanti che la popolazione reclamerà come “ciambella” di salvataggio esattamente quello che il potere voleva imporre sin dall’inizio.

Magari vi chiederete cosa vi aspetta, dove veramente vogliono parare. Si scrive Identità Digitale, si legge schiavitù permanente ed irreversibile.

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Primo Stadio evolutivo –  L’imminente futuro

Quanto segue sarà il vostro imminente futuro nell’arco di 1 anno se non ritrovate voi stessi; rileggete questo paragrafo tra qualche mese e con il senno di poi capirete cosa veramente vi hanno fatto:

  • vi proporranno un’applicazione di tracciamento che consente ad entità (intendo con entità istituzioni generiche private o pubbliche nazionali e non) di conoscere i vostri spostamenti, i vostri contatti e lo “stato” di salute vostro e delle persone attorno a voi; chi adotterà tale applicazione troverà beneficio psicologico (“sentirsi sicuro”) e dimenticherà poco dopo (per abitudine e conformità sociale) il compromesso che ha fatto con la propria dignità
  • matteranno forti restrizioni all’esercizio commerciale e il divieto (o forti limitazioni) a viaggi lavorativi e non, per “impedire la diffusione del virus”
  • gli esercizi commerciali (ristoranti, negozi, compagnie aeree) a questo punto troveranno insopportabili le condizioni lavorative emergenziali e “proporranno” alle entità l’idea di rimuovere le barriere imposte in cambio dello screening “sanitario” dei clienti
  • le entità ben volentieri acconsentiranno (è quello che hanno sempre voluto), e le attività commerciali inizieranno a effettuare lo screening (ad esempio tramite smart tags e QRcodes con interazione tramite applicazione di tracciamento e “totem” posti all’ingresso), permettendo l’accesso ai servizi erogati senza restrizioni solo ai “sani”, negando l’erogazione del servizio alle persone “non certificabili”, oppure erogando loro i servizi in condizioni umilianti
  • di conseguenza anche persone reticenti ad adottare l’applicazione di tracciamento troveranno le restrizioni imposte loro sempre meno sopportabili e gradualmente accetteranno di utilizzare tale applicazione;

Alla fine di questo stadio la quasi totalità della popolazione utilizzerà tale applicazione per accedere ai servizi; servizi che prima non avevano alcuna precondizione. In essenza sarete abituate a fare “log-in” anche nei luoghi fisici alla stregua dei luoghi virtuali.

Dopo un po’ non si farà più caso alla limitazione imposta alla vostra libertà e sottovaluterete il fatto che siete stati profilati da un punto di vista sanitario; probabilmente sarete indotti a pensare che

“in fondo non è successo nulla, e anzi l’APP è comoda e ci rassicura”.

Pochi saranno consapevoli che il profilo sanitario non solo è noto ad altri (entità) ma non è più sotto il vostro controllo (vedi Decreto Legge del 20 Maggio, che ha eliminato dalla normativa il consenso informato del cittadino al proprio Fascicolo Sanitario Elettronico – FSE) e che quindi altri (le entità) possono anche inserire informazioni sanitarie sulla vostra persona a vostra insaputa o contro la vostra volontà; ancor meno persone sapranno che la banca dati che conserva il vostro profilo utente (in accordo a quanto stabilito nel DL del 10 Maggio) può conservare il vostro genoma (per 40 anni).

Questa è la base della Patente Sanitaria, ma è solo l’inizio, perché a quel punto ci sarà una rapida evoluzione tecnologica e relativa erosione del diritto giuridico.


Secondo Stadio evolutivo – Il futuro prossimo

Quanto segue sarà il vostro prossimo futuro nell’arco di 2 o 5 anni se non ci sarà risveglio:

  • le persone saranno orma abituate a fare il “log-in“, cioè ad entrare digitalmente anche negli spazi fisici, tramite APP, con delle credenziali stabilite e controllate dalle entità; l’assuefazione avverrà sia per paura che ritorni il trauma (lockdown) passato che per conformità sociale
  • il log-in sarà ormai esteso alla gran parte dei punti di aggregazione; mezzi di trasporto, centri commerciali, teatri, cinema discoteche; rimarranno verosimilmente esenti gli esercizi commerciali più piccoli
  • fioriranno sistemi di sorveglianza attiva, quali termo scanner e videocamere a riconoscimento facciale e biometrico pilotati da Intelligenza Artificiale e agganciata alla banca dati dei “cittadini”, prevalentemente nei luoghi di maggiore aggregazione e/o spostamento; tali strumenti controlleranno il vostro profilo digitale ed eventualmente (per ragioni di sicurezza sanitaria, ovviamente) le vostre presunte condizioni fisiologiche (ad esempio la temperatura corporea) ; il vero scopo di tali sistemi non è tanto quello di sorvegliare quanto quello di creare pressione psicologica, di portare all’auto-isolamento e suscitare la percezione subliminale (non espressa, ma sedimentata) di essere in perenne controllo e che quindi la possibilità di evasione dal sistema è semplicemente un sentimento vano e che il dissenso potrebbe avere ripercussioni
  • i sistemi di certificazione per il log-in faranno un passo avanti e vi richiederanno un’identificazione biometrica; l’APP vi richiederà quindi il riconoscimento facciale o delle impronte digitali, dati che ovviamente andranno ad arricchire il vostro profilo nella banca dati;
  • una volta assicurata la “sicurezza” informatica tramite parametri biometrici sarà possibile introdurre il pagamento digitale-biometrico che aprirà la porta alla rapida scomparsa della moneta fisica (contante), perché l’APP è comoda e sicura e il contante è veicolo di contagio
  • l’APP sarà via via accompagnata, e rapidamente sostituita, da sistemi di riconoscimento biometrico passivi (“totem biometrici” provvisti di telecamere o altri sensori capaci di rilevare determinate caratteristiche da confrontare con la banca dati ove risiede il vostro profilo digitale). Questa seconda modalità velocemente soppianterà la prima (l’APP) perché più “comoda” e per alcuni anche “divertente“; senza che ve ne accorgiate, con questo passaggio, vi estranieranno dal concetto di atto volontario di attestazione della propria identità e dall’idea stessa di essere in “possesso” dei mezzi di identificazione personale. Tale evoluzione sarà giustificata non solo con il vantaggio della “comodità d’utilizzo” ma anche e soprattutto con la motivazione di prevenire il furto (cyber-terrorismdella vostra identità in rete.
  • le scuole saranno un obiettivo primario dei totem biometrici, i quali garantiranno accesso sicuro solo alle persone abilitate; il tutto, ovviamente, per l’interesse esclusivo dei vostri bambini. I ragazzi (la generazione digitale) troveranno la cosa sostanzialmente divertente.
  • i media descriveranno ovviamente l’evoluzione dall’utilizzo volontario e con credenziali personali note a voi all’identificazione passiva con informazioni non necessariamente a voi note, come un semplice processo di semplificazione digitale. Si realizzerà così la prima forma di vera e propria di identità digitale, in cui la vostra identità è definita e gestita in rete (voi sarete quello che l’entità definisce) e il processo d’identificazione sarà prevalentemente passivo, cioè senza richiesta di un vostro atto volontario o consapevole.
  • a questo punto sarete stati largamente “spersonalizzati”; voi non sarete più quello che dichiarate di essere ma quello che l’identità digitale attesta che voi siate; non sarà più l’esercente ad accogliervi nell’esercizio commerciale, ma un totem; e se il totem darà “semaforo rosso” l’esercente alzerà le braccia a dimostrazione della sua impotenza, perché il totem conoscerà voi più dell’esercente o di voi stessi. Anche i genitori troveranno chiuse le porte della scuola e non potranno accedervi se non con previa prenotazione e solo se i parametri biometrici scansionati dal totem saranno accettabili; molti tra i genitori s’illuderanno di avere i figli al sicuro senza realizzare di averne perso la podestà.
  • a questo punto inizierà a farsi strada a livello embrionale la soluzione del microchip sottocutaneo con informazioni residenti nel corpo (sincronizzabili con la vostra identità digitale in rete) e scambiabili tramite interazione elettromagnetica (tipicamente RFID), garantendo l’interazione “sicura” tra persone e macchine non predisposte con sensori biometrici; sebbene oggi il microchip desti oggi le maggiori “preoccupazioni”, esso avrà comunque rilevanza marginale (almeno fino a quando le nuove generazioni non siano abituate alla cultura cibernetica e non siano commercialmente praticabili soluzioni nanotecnologiche) e sarà affiancato da soluzioni percepite come “meno invasive” che permettano altre interazioni evolute uomo-macchina (quali ad esempio la soluzione brevettata da Microsoft per la gestione di transazioni basate sulla lettura di parametri biologici tra cui, e non in via esclusiva, i segnali neuronali)
  • la pervasività degli apparati dotati di connettività (bluetooth, wifi) combinata con tecnologie mobili capillari (5G) permetteranno il tracciamento personale, con ragionevole confidenza, delle persone anche all’interno di luoghi chiusi (indoor tracking)
  • la banca dati del vostro profilo (identità digitale) integrerà le informazioni sanitarie altre informazioni giuridiche, catastali e finanziarie (immobili, liquidità e finanche oggetti posseduti) perché la stragrande maggioranza delle transazioni (anche quelle relative agli articoli più “personali”) avverrà tramite validazione ed autorizzazione dell’entità in rete; ciò consentirà non solo la disponibilità in tempo reale di dossier informativi su ogni persona ma determinerà una consapevolezza subliminale nella singola persona di non aver aspetti privati, creando un naturale deterrente al dissenso
  • persisteranno nel medio periodo, frange di dissidenza (hacking, sabotaggio di antenne e totem) per un ritorno al passato, atti che saranno qualificati e descritti dai media e dalle istituzioni come terrorismo informatico o bioterrorismo, in quanto attentati alla vostra identità digitale e quindi alla vostra sicurezza e salute; tali frange si esauriranno con il ricambio generazionale; voi ovviamente crederete alle finalità “eversive” presentate dai media
  • alla fine di questo stadio evolutivo le entità in rete potranno, sulla base del controllo dell’identità digitale, classificare le persone e restringerne proattivamente l’accesso a servizi anche essenziali (sulla base di meccanismi simili a quelli già attuali in Cina), ivi incluse le proprie disponibilità finanziarie, per piegare sul nascere ogni forma di dissenso;

Alla fine di questo stadio evolutivo, la prima versione dell’identità digitale si sarà compiuta. Lo scopo dell’identità digitale si evolverà ben oltre i confini sanitari e, non appena il diritto fiscale si adatterà, le sanzioni come pure le tassazioni non saranno più pagate dalla persona ma semplicemente prelevate autonomamente dalle entità.


Non mi espongo sul successivo stadio evolutivo, perché vi sembrerebbe paranoide, in particolare se ancora credete che ci sia un’emergenza sanitaria. Mi limito a dirvi che quanto sopra descritto discende da tecnologie commerciali disponibili e già applicate (quindi non semplicemente ipotetiche o futuribili), e le implicazioni sociali descritte rappresentano un sottoinsieme ottimistico della quotidianità odierna del “cittadino” cinese sotto l’egida del Social Credit (Identità Digitale cinese).

Quello che avviene oggi è stato pianificato. Mi sono occupato professionalmente di sicurezza con tecnologie biometriche e tracciamento/localizzazione e vi posso testimoniare che l’intero programma europeo dei fondi  Horizon 2020 (dal 2014 al 2020) in ambito sicurezza ICT era focalizzato sullo sviluppo di tecnologie biometriche per il controllo della popolazione.

Siamo all’interno di una guerra globale con la Cina, in cui la guerra si attua mercificando la vostra persona, partendo dai diritti. Per questo non deve stupirvi che proprio i Paesi del G8 (ad eccezione ovvia della Cina stessa e della Russia sua alleata) siano quelli con misure “pandemiche” maggiormente restrittive.

La Cina ha vinto la sfida della produttività e di conseguenza il capitale finanziario internazionale ha deciso di trasformare le nostre democrazie liberali in tecnocrazie autoritarie che non abbiano più cittadini ma schiavi.

Se non si ferma adesso il meccanismo, la prossima generazione non saprà neanche cos’è la libertà personale, cos’è la libertà d’opinione e cos’è il diritto naturale individuale.

Un caro saluto.

Siamo alla strategia della tensione

Le parole di questi giorni, con vari richiami agli “attentati contro lo stato”, l’uso strumentale di figure nobili della nostra storia relativamente recente, i messaggi subliminali lanciati da alcune istituzioni al “guardarsi” dai dissidenti, parlano chiaro.

Hanno paura che il velo si alzi. Siamo alla strategia della tensione.

Arriverà a breve qualcosa di esplosivo da utilizzare per rinsaldare il rapporto tra questo governo autoritario e la sua base di consenso. Per convogliare anche quella opposizione, che opposizione non ha mai fatto sui temi fondamentali, verso il supporto del regime in una sorta di dittatura di unità nazionale.

Stateve accuorti.

Un caro saluto.

Aspettiamo i desaparecidos per svegliarci?

Ci hanno mentito su tutto. Manipolato nelle modalità più bieche. E per qualche settimana ci sono cascato anche io, come molti.

Hanno gonfiato all’inverosimile i numeri, nascosto verità, occultato cadaveri, ostacolato autopsie e cure, e censurato sia medici che media non allineati.

Per portarci nel panico e costringerci a seguire norme insensate da ossequiare con riflessi Pavloviani; qualcuno ha anche scoperto il brivido della delazione.

Per distanziarci e silenziarci. Per impedire la discussione e l’informazione. Per incollarci ad uno schermo senza contraddittorio.

Per impedire ai ragazzi di socializzare e ricevere educazione e confronto con i docenti.

Per impedirci di fare attività fisica e finanche di avere relazioni sentimentali “non certificabili”.

Per portarci in un’abominio di normalità, un ossimoro della vita, in cui perdere la propria dignità lavorativa e sociale, perdere il sonno e in alcuni casi togliersi la vita. Tutto sotto l’egida di una task force senza volto.

Per fare morire migliaia di persone per aggravamento del loro stato psico-fisico ed abbandono, e poi far intendere che “magari sono morti di covid”.

Per portarci dentro una prigione senza vista sul resto del mondo, per non vedere le realtà di altri Paesi che possano palesare la grande menzogna in cui viviamo.

Ci hanno promesso “che insieme ce la faremo” per poi lasciarci in balia dell’arbitrio; e sussidi a quelli in difficoltà per poi distribuire un pugno di mosche. Niente MES. Poi MES con le condizioni. Poi semplicemente MES.

E per cosa? Per un’emergenza sanitaria che mai è esistita e che prontamente è stata ridefinita emergenza epidemiologica, perché non sanno più come motivare l’annullamento dei diritti fondamentali della persona e prolungare tale stato a tutto il 2020, e forse oltre.

desaparecidos

E nel mentre, chi ci inganna ci propone braccialetti elettronici per i bambini, si adopera in decreti leggi per schedarci e profilarci da un punto di vista sanitario (ivi incluso il nostro DNA) e rimuovendo il nostro diritto al consenso informato sul Fascicolo Sanitario Elettronico; e si premura di bandire le manifestazioni (per motivi di salute ovviamente) e verosimilmente si prepara al prelievo forzoso dai nostri conti correnti; ma la colpa sarà del virus, oppure nostra, e non di chi ha causato lo sfacelo. E “opportunamente” dispone l’uso dell’esercito e del sequestro cautelativo, non dei vostri soldi, ma della vostra persona.

Ci hanno intimidito per le più arbitrarie motivazioni; multati, picchiati, segnalati o arrestati per aver osato mancare di rispetto ai servitori dello Stato intenti ad identificarci per aver osato mettere il piede fuori di casa. Hanno sequestrato, sedato e torturato per 3 giorni un nostro concittadino per aver manifestato il suo pensiero. Hanno messo al rogo la magnifica parlamentare Sara Cunial per aver espresso l’unica opinione dissonante (insieme a Vittorio Sgarbi) in un Parlamento silenziato e per lungo tempo congelato. Hanno cercato di intimidire il senatore Alberto Bagnai (una delle poche voci dissonanti) tramite opportuno dossieraggio televisivo. Hanno arrestato 12 persone con l’accusa di “terrorismo” per aver tentato di organizzare delle manifestazioni e aver danneggiato due antenne telefoniche due anni prima.

E magari è successo ben altro. Pensate che i media di regime vadano ad indagare?

Cosa pensiamo che succeda nel prossimo futuro? Pensiamo di essere al sicuro? Pensiamo che non ci verranno mai a prendere a casa; o magari pensiamo che se succedesse ad un altro magari “se la sarà cercata”? Se scomparissi tu chi lo saprebbe? E chi saprebbe le vere motivazioni?

Abbiamo forse fiducia nel bel visino del Premier, o nella voce suadente del Presidente che mai parla e tutto firma? O nella magistratura che tace, si crogiola della chiusura dei tribunali e si guarda bene dall’indagare le responsabilità penali delle nostre istituzioni? O forse riponete fiducia nella Corte Costituzionale?

Non andrà tutto bene. E’ andato tutto di merda fino ad adesso e andrà peggio perché ci stiamo abituando. E siamo patetici quando “dimostriamo” il nostro dissenso mentre diligentemente indossiamo il segno del silenzio, la mascherina.

Aspettiamo i desaparecidos per svegliarci?

Un caro saluto.

La mascherina uccide

Evidentemente la nozione che respirare sia una funzione essenziale non fa più parte del sapere comune, del buon senso.

L’idea che dobbiamo introdurre ossigeno nel nostro organismo, e che tanto più consumiamo energie tanto più ossigeno ci è richiesto non è patrimonio di tutti.

Come pure sembra non esserlo il fatto che espelliamo anidride carbonica come scarto, in quanto dannosa all’organismo.

Il rischio di ipossia o ipercapnia è reale ed elevato.

A queste persone non deve essere giunta la notizia che due ragazzi cinesi sono morti a causa della mascherina indossata durante l’attività fisica.

Paradossalmente gli stessi che riconoscono nella mascherina un potenziale imprecisato di contenimento della trasmissione (tutt’altro che certo, vedi Russell Blaylock), hanno qualche difficoltà a comprendere che tali virus (e batteri) permangono in vita in una coltura (umida e tiepida) a pochi millimetri dalle vie aeree e per tempi prolungati.

Io non mi arrendo, e quando vedo queste persone, all’aperto, in particolare anziane, le esorto a togliere la mascherina. Inevitabilmente il rifiuto, ormai un riflesso condizionato, a volte colorato di frustrazione, a volte di aggressività perché colpevole, io, di aver ingerito con il loro “safe space”, il loro spazio sicuro concesso dal Grande Fratello.

Ieri sera il mio spirito “samaritano” si è confrontato con Kafka quando il mio intento si è scontrato con le consuetudini di un anziano intento a fumare, alternando la tirata di sigaretta con l’espirazione dentro la mascherina. Non sono riuscito a nascondere la mia ilarità, lo ammetto; un riso amaro, quello di chi si confronta con lo spettacolo comico di una cavia che vanamente “galoppa” sulla ruota all’interno della propria gabbia.

Siamo a questo. Anche i consigli amorevoli del prossimo, ispirati al buon senso, si scontrano con la paura.

La mascherina li ha già uccisi intellettualmente. Alcuni hanno varcato la soglia della follia, senza rendersene conto.

E ho stentato a prendere sonno. Non solo per lo spettacolo Freudiano, ma per la rabbia, che raramente ho provato, nei confronti dei responsabili di questi crimini; crimini che per me hanno parallelo solo in quelli commessi circa un secolo fa sotto l’egida del Reich.

Un amaro saluto.

Secondo l’INAIL il bagnino deve lasciarti affogare

Lo spettacolo surreale di questa dittatura all’amatriciana continua. Sempre meno foche sui balconi ad applaudire la propria prigione, ma la scarsa consapevolezza dell’inganno e incompetenza che pervade le nostre istituzioni dipinge un quadro sociale ancora desolante.

L’INAIL, nel quadro della strategia di “rilancio” dell’Italia ha definito delle linee guida per il comportamento di bagnanti, esercenti e lavoratori balneari. Ciascuna di queste guida meriterebbe una trattazione in chiave Kafkiana. Spicca tra di esse la raccomandazione ai “bagnini” di:

valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale, ma senza avvicinare il proprio volto a quello della vittima e di eseguire le sole compressioni (senza ventilazioni) con le modalità riportate nelle linee guida

Siamo ben oltre la follia. Il bagnino dovrebbe capire se la persona respira tenendosi a debita distanza e dovrebbe astenersi dall’effettuare la respirazione bocca a bocca.

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Ma vi rendete conto?

Vi rendete conto non solo del ridicolo, ma soprattutto dell’incompetenza paranoica che sottace tale linea guida, evidentemente riferita alle raccomandazioni del Ministro della Sanità (presidiato da una persona laureata in Scienze Sociali)?

Un bagnino per non incorrere nella possibilità di contrarre/trasmettere un virus che nella peggiore delle ipotesi ha una mortalità dell’ordine del 2-3 per mille, dovrebbe esimersi dal prestare soccorso respiratorio ad una persona che è in imminente pericolo di vita.

Qui c’è ben altro che incompetenza. Qui c’è la perdita del concetto di umanità.

E il bagnino che osservasse un bagnante in pericolo di affogamento in acque a questo punto dovrebbe esimersi dal portarlo in salvo per evitare il contatto?

E cosa succede se il bagnino o un bagnante assistesse con respirazione bocca a bocca una persona in difficoltà trasmettesse l’infezione Covid? Sarebbe responsabile di attentato alla salute?

Siamo al delirio, siamo in un paradosso secondo cui una persona deve togliersi l’umanità che spinge alla naturale assistenza del prossimo, per mettersi gli abiti di una macchina che calcola il rapporto rischio-beneficio derivante dall’alternativa tra il prestare soccorso con rischio di essere sanzionato (penalmente?) per aver trasmesso un infezione oppure lasciare morire la persona in difficoltà e caricarsi la responsabilità di omesso soccorso.

Molti media stanno commentando con tono sarcastico la notizia, ma non colgono a parer mio la deriva disumanizzante dietro cui c’è evidentemente una programmazione di psicologia sociale che deve portare le persone a desiderare di sapere se il prossimo è infetto oppure no.

Ed in effetti se la persona in soccorso fosse consapevole dello stato di infetto proprio e della persona da soccorrere, potrebbe essere semplificata la propria valutazione se intervenire o no; se uno dei due è infetti si lascia morire per non infettare e ci si salvaguarda dall’omissione di soccorso col pretesto di aver non voluto contrarre o trasmettere l’infezione; viceversa si soccorre  e nel caso di trasmissione dell’infezione si ha la garanzia legale di essere intervenuti secondo le informazioni sanitarie disponibili.

E’ la deriva della dittatura sanitaria, che non ha nulla di umano. E’ il contrario dell’umanità, è la disumanizzazione cui molti di noi hanno, consapevolmente o inconsapevolmente, già deciso di prendere parte.

Un caro saluto.

Conte ha regalato il vostro “patrimonio” genetico a Bill Gates…e non solo

Dubito che ne siate a conoscenza ma grazie “all’emergenza” il Presidente del Consiglio Conte nel giorno 10 Maggio ha emanato un decreto legge  (DL 10 MAGGIO 2020 n 30) controfirmato dall’inquilino del Quirinale, che dispone l’utilizzo del codice genetico delle persone sottoposte a test sierologico da SARS-COV-2 (volgarmente detto COVID19).

genetica

In estrema sintesi le persone che volontariamente (per adesso) si sottoporranno a test sierologico firmeranno una liberatoria in virtù della quale daranno allo Stato Italiano la possibilità di conservare i propri dati personali e il proprio codice genetico per 40 (quaranta) anni. Le finalità di acquisizione di tali dati sono di carattere statistico e di ricerca scientifica (che vuol dire tutto e nulla).

Quanto sopra solo per test sierologici e solo su base volontaria, per adesso.

Ma quanto sopra, che vi inquieti o no, è la parte, per usare un eufemismo, meno controversa.

Questo decreto al punto 7 dispone infatti che:

dati raccolti nell’ambito dell’indagine di cui al comma 1, privi di identificativi diretti, possono essere comunicati, per finalità scientifiche, ai soggetti di cui al comma 1 dell’articolo 5 -ter del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33

Cosa garantisce questa “oscura” frase? Il DL n 33 del 14 marzo 2013 garantisce l’accesso a tali dati (resi anonimi) non solo alle agenzie statistiche Europee ma a tutti i ricercatori e centri di ricerca accreditati.

In pratica il codice genetico delle persone sottoposte a test sierologico saranno disponibili sostanzialmente a tutti i centri di ricerca ed aziende del settore sanitario europee e internazionali. Chi vi dice il contrario vi sta mentendo.

Ma non ci fermiamo qui. Come alcuni di voi sanno esiste una regolamentazione europea chiamata GDPR “apparentemente” nata per tutelare gli utenti dagli abusi di utilizzo dei dati personali. Tale GDPR in teoria consente ad ogni utente di sapere chi ha accesso ai propri dati personali e consentirebbe agli utenti di poter limitare tale accesso. Il GDPR in sostanza, nella sua completezza, definisce l’utente come unico proprietario dei propri dati. Ebbene tale DL emesso da Conte e controfirmato dall’inquilino del Quirinale recita al punto 11:

I dati personali raccolti ai sensi del presente articolo vengono trattati nel rispetto dei principi di cui all’articolo 5 del Regolamento (UE) 2016/679

Legalese utilizzato a fini malevoli. Perché? Il Regolamento (UE) 2016/679 stabilisce i vincoli del GDPR, ma chi ha scritto questo capoverso l’ha scritto abilmente per ingannare ed eludere le garanzie del GDPR, per due motivi:

  • si fa riferimento non al regolamento GDPR ma solo all’articolo 5, che appunto rende possibile (nel punto b) l’utilizzo dei dati forniti per fini di ricerca e statistica.
  • si utilizza l’espressione “rispetto dei principi” e non “conformità” al regolamento; “rispetto dei principi” non significa nulla mentre la conformità è un termine vincolante

In sostanza il punto 11 da l’illusione, a coloro inclini a concedere la buona fede alle nostre istituzioni (e agli stolti del Parlamento che trasformeranno tale DL in Legge dello Stato), che tale DL rispetti il diritto esclusivo alla propria privacy garantito dal GDPR, ma in effetti lo elude non menzionando la conformità di tale provvedimento al GDPR e viceversa utilizzando l’articolo 5 per “legittimare” l’utilizzo di terzi delle informazioni relative al vostro DNA.

E non fatevi ingannare dalla frase (sempre al punto 11 del DL 31):

…esclusivamente per il perseguimento delle finalità individuate dal presente articolo e nei limiti in cui sia necessario per lo svolgimento delle funzioni affidate a ciascuno dei soggetti coinvolti.

Una volta che i vostri dati siano resi disponibili e voi non abbiate la possibilità tecnica di revocarne l’utilizzo (cosa esclusa dalla non conformità al GDPR) non c’è alcun modo di riprenderne possesso, anche laddove la finalità d’utilizzo da parte di enti nazionali o internazionali sia verificata come non conforme agli intenti del provvedimento.

In sostanza questo Decreto Legge (e sarà legge) permette allo Stato Italiano di prendere il vostro DNA, di abbinarlo alla vostra persona  e conservare tali dati per 40 anni, privandovi deliberatamente della possibilità di tornarne in possesso esclusivo; inoltre consente allo Stato Italiano di “regalare” tali informazioni, private della vostra identificazione sociale (ma non di quella biologica), in forma aggregata a enti internazionali.

Ora deve essere chiaro, e prestate attenzione, che il problema della privacy, in senso stretto e convenzionale, non è il nodo del problema.

Con questo decreto lo Stato ha la possibilità di ricondurre le vostre generalità al codice genetico determinando la possibilità di “profilare” la popolazione in base a rischi sanitari; ed un tecnocrate sulla base della “scienza” potrebbe anche spingersi verso TSO preventivi supportati da analisi statistiche della prevalenza genetica di rischio ad un certo fattore.  A ciò si aggiunga che chi ha redatto e/o firmato questo decreto legge apre le porte all’ingegneria genetica in particolare per quelle pratiche sperimentali che prevedono la somministrazione di sostanze in grado di modificare il comportamento delle cellule di un individuo; pratiche oggetto di studio da anni da parte del DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) statunitense, punta di diamante del Pentagono e finanziatore/collaboratore alle aziende farmaceutiche MODERNA, AbCellera e AstraZeneca che sono aziende capofila nel test di potenziali prodotti vaccinali anti COVID.

La deriva sanitaria è altamente plausibile.

Un caro saluto.

COVID 1984: braccialetti per bambini, catene per gli adulti.

E’ notizia di oggi che la scuola materna Eugenio Cantoni di Castellanza (Varese), sta mettendo in opera un progetto che prevede l’applicazione di un braccialetto elettronico per i bambini e per i dipendenti scolastici.

Il simpatico “braccialetto” vibra allorquando un bambino si avvicina troppo ad un altro coetaneo o al personale scolastico. Inoltre il “braccialetto” traccia i contatti, o meglio, gli avvicinamenti, permettendo agli enti governativi di conoscere con chi il bambino o dipendente della struttura scolastica è venuto a contatto.

Secondo l’articolo citato:

Il braccialetto può essere un modo divertente che aiuta i bambini a restare in totale sicurezza anche a scuola.

Neanche George Orwell si era spinto tanto lontano nel mondo distopico di “1984“.

Ma quanto sopra, e peggio, succederà se non vi svegliate, se non uscite dal panico. Se non comprendete che siamo dentro un grande inganno. Menzogne unite ad un cinico disprezzo delle libertà personali, anche delle persone più deboli. Io non faccio eccezione, sono caduto nell’inganno, non mi considero superiore. E per giorni ho cercato di fare la mia parte nel sensibilizzare sull’utilità delle azioni di contenimento per alleviare l’emergenza sanitaria. Ma i fatti ci stanno dicendo che il virus è meno pericoloso di quanto inizialmente presunto sebbene reso più letale da giustificabili errori medici, che il lockdown ha fatto più morti del virus, che chi non ha adottato le misure “italiane” non ha avuto alcuna crisi epidemica; viceversa, la dichiarazione di emergenza ha creato il presupposto per misure autoritarie e censura, anche in ambito sanitario.

C’è un disprezzo profondo della vita umana da parte degli enti governativi. Siete considerati numeri, non più esseri umani, ma entità biologiche la cui autodeterminazione è subordinata al potere.

Ragionate finché siete in grado di farlo.

Nel recente passato, hanno cercato (ed in certa misura ci sono riusciti) di introdurre l’obbligo vaccinale per poter accedere all’istruzione, subordinando l’autodeterminazione dell’integrità fisica dei vostri bambini e il loro diritto all’istruzione (e alla socialità implicata dalla scuola) all’accettazione di un trattamento sanitario. Ora vi dicono che anche laddove i bambini frequentino una struttura scolastica, non devono avvicinarsi troppo ad altri coetanei o agli adulti.

E per i “discenti” che bambini non sono più? La scuola si fa da remoto, con la didattica a distanza tramite “Teams” (della Microsoft, fondata da Bill Gates…), isolando quindi anche gli studenti adolescenti. Li si separa dai docenti e si affida l’insegnamento a strumenti informatici sterili e impersonali; strumenti che però hanno il “grande pregio” di tracciare le comunicazioni e di permettere la sorveglianza. Non sia mai che i docenti diano informazioni o opinioni “non approvate”.

La scuola si sta trasformando in una fabbrica di automi, di macchine biologiche che temano e diffidino dei rapporti sociali. Il tutto sotto l’ombrello protettivo di un grande fratello che li tratta sì da detenuti, già nell’infanzia, ma “per il loro bene”.

E per voi, che siete adulti? Il “contact tracing”, venduto con il simpatico nomignolo di “Immuni”. A cosa vi serve? Rifletteteci, se siete ancora in grado di farlo. A cosa vi serve sapere se siete stati “vicini” ad un Covid positivo? Ci sono già almeno 10 milioni di infetti, e saranno di più. E che farete domani, starete chiusi dentro casa, sbatterete la porta in faccia ad amici, colleghi e parenti perché positivi e voi ancora negativi? E per quanto rimarrete negativi man mano che il contagio si diffonde? Che farete, vi scaverete il bunker, vi seppellirete vivi? Vi isolerete ancora di più? Vi nutrirete di paura e panico somministrati giorno e notte via streaming Facebook? Il tracciamento dei contatti serve solo ad allontanarvi dalle relazioni sociali, a diffidare delle persone e fidarvi dell’autorità. Il contact-tracing diverrà obbligatorio se non vi opponete; e con esso arriveranno le telecamere con riconoscimento facciale e termo-scanning (per il vostro bene, s’intende). E perché no, anche la patente sanitaria, d’altronde chi non si vaccina vuole diffondere il contagio; è nella migliore delle ipotesi un’irresponsabile incosciente meritevole di TSO o forse peggio….un dissidente, un “bio-terrorista”.

E io vi vedo con la mascherina. Vi vedo per strada mentre scrutate a destra e sinistra la presenza della polizia quando abbassate il bavaglio imposto per il vostro bene. Temerari. Siate sinceri, la mascherina la indossate per paura delle “forze dell’ordine”, non per motivi di salute. Il buon senso che è dentro di voi vi sta parlando ma non avrete orecchie per ascoltarlo quando il motore del panico sarà riacceso dall’abbaglio di numeri artefatti che nessun “media di regime” contesta.

Vivete oggi una breve tregua, e con essa l’illusione che il progetto Orwelliano si sia fermato. Illusione, appunto. E a chi “sarcasticamente” liquida il quadro che vi ho dipinto come visione “complottista“, posso soltanto dire una cosa:

fai i conti con la realtà. Quanto di quello che ho descritto non sta accadendo o è già accaduto?

La breve tregua di questi giorni è un temporaneo palliativo in un percorso graduale di consolidamento della propria disumanizzazione.

Ci hanno mentito, ci stanno mentendo e ci mentiranno. Ma non solo. Nascondono i dati reali, censurano le fonti alternative, ostacolano anche chi si muove su percorsi sanitari non controllati.

Chi vi ha messo ai domiciliari sono gli stessi che vi hanno detto di “abbracciare” senza remore potenziali infetti. Chi vi dice che “la salvezza è nel vaccino” sono gli stessi che vi dicono che il virus non da immunità. Chi vi dice che insieme ce la faremo sono gli stessi che vi dicono di isolarvi. Chi vi spaventa col presagio di una seconda ondata è chi vi minaccia di rinchiudervi in casa impedendo la costruzione di una difesa immunitaria. Chi adesso accusa la Cina di negligente gestione dei propri laboratori infettivi di massima sicurezza è lo stesso che si è premurato di escludere la natura industriale del virus. Chi istituisce lo stato di polizia è lo stesso che censura le testimonianze degli abusi, e si bada bene dallo scusarsene, perché vuole che vi sentiate soli, soli contro il possibile arbitrio.

Chi fa tutto questo vi parla di nuova normalità. “Nuova normalità“, una frase sbandierata, a media unificati, sin da subito, sin dall’inizio dell’emergenza. Ma non capite l’assurdo? Le misure emergenziali definiscono la normalità? Vogliono farvi accettare l’assurdo, convincerci che non esiste alternativa, dell’immanenza di quanto accade, vogliono demoralizzarci. E’ il primo obiettivo della propaganda, demoralizzare il nemico. Perché voi, noi, siamo il nemico. Oppure non l’avete capito?

Istituzioni nazionali e sovranazionali stanno in forma crescente considerando la popolazione come un nemico interno. Questa virata autoritaria l’ho misurata da vicino, professionalmente, lavorando su tematiche affini all’Internet delle Cose (IOT); dal tracciamento delle persone alla sicurezza con tecnologie biometriche.

Siete, siamo, un potenziale nemico delle Istituzioni locali e globali. Ci stanno riprogrammando, ridefinendo.

Se non vi opponete, se non richiamate le cariche istituzionali alle loro responsabilità, se continuate ad affidarvi ai media di regime, se non risvegliate il vostro buon senso, se non ritagliate i confini della vostra umanità, se non definite adesso la vostra personale “linea del Rubicone”, il vostro “domani” non è la Cina, è ben peggio.

Un caro saluto.

Il “COVID 19” sta mutando in “COVID 1984”

Lo spettacolo politico e mediatico sta prendendo una piega che mi allarma molto più del Coronavirus.

Sappiamo che è un virus molto contagioso, e sappiamo che è molto più letale dell’influenza.

Sappiamo anche che possiamo contenerlo nel breve termine ma che dovremo conviverci per molto tempo.

Siamo coscienti che le cure della sintomatologia virale arriveranno nel giro di qualche mese e ragionevolmente i vaccini per le persone a rischio tra un anno.

I contorni del pericolo biologico rappresentato dal COVID19 sono ormai definiti.

Ciò nonostante, il contorno sociale e mediatico della pandemia ha sorpassato i confini Kafkiani e Orwelliani allo stesso tempo.

Gente disposta vivere in prigione e a denunciare il vicino perché non indossa la mascherina. Politici che invocano l’esercito per usare la forza contro chi osa uscire di casa. Giornalisti che gioiscono all’utilizzo di droni e apps per controllare il movimento delle persone. Medici che si improvvisano “leader massimi” che pretendono di dettare norme di comportamento in violazione dei più elementari principi di libertà individuale. Speculatori del farmaco che fanno trapelare la voglia di vaccinare tutti con trattamento sanitario obbligatorio. Folli che palesano l’idea di proibire il contante perché alimenta il contagio. Dittatori in erba che vogliono istituire la patente sanitaria. Manca solo che si avveri la profezia del microchip sottopelle.

Questa è follia signori. Se soltanto una delle cose suddette a voi sembra accettabile, allora siete pazzi, pazzi criminali.

La libertà individuale non è negoziabile.

Già che siete a casa, perché siete a casa, leggetevi “1984” e “La metamorfosi“.

Un caro saluto.