Identità Digitale: vi trasformeranno in schiavi

Prima di leggere questo articolo, vi consiglio di stamparlo e conservarlo da qualche parte. Non solo perché potreste non ritrovarlo in futuro, ma semplicemente perché se le cose vanno come io temo potreste trovare qualche indicazione sul come evitare il peggio o magari tornare indietro.


Vi hanno prima chiuso nella prigione domiciliare, e multato, arrestato o anche picchiato se colti fuori di casa o troppo lontani dalla vostra prigione. E poi vi hanno restituito una libertà parziale, condizionata all’indossare una museruola. Avete già imparato la prima lezione dell’obbedienza.

Vi hanno fatto chiudere le vostre attività commerciali, mettendovi in ginocchio. Ora vi concedono di riaprire a condizione di schedare i clienti e/o di non usare il contante. Ad altri hanno permesso la “riapertura” a condizioni di esercizio commerciali impossibili, per cercare di portarli all’idea di voler conoscere lo stato sanitario dei clienti; perché, una volta che sappiano distinguere il “sano” dall’infetto, potranno operare in quasi normalità.

Quello che avviene non è opera di pazzi; è un atto deliberato inteso a ridurre così tanto i vostri standard di vita da farvi impazzire, per condurvi a negoziare la vostra libertà, a chiedere al vostro carceriere di aprire parzialmente la vostra cella, accettando compromessi una volta altrimenti inammissibili. E’ una strategia nota, detta Problema->Reazione->Soluzione, in cui il potere cerca di portare la propria popolazione in condizioni di stress così pesanti che la popolazione reclamerà come “ciambella” di salvataggio esattamente quello che il potere voleva imporre sin dall’inizio.

Magari vi chiederete cosa vi aspetta, dove veramente vogliono parare. Si scrive Identità Digitale, si legge schiavitù permanente ed irreversibile.

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Primo Stadio evolutivo –  L’imminente futuro

Quanto segue sarà il vostro imminente futuro nell’arco di 1 anno se non ritrovate voi stessi; rileggete questo paragrafo tra qualche mese e con il senno di poi capirete cosa veramente vi hanno fatto:

  • vi proporranno un’applicazione di tracciamento che consente ad entità (intendo con entità istituzioni generiche private o pubbliche nazionali e non) di conoscere i vostri spostamenti, i vostri contatti e lo “stato” di salute vostro e delle persone attorno a voi; chi adotterà tale applicazione troverà beneficio psicologico (“sentirsi sicuro”) e dimenticherà poco dopo (per abitudine e conformità sociale) il compromesso che ha fatto con la propria dignità
  • manterranno forti restrizioni all’esercizio commerciale e il divieto (o forti limitazioni) a viaggi lavorativi e non, per “impedire la diffusione del virus”
  • gli esercizi commerciali (ristoranti, negozi, compagnie aeree) a questo punto troveranno insopportabili le condizioni lavorative emergenziali e “proporranno” alle entità l’idea di rimuovere le barriere imposte in cambio dello screening “sanitario” dei clienti
  • le entità ben volentieri acconsentiranno (è quello che hanno sempre voluto), e le attività commerciali inizieranno a effettuare lo screening (ad esempio tramite smart tags e QRcodes con interazione tramite applicazione di tracciamento e “totem” posti all’ingresso), permettendo l’accesso ai servizi erogati senza restrizioni solo ai “sani”, negando l’erogazione del servizio alle persone “non certificabili”, oppure erogando loro i servizi in condizioni umilianti
  • di conseguenza anche persone reticenti ad adottare l’applicazione di tracciamento troveranno le restrizioni imposte loro sempre meno sopportabili e gradualmente accetteranno di utilizzare tale applicazione;

Alla fine di questo stadio la quasi totalità della popolazione utilizzerà tale applicazione per accedere ai servizi; servizi che prima non avevano alcuna precondizione. In essenza sarete abituati a fare “log-in” anche nei luoghi fisici alla stregua dei luoghi virtuali.

Dopo un po’ non si farà più caso alla limitazione imposta alla vostra libertà e sottovaluterete il fatto che siete stati profilati da un punto di vista sanitario; probabilmente sarete indotti a pensare che

“in fondo non è successo nulla, e anzi l’APP è comoda e ci rassicura”.

Pochi saranno consapevoli che il profilo sanitario non solo è noto ad altri (entità) ma non è più sotto il vostro controllo (vedi Decreto Legge del 20 Maggio, che ha eliminato dalla normativa il consenso informato del cittadino al proprio Fascicolo Sanitario Elettronico – FSE) e che quindi altri (le entità) possono anche inserire informazioni sanitarie sulla vostra persona a vostra insaputa o contro la vostra volontà; ancor meno persone sapranno che la banca dati che conserva il vostro profilo utente (in accordo a quanto stabilito nel DL del 10 Maggio) può conservare il vostro genoma (per 40 anni).

Questa è la base della Patente Sanitaria, ma è solo l’inizio, perché a quel punto ci sarà una rapida evoluzione tecnologica e relativa erosione del diritto giuridico.


Secondo Stadio evolutivo – Il futuro prossimo

Quanto segue sarà il vostro prossimo futuro nell’arco di 2 o 5 anni se non ci sarà risveglio:

  • le persone saranno orma abituate a fare il “log-in“, cioè ad entrare digitalmente anche negli spazi fisici, tramite APP, con delle credenziali stabilite e controllate dalle entità; l’assuefazione avverrà sia per paura che ritorni il trauma passato (lockdown) che per conformità sociale
  • il log-in sarà ormai esteso alla gran parte dei punti di aggregazione; mezzi di trasporto, centri commerciali, teatri, cinema, discoteche; rimarranno verosimilmente esenti gli esercizi commerciali più piccoli
  • fioriranno sistemi di sorveglianza attiva, quali termo scanner e videocamere a riconoscimento facciale e biometrico pilotati da Intelligenza Artificiale e agganciata alla banca dati dei “cittadini”, prevalentemente nei luoghi di maggiore aggregazione e/o spostamento; tali strumenti controlleranno il vostro profilo digitale ed eventualmente (per ragioni di sicurezza sanitaria, ovviamente) le vostre presunte condizioni fisiologiche (ad esempio la temperatura corporea); il vero scopo di tali sistemi non è tanto quello di sorvegliare quanto quello di creare pressione psicologica, di portare all’auto-isolamento e suscitare la percezione subliminale (non espressa, ma sedimentata) di essere in perenne controllo e che quindi la possibilità di evasione dal sistema è semplicemente un sentimento vano e che il dissenso potrebbe avere ripercussioni
  • i sistemi di certificazione per il log-in faranno un passo avanti e vi richiederanno un’identificazione biometrica; l’APP vi richiederà quindi il riconoscimento facciale o delle impronte digitali, dati che ovviamente andranno ad arricchire il vostro profilo nella banca dati;
  • una volta assicurata la “sicurezza” informatica tramite parametri biometrici sarà possibile introdurre il pagamento digitale-biometrico che aprirà la porta alla rapida scomparsa della moneta fisica (contante), perché l’APP è comoda e sicura e il contante è veicolo di contagio
  • l’APP sarà via via accompagnata, e rapidamente sostituita, da sistemi di riconoscimento biometrico passivi (“totem biometrici” provvisti di telecamere o altri sensori capaci di rilevare determinate caratteristiche da confrontare con la banca dati ove risiede il vostro profilo digitale). Questa seconda modalità velocemente soppianterà la prima (l’APP) perché più “comoda” e per alcuni anche “divertente“; senza che ve ne accorgiate, con questo passaggio, vi estranieranno dal concetto di atto volontario di attestazione della propria identità e dall’idea stessa di essere in “possesso” dei mezzi di identificazione personale. Tale evoluzione sarà giustificata non solo con il vantaggio della “comodità d’utilizzo” ma anche e soprattutto con la motivazione di prevenire il furto (cyber-terrorismdella vostra identità in rete.
  • le scuole saranno un obiettivo primario dei totem biometrici, i quali garantiranno accesso sicuro solo alle persone abilitate; il tutto, ovviamente, per l’interesse esclusivo dei vostri bambini. I ragazzi (la generazione digitale) troveranno la cosa in qualche modo “divertente”.
  • i media descriveranno ovviamente l’evoluzione dall’utilizzo volontario e con credenziali personali note a voi all’identificazione passiva con informazioni non necessariamente a voi note, come un semplice processo di semplificazione digitale. Si realizzerà così la prima forma di vera e propria di identità digitale, in cui la vostra identità è definita e gestita in rete (voi sarete quello che l’entità definisce) e il processo d’identificazione sarà prevalentemente passivo, cioè senza richiesta di un vostro atto volontario o consapevole.
  • a questo punto sarete stati largamente “spersonalizzati”; voi non sarete più quello che dichiarate di essere ma quello che l’identità digitale attesta che voi siate; non sarà più l’esercente ad accogliervi nell’esercizio commerciale, ma un totem; e se il totem darà “semaforo rosso” l’esercente alzerà le braccia a dimostrazione della sua impotenza, perché il totem conoscerà voi più dell’esercente o di voi stessi. Anche i genitori troveranno chiuse le porte della scuola e non potranno accedervi se non con previa prenotazione e solo se i parametri biometrici scansionati dal totem saranno accettabili; molti tra i genitori s’illuderanno di avere i figli al sicuro senza realizzare di averne perso la podestà.
  • a questo punto inizierà a farsi strada a livello embrionale la soluzione del microchip sottocutaneo con informazioni residenti nel corpo (sincronizzabili con la vostra identità digitale in rete) e scambiabili tramite interazione elettromagnetica (tipicamente RFID), garantendo l’interazione “sicura” tra persone e macchine non predisposte con sensori biometrici; sebbene il microchip desti oggi le maggiori “preoccupazioni”, esso avrà comunque rilevanza marginale (almeno fino a quando le nuove generazioni non siano abituate alla cultura cibernetica e non siano commercialmente praticabili soluzioni nanotecnologiche) e sarà affiancato da soluzioni percepite come “meno invasive” (tipicamente sensori indossati) che permettano altre interazioni evolute uomo-macchina (quali ad esempio la soluzione brevettata da Microsoft per la gestione di transazioni basate sulla lettura di parametri biologici tra cui, e non in via esclusiva, i segnali neuronali)
  • la pervasività degli apparati dotati di connettività (bluetooth, wifi) combinata con tecnologie mobili capillari (5G) permetteranno il tracciamento personale, con ragionevole confidenza, delle persone anche all’interno di luoghi chiusi (indoor tracking)
  • la banca dati del vostro profilo (identità digitale) integrerà le informazioni sanitarie con altre informazioni giuridiche, catastali e finanziarie (immobili, liquidità e finanche oggetti posseduti) perché la stragrande maggioranza delle transazioni (anche quelle relative agli articoli più “personali”) avverrà tramite validazione ed autorizzazione dell’entità in rete; ciò consentirà non solo la disponibilità in tempo reale di dossier informativi su ogni persona ma determinerà una consapevolezza subliminale nella singola persona di non aver aspetti privati, creando un naturale deterrente al dissenso
  • persisteranno nel medio periodo, frange di dissidenza (hacking, sabotaggio di antenne e totem) per un ritorno al passato, atti che saranno qualificati e descritti dai media e dalle istituzioni come terrorismo informatico o bioterrorismo, in quanto attentati alla vostra identità digitale e quindi alla vostra sicurezza e salute; tali frange si esauriranno con il ricambio generazionale; voi ovviamente crederete alle finalità “eversive” presentate dai media
  • alla fine di questo stadio evolutivo le entità in rete potranno, sulla base del controllo dell’identità digitale, classificare le persone e restringerne proattivamente l’accesso a servizi anche essenziali (sulla base di meccanismi simili a quelli già attuali in Cina), ivi incluse le proprie disponibilità finanziarie, per piegare sul nascere ogni forma di dissenso;

Alla fine di questo stadio evolutivo, la prima versione dell’identità digitale si sarà compiuta. Lo scopo dell’identità digitale si evolverà ben oltre i confini sanitari e, non appena il diritto fiscale si adatterà, le sanzioni come pure le tassazioni non saranno più pagate dalla persona ma semplicemente prelevate autonomamente dalle entità.


Non mi espongo sul successivo stadio evolutivo, perché vi sembrerebbe paranoico, in particolare se ancora credete che ci sia un’emergenza sanitaria. Mi limito a dirvi che quanto sopra descritto discende da tecnologie commerciali disponibili e già applicate (quindi non semplicemente ipotetiche o futuribili), e le implicazioni sociali descritte rappresentano un sottoinsieme ottimistico della quotidianità odierna del “cittadino” cinese sotto l’egida del Social Credit (Identità Digitale cinese).

Quello che avviene oggi è stato pianificato. Mi sono occupato professionalmente di sicurezza con tecnologie biometriche e tracciamento/localizzazione e vi posso testimoniare che l’intero programma europeo dei fondi Horizon 2020 (dal 2014 al 2020) in ambito sicurezza ICT era focalizzato sullo sviluppo di tecnologie biometriche per il controllo della popolazione.

Siamo all’interno di una guerra globale con la Cina, in cui la guerra si attua mercificando la vostra persona, partendo dai diritti. Per questo non deve stupirvi che proprio i Paesi del G8 siano quelli con misure “pandemiche” maggiormente restrittive.

La Cina ha vinto la sfida della produttività e le vostre istituzioni hanno preso atto della superiorità del modello sociale cinese; di conseguenza il capitale finanziario internazionale ha deciso di trasformare le nostre democrazie liberali in tecnocrazie autoritarie che non abbiano più cittadini ma schiavi.

Se non si ferma adesso il meccanismo, la prossima generazione non saprà neanche cos’è la libertà personale, cos’è la libertà d’opinione e cos’è il diritto naturale individuale.

Un caro saluto.