Due parole sul Kraken

Nel caso non lo sapeste il “kraken” è una figura mitologica che rappresenta un mostro tentacolare; è la metafora utilizzata da Sidney Powell per definire l’azione legale in corso per portare alla conoscenza dell’opinione pubblica e nelle sedi giudiziarie le evidenze della più grande truffa elettorale di tutti i tempi.

Il panico COVID (che stranamente affligge gli Stati democratici ma non quelli repubblicani) e le rivolte ANTIFA (esplicitamente incentivate da figure politiche di primo piano del Partito Democratico) hanno portato ad un voto postale che ben si prestava alla truffa. E così è stato. Senza contare il conteggio elettronico “frazionario” con sistemi informatici in parte residenti fuori dai confini nazionali; un sistema nato per truffare, come era stato evidenziato già anni fa. Ma se ciò non bastasse, la quantità di irregolarità accertate in termini di schede elettorali scomparse, contate più volte, o pervenute ore dopo il termine ultimo valido, aggiunge al quadro complessivo la dimensione della farsa.

Sidney Powell (che guida un’azione civica e non è parte del team di Trump) sta svolgendo la propria attività di contestazione del voto in 7 Stati, ed ha appena rilasciato il “kraken”, cioè la contestazione legale del voto, per due stati, la Georgia e il Michigan. Ho appena finito di leggere il “kraken” del Michigan, e se conoscete un po’ l’inglese, vi invito a fare lo stesso. E no, non vi affidate ai “riassunti” dei nostri media.

Il documento (che apre la causa civile contro il Governatore e alcuni membri del comitato elettorale) raccoglie le testimonianze giurate di diversi testimoni e le analisi di alcuni esperti di voto elettorale elettronico. Le testimonianze sono per loro natura “da prendere con le molle” ma se comprovate dipingono un quadro farsesco, con scatoloni di schede elettorali che compaiono in piena notte, e osservatori repubblicani impediti alla partecipazione allo scrutinio. Decine di migliaia di buste con voto postale in cui gli estremi anagrafici del mittente erano mancanti e sono stati aggiunti manualmente dal personale del seggio, spesso inventando la data di nascita (1/1/1990). C’è veramente di tutto.

Ma quello che veramente lascia a bocca aperta è il ruolo svolto dal sistema di conteggio elettronico, il famoso sistema Dominion. Si potrebbe parlare per ore delle falle di questo sistema ma mi soffermo su due aspetti, la sicurezza informatica e le anomalie di conteggio.

Il primo aspetto che il team della Powell ha messo in evidenza è che i computer per il conteggio del voto non erano isolati da Internet; a molti ciò potrebbe sembrare un aspetto puramente formale, un cavillo cui appigliarsi in mancanza di altro. In realtà questo aspetto, da solo, dovrebbe invalidare completamente il processo elettorale. E’ come accettare delle buste con scheda di voto non sigillate; non puoi provare che siano state contraffatte ma non puoi garantire che non lo siano state. Avere un sistema di conteggio connesso ad internet, non esclude la possibilità di hacking del software o della base dati da remoto. Potrebbe trattarsi di dolo o semplicemente colpa grave, potrebbe esserci stata manomissione oppure no, ma la condizione di isolamento del sistema di conteggio è una condicio sine qua non per accettare il risultato del sistema.

Il secondo aspetto sollevato è quello dell’anomalo (e molto sospetto) tracciato del conteggio registrato in un certo periodo della fase di scrutinio. In particolare uno specialista del team della Powell (Mr. Ramslund) ha calcolato che in uno specifico periodo sono stati conteggiati quasi 290,000 voti in più del possibile in 4 contee (le nostre province); in queste 4 contee a dispetto di una stima (con tasso di confidenza di oltre il 90%) di un massimo di 94,867 voti conteggiabili ne sono pervenuti 289,866 in eccesso, con larga preferenza per Biden. In effetti facendo riferimento alla figura sotto (Trump in rosso e Biden in blu) potrete osservare che nell’intervallo di tempo considerato lo spoglio dalle varie contee ha un “pattern” simile con voto equilibrato, tendenzialmente favorevole a Trump, e con volumi moderati e simili.

Conteggio dalle diverse contee in uno specifico intervallo temporale

Ogni volta che si registrava un picco (e non solo nei 4 casi menzionati conservativamente da Mr. Ramslund) il voto era largamente in favore di Biden. Quindi non solo si registravano dei picchi anomali in termini quantitativi ma anche qualitativi. Ad ogni persona con un po’ di buon senso ed onestà intellettuale questa cosa dovrebbe far capire cosa sia successo. Mi fermo qui, e mi vado a leggere il kraken della Georgia.

Ora se voi avete dei dubbi sul fatto che le elezioni statunitensi siano state pilotate, avete dei problemi cognitivi.

C’è oggi chi festeggia l’elezione di Biden, vittoria che peraltro io non darei ancora per scontata:

Mappa del voto: Trump/Biden/parità/contestato

Un festeggiamento motivato dal proprio disprezzo nei confronti di Trump oppure per qualche sorta di partigianeria.

Ma se Trump è un “demonio”, chi è il Biden (o per meglio dire, il potere che supporta Biden) che ricorre ad una truffa di tali dimensioni per vincere?

Quello che festeggiate è il Biden vice presidente che ha caldeggiato le guerre del Premio Nobel per la pace, la rivoluzione (in sodalizio con Soros) dell’Ucraina.

E’ il Biden che si è fregiato, in questa elezione, dell’appoggio della famiglia “repubblicana” dei Bush, famiglia nota per la propria dedizione alla causa della pace nel mondo; come dice il detto “i nemici dei miei nemici sono miei amici“.

Se Trump è un demonio, Biden non è da meno. Nella logica della scelta del demonio minore (the lesser of the two evils) la correttezza del voto dovrebbe avere un ruolo centrale nella scelta.

Un caro saluto.