Noemi divorzia, e adesso?

Ebbene sì, Noemi e Vittorio divorziano.

Chi è Noemi? Nientepopodimeno che una delle “papi girl”, oggi 26 enne.

Chi è Vittorio? Un pollo di 36 anni.

I due hanno avuto 2 bambini ante matrimonio, per poi convolare a nozze. Purtroppo l’idillio nuziale è durato solo 3 mesi.

A Noemi, cui andrà la modica cifra di 6 mila euro mensili, per i bambini ovviamente, i miei auguri per il suo futuro di imprenditrice. Fino ad oggi ha saputo gestire benissimo i sui affari.

https://www.msn.com/it-it/intrattenimento/entertainmentnews/noemi-e-vittorio-dopo-90-giorni-finisce-il-loro-matrimonio-all%e2%80%99ex-sposa-6mila-euro-al-mese/ar-AAtL4BT?ocid=spartanntp

Il Reietto.

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Caro Bobby, meglio Solo che male accompagnato

Bobby, condannato a risarcire la figlia (Veronica) per l’esaurimento nervoso dovuto alla mancanza del padre.

Esaurimento nervoso o esaurimento finanziario, chi lo sa?

La figlia ha deciso di lasciarlo in stand-by per un po’, diciamo 13 anni, una pausa di riflessione. La riflessione ha portato consiglio, e così a 26 anni ha deciso di denunciare il padre, il quale, oltre alla multa certa e al risarcimento probabile, potrebbe vedersi comminata anche una condanna fino ad un anno di carcere.

Sembra quasi che le donne abbiano una significativa predisposizione nell’immaginare gli uomini con pigiama a righe.

No, no, la figlia vuole solo recuperare il rapporto con il padre. Certo, certo.

Un Paese strano il nostro, in cui la madre può cessare la vita del nascituro, o sottrarlo per anni alla presenza del padre, ma il padre è criminale se non paga. Segno dei tempi.

Caro Bobby, meglio Solo che male accompagnato.

Un caro saluto.

Clowns alla Casa Bianca

Più un “tweet” che un “post”.

Immagini degli abbracci di due buffoni in smoking.

Le loro dame da compagnia in tailleur passeggiano nel parco.

In sottofondo la cronaca audio della Botteri.

Pagliacciate internazionali.

Medicina di “Genere” per esseri “speciali”

Medicina di genere perché uomini e donne sono differenti e meritano differenti attenzioni: Sarebbe meglio però parlare di medicina di “sesso” perchè il sesso è un concetto biologico, il “genere” no; lo sanno bene i transessuali, o come si usa dire transgender. Ma a prescindere da questo, belle parole, ma parole banali. La medicina tratta da sempre ogni male in modo differente e alcune malattie (e relative cure) sono applicabili solo ad uno specifico sesso. Ed anche le  malattie “comuni” vengono curate con terapie differenziate a seconda non solo del sesso, ma anche dell’età e del quadro fisiologico generale. In altri termini già da tempo si tratta ciascun paziente come individuo particolare.

Ma allora cosa mai vorranno dire quindi con questa medicina di genere? Sembra infatti che tale definizione neutra ed inclusiva (anche se superflua) poi si traduca in un interesse speciale per le sole donne. Ma ovviamente sto malignando. Ovvio.

Il 22 Aprile 2016 appena trascorso è stato (suono di trombe) la “Giornata nazionale dedicata alla salute della donna”. Eh sì perché evidentemente le donne sono in pericolo di vita.

Così recita il Manifesto dell’evento patrocinato dal Ministero della Salute (di genere?):

Una società moderna, evoluta ed equa è consapevole del ruolo protagonista della donna nel contesto sociale, nel lavoro, nella cultura e nella sua capacità di accoglienza del bisogno

Cosa c’entra con la salute? Sembra più retorica femminista. Mi sbaglio sicuramente; infatti il documento recita diverse direttrici che vanno dalla tutela e la promozione della salute sessuale e riproduttiva all’alimentazione, all’accesso a efficienti strumenti per la prevenzione dei tumori femminili, fino alla salute mentale della donna, alla prevenzione, l’individuazione e il contrasto della violenza sulle donne, e alle strategie per favorire l’invecchiamento sano ed attivo dell’universo femminile.

Lodevoli intenti intesi a tutelare la salute di un genere; non so se esistano iniziative analoghe per l’altro genere. Interessante poi il concetto di universo femminile. Siamo all’astrofisica. Indicativo poi il richiamo alla violenza sulle donne, giustamente non inquadrato come tema di criminalità ma come tema di salute; sappiamo tutti che la violenza degli uomini è la prima causa di morte delle donne.

Commenta la Ministra della Salute Beatrice Lorenzin:

L’idea che noi lanciamo è “sei un essere speciale, prenditi cura di te!”

Non è ben chiaro cosa significhi “essere speciale”, forse di altra specie? Comunque le donne si prendono cura fin troppo di sè. Due terzi del personale impiegato nel sistema sanitario sono donne, e gran parte della spesa pubblica del SSN è riservata alla donne. In Gran Bretagna (e non vedo perché in Italia dovrebbe essere differente) oltre il 65% della spesa pubblica per la salute è fruita dalle donne. Le donne ci tengono e come alla propria salute e lo sanno bene anche le multinazionali della salute che sponsorizzano gli eventi di “medicina di genere”.

Ed aggiunge la Lorenzin:

le donne vivono più a lungo,  ma vivono male gli ultimi anni della propria vita, a causa di un carico di cura che si sono assunte durante tutto l’arco della propria esistenza

Eh già. Le donne vivono più a lungo è per questo che loro e non gli uomini meritano particolare attenzione. Poverette, vivono male gli ultimi anni della propria vita; e devono campare con quei quattro soldi delle reversibilità proveniente dai contributi pensionistici maschili (aggiungo io). Beati loro, gli uomini, predestinati al riposo eterno. Per loro niente Paradiso però; semmai il Girone degli Oziosi o al meglio il Purgatorio. Il loro ozio è l’origine del carico di cure che grava sulle spalle curve delle vecchiette.

Chiosa quindi con la seguente rivelazione:

i dati statistici, le nuove scoperte scientifiche ci dicono che siamo diverse biologicamente

Già, ce lo deve dire la scienza che siamo diversi. Questa diversità che appare e scompare a seconda dei casi…

Attendo il giorno in cui un ministro della salute si pronunci così:

gli uomini vivono di meno a causa di un carico di lavoro che si sono assunti durante tutto l’arco della propria esistenza

Attendo fiducioso.

Cambiamento climatico: l’accordo degli stolti

Storica ratifica dell’agenda per il contenimento del cambiamento climatico. John Kerry (anima candida del colpo di stato Ucraino) maestro di cerimonie che abbraccia la sua nipotina, in un gesto che è metafora della responsabilità intergenerazionale. Testimonial d’onore Leonardo Di Caprio, e M. Bloolmerg come Inviato Speciale per il Cambiamento Climatico. Un palcoscenico di prim’ordine per un agenda climatica molto miliardaria.

Un’agenda made in USA quella del cambiamento climatico. Ebbene sì, gli  USA baluardo del Pianeta Terra. Gli USA, paese che non solo non ha mai applicato ma neanche ha mai ratificato il precedente Protocollo di Kyoto del 1997 per il contenimento delle emissioni di CO2.

File:Kyoto Protocol participation map 2009.png

Sopra la figura con in blu i Paesi che non hanno ratificato il Protocollo di Kyoto di 19 anni fa.

Quale ravvedimento. Non è mai troppo tardi direte voi. Forse, ma che cambiamento di prospettiva; da rimorchio a locomotiva. Sarà perché è cambiato il clima, quello geo-politico.

Il tema del cambiamento climatico, a dispetto delle apparenze, è tuttora controverso in ambito scientifico. Ma ammesso che tale cambiamento climatico esista, e che sia significativamente legato all’attività umana, e che abbia effetti negativi (in termini globali), rimane aperto il punto più importante: può effettivamente l’uomo ostacolare tale cambiamento “climatico”?

E’ bene che sappiate che secondo la comunità scientifica sostenitrice dell’agenda in oggetto, per  contenere (non azzerare o invertire) l’innalzamento delle temperature a meno di 2° C si dovrebbero ridurre le emissioni di CO2 (quelle da biofossili del famoso protocollo di Kyoto) di circa il 70% entro il 2050, e ridurle a zero entro il 2100. Ciò significherebbe un cambiamento radicale dei costumi sociali capitalistico-industriali-consumistici. E’ un ipotesi plausibile secondo voi? Non dico negli ambiti scientifici, ma in quelli politici. E’ mai possibile considerare un mondo occidentale (OECD) sponsor del primato del capitale, della iper-produttività, del culto del consumo, che concepisca una svolta ad U, un ritorno ad una società quasi pre-industriale?

“Tutti sanno che il clima sta cambiando”, “non ci sono più le mezze stagioni”. Avete ragione. Ma siate sinceri; siete sicuri che le cose stiano come ve le stanno raccontando? Siete sicuri di avere capito cosa vi stanno dicendo i politici nella passerella delle buone intenzioni? Non è vero forse che il tema vi viene propagandato con superficialità e con conclusioni già tratte, senza elementi per giudicare e confutare? Non è piuttosto vero che tutto viene trattato come una favola in cui il male, il cambiamento climatico, deve essere combattuto dai suoi stessi artefici che divengono improvvisamente baluardi del bene attraverso un improvviso percorso di redenzione morale? E tutto senza apparenti gravi ripercussioni sul vostro stile di vita?

E perché mai vincolare lo sviluppo economico dei paesi emergenti al rispetto di parametri di sostenibilità ambientale molto stringenti, quando la produzione di CO2 e i consumi energetici procapite sono soprattutto una responsabilità storicamente del mondo sviluppato (quello che viene definito OECD o Primo Mondo)?

Il punto è che è tutto un grande show, con poca scienza e molti attori; uno spettacolo che non avrà un gran bel finale. Qualunque sia la vostra visione della nostra società consumistica e dello stato di salute del Pianeta Terra (che in ogni caso sopravviverà alla nostra specie), l’agenda sul Clima non ha nulla da spartire con il Clima. Ma piuttosto con l’energia e gli equilibri Geo-Politici, in particolare gli equilibri tra OECD (cioè l’interpretazione economica della NATO) e BRICS.

Secondo i dati della Banca Mondiale (WorldBank) entro il 2040 la domanda di energia aumenterà del 60% rispetto ai valori attuali; e due terzi (rispetto al circa 50% di oggi) di tali consumi saranno imputabili a Paesi non OECD, in particolare all’area BRICS (Cina in testa). In altri termini, entro il 2040 il blocco BRICS sarà consumatore di gran parte dell’energia, in particolare del biofossile (petrolio e carbone) e produttore di una gran parte di esso (in particolare Russia e Sud America). Ciò significa che BRICS (ed amici) determineranno il prezzo globale dell’energia, ivi incluso il petrolio. E ciò non piace ai signori del petrodollaro.

Allora osserviamo i fatti con gli occhi del buon senso:

  • gli USA leader della NATO del WTO e del gruppo OECD non ratificano il Protocollo di Kyoto del 1997;
  • venti anni dopo divengono promotori di un’agenda sul Clima e mettono a disposizione tutto il proprio star system per promuoverla;
  • tale agenda punta a obiettivi irrealizzabili e pone vincoli restrittivi sulla produzione e consumo di energie da fonti biofossili verso i Paesi Emergenti nonostante per decenni proprio il blocco OECD ne abbia abusato ed abbia accumulato la responsabilità maggiore in termini di produzione pro-capite di CO2;
  • i Paesi Emergenti sono in via di sviluppo e proiettati a divenire nell’arco di 3 decenni gli arbitri del mercato delle energie, in particolare quelle biofossili, in particolare del petrolio, materia riserva del dollaro statunitense.

Allora, l’agenda sul clima si prefigge di difendere il pianeta terra dall’Apocalisse oppure di ostacolare lo sviluppo economico, politico e militare del blocco BRICS?

Delle due, una.

A voi la scelta.

Philip Davies MP and Mark Pearson will be speaking at the conference

International Conference on Men's Issues (2016)

This announcement is, we think, a bit special. We already had 20 impressive speakers scheduled for the conference, and we’re delighted to announce two more. The following is drawn from the ‘Speakers’ tab on this website, just updated:

160411 Philip Davies MPPhilip Davies MP – ‘The Justice Gender Gap’

Philip has been the Conservative MP for Shipley since 2005. He’s a highly regarded advocate for men’s rights, the only such MP in the House of Commons. Examples of his work include revealing startling gender differences in prison sentencing, in 2012 – video here. On International Men’s Day (2015) he introduced the first parliamentary debate on men’s issues – video here.

160411 Mark PearsonMark Pearson – ‘Facing my Waterloo’

Mark is an award-winning contemporary artist, trained at the Royal College of Art. He recently became the focus of an international news story, when he was falsely accused of sexually assaulting an actress when…

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A lezione di sesso:”Non spingete troppo”

Eugenetica di genere….

Capitan Daddy

popolo della famigliaQuello che succede nel 90% delle scuole medie italiane!

Bisogna ribellarsi. E denunciare i dirigenti scolastici, complici di questi soprusi!

“Papà, domani a scuola partecipiamo a un incontro nel quale ci parleranno di cyber bullismo e malattie sessualmente trasmissibili”. Il papà non capisce il nesso tra i due argomenti, ma si fida della presenza delle insegnanti di terza media di suo figlio.
“Papà, sai la lezione che ti dicevo, è venuta una psicologa per conto del Consultorio dell’Asp, che ha chiesto alla nostra professoressa di uscire dall’aula per rimanere sola con noi”. Il papà non capisce il motivo e comincia a preoccuparsi.
“Papà, non abbiamo parlato di cyber bullismo, ci ha fatto capire che non c’è un’età giusta per fare sesso e che l’importante è che si usi il preservativo”. La preoccupazione del papà diventa rabbia e prova a contattare la preside senza successo.
Nel frattempo cerca conferme a quanto…

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Quante femministe servono per cambiare una lampadina?

Dodici. Cambio-lampadina

1- Una per svitare la lampadina.

2- Una per condannare gli uomini per aver creato la necessità della luce.

3- Una per dare la colpa agli uomini di aver inventato strumenti di illuminazione così inaffidabili.

4- Una per suggerire che l’atto di svitare la lampadina ricorda troppo lo “stupro”.

5- Una per ricordare la forma fallica della lampadina.

6- Una per dare la colpa agli uomini di non aver cambiato la lampadina.

7- Una per incolpare gli uomini di aver provato a cambiare la lampadina invece di lasciarlo fare a una donna.

8- Una per condannare gli uomini per aver creato una società che scoraggia le donne dal cambiare le lampadine.

9- Una per condannare gli uomini per aver creato una società in cui le donne cambiano troppe lampadine.

10- Una per reclamare una società in cui le “cambiatrici” di lampadine guadagnino quanto gli elettricisti.

11- Una per informare i media che le donne cambiano le lampadine meglio degli uomini.

12- Una per fare delle foto da mettere sul proprio blog come prova che gli uomini non sono necessari.

 

Se solo fosse…una barzelletta.

Giuliana Sgrena, una giornalista.

Wikipedia riporta Giuliana Sgrena come “giornalista”. Che genere di giornalista? O dovrei dire piuttosto “giornalista di genere”?

Pare, si dice, che scriva sul Manifesto. Ed io che pensavo che tale testata “giornalistica” fosse morta. Ed in effetti lo è. E’ nell’aldilà della notizia.

E in questo Aldilà che la Sgrena firma un suo pezzo d’autore (d’autrice, pardon):

Inciviltà di genere“, Colonia. Donne vittime e profittatori maschi dello scontro di civiltà

Inciviltà di genere? Esiste un genere incivile? Mah, cosa intenderà mai la Sgrena? Donne vittime, di chi? E profittatori maschi? I maschi profittano? Di chi? Ah, presumo della donna vittima…devo averlo già letto. Ma perché Donne e Maschi? Non dovrebbe eseere Donne e Uomini? Mah, sarà una sottile allusione…d’altronde mica è solo “giornalista”, è pure “scrittrice”.

Secondo la Sgrena:

Una massa incontrollabile di maschi – di origini arabe o musulmane, forse anche richiedenti asilo, ma ci sono anche occidentali, ubriachi, armati di bottiglie, anche qualche molotov, coltelli e forza bruta – aggrediscono le donne, tutte quelle che si trovano di fronte, sulla strada, le picchiano, feriscono, stuprano, perfino derubano, la polizia non può, non sa, non ha i mezzi per intervenire. Tanto che ad Amburgo sono i buttafuori dei locali notturni a salvare le donne aprendo le porte dei locali che proteggono

… insomma maschi che aggrediscono le donne. E la polizia non ha i mezzi adeguati per intervenire. Per mezzi forse intendeva “uomini”, o forse “maschi in divisa”? Mah.

continua la “giornalista”:

Non solo tra i musulmani, la barbarie è ovunque. Aggredire, violentare le donne vuol dire colpire un genere nella sua più profonda identità e intimità, vuol dire usare strumenti che sono purtroppo diventati usuali nelle guerre e non solo moderne.

…infatti è noto che le vittime delle guerre sono prevalentemente donne. E’ un fatto incontestabile. Brava giornalista, i fatti sono fatti!

e chiosa, alla fine di questo pezzo d’autrice, la “giornalista”:

Ancora una volta possiamo dire che le donne sono state le vittime di questo criminale assalto ma saranno i maschi sostenitori dello scontro di civiltà ad approfittarne.

Insomma, il sangue, direi sacro, delle Donne alimenta il profitto dei Maschi sostenitori dello scontro di civiltà. Chiaro.

Cosa dire, cara Sgrena. Credo (pura speculazione la mia) che i maschi sostenitori dello scontro di civiltà siano gli stessi chiusi (dal femminismo) nell’angolo dell’Inciviltà di Genere e che per uscire da tale angolo morale sono costretti a farne una questione di “civiltà”.

Morte tua, vita mea….

Ovviamente tali Maschi sostenitori (e profittatori, ricordiamolo) dello scontro di civiltà sono molto meno civili di chi pone questioni di “Inciviltà di Genere”.

Brava Sgrena giornalista.

Rimpiango Callipari.