Caro Bobby, meglio Solo che male accompagnato

Bobby, condannato a risarcire la figlia (Veronica) per l’esaurimento nervoso dovuto alla mancanza del padre.

Esaurimento nervoso o esaurimento finanziario, chi lo sa?

La figlia ha deciso di lasciarlo in stand-by per un po’, diciamo 13 anni, una pausa di riflessione. La riflessione ha portato consiglio, e così a 26 anni ha deciso di denunciare il padre, il quale, oltre alla multa certa e al risarcimento probabile, potrebbe vedersi comminata anche una condanna fino ad un anno di carcere.

Sembra quasi che le donne abbiano una significativa predisposizione nell’immaginare gli uomini con pigiama a righe.

No, no, la figlia vuole solo recuperare il rapporto con il padre. Certo, certo.

Un Paese strano il nostro, in cui la madre può cessare la vita del nascituro, o sottrarlo per anni alla presenza del padre, ma il padre è criminale se non paga. Segno dei tempi.

Caro Bobby, meglio Solo che male accompagnato.

Un caro saluto.

Scoop della Botteri: “Hillary Clinton voleva pilotare le elezioni in Palestina”

In anteprima per voi lo scoop che quasi sicuramente la Botteri riporterà sugli schermi televisivi questa sera, in qualità di corrispondente dagli Stati Uniti.

Hillary Clinton nel 2006 chiese di pilotare le elezioni in Palestina.

Questo quanto emerge da una registrazione privata, durante una conversazione con un giornalista della stampa israeliana.

Testuali parole:

Io non penso che noi avremmo dovuto premere per un’elezione nei territori Palestinesi. Credo sia stato un grave errore. E, se dovessimo premere per un’elezione, allora dovremmo assicurarci di fare qualcosa per determinare chi vincerà

Bufala?

No, no. Le dichiarazioni della Clinton sono certificate da tanto di audio. Ma la Bootteri forse avrà di meglio da proporci. Sembra infatti che Trump nel 2004 abbia dichiarato:

Mi piace anche il lato B.

Un caro saluto.

Clowns alla Casa Bianca

Più un “tweet” che un “post”.

Immagini degli abbracci di due buffoni in smoking.

Le loro dame da compagnia in tailleur passeggiano nel parco.

In sottofondo la cronaca audio della Botteri.

Pagliacciate internazionali.

Il potere della Vagina

Quanto vale una vagina? Apparentemente la Casa Bianca.

Ho appena assistito (Sabato 8 Ottobre, ore 13) alla cronaca Rosa di RAI 2. Un giornalismo che più si veste di rosa, più diviene pettegolezzo.

Apparentemente Trump sarebbe sessista perché avrebbe, in dichiarazioni private registrate in una conversazione del 2005, dimostrato poco rispetto per le donne; a seguire lo spottone pro-Hillary, un servizio  secondo cui “nonostante le discriminazioni” (la faccia tosta non ha limiti) le donne si fanno spazio nella stanze del potere.

Con ogni mezzo, aggiungo io.

Donne, la nuova aristocrazia sociale.

Alle donne si deve rispetto, è diritto di nascita; la plebe non osi alzare lo sguardo, e che non si azzardi a sedere con le gambe allargate in presenza di una “lady”. Vige il revival del codice cavalleresco di Vittoriana memoria, rispolverato in chiave grottesca; al cospetto della “signora” non compare più il cavaliere, semmai il bruto, spesso l’orco. Il codice non ammette eccezione, tanto più a cospetto di una ex First Lady; Lei procede tranquilla (sebbene barcolli) nel suo cammino verso la Casa Bianca su un comodo tappeto rosso, rosso sangue; un tappeto steso da tempo dalle amiche corporations e costantemente messo a lustro dai media di regime.

Berlusconi non saltò per gli affari discutibili, né per le amicizie in odore di mafia, né per i “cavalli”misteriosi di Mangano; ma saltò in fine a botte di “festini” a luci rosse, materializzatisi come la manna allorché l’amicizia Russa e il multilateralismo africano divennero assai ingombranti. Prima di lui Dominique Strauss-Kahn, in corsa per la presidenza Francese, pagò cara una falsa accusa di stupro ad orologeria, perdendo la corsa, e pure la sella del Fondo Monetario Internazionale; quest’ultima prontamente occupata dall’oppressa di turno, Lady Christine Lagarde.

Trump misognino e sessista, un copione buono per ogni stagione.

Di Hillary nulla si sa. Meno se ne parla e meglio è.

Lei, adagiata su una poltrona di potere ed in corsa per il gradino più alto della corsa presidenziale, può tranquillamente affermare (nel 2016, non nel 2005) di considerare un “plus” il fatto di essere una donna o dichiarare in pubblico che “chi vota Trump è un deplorevole”. Deve aver preso lezioni da Michele Obama, che nel 2015 ha dichiarato che “le donne sono più intelligenti degli uomini”, davanti ad una platea osannante. Che volete che sia tutto ciò rispetto alle esternazioni plebee del privato cittadino Trump, datate 10 anni fa? Loro sono First Ladies.

Hillary ama così tanto gli uomini che tre anni fa fu il primo sponsor nella campagna ONU per far mutilare genitalmente 18 milioni di giovani maschi africani; chissà cosa avrebbero detto di Trump a parti invertite. Chi lo sa? Lei può danzare sul sangue di Geddafi, far scomparire email governative “sensibili”, inneggiare al TTIP, suggerire l’utilizzo di droni contro Assange,  e celebrare la sua politica anti Russa e anti Assad.

Tutto ciò, in piena tranquillità.

E’il 2016, ma il giornalismo non è un mestiere da donna.

Un caro saluto.

Stupro in discoteca o sesso alcoolico? A Rimini due vite a confronto.

Una ragazza italiana di 17 anni e un ragazzo albanese di 20 si incontrano in discoteca, bevono, si chiudono nel bagno e si conoscono “biblicamente”; le amiche di lei si gustano la scena, sghignazzando si arrampicano sulle pareti del bagno e filmano tutto, quindi inviano, il giorno dopo, il video alla loro “amica”. Quaranta (40) giorni dopo l’accaduto , la madre della ragazza in questione depone una denuncia per violenza sessuale presso i Carabinieri. Nessun fascicolo a carico delle “amiche”. Ovviamente non sappiamo se il ragazzo fosse ubriaco.

Questi i fatti.

Qua sotto, invece, i titoli.

Ragazza stuprata, le amiche fanno un video e lo mandano su WhatsApp” – Il Resto del Carlino

Rimini, stuprata in discoteca: il video girato dalle amiche finisce su Whatsapp” – La Repubblica

Rimini, “17enne ubriaca stuprata nel bagno della discoteca”. Le amiche filmano e fanno girare il video su WhatsApp” – Il Fatto Quotidiano

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Potrei continuare, ad libitum.

L’interpretazione dei fatti, pressoché unanime, salvo insignificanti sfumature, è la seguente:

il ragazzo albanese fa ubriacare la ragazza, la trascina nei bagni dove la stupra.

La ragazza è vittima dell’alcool che la riduce un oggetto in balia dell’aggressore…

…Arriva al punto da non capire quasi più niente, come lei stessa racconterà poi agli inquirenti. La roba che ha ingoiato l’ha ridotta a un automa e non si rende conto che il ragazzo è lì pronto ad approfittare delle sue condizioni…. (Il resto del Carlino)

…anzi del bruto

….Nessuna delle compagne pensa di chiedere aiuto, fermare in qualche modo il bruto, salvare in extremis una 17enne palesemente incapace di farlo da sola… (La Repubblica)

La colpa però non è solo del “bruto” ma anche della discoteca, infatti:

…Le ragazzine bevono. Riescono a ubriacarsi nonostante ci sia il divieto di somministrare alcolici ai minorenni, ma già l’estate scorsa il locale finisce nel mirino delle forze dell’ordine per aver organizzato un happy hour a bordo di uno yacht da cui sarebbe scesa una minorenne completamente ubriaca… (Il Fatto Quotidiano)

Colpa del somministratore di alcool, ovviamente, che non ha chiesto la carta d’identità. Una 18enne è tutta un’altra cosa da una 17enne.

Dopo la bevuta, la copula. Quindi il video. Quindi la denuncia.

Interessante notare che altro non è ricostruito. Ad esempio; dopo la copula, cosa succede? Il ragazzo scappa e lascia la ragazza inerme nel bagno? Oppure se ne tornano assieme in pista a finire la serata? La “vittima inerme” è soccorsa dalle “amiche”? Nulla. Niente. Non è strano? Il bruto che ha compiuto il misfatto, dovrà fuggire a piedi levati dal luogo del reato, o no? Sono io l’unico a pormi questa domanda? E se il ragazzo fosse stato ubriaco? Sono tutte e due vittime…del”alcool?

Questa storia puzza, come altre, come la storia delle due ragazzine che l’anno scorso (o forse due) assassinarono un sessantenne con cui intrattenevano una strana relazione di sesso e ricatti.

Vediamo un po’, ci sono due opzioni possibili, a voi, al vostro buon senso, scegliere quella più verosimile.

Opzione “bruto“:

Il ragazzo albanese 20enne (il bruto) manipola la 17enne, convincendola a bere alcool, quindi la trascina (tra la folla di un sabato sera?) nel bagno, chiude la porta, e stupra la ragazza; nel mentre le amiche di LEI si arrampicano sul bagno, e fra una risata e l’altra filmano tutto perché non consapevoli dello stupro. Buio. Poi il giorno dopo mandano il video alla ragazza. 40 giorni dopo la denuncia dalla madre della ragazza, quest’ultima troppo distrutta per agire prima.

Opzione “burdel“:

Le ragazze si ubriacano come consuetudine in discoteca per lasciarsi andare. La 17enne aggancia il 20enne; i due semi-ubriachi se ne vanno nei bagni dove trombano, come consuetudine di molti adolescenti. Le amiche li seguono e per goliardia (e consuetudine?) filmano il tutto. I ragazzi tornano in pista e finiscono la serata, quindi se ne vanno a casa. Il giorno dopo per divertirsi, le “amiche” girano il filmato alla 17enne; ahimè il video inizia a girare troppo, e la ragazza, 40 giorni dopo i fatti, per vergogna si rivolge alla madre. La madre per troppa fiducia verso la figlia (e per disconnessione con la realtà adolescenziale di oggi) non trova di meglio che denunciare la cosa ai carabinieri e mettere a rischio la vita del ragazzo albanese.

A voi la scelta.

L’opzione due, la “burdel”, nessun “giornalista” avrà mai il coraggio di porla sul tavolo. Magari col senno di poi, con qualche finta  lacrima di coccodrillo, tra qualche mese o anno. Io no, perché di queste storie ne ho viste troppe, e so bene quello che questi ragazzi (e ragazze) fanno fuori dalle mura domestiche; molto meglio dei loro “genitori”.

Ovviamente nessuna denuncia a carico delle “amiche”, sebbene qualche giorno fa una 31enne si sia suicidata per via di un filmino hard fatto circolare; in quel caso fascicolo per “istigazione al suicidio”.

Infine, un aneddoto, “Tyler Kost”.  Chi è costui?

Tyler Kost è un ragazzo all’epoca dei fatti (1 anno fa) 18enne che finì in un carcere dell’Arizona (USA) perché 13 ragazze adolescenti lo accusarono di violenza sessuale. Il ragazzo spese 1 anno in carcere, (carcere preventivo), fino a quando non si scoprì che le “ragazzine” inventarono tutto per gioco.

Un caro saluto.

Il “colpo di caldo” dell’informazione italiana

Hillary Clinton è malata, seriamente malata. Ma i media sono disperatamente allineati nel tentativo di coprire l’evidenza.

Hillary è la candidata Bielderberg, la più amata dalle corporations, la più venerata dalle femministe d’élite, la paladina delle rivoluzioni colorate, la più lusingata dai media, dai cani e cagne da compagnia.

Non può perdere, non deve perdere.

Ieri in occasione del “memorial day”, il giorno della memoria dell'”Inside Job” dell’11 Settembre 2001, la “Predestinata” ha avuto una grave crisi, apparentemente epilettica. Non il primo episodio, né sarà l’ultimo.

Ma troppo è in gioco, e Trump non può, non deve vincere.

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Così, in una giornata assolutamente non calda, e di mattina, Hillary avrebbe un colpo di caldo, questo è stato raccontato a milioni di Italiani, almeno dalla RAI. Il capolavoro la fa la corrispondente da New York, perfettamente allineata alla linea “di regime”, la quale disegna, in un audio di un minuto, l’iperbole dell’offuscamento giornalistico, e della propaganda, riuscendo a coprire l’accaduto e a denigrare Trump.

Quasi non riuscivo a crederci, ma ormai sono abituato.

Nessuno vi mostrerà le immagini. Io e pochi altri (in termini relativi) le abbiamo viste; e non ci sono dubbi su cosa è veramente accaduto.

A voi nessun media “di regime” le mostrerà mai e dovrete affidarvi a media alternativi, in particolare ai canali cospirazionisti… Ma vi conviene fare in fretta, perché molti canali sono stati già censurati. As usual.

11 Settembre 2016, il memorial della menzogna.

Un caro saluto.

Un G20 da ricordare

Apre le danze il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, che ricorda al Presidente del Mondo Obama:

Non sono un pupazzo americano. Sono il presidente di uno stato sovrano. Io non sono giudicabile da nessun altro se non dal popolo Filippino. Figlio di puttana (“son of a bitch”), te lo giuro

Duterte si riferiva alle ingerenze statunitensi nella politica Filippina di contrasto al traffico di droga. Politica discutibile, probabilmente, ma gli USA sono gli ultimi a poter giudicare chiunque. Ma l’arroganza, si sa, va di pari passo con l’assenza di autocoscienza.

Da pari suo , Obama ha delle belle parole per Putin:

Tutti sanno che sei un’idiota (“jackass”). Non mi sto riferendo solo a Snowden e alla Siria. Cosa volgiamo dire delle Pussy Riot? E vogliamo parlare delle leggi anti-gay? Mosse da idiota, amico mio. E se pensi che sia l’unico a pensarla così, ti stai illudendo. Chiedi ad Angela Merkel. Chiedi a David Cameron. Chiedi al tizio turco. Ognuno di loro pensa che tu sia una testa di cazzo (“dick”).

obama-putin-g20-580Insomma Obama, non sembra contento del fatto che Putin sostenga, in accordo alle leggi internazionali, il governo Siriano contro i terroristi finanziati dagli Stati Uniti e dall’Arabia Saudita e addestrati da stati membri della NATO (US e UK in testa). E non gli piace che Snowden (reo di aver svelato il Grande Fratello americano) abbia cercato asilo in Russia invece che nella patria della liberà, gli Stati Uniti, quella dei 2 milioni di detenuti, di Guantanamo e della guerra ad Assange e Bradley (adesso Chelesa) Manning.

E cosa vogliamo dire delle Pussy Riot, le femministe targate Soros (alla pari delle Femen), che sono finite in carcere per violazione di leggi di ordine pubblico (non per reato di opinione) come qualsiasi altro cittadino russo; al contrario, in america vige il “Pussy Pass”. Questi russi sono incivili, mica come gli statunitensi che ai cittadini gli sparano in ogni angolo della strada.

Per non parlare delle politiche anti-gay Russe che vietano la propaganda gender e omosessualista nella scuola; un crimine, certo. Prendere lezioni dall’america, please, dove uno studente su cinque è trattato a psicofarmaci, e gli altri giocano al tiro al bersaglio con i propri compagni.

Eh sì, Putin dal basso del suo consenso interno plebiscitario (sebbene la guerra fredda in atto) deve consigliarsi con Cameron (dimissionato dopo la batosta Brexit) e con Merkel giustappunto semi “sfanculata” in casa propria dall’AFD.

Insomma, un G20 da ricordare. Il pupazzo del Nuovo Ordine Mondiale che insulta il leader più amato dal proprio popolo, e si becca gli stracci in faccia dal leader di una ex colonia.

Un giorno, forse, anche noi avremo un leader. Per adesso accontentatevi dei servi.

Un caro saluto.

Viva l’AFD!

Vince la destra. No, anzi, vince l’estrema destra. Anzi no, vince l’ultra destra.

Si, insomma vince la destra nazionalxeonfobopopulistamisogninoconservatrice.

I cattivi, ci siamo capito.

La Merkel, leader del partito cristiano-democratico CDU, nell’elezione del Meclemburgo viene superata a destra dai populisti di destra della AfD.

Insomma, la destra viene superata a destra, e si sa il sorpasso a destra è vietato.2000px-Alternative-fuer-Deutschland-Logo-2013.svg_Pare, insomma, che il popolo quando si esprime contro il dettame dell’élite, diventa populista. Immediatamente il voto diventa estremo, populista, insomma non piace. Eccesso di democrazia.

Non piace soprattutto a questa stampa, stranamente allineata ai dettami di governo, che si compiace della sua “elitaria” interpretazione liberal progressive della società, e dei finanziamenti generosamente concessi dalla partitocrazia di turno e pagati dall’insulsa plebe.

La plebe non capisce, perché si abbrutisce nel proprio egoismo, manca di prospettiva futura e futuribile, pensa che una Nazione abbia dei confini e che un popolo abbia delle tradizioni e una storia; la plebe non capisce la politica dell’immigrazione, pardon, dell’accoglienza, e magari pensa che con la Russia bisogna fare affari e non puntargli batterie di testate nucleari; e gran parte di questa plebe ancora pensa che esistano maschi e femmine invece di infinite sfumature del nulla.

La plebe è stolta e quindi non sa votare.  O quantomeno non sa votare bene.

Un paio d’anni fa in Grecia è risorto uno pseudofascismo sotto il nome di Alba Dorata. Prontamente messo fuori legge, in pieno stile ultraeurofascista. Tutto per fare strada all’ultrasnistra di Tsipras, messa alla gogna e quindi di fronte ad una scelta referendaria con la pistota puntata alla tempia, la tempia sinistra. Il risultato, scontato; schiavità finanziaria prolungata e crescita dei fuorilegge di Alba Dorata. Il popolo non capisce, forse serve la testa di cavallo mozzata nel letto. Ci sono abbastanza cavalli?

Cose analoghe si sono ripetute in Francia con la Le Pen.

In casa nostra ci dobbiamo accontentare del populismo del M5S, ancora legale, forse perché annacquato da un’ambigua politica “Euro no ma forse anche sì”.

Che vi devo dire, io dell’AFD so poco e nulla. Ma ricordo un video emblematico di uno dei suoi rappresentanti al Parlamento (si fa per dire)  Europeo, in cui si faceva gioco della propaganda femminista genderista. Mi piacque, molto.

Viva l’AFD.

Un caro saluto.

RAI2: Una brutta storia di fascismo in gonnella

Sottotitolo: “Trump e le cicciottelle”.

Pochi minuti fa (Mercoledì 10 Agosto 2016, ore 20.45) in onda su RAI2 l’osceno spettacolo della PRAVDA rosa.

Apre le cronaca, si fa per dire, il portavoce con baffi della redazione di regime, condannando il “sessismo” dell’articolo di Quotidiano Sportivo reo di essersi riferito a tre arciere olimpiche tricolori con l’appellativo di “Trio delle cicciottelle”.  cicciottelle-tiro-arco-826576

Il “microfonista” baffuto  di RAI2 non aggiunge altro, se non ribadire che TUTTE le testate giornalistiche sono unite nel condannare l’orribile atto di sessismo.

E così al telespettatore inebetito dalla girandola olimpica vengono omessi alcuni insignificanti dettagli, che forse, dico forse, avrebbero meritato menzione. Giuseppe Tassi, direttore di Quotidiano Sportivo, è stato dimesso dall’incarico per tale innocente articolo. Neanche fossimo nel ventennio. Ma d’altronde Barnard pagò più o meno lo stesso scotto per aver osato dire sulla propria pagina Twitter che “le donne fanno schifo esattamente come gli uomini“. Altra redazione, ma sempre la stessa, come dire, la stessa matrice ideologica. Quattro anni fa, una pagina online del “Il giornale” si riferiva ai tre arcieri olimpici come “Tre ragazzi senza appeal e sovrappeso” , con un tenore sicuramente meno affettuoso. Nessuna levata di scudi, nessuna testa mozzata. Eravamo ancora parzialmente sani.

Ma per RAI2, fa notizia il sessismo di un titolo di giornale; non fa notizia che il direttore di tale testata sia stato immediatamente deposto. Tutti allineati, non serve neanche l’olio di ricino.

A seguire, una giornalista della “Sorellanza” introduce una clamorosa notizia: “Trump rischia grosso” per le sue posizioni sul diritto del cittadino statunitense a possedere delle armi (2° emendamento costituzionale) e il conflitto con alcuni giudici della corte suprema. Di Hillary nulla si sa.

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Dubito che i telespettatori abbiano capito la notizia. Ma d’altronde la notizia non c’era. Era pressoché impossibile, per chi non è addentro (come il sottoscritto) alle questioni della cronaca Statunitense, comprendere la questione. Quello che doveva passare, ed è passato, è che Trump è considerato da una parte dell’elettorato stelle e strisce come non gradito. Mah, almeno lì i presidenti ancora li eleggono; da noi siamo al terzo Premier non eletto.

Ma non è questo il punto. Trump è sicuramente un personaggio controverso, per dire il meno. Ma era questa la notizia del giorno da oltre oceano? Dov’è Hillary?

Hillary viola il segreto di stato e dirotta le sue email dal Dipartimento di Stato sul suo server privato? Bazzecole.

Hillary dimostra seri problemi di salute psichica? Dettagli.

La DNC (Democratic National Committee) cioè la direzione del Partito Democratico sabota Sanders per favorire la predestinata, tanto da portare alle dimissioni la Presidente della DNC e Sanders a lasciare il Partito Democratico?  Che vuoi che sia.

Snowden e Assange dimostrano che Hillary è stata in prima linea nell’armare i ribelli in Siria con il deliberato intento di sovvertire Assad? Pinzillacchere.

Morti misteriose tra giornalisti e funzionari del Dipartimento di Stato a seguito delle rivelazioni imbarazzanti di Wikileaks? Ma che scherziamo?

Questa è la PRAVDA Rosa.

Buona rosavisione.

Un caro saluto.

Ideologia gender a scuola. Il MIUR conferma.

Qualcuno ricorderà il “GIOCO DEL RISPETTO”  di Trieste di un anno fa. Un’interessante esperimento per “abbattere gli stereotipi di genere” o più propriamente educare i giovani ad una sana mascolinità. Nonostante il maldestro tentativo di offuscamento delle autorità locali la finalità del “gioco” era chiara nell’opuscolo informativo che recitava “la prevenzione della violenza sulle donne”.

Perché gli uomini (e solo loro) già in giovane età sono potenziali stupratori, violenti o assassini (o dovrei dire femminicida?).

E la scuola è il luogo in cui si educa, s’include, si plasma. Tutto meno che insegnare. Retaggio patriarcale.

Il 15 Luglio 2015 il MIUR, a firma di Rosa de Pasquale, ha emesso una preziosa circolare (“Chiarimenti e riferimenti normativi a supporto dell’art. 1 comma 16 legge 107/2015”, Prot. AOODPIT n. 1972 del 15/09/2015), che leggo con interesse a quasi un anno esatto di distanza. E voi dovreste fare lo stesso se avete a cuore i vostri figli maschi.

La circolare fa un retorico riferimento ai principi costituzionali di non discriminazione, ed ha l’ardire anche di menzionare i diritti della famiglia come società naturale, nonché il diritto-dovere della famiglia di educare. Per poi ribadire che il sistema scolastico è estraneo ad ideologie…

Salvo poi smentire tutto nella stessa circolare.

Afferma la circolare che la legge di cui l’art. 1 comma 16 legge 107/2015 (cui si ispira il Gioco del Rispetto) non fa altro che recepire altre iniziative nazionali ed extra-nazionali (ONU e Consiglio d’Europa). In particolare fa riferimento alla “Convenzione di Istanbul” (violenza contro le donne) e al decreto sulla “Buona Scuola” convertito in legge e specificatamente al “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere”:

a) prevenire il fenomeno della violenza contro le donne attraverso l’informazione e la sensibilizzazione della collettività, rafforzando la consapevolezza degli uomini e ragazzi nel processo di eliminazione della violenza contro le donne;

e

b) promuovere l’educazione alla relazione e contro la violenza e la discriminazione di genere nell’ambito dei programmi scolastici delle scuole di ogni ordine e grado, al fine di sensibilizzare, informare, formare gli studenti e prevenire la violenza nei confronti delle donne e la discriminazione di genere, anche attraverso un’adeguata valorizzazione della tematica nei libri di testo;

Tutto ciò in una scuola in cui il personale docente è in stragrande maggioranza femminile e proprio la componente maschile di discenti è quella che soffre di più. Pura misandria.

vittima e carnefice

In sostanza la circolare conferma quanto paventato. Trattasi di Femminismo e di Ideologia Gender. Iniziative intese ad educare (plasmare direi) i giovani maschi al fine di ridurre il rischio che la natura faccia il suo corso e i virgulti ricopino i passi dei loro padri; violenti, stupratori ed assassini.

D’altronde non è colpa del MIUR è colpa delle leggi. Come nel ’39. Non fu colpa della scuola fu colpa del “Documento sulla razza”. Mio nonno conobbe il fascismo, gli scarponi e le camicie nere. Pagò un carissimo tributo. Devo ringraziare il suo sangue che a distanza di due generazioni mi permette di riconoscere i segni dell’ideologia totalitaria anche quando si veste di rosa e marcia in tacchi a spillo.

Per concludere, la stessa circolare quindi correla quanto sopra alla parallela finalità di combattere:

l’istigazione all’odio, … espressione di tutte le forme di diffusione ed incitazione all’odio razziale, alla xenofobia, all’antisemitismo e ad altre forme di intolleranza, espressione di nazionalismi, discriminazione nei confronti di minoranze, di migranti. Altre forme di discriminazione sono la misoginia, l’islamofobia, la cristianofobia e tutte le forme di pregiudizio circa l’orientamento sessuale e di genere.

Curioso che si faccia riferimento alla misoginia e non alla misandria. Forse perchè quest’ultima ha carattere ormai disciplinare. Inevitabile il riferimento al nazionalismo; che il cielo ci “scampi e liberi” dalla possibilità che i genitori siano nazionalisti. L’educazione è una cosa troppo seria per lasciarla al papà e alla mamma (genitore 1 e genitore 2 per la cronaca).

Chi semina vento raccoglierà tempesta.

Un caro saluto.