Qualche mese fa Facebook, piattaforma asocial per definizione, annunciò il proprio rebranding, divenendo Meta.

Il termine Meta allude al Metaverso, un mondo percettivo virtuale sovrapposto (o sostitutivo) del mondo reale e materiale. Il fatto che Meta, oltre ad essere piattaforma di sorveglianza e profilazione globale, sia anche produttrice di visori VR (Oculus) ha proiettato immediatamente l’immaginario di un Facebook in 3D popolato di Avatars. L’interesse di case produttrici di lenti (quali Essilor-Luxottica) e produttori di occhiali fashion verso l’integrazione di tecnologie VR ha ulteriormente rafforzato la visione di una società in costruzione cui le persone vivano dentro e fuori le mura domestiche in una realtà aumentata (AR, augmented reality).

Ciò è corretto, ma c’è di più. E per capire ciò dobbiamo fare un tuffo nel mondo Crypto, anzi nella BlockChain. Per fare ciò dovremo fare un po’ di storia del Web e farci un’infarinatura tecnologica; non vi preoccupate non sarà una trattazione noiosa né pesante.

Circa 30 anni fa l’ARPA (oggi DARPA, centro ricerche del Pentagono) creò l’Internet, una piattaforma di comunicazione globale e pervasiva che sarebbe diventata strumento abilitate di una nuova economia basata sull’E-Commerce di beni materiali e sempre più di beni digitali (virtuali); a ciò si fa riferimento quando si parla di Terza Rivoluzione Industriale.

L’Internet nacque come struttura aperta e libera, per assicurarne la pervasività e diffusione. Una tela (Web) fatta di infinite connessioni, che abbiamo poi scoperto assomigliare sempre più ad una gabbia a cui manca solo il lucchetto e un occhio permanente ed infallibile ad osservarla, per creare la perfetta società trasparente.

Di solito il ragno, dopo aver intessuto la tela, rimane in attesa e si prepara ad avvolgere la preda; e dopo averla avvolta, la consuma.

Circa 10 anni fa un oscuro personaggio sotto il nome di Satoshi Nakamoto pubblicava un paper chiamato “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System”; nasceva Bitcoin, una nuova moneta digitale, generata da computer (hashing), decentralizzata (senza emittente centrale), peer-to-peer (senza intermediazione), basata su transazioni “criptate” depositate su un libro contabile (ledger) online e distribuito in rete, basato sulla tecnologia BlockChain.

Persino il “parto” di Bitcoin dovrebbe far suscitare alcuni sospetti. Perché? Perché Satoshi Nakamoto non esiste, è solo lo pseudonimo di qualcosa che rimane tuttora nell’oscurità. Aneddoticamente, qualche anno fa, al fine di prevenire che la curiosità divenisse sospetto, uno strano personaggio anglosassone (non giapponese) uscì alla “scoperta” affermando di essere il vero Satoshi Nakamoto; un’intervista farsa in cui il presunto Nakamoto non fornì alcuna informazione credibile, limitandosi a dire che non avrebbe più rilasciato interviste. Per un motivo ovvio: ulteriori interviste avrebbero potuto confutare la sua credibilità ed alimentare il sospetto su Bitcoin e la tecnologia BlockChain. Un sospetto legittimo.

Il boom di Bitcoin in pochi anni ha portato alla formazione di un fiorente mercato di monete (le monete alternative a Bitcoin si chiamano genericamente altcoins) e derivati digitali, e l’illusione della finanza decentralizzata (DeFi).

Un boom in gran parte favorito dal mito della privacy, derivante dall’utilizzo spregiudicato del termine crypto. Un mito, appunto. Tranne pochissime eccezioni (quali Monero), le transazioni di monete e beni digitali sulla BlockChain sono completamente trasparenti; la criptazione è solo diretta ad assicurare i diritti di proprietà, non la riservatezza delle operazioni.

Potete pensare alla BlockChain come ad un registro contabile in cui ogni singola operazione è registrata in modo permanente (sì, in modo permanente) ed associata in modo univoco alle entità coinvolte. BlockChain non tutela la privacy più di quanto lo faccia un nickname o uno pseudonimo in una email. BlockChain semmai rende trasparente ed indelebile qualsiasi transazione.

Bitcoin passa quindi il testimone ad Etherium, moneta digitale che introduce gli smart contracts, diritti digitali con cui è possibile comprare oggetti digitali, in particolare gli NFT (Non Fungible Tokens) da associare ad oggetti fisici. Così oggi con Etherium potete comprare un avatar da associare al vostro profilo social. Ma in futuro potrete comprare ben altro; beni materiali, quando dal vostro visore (VR o AR) acquisterete con un battito di ciglia l’asset digitale di una mela esposto nel catalogo del Metaverso, il cui corrispondente materiale vi verrà consegnato alla cassa o a domicilio.

Bitcoin ed Etherium sono le monete largamente più capitalizzate del mercato “crypto”, non a caso. E parimente non deve sorprendere che tale mercato non sia osteggiato dalle istituzioni finanziarie e che le monete “crypto” siano convertibili in moneta emessa dalle banche centrali; oggi potete finanzi comprare stable coins, monete digitali “crypto” che hanno come collaterali le monete emesse dalle Banche Centrali. E tra i maggiori investitori nel mercato “crypto” figurano, non a sorpresa, le maggiori banche e fondi d’investimento di Wall Street e della City of London.

Non è un caso se le monete digitali (CBDC) in sperimentazione (avanzata) da parte delle Banche Centrali si basino sulla tecnologia BlockChain da cui ereditano la trasparenza ed indelebilità delle transazioni; in un modello di emissione della moneta che però è centralizzato (non quello decentralizzato promesso da Bitcoin). Anche perché la BlockChain in un modello decentralizzato non può funzionare e il vero Satoshi Nakamoto lo sapeva benissimo ! E con gli smart contracts (introdotti da Etherium) per determinare cosa potrete comprare; e utilizzando l’Identità Digitale (chiave pubblica) da associare a parametri biometrici (chiave privata) per realizzare un’economia trasparente; trasparente per loro ed invisibile a voi.

Ma il sogno continua e ci si illude persino che la BlockChain possa portare a una nuova Internet decentralizzata, al Web3, a prova di censura (IPFS e IPNS) perché, a detta degli utili idioti, qualsiasi contenuto sarà indelebile. Appunto, indelebile e sotto lo sguardo attento del Grande Fratello.

Una società in cui qualsiasi contenuto pubblicato e qualsiasi transazione economica sia indelebile e sotto l’occhio vigile del Grande Fratello. Questa è la Quarta Rivoluzione Industriale.

Il sogno Internet è stato il cavallo di Troia per farvi entrare nella gabbia dei social. Il sogno Crypto è stato il cavallo di Troia per sigillare tale gabbia con il lucchetto di BlockChain.

Un caro saluto.