La nostra Corte Costituzionale è una farsa

Siamo in un periodo di fuga libera dai tracciati costituzionali. Quale migliore momento per fare una riflessione su quella farsa che è la “Corte Costituzionale”?

Osservo molti che si chiedono basiti come è possibile che leggi o decreti legge palesemente incostituzionali (o addirittura anticostituzionali) siano emanati; ed altri che invece ritengono che laddove una legge o decreto legge sia emanata debba necessariamente essere costituzionale o quantomeno aver avuto vaglio costituzionale nel merito.

Queste erano assunzioni che facevo anche io fino a qualche tempo fa. Non essendo giurista davo per assunto che il ruolo della Corte Costituzionale fosse quello di garante vigile della Costituzione a difesa dei cittadini, e mi stupivo che passassero leggi a mio modo di vedere palesemente non costituzionali.

Questo fino a quando non mi sono documentato. Il quadro è quindi divenuto chiaro e al contempo desolante.

cortecost

La Corte Costituzionale non entra nel merito delle leggi, preventivamente. Al più si riunisce in “Consulta” per dare un parere al Presidente della Repubblica laddove questo lo richieda. Perché è il Presidente della Repubblica che firma leggi e decreti, è lui che si fa garante dell’ordine costituzionale ed è a sua discrezione chiedere il parere della consulta.

Va da se, che laddove anche il parere fosse richiesto, la terzietà della consulta è quantomeno questionabile giacché l’attuale Presidente della Repubblica è un ex giudice costituzionale e un terzo dei membri della corte costituzionale (tra cui il presidente di essa) sono stati designati proprio dal Presidente della Repubblica; diciamo quindi che c’è una notevole affinità intellettuale. Un altro terzo dei membri della Corte Costituzionale è poi espressione prettamente politica; di questi uno fa riferimento alla Lega, gli altri a PD e M5S.

In sostanza il Presidente della Repubblica può firmare senza consultarsi con la Corte Costituzionale e seppure avviasse una consultazione sarebbe una pura formalità in quanto la maggioranza qualificata della Corte Costituzionale è politicamente allineata con l’attuale maggioranza di governo, con una quota significativa di suoi membri (incluso il presidente della consulta) direttamente designati dal Presidente della Repubblica il quale a sua volta è espressione politica di una delle forze attualmente al governo.

E quindi che se ne fa il popolo della Corte Costituzionale? Sostanzialmente nulla giacché essa può entrare nel merito delle leggi solo per risolvere controversie di attribuzione tra istituzioni (e questo non ci interessa) oppure dietro richiesta di un cittadino in via giudiziale incidentale.

Che cosa significa? Significa che laddove una legge venga promulgata e un cittadino la ritenga non costituzionale non può fare assolutamente nulla fin quando non ricada nell’incidente di essere sanzionato dalla legge stessa.

In altri termini, la precondizione per impugnare la “costituzionalità” di una legge è quello di essere vittima dei suoi aspetti sanzionatori, per poi ricorrere in giudizio ordinario e provare a sollevare rilievi di costituzionalità.

Vi faccio un esempio, paradossale, per rendere l’idea. Assumiamo che il Parlamento o il Governo emanino una legge, approvata dal Presidente della Repubblica, che stabilisce che “i cittadini con i capelli dipinti biondi devono essere multati“.  Voi pensereste, giustamente, che trattandosi di legge palesemente anticostituzionale debba essere revocata, e che quindi le persone con i capelli biondi dovrebbero aver la possibilità di appellarsi alla Corte Costituzionale. Errato. Non possono fare assolutamente nulla, almeno fino a quando non avvenga l’incidente, cioè fin quando la legge (e i suoi estremi anticostituzionali) non trovi applicazione fattuale. Così quando il diligente servitore dello Stato multerà a norma di tale legge Mario Bianchi perché ha i capelli biondi, allora e solo allora, Mario Bianchi potrà ricorrere in giudizio e dopo qualche anno vedere riconosciuta l’incostituzionalità della legge a beneficio suo e di tutti quelli con i capelli biondi. Ma fino a quel momento, la legge orrenda, discriminatoria, palesemente incostituzionale rimarrà in vigore, magari latente, e pronta ad essere applicata a meno che le Istituzioni non cambino idea prima. Va da se, che se alla Corte Costituzionale per qualche motivo non dovessero piacere i capelli biondi…

Faccio quindi un secondo esempio, un po’ più attuale. Mettiamo che il Governo/Parlamento per qualche motivo decida di istituire per legge una qualche forma di trattamento sanitario obbligatorio per la popolazione o per una porzione di essa. E mettiamo che il Presidente della Repubblica, con o senza l’avallo dell’amica Corte Costituzionale, firmi. Il popolo non potrà fare nulla e i Servi dello Stato legittimamente faranno rispettare l’ordine e l’ottemperanza a quanto stabilito dalle Istituzioni. Quando i cittadini avranno subito il TSO (eventualmente con conseguenze anche permanenti) potranno rivalersi in giudizio e se tutto va bene, ottenere un risarcimento e la revoca/emendamento della legge per eccezione di incostituzionalità. Dopo il TSO, però.

E’ l’amara realtà. L’assetto istituzionale Italiano è quello di un Regno, la cui denominazione di Repubblica da ai sudditi l’illusione di essere cittadini.

P.S.

Direte voi: ma lei non è un giurista come fa a dire queste cose? Io mi sono semplicemente documentato perché nel passato avevo intenzione di fare ricorso contro delle leggi a mio modo di vedere incostituzionali, ed ho trovato un muro di gomma, non per il merito delle questioni, ma semplicemente perché non esistevano gli strumenti attuativi del ricorso. Se poi voi avete delle informazioni/interpretazioni aggiuntive rispetto a quanto io ho potuto studiare, fatemelo sapere. Mi piacerebbe pensarlo, ma ci sarà un motivo per cui abbiamo fiumi di ricorsi al TAR e non sentiamo mai parlare di ricorsi alla Corte Costituzionale. O no?

Un caro saluto.

La mascherina uccide

Evidentemente la nozione che respirare sia una funzione essenziale non fa più parte del sapere comune, del buon senso.

L’idea che dobbiamo introdurre ossigeno nel nostro organismo, e che tanto più consumiamo energie tanto più ossigeno ci è richiesto non è patrimonio di tutti.

Come pure sembra non esserlo il fatto che espelliamo anidride carbonica come scarto, in quanto dannosa all’organismo.

Il rischio di ipossia o ipercapnia è reale ed elevato.

A queste persone non deve essere giunta la notizia che due ragazzi cinesi sono morti a causa della mascherina indossata durante l’attività fisica.

Paradossalmente gli stessi che riconoscono nella mascherina un potenziale imprecisato di contenimento della trasmissione (tutt’altro che certo, vedi Russell Blaylock), hanno qualche difficoltà a comprendere che tali virus (e batteri) permangono in vita in una coltura (umida e tiepida) a pochi millimetri dalle vie aeree e per tempi prolungati.

Io non mi arrendo, e quando vedo queste persone, all’aperto, in particolare anziane, le esorto a togliere la mascherina. Inevitabilmente il rifiuto, ormai un riflesso condizionato, a volte colorato di frustrazione, a volte di aggressività perché colpevole, io, di aver ingerito con il loro “safe space”, il loro spazio sicuro concesso dal Grande Fratello.

Ieri sera il mio spirito “samaritano” si è confrontato con Kafka quando il mio intento si è scontrato con le consuetudini di un anziano intento a fumare, alternando la tirata di sigaretta con l’espirazione dentro la mascherina. Non sono riuscito a nascondere la mia ilarità, lo ammetto; un riso amaro, quello di chi si confronta con lo spettacolo comico di una cavia che vanamente “galoppa” sulla ruota all’interno della propria gabbia.

Siamo a questo. Anche i consigli amorevoli del prossimo, ispirati al buon senso, si scontrano con la paura.

La mascherina li ha già uccisi intellettualmente. Alcuni hanno varcato la soglia della follia, senza rendersene conto.

E ho stentato a prendere sonno. Non solo per lo spettacolo Freudiano, ma per la rabbia, che raramente ho provato, nei confronti dei responsabili di questi crimini; crimini che per me hanno parallelo solo in quelli commessi circa un secolo fa sotto l’egida del Reich.

Un amaro saluto.

Lezioni di inganno psico-sanitario dal Dottor Fauci

Voglio presentarvi un esempio aneddotico di programmazione mentale che ci viene dal maestro Dottor Fauci; sono convinto che lo troverete interessante e saprete portarlo facilmente al contesto nostrano. Io l’ho trovato straordinario, illuminante.

Recentemente il Dr Fauci (capo scientifico della task force anti COVID statunitense) è intervenuto in una interrogazione di una commissione del Senato. A interloquire con lui il Repubblicano libertario Rand Paul (figlio di Ron Paul) e che fa di professione il medico.

Rand Paul sostenendo la tesi che gli USA dovrebbero seguire il modello Svedese che senza lockdown ha avuto mortalità inferiore ai Paesi in lockdown, senza sospendere le libertà, senza danneggiare l’economia e soprattutto senza sospendere le attività scolastiche (con le relative implicazioni non solo in termini di didattica ma anche di salute psichica dei bambini), ha chiesto l’opinione del Dr Fauci.

La risposta del Dr. Fauci è da manuale della manipolazione mentale, da applauso a scena aperta:

io cerco umilmente di operare sulla base delle nozioni scientifiche; abbiamo notato un’insorgenza di Sindromi di Kawasaki tra i bambini, quindi ci andrei cauto con la riapertura delle scuole

Autentico capolavoro del “reframing“, termine inglese utilizzato nella strategia della comunicazione che sottintende l’evasione da una situazione dialettica scomoda per portare la discussione in un territorio più favorevole.

manipolazione

Cosa fa il Dr Fauci? Semplicemente non potendo riconoscere la validità del modello svedese basato sulla crescita dell’immunità di gregge e non potendolo contestare, semplicemente sposta il tema dipingendosi come umile servo della scienza con a cuore gli interessi dei bambini, i quali potrebbero essere (questo lascia intendere agli altri senza esporsi troppo) esposti ad un rischio.

Schivata e contrattacco; chi propone il modello svedese espone i bambini ad un rischio non precisato, colpevolizzando la posizione dell’avversario dialettico. E tutto ciò senza dire sostanzialmente nulla, senza esporsi da un punto della credibilità scientifica, lasciando fare il lavoro di manipolazione psicologica al panico generato nel potenziale ascoltatore/spettatore; l’uomo “comune” che si trova in una condizione di subalternità conoscitiva, di impotenza materiale ma soggetto allo scrutinio sociale della propria morale.

Tutto ciò, senza che Fauci abbai detto nulla di valenza scientifica o compromettente. Perché lui sa che gli altri non sanno,  e quando alcuni pure successivamente capissero il trucco ormai sarà troppo tardi.

Il maestro Fauci ci dice di aver misurato una “certa insorgenza” di casi di Sindrome di Kawasaki; quanti casi? 1, 2 o 100? Siamo parlando di qualcosa di significativo? Non si sa!

E questo numero di casi rientra nella variabilità statistica dei casi che si riscontrano normalmente negli USA (dai 3000 ai 4000 l’anno) o è qualcosa con significativa correlazione statistica con il COVID? Non è dato saperlo.

Ed esiste un nesso causale oppure è solo statistico? D’altronde esiste un nesso statistico fortissimo tra le vaccinazioni e l’incremento di casi di autismo e deficit cognitivi, ma di solito si smonta l’argomentazione per la “mancanza di prova del nesso causale”.

E poi cos’è questa Sindrome (o malattia) di Kawasaki? Trattasi di una malattia  dalle cause ignote che colpisce una piccola percentuale dei bambini (in particolare sotto i 5 anni, prevalentemente in Giappone) che ha, laddove non curata, una letalità dell’1% e, laddove sia curata, una letalità dello 0,17%. Ossia questa malattia uccide circa 17 su 10,000 bambini affetti da questa malattia. Più o meno come l’influenza.

In sostanza il Dr. Fauci vi ha detto questo:

abbiamo osservato un imprecisato numero di casi della sindrome di Kawasaki, malattia pericolosa quanto l’influenza di cui la scienza non è stata in grado di definirne le cause; casi che non sappiamo se siano statisticamente rilevanti e che non sappiamo se abbiano nesso causale con il COVID

Questo vi ha detto il maestro della manipolazione. Cose analoghe vi raccontano giornalmente altri adepti italiani di tale scuola psico-sanitaria.

Stateve accuorti.

Un caro saluto.

Secondo l’INAIL il bagnino deve lasciarti affogare

Lo spettacolo surreale di questa dittatura all’amatriciana continua. Sempre meno foche sui balconi ad applaudire la propria prigione, ma la scarsa consapevolezza dell’inganno e incompetenza che pervade le nostre istituzioni dipinge un quadro sociale ancora desolante.

L’INAIL, nel quadro della strategia di “rilancio” dell’Italia ha definito delle linee guida per il comportamento di bagnanti, esercenti e lavoratori balneari. Ciascuna di queste guida meriterebbe una trattazione in chiave Kafkiana. Spicca tra di esse la raccomandazione ai “bagnini” di:

valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale, ma senza avvicinare il proprio volto a quello della vittima e di eseguire le sole compressioni (senza ventilazioni) con le modalità riportate nelle linee guida

Siamo ben oltre la follia. Il bagnino dovrebbe capire se la persona respira tenendosi a debita distanza e dovrebbe astenersi dall’effettuare la respirazione bocca a bocca.

respirazione-bocca-a-bocca-vietata

Ma vi rendete conto?

Vi rendete conto non solo del ridicolo, ma soprattutto dell’incompetenza paranoica che sottace tale linea guida, evidentemente riferita alle raccomandazioni del Ministro della Sanità (presidiato da una persona laureata in Scienze Sociali)?

Un bagnino per non incorrere nella possibilità di contrarre/trasmettere un virus che nella peggiore delle ipotesi ha una mortalità dell’ordine del 2-3 per mille, dovrebbe esimersi dal prestare soccorso respiratorio ad una persona che è in imminente pericolo di vita.

Qui c’è ben altro che incompetenza. Qui c’è la perdita del concetto di umanità.

E il bagnino che osservasse un bagnante in pericolo di affogamento in acque a questo punto dovrebbe esimersi dal portarlo in salvo per evitare il contatto?

E cosa succede se il bagnino o un bagnante assistesse con respirazione bocca a bocca una persona in difficoltà trasmettesse l’infezione Covid? Sarebbe responsabile di attentato alla salute?

Siamo al delirio, siamo in un paradosso secondo cui una persona deve togliersi l’umanità che spinge alla naturale assistenza del prossimo, per mettersi gli abiti di una macchina che calcola il rapporto rischio-beneficio derivante dall’alternativa tra il prestare soccorso con rischio di essere sanzionato (penalmente?) per aver trasmesso un infezione oppure lasciare morire la persona in difficoltà e caricarsi la responsabilità di omesso soccorso.

Molti media stanno commentando con tono sarcastico la notizia, ma non colgono a parer mio la deriva disumanizzante dietro cui c’è evidentemente una programmazione di psicologia sociale che deve portare le persone a desiderare di sapere se il prossimo è infetto oppure no.

Ed in effetti se la persona in soccorso fosse consapevole dello stato di infetto proprio e della persona da soccorrere, potrebbe essere semplificata la propria valutazione se intervenire o no; se uno dei due è infetti si lascia morire per non infettare e ci si salvaguarda dall’omissione di soccorso col pretesto di aver non voluto contrarre o trasmettere l’infezione; viceversa si soccorre  e nel caso di trasmissione dell’infezione si ha la garanzia legale di essere intervenuti secondo le informazioni sanitarie disponibili.

E’ la deriva della dittatura sanitaria, che non ha nulla di umano. E’ il contrario dell’umanità, è la disumanizzazione cui molti di noi hanno, consapevolmente o inconsapevolmente, già deciso di prendere parte.

Un caro saluto.

Trump prende Moncef Slaoui per accelerare la strada dei vaccini di nuova generazione

Brevissimo post. Trump ha appena designato Moncef Slaoui come capo del team statunitense per realizzare un vaccino anticovid. Ovviamente un vaccino mRNA di una tecnologia sperimentale che potrebbe portare mutazioni del vostro DNA con possibile patogenesi cancerogena. Bene.

Chi è Moncef Slaoui? E’ un direttore ricerche di MODERNA, la società affiliata al DARPA (Pentagono) di cui vi parlavo nel precedente articolo.

Un caro saluto.

Conte ha regalato il vostro “patrimonio” genetico a Bill Gates…e non solo

Dubito che ne siate a conoscenza ma grazie “all’emergenza” il Presidente del Consiglio Conte nel giorno 10 Maggio ha emanato un decreto legge  (DL 10 MAGGIO 2020 n 30) controfirmato dall’inquilino del Quirinale, che dispone l’utilizzo del codice genetico delle persone sottoposte a test sierologico da SARS-COV-2 (volgarmente detto COVID19).

genetica

In estrema sintesi le persone che volontariamente (per adesso) si sottoporranno a test sierologico firmeranno una liberatoria in virtù della quale daranno allo Stato Italiano la possibilità di conservare i propri dati personali e il proprio codice genetico per 40 (quaranta) anni. Le finalità di acquisizione di tali dati sono di carattere statistico e di ricerca scientifica (che vuol dire tutto e nulla).

Quanto sopra solo per test sierologici e solo su base volontaria, per adesso.

Ma quanto sopra, che vi inquieti o no, è la parte, per usare un eufemismo, meno controversa.

Questo decreto al punto 7 dispone infatti che:

dati raccolti nell’ambito dell’indagine di cui al comma 1, privi di identificativi diretti, possono essere comunicati, per finalità scientifiche, ai soggetti di cui al comma 1 dell’articolo 5 -ter del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33

Cosa garantisce questa “oscura” frase? Il DL n 33 del 14 marzo 2013 garantisce l’accesso a tali dati (resi anonimi) non solo alle agenzie statistiche Europee ma a tutti i ricercatori e centri di ricerca accreditati.

In pratica il codice genetico delle persone sottoposte a test sierologico saranno disponibili sostanzialmente a tutti i centri di ricerca ed aziende del settore sanitario europee e internazionali. Chi vi dice il contrario vi sta mentendo.

Ma non ci fermiamo qui. Come alcuni di voi sanno esiste una regolamentazione europea chiamata GDPR “apparentemente” nata per tutelare gli utenti dagli abusi di utilizzo dei dati personali. Tale GDPR in teoria consente ad ogni utente di sapere chi ha accesso ai propri dati personali e consentirebbe agli utenti di poter limitare tale accesso. Il GDPR in sostanza, nella sua completezza, definisce l’utente come unico proprietario dei propri dati. Ebbene tale DL emesso da Conte e controfirmato dall’inquilino del Quirinale recita al punto 11:

I dati personali raccolti ai sensi del presente articolo vengono trattati nel rispetto dei principi di cui all’articolo 5 del Regolamento (UE) 2016/679

Legalese utilizzato a fini malevoli. Perché? Il Regolamento (UE) 2016/679 stabilisce i vincoli del GDPR, ma chi ha scritto questo capoverso l’ha scritto abilmente per ingannare ed eludere le garanzie del GDPR, per due motivi:

  • si fa riferimento non al regolamento GDPR ma solo all’articolo 5, che appunto rende possibile (nel punto b) l’utilizzo dei dati forniti per fini di ricerca e statistica.
  • si utilizza l’espressione “rispetto dei principi” e non “conformità” al regolamento; “rispetto dei principi” non significa nulla mentre la conformità è un termine vincolante

In sostanza il punto 11 da l’illusione, a coloro inclini a concedere la buona fede alle nostre istituzioni (e agli stolti del Parlamento che trasformeranno tale DL in Legge dello Stato), che tale DL rispetti il diritto esclusivo alla propria privacy garantito dal GDPR, ma in effetti lo elude non menzionando la conformità di tale provvedimento al GDPR e viceversa utilizzando l’articolo 5 per “legittimare” l’utilizzo di terzi delle informazioni relative al vostro DNA.

E non fatevi ingannare dalla frase (sempre al punto 11 del DL 31):

…esclusivamente per il perseguimento delle finalità individuate dal presente articolo e nei limiti in cui sia necessario per lo svolgimento delle funzioni affidate a ciascuno dei soggetti coinvolti.

Una volta che i vostri dati siano resi disponibili e voi non abbiate la possibilità tecnica di revocarne l’utilizzo (cosa esclusa dalla non conformità al GDPR) non c’è alcun modo di riprenderne possesso, anche laddove la finalità d’utilizzo da parte di enti nazionali o internazionali sia verificata come non conforme agli intenti del provvedimento.

In sostanza questo Decreto Legge (e sarà legge) permette allo Stato Italiano di prendere il vostro DNA, di abbinarlo alla vostra persona  e conservare tali dati per 40 anni, privandovi deliberatamente della possibilità di tornarne in possesso esclusivo; inoltre consente allo Stato Italiano di “regalare” tali informazioni, private della vostra identificazione sociale (ma non di quella biologica), in forma aggregata a enti internazionali.

Ora deve essere chiaro, e prestate attenzione, che il problema della privacy, in senso stretto e convenzionale, non è il nodo del problema.

Con questo decreto lo Stato ha la possibilità di ricondurre le vostre generalità al codice genetico determinando la possibilità di “profilare” la popolazione in base a rischi sanitari; ed un tecnocrate sulla base della “scienza” potrebbe anche spingersi verso TSO preventivi supportati da analisi statistiche della prevalenza genetica di rischio ad un certo fattore.  A ciò si aggiunga che chi ha redatto e/o firmato questo decreto legge apre le porte all’ingegneria genetica in particolare per quelle pratiche sperimentali che prevedono la somministrazione di sostanze in grado di modificare il comportamento delle cellule di un individuo; pratiche oggetto di studio da anni da parte del DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) statunitense, punta di diamante del Pentagono e finanziatore/collaboratore delle aziende farmaceutiche MODERNA, AbCellera e AstraZeneca che sono aziende capofila nel test di potenziali prodotti vaccinali anti COVID.

La deriva sanitaria è altamente plausibile.

Un caro saluto.

Vaccinazioni e lezioni dal passato: il vaccino anti HIV

Come molti sapranno, nonostante oltre 30 miliardi di dollari di finanziamento e decenni di lavoro, nessun vaccino si è dimostrato efficace contro l’HIV.

Nell’autunno del 2007 è stata effettuata una sperimentazione (STEP) del vaccino V520. Poco dopo la casa costruttrice del prodotto HIV-520 ha comunicato che:

i soggetti che hanno ricevuto il vaccino V520 presentano una maggiore probabilità di contrarre l’infezione da HIV ( virus dell’immunodeficienza acquisita ).

Dei 3000 soggetti che hanno partecipato alla sperimentazione 82 hanno contratto l’HIV; di questi 49 (il 60%) avevano subito la somministrazione del vaccino e 33 (il 40%) solo un prodotto placebo.

Questo è uno dei motivi per cui le aziende produttrici dei prodotti-vaccinali non solo hanno una certa tendenza a non verificare i danni collaterali, ma sono refrattarie alla verifica contro prodotti placebo. Perché tale test:

è l’unico in grado di verificare e quantificare l’ipotetica efficacia del vaccino ed escludere che magari l’apparente efficacia di un vaccino non sia in realtà legata a fattori esterni. Inoltre tale test permette anche di verificare più facilmente se il vaccino produce il male stesso che invece si presuma esso possa prevenire.

Ma c’è qualcosa di ancora più attuale in questa storia “vecchia” di 13 anni. Tale vaccino era frutto di un approccio vaccinale sperimentale allora, e sperimentale tutt’oggi, che è quello alla base dell’ipotetico vaccino anti COVID che è stato prospettato all’Italia. Un vaccino che non contiene il virus ma solo alcune sue componenti genetiche, che “si ipotizzava” potessero stimolare la risposta immunitaria senza “infettare” l’individuo con il virus HIV.

Il miliardario filantropo

Invariabilmente, che si tratti di Rockfeller, Soros o Bill Gates, il miliardario del nuovo secolo si vota al filantropismo. Una filantropia che inevitabilmente si trasforma in sfera d’influenza su organizzazioni nazionali o sovranazionali.

Per vedere nel buio accendiamo la luce nella speranza di cogliere ciò che ci contorna; eppure se la luce ce la proiettano negli occhi rimaniamo accecati. E’ una metafora, ma rappresenta il senso della propaganda filantropica; abbagliare la ragione in modo da non distinguere più il vero dal falso.

Ma la demistificazione è semplice:

il filantropo ama il genere umano come il pedofilo ama i bambini.

Un caro saluto.

Vaccinazioni coatte, l’H1N1 in retrospettiva

Nel 2009 crearono il panico da H1N1. A tal riguardo ricordiamo alcuni dati interessanti che derivano dall’esperienza del Regno Unito, che sono convinto potrete facilmente riportare al contesto Italiano.

Terrorizzarono la popolazione stimando in circa 65,000 le vite che si sarebbero perse a causa del virus H1N1; ne morirono 457. Il governo forzò la mano e introdusse il vaccino Pandemrix (sviluppato 3 anni prima dell’epidemia H1N1) della GlaxoSmithKline; 60 persone (in gran parte bambini) ne ricavarono danni celebrali, e il governo britannico fu costretto a risarcire tali vittime per circa 60 milioni di sterline.

Perché sappiamo che i vaccini sono innocui, tanto è vero che le società che li producono sono esenti dai danni provocati.

Infatti i danni li pagano i governi con le tasse dei contribuenti danneggiati.

Il vaccino Pandemrix è stato ritirato.

COVID 1984: braccialetti per bambini, catene per gli adulti.

E’ notizia di oggi che la scuola materna Eugenio Cantoni di Castellanza (Varese), sta mettendo in opera un progetto che prevede l’applicazione di un braccialetto elettronico per i bambini e per i dipendenti scolastici.

Il simpatico “braccialetto” vibra allorquando un bambino si avvicina troppo ad un altro coetaneo o al personale scolastico. Inoltre il “braccialetto” traccia i contatti, o meglio, gli avvicinamenti, permettendo agli enti governativi di conoscere con chi il bambino o dipendente della struttura scolastica è venuto a contatto.

Secondo l’articolo citato:

Il braccialetto può essere un modo divertente che aiuta i bambini a restare in totale sicurezza anche a scuola.

Neanche George Orwell si era spinto tanto lontano nel mondo distopico di “1984“.

Ma quanto sopra, e peggio, succederà se non vi svegliate, se non uscite dal panico. Se non comprendete che siamo dentro un grande inganno. Menzogne unite ad un cinico disprezzo delle libertà personali, anche delle persone più deboli. Io non faccio eccezione, sono caduto nell’inganno, non mi considero superiore. E per giorni ho cercato di fare la mia parte nel sensibilizzare sull’utilità delle azioni di contenimento per alleviare l’emergenza sanitaria. Ma i fatti ci stanno dicendo che il virus è meno pericoloso di quanto inizialmente presunto sebbene reso più letale da giustificabili errori medici, che il lockdown ha fatto più morti del virus, che chi non ha adottato le misure “italiane” non ha avuto alcuna crisi epidemica; viceversa, la dichiarazione di emergenza ha creato il presupposto per misure autoritarie e censura, anche in ambito sanitario.

C’è un disprezzo profondo della vita umana da parte degli enti governativi. Siete considerati numeri, non più esseri umani, ma entità biologiche la cui autodeterminazione è subordinata al potere.

Ragionate finché siete in grado di farlo.

Nel recente passato, hanno cercato (ed in certa misura ci sono riusciti) di introdurre l’obbligo vaccinale per poter accedere all’istruzione, subordinando l’autodeterminazione dell’integrità fisica dei vostri bambini e il loro diritto all’istruzione (e alla socialità implicata dalla scuola) all’accettazione di un trattamento sanitario. Ora vi dicono che anche laddove i bambini frequentino una struttura scolastica, non devono avvicinarsi troppo ad altri coetanei o agli adulti.

E per i “discenti” che bambini non sono più? La scuola si fa da remoto, con la didattica a distanza tramite “Teams” (della Microsoft, fondata da Bill Gates…), isolando quindi anche gli studenti adolescenti. Li si separa dai docenti e si affida l’insegnamento a strumenti informatici sterili e impersonali; strumenti che però hanno il “grande pregio” di tracciare le comunicazioni e di permettere la sorveglianza. Non sia mai che i docenti diano informazioni o opinioni “non approvate”.

La scuola si sta trasformando in una fabbrica di automi, di macchine biologiche che temano e diffidino dei rapporti sociali. Il tutto sotto l’ombrello protettivo di un grande fratello che li tratta sì da detenuti, già nell’infanzia, ma “per il loro bene”.

E per voi, che siete adulti? Il “contact tracing”, venduto con il simpatico nomignolo di “Immuni”. A cosa vi serve? Rifletteteci, se siete ancora in grado di farlo. A cosa vi serve sapere se siete stati “vicini” ad un Covid positivo? Ci sono già almeno 10 milioni di infetti, e saranno di più. E che farete domani, starete chiusi dentro casa, sbatterete la porta in faccia ad amici, colleghi e parenti perché positivi e voi ancora negativi? E per quanto rimarrete negativi man mano che il contagio si diffonde? Che farete, vi scaverete il bunker, vi seppellirete vivi? Vi isolerete ancora di più? Vi nutrirete di paura e panico somministrati giorno e notte via streaming Facebook? Il tracciamento dei contatti serve solo ad allontanarvi dalle relazioni sociali, a diffidare delle persone e fidarvi dell’autorità. Il contact-tracing diverrà obbligatorio se non vi opponete; e con esso arriveranno le telecamere con riconoscimento facciale e termo-scanning (per il vostro bene, s’intende). E perché no, anche la patente sanitaria, d’altronde chi non si vaccina vuole diffondere il contagio; è nella migliore delle ipotesi un’irresponsabile incosciente meritevole di TSO o forse peggio….un dissidente, un “bio-terrorista”.

E io vi vedo con la mascherina. Vi vedo per strada mentre scrutate a destra e sinistra la presenza della polizia quando abbassate il bavaglio imposto per il vostro bene. Temerari. Siate sinceri, la mascherina la indossate per paura delle “forze dell’ordine”, non per motivi di salute. Il buon senso che è dentro di voi vi sta parlando ma non avrete orecchie per ascoltarlo quando il motore del panico sarà riacceso dall’abbaglio di numeri artefatti che nessun “media di regime” contesta.

Vivete oggi una breve tregua, e con essa l’illusione che il progetto Orwelliano si sia fermato. Illusione, appunto. E a chi “sarcasticamente” liquida il quadro che vi ho dipinto come visione “complottista“, posso soltanto dire una cosa:

fai i conti con la realtà. Quanto di quello che ho descritto non sta accadendo o è già accaduto?

La breve tregua di questi giorni è un temporaneo palliativo in un percorso graduale di consolidamento della propria disumanizzazione.

Ci hanno mentito, ci stanno mentendo e ci mentiranno. Ma non solo. Nascondono i dati reali, censurano le fonti alternative, ostacolano anche chi si muove su percorsi sanitari non controllati.

Chi vi ha messo ai domiciliari sono gli stessi che vi hanno detto di “abbracciare” senza remore potenziali infetti. Chi vi dice che “la salvezza è nel vaccino” sono gli stessi che vi dicono che il virus non da immunità. Chi vi dice che insieme ce la faremo sono gli stessi che vi dicono di isolarvi. Chi vi spaventa col presagio di una seconda ondata è chi vi minaccia di rinchiudervi in casa impedendo la costruzione di una difesa immunitaria. Chi adesso accusa la Cina di negligente gestione dei propri laboratori infettivi di massima sicurezza è lo stesso che si è premurato di escludere la natura industriale del virus. Chi istituisce lo stato di polizia è lo stesso che censura le testimonianze degli abusi, e si bada bene dallo scusarsene, perché vuole che vi sentiate soli, soli contro il possibile arbitrio.

Chi fa tutto questo vi parla di nuova normalità. “Nuova normalità“, una frase sbandierata, a media unificati, sin da subito, sin dall’inizio dell’emergenza. Ma non capite l’assurdo? Le misure emergenziali definiscono la normalità? Vogliono farvi accettare l’assurdo, convincerci che non esiste alternativa, dell’immanenza di quanto accade, vogliono demoralizzarci. E’ il primo obiettivo della propaganda, demoralizzare il nemico. Perché voi, noi, siamo il nemico. Oppure non l’avete capito?

Istituzioni nazionali e sovranazionali stanno in forma crescente considerando la popolazione come un nemico interno. Questa virata autoritaria l’ho misurata da vicino, professionalmente, lavorando su tematiche affini all’Internet delle Cose (IOT); dal tracciamento delle persone alla sicurezza con tecnologie biometriche.

Siete, siamo, un potenziale nemico delle Istituzioni locali e globali. Ci stanno riprogrammando, ridefinendo.

Se non vi opponete, se non richiamate le cariche istituzionali alle loro responsabilità, se continuate ad affidarvi ai media di regime, se non risvegliate il vostro buon senso, se non ritagliate i confini della vostra umanità, se non definite adesso la vostra personale “linea del Rubicone”, il vostro “domani” non è la Cina, è ben peggio.

Un caro saluto.