Come saprete l’AIFA ha appena reso pubblico il proprio rapporto di “farmaco vigilanza” sui “vaccini” in somministrazione sperimentale coatta.

Secondo l’AIFA nel corso del 2021 le morti correlabili ai “vaccini” sono 22.

Il primo consiglio che vi do è di leggerlo. O meglio di tentare di leggerlo se riuscite.

Se vi aspettate un documento chiaro, semplice e ben strutturato in cui prima si presentano i dati e infine le conclusioni con dei “disclaimer” finali, ebbene rimarrete spiacevolmente sorpresi.

Prima di arrivare alla sezione in cui vengono trattati gli eventi gravi e decessi, dovrete attraversare 15 pagine di melma politichese” e di “legalese”, in cui l’AIFA si premura di assicurarvi che il vaccino è sicuro, che sta salvando vite, e che ovunque nel mondo gli eventi avversi sono rari, e che:

l’effetto nocebo ha rappresentato fino al 64% di tutte le reazioni avverse

e che:

va sottolineato con estrema chiarezza che nessuna delle fasi dello sviluppo pre-clinico e clinico (test di qualità, valutazione dell’efficacia e del profilo di sicurezza) dei vaccini è stata omessa e il numero dei pazienti coinvolti negli studi clinici è lo stesso di vaccini sviluppati con tempistiche standard

e che:

I dati generati nel contesto di ampi studi clinici randomizzati condotti prima dell’autorizzazione indicano un’elevata efficacia e sicurezza dei vaccini attualmente in uso nel prevenire la malattia

e che:

considerando l’elevata attenzione mediatica sulla campagna vaccinale in corso, è possibile ipotizzare che il fenomeno della sottosegnalazione per i vaccini COVID-19 sia relativamente contenuto e che gli eventi avversi segnalati alla RNF siano poco sottostimati

Pagine e pagine di propaganda e menzogne che palesano subito l’intento del documento; dare un copione ai mezzi di disinformazione professionale, e sedare la massa di beoti ancora sotto ipnosi di massa.

Insomma, dopo averci detto che le quasi 120 mila segnalazioni non sottostimano il numero di casi avversi nonostante i “medici” quasi sempre si rifiutino di riportare gli eventi.

Dopo averci chiarito che la stragrande maggioranza di questi eventi avviene per “suggestione”, e che l’ampio numero di segnalazioni implica l’efficacia di un sistema di sorveglianza che però è passivo e non attivo.

Dopo averci ribadito che gli studi a monte dell’autorizzazione dimostravano un’elevata efficacia, dimenticandosi di dire che tali studi sono durati 4 mesi e che l’evidenza sul campo dice che tale efficacia non esiste.

Dopo averci detto che non sono state saltate “fasi” dimenticandosi di precisare che lo studio clinico e preclinico di un nuovo vaccino prendono tipicamente oltre 5 anni, non 8 mesi, e che tipicamente meno di 1 su 15 dei vaccini che arriva alla fase clinica entra poi in commercio.

Dopo averci ricoperti di questa immondizia, arriva a “trattare” l’argomento eventi gravi e morti, a dirci che Cristo è morto di freddo.

Al sistema di “vigilanza” sono arrivate circa 118 mila segnalazioni di eventi avversi, tramite un sistema di sorveglianza passiva che sottostima il numero di eventi avversi di decine se non di centinaia di volte.

Dopo aver riletto 4 volte la parte eventi avversi, questa è la mia ricostruzione di come l’AIFA arriva a 22 decessi correlabili al “vaccino”.

Delle 118 mila segnalazioni di eventi avversi, circa 19000 sono gravi.

L’AIFA fa diventare 15700 i circa 19000 eventi gravi, citando un famigerato algoritmo di correlazione dell’OMS.

Da questi 15700 eventi gravi si origina, con criterio imprecisato, un totale di 758 schede di decesso.

Di queste 758 schede , 580 avrebbero nesso di causalità con il vaccino, sempre secondo il famigerato algoritmo di correlazione dell’OMS.

Di queste 580 schede, secondo un criterio imprecisato dall’AIFA, 22 sarebbero correlabili al vaccino.

Il criterio con cui l’AIFA stabilisce la correlazione non si capisce, va accettato con atto di fede. Il pluricitato algoritmo OMS più o meno suona così: se la morte avviene in un intervallo troppo lungo e con una patologia che secondo noi non è plausibile, allora non c’è correlazione. In sostanza se loro pensano che una causa di morte non sia possibile ricondurla ad un “vaccino” che non conoscono realizzato con una tecnologia mai utilizzata, ebbene il nesso non c’è.

Ora da un punto di vista statistico salta subito agli occhi che se io ho 19000 eventi definiti gravi dal segnalatore, appare ridicolo che solo 22 (cioè circa l’un per mille) di essi porti al decesso.

Deve essersene accorta anche l’AIFA che si premura di avvisarci che talvolta gli eventi sono segnalati come gravi ma gravi non sono. Perché l’AIFA sa che quando il paziente avverta, evidentemente per suggestione (a causa dei NOVAX verosimilmente), un collasso cardiaco quel raro medico che si degna di segnalare il caso appartiene alla categoria dei medici suggestionabili. E l’AIFA lo sa.

Il rapporto dell’AIFA sarebbe in ogni caso insignificante. Perché in una sperimentazione, il segnale di rischio di un farmaco deriva dall’analisi statistica e non clinica o autoptica, perché non puoi sapere quali patologie sono indotte da qualcosa che non conosci e quindi non puoi stabilire un nesso causale.

Ma l’AIFA decide di cimentarsi, per motivi che ancora non ho compreso, in un esercizio statistico. Coprendosi ovviamente di ridicolo.

In sostanza l’AIFA prende le 758 morti di cui sopra ( non necessariamente correlabili o con nesso causale …) e da esse estrae 223 decessi, quelli occorsi entro 14 giorni dalla dose.

Questi 223 decessi decide di confrontarli con i decessi medi che avvengono ogni 14 giorni in Italia secondo le statistiche di mortalità.

Perché faccia ciò è un mistero visto che se ci sono solo 758 decessi (con nesso di causalità), è evidente che la mortalità da “vaccino” sarebbe insignificante rispetto ai circa 650,000 decessi annui. Per motivi incomprensibili l’AIFA decide di avventurarsi in un territorio che non conosce, quello della statistica. Ammesso che conosca quello della medicina e della farmacologia.

Ad esempio (fa la stessa cosa con tutte e tre le dosi) l’AIFA prende in considerazione la seconda dose e poi confronta le morti che è lecito attendersi da un punto di vista statistico in 14 giorni con i decessi segnalati correlabili ai vaccini.

Tabella della follia statistica – Seconda dose

Nella figura sopra, ad esempio, nella fascia d’età 5-29 anni statisticamente ci si devono attendere, per tutte le cause di morte, 80 decessi in una settimana e 160 in due settimane. Siccome AIFA registra solo 4 e 5 decessi (il 5% di 80 e il 3% di 160) rispettivamente, l’AIFA conclude che:

Entro i 14 giorni dalla vaccinazione, per qualunque dose, i decessi osservati sono sempre nettamente inferiori ai decessi attesi. Non c’è quindi, nella popolazione di soggetti vaccinati, alcun aumento del numero di eventi rispetto a quello che ci saremmo aspettati in una popolazione simile ma non vaccinata.

E ci mancherebbe pure che le morti correlate al vaccino fossero superiori alle morti attese per tutte le cause.

Ovviamente è una follia. Anche un idiota dovrebbe capire che se io mi attendo 28398 decessi tra gli ultra settantenni (in 14 giorni) e invece ne registro 126 evidentemente sto facendo un confronto insensato.

Se io volessi verificare statisticamente se ci sono segnali di eccesso di morte, dovrei confrontare il dato di morte atteso con quello registrato statisticamente per tutte le cause di morte, e non confrontare i casi attesi di morte per tutte le cause con i casi di morte correlabili al vaccino.

A titolo di esempio qua sotto una tabella che dimostrasse l’assoluta assenza di segnali di mortalità in eccesso.

Tabella esemplificativa – Assenza di eccesso di mortalità

In sostanza la tabella presentata da AIFA non solo stabilirebbe che non ci sono statisticamente segnali di mortalità da “vaccino”, ma che il vaccino protegge da tutti i mali e non solo; protegge anche da incidenti stradali, omicidi, suicidi e fulmini.

Una pura farsa statistica. Ma quanto meno è riuscita a strapparmi un sorriso.

Era una nota di colore per esemplificare il livello di professionalità ed onestà professionale dell’AIFA.

Un tale errore non può che essere frutto della disperazione, per legittimare da un punto di vista statistico le conclusioni arbitrarie dell’AIFA.

Credo che le cose siano andate più o meno così; l’AIFA contatta l’ISTAT per avere supporto statistico; l’ISTAT gli comunica che in Italia, come in tutti i Paesi del mondo, c’è un eccesso di mortalità significativa, non correlata al COVID e in particolare in corrispondenza delle vaccinazioni; l’AIFA chiede cosa fare; l’ISTAT gli risponde “arrangiatevi noi siamo troppo impegnati a tappare le nostre falle per occuparci delle vostre“.

Come faccio ad esserne così sicuro? lo scoprirete in un prossimo articolo.

Questo è quanto. L’AIFA con una mano avalla l’utilizzo di massa di un siero genico sperimentale e con l’altra mano pretende di verificarne la sicurezza.

Un caro saluto.

2 risposte a "AIFA : Cristo è morto di freddo"

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