Siamo alla strategia della tensione

Le parole di questi giorni, con vari richiami agli “attentati contro lo stato”, l’uso strumentale di figure nobili della nostra storia relativamente recente, i messaggi subliminali lanciati da alcune istituzioni al “guardarsi” dai dissidenti, parlano chiaro.

Hanno paura che il velo si alzi. Siamo alla strategia della tensione.

Arriverà a breve qualcosa di esplosivo da utilizzare per rinsaldare il rapporto tra questo governo autoritario e la sua base di consenso. Per convogliare anche quella opposizione, che opposizione non ha mai fatto sui temi fondamentali, verso il supporto del regime in una sorta di dittatura di unità nazionale.

Stateve accuorti.

Un caro saluto.