L’antisemitismo d’Israele

Il sionismo internazionale si agita in ogni dove per bandire la critica d’Israele (o dovrei dire USraele?), perché disprezzare la pulizia etnica in atto in Palestina da 70 anni equivale nel mondo distopico di oggi a “parole d’odio“.

13th attempt to break the Gaza blockade by sea

Il sionismo ha bisogno che le nuove generazioni crescano “ricordando” una storia ricostruita ad arte, ed al contempo ignorare la propria realtà contemporanea. Un sionismo che non fa adepti (dicasi anche utili idioti) solo in Italia, perché non conosce confini; ne sa qualcosa Jeremy Corbyn, ex leader del partito labourista del Regno Unito, che, a monte delle recenti elezioni, ha dovuto discolparsi ogni due per uno dall’accusa di antisemitismo. Ma ancora più emblematico è quanto accade proprio in questi giorni negli USA, deus ex machina del sionismo internazionale, che al fine di sopire i dissapori interni verso la politica bellica del proprio Paese in Medio Oriente, ha deciso di fare carta straccia del Primo Emendamento (l’articolo 1) della Costituzione Statunitense, quello che sancisce la libertà d’opinione. Così la macchina Pentagonale del sionismo stelle e strisce, dopo aver fatto sparire una dopo l’altra le voci del web, ha deciso di fare un passo avanti, fino a normare le proprie Università.

Secondo il nuovo teorema della censura sionista (made in USA, sebbene esibisca il comodo brand Israeliano), redatto dalla premiata ditta Trump-Netanyahu,  essere anti-sionista equivale ad essere antisemita (non è un’esagerazione) ed ovviamente essere antisemita significa odiare gli ebrei.

ANTI SIONISTA = ANTI SEMITA = ANTI EBREO

Non lo dico io, ovviamente; lo dicono loro. Letteralmente.

Nel distopico (e dispotico) mondo disegnato da questi criminali (che non disprezzano solo la vita degli altri ma anche la lingua) disprezzare il sionismo (cioè una politica) significa disprezzare gli ebrei (cioè le persone).  Così  dicono loro, i detentori del verbo.

Ma tralasciando per un attimo il cortocircuito tra anti-sionismo e antisemitismo, sussiste in ogni caso un piccolo, piccolissimo, trascurabile dettaglio: “semita” non significa “ebreo”. Anzi, neanche ci assomiglia.

Le etnie semite sono in larghissima prevalenza composte da arabi e, per essere ancora più chiari, sicuramente tutti i Palestinesi sono semiti mentre solo una minoranza tra gli ebrei (l’essere “ebreo” denota una religione non un’etnia) può vantarsi del titolo di semita.

Come la mettiamo Israele … pardon … USraele?

Chi è l’antisemita? Sono i diabolici anti-sionisti (quali il sottoscritto) oppure gli artefici  del progetto d’Israele, coloro che hanno trasformato i semiti reduci della seconda guerra mondiale in veri e propri scudi umani, e i semiti della Palestina in ospiti del più grande campo di concentramento che la storia abbia conosciuto negli ultimi due secoli?

Un caro saluto.

L’assimilazione del M5S

Povero Movimento 5 Stelle. Casaleggio si rivolterà nella tomba.

I vertici (in realtà più spigoli che vertici) del M5S spiegheranno che l’alleanza col PD è puramente programmatica, intesa a realizzare cose per il bene dell’Italia, eccetera eccetera.

Cazzate.

Cari “grillini” (o dovrei dire fichini?), il PD con cui andrete a letto è lo stesso che ha governato in pieno ossequio ai dictat EuroNato. E’ il PD del “patto di stabilità” e del “pareggio di bilancio in costituzione”. E’ il partito genderista-femminsita-neocostruttivista che ha distrutto la scuola e minato le fondamenta della famiglia naturale (o nucleare che dir si voglia). E’ il partito del nulla, è la singolarità cosmica dell’intelletto. E’ una cloaca di utili idioti “governata” da pavoni che fanno la ruota non appena si presenti l’occasione di compiacere l’ennesima elite dominante.

Grillini, avete perso i “coglioni” tempo fa quando avete iniziato a fare patti con il “politicamente corretto”, e inevitabilmente vi siete riempiti di coglioni.

Questa nuova parentesi durerà poco, e a valle di essa rimarrà nulla di voi. Sarete assimilati, e a questo punto ritengo che sia un bene.

Un caro saluto.

Asia Bronzo

…come la faccia.

AB

E sono due. Due che ti accusano di molestie. Tu dall’alto della tua posizione di potere d’immagine hai abusato di loro. Nessun condizionale, l’indicativo è d’obbligo.

Due ragazzi, due maschi che ti accusano di molestie sessuali. E io non ho dubbi nel credere loro. Ho creduto immediatamente alla prima povera vittima, anche laddove altri ritenevano strumentali e tardive le rivendicazioni; non un solo tentennamento sulla tua colpevolezza perché bisogna sempre credere alla vittima. E spero che nessuno abbia dubbi oggi, dopo la seconda vittima.

Weinstein non scambiava favori con donne adulte per reciproci vantaggi; piaceri tanto effimeri per lui quanto sostanziosi e longevi per le giovani promesse lanciate nello star system. No, nessuno scambio consenziente; si trattava di abuso. Lui abusava di povere donne in cerca di fortuna, poi costrette per decenni a contenere l’umiliazione; milioni di dollari e case in riviera hanno potuto lenire il dolore a lungo ma non per sempre. E coraggiosamente tali donne si sono fatte avanti, decenni dopo.

Il tempo riserva sempre sorprese.

Certi piatti vanno serviti freddi.

Un caro saluto.

L’auto evirazione di Cazzullo va in scena a teatro.

Non è un titolo “clickbait”, solo la constatazione dei fatti. Chi è Cazzullo? Un “editorialista” del Corriere della Sera. Ello, coadiuvato da una certa Luzzi, va in scena al Teatro Vittoria, per presentare il suo ultimo illuminato prodotto “intellettuale” edito da Modadori “Le donne erediteranno la terra”.

Così viene presentato tale “spettacolo”, testuali parole.

Evocando il genio femminile con esempi che vanno dal passato all’epoca contemporanea, Cazzullo spiega che le donne erediteranno la terra perché sono più dotate per affrontare l’epoca grandiosa e terribile che ci è data in sorte. Con lui sul palco, per raccontare perché il nostro sarà il secolo del sorpasso della donna sull’uomo

Più specificatamente…

Voi donne siete meglio di noi. Non pensiate che gli uomini non lo sappiano; lo sappiamo benissimo, e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro aiuto. Ma quel tempo sta finendo. È finito. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere”. 

Donne, accorrete!

Un caro saluto.

La vera capitale di Israele

Trump riconosce Gerusalemme come capitale d’Israele. Oltraggio, delirio, incitazione alla violenza etnica, destabilizzazione delle relazioni Irsaelo-Palestinesi, eccetera, eccetera.

Atto inaudito, secondo molti. Eppure io ho un de ja vu.

Lungi da me difendere Trump, anche se devo riconoscere di essere in credito con lui, se non altro perché sto ancora festeggiando le lacrime da debacle della globalista femminista “made in Bielderberg”.

La notizia, però, non fa notizia a casa mia. Così si sono espressi i tre presidenti Statunitensi che hanno preceduto D. Trump, testuali parole:

Gerusalemme è ancora la capitale d’Israele e deve rimanere una città indivisa

Bill Clinton, nel 1992

Appena assumerò l’incarico di Presidente, inizierò la procedura per trasferire l’ambasciatore Statunitense nella città d’Israele in quanto capitale

Jeorge W. Bush, nel 2000

Gerusalemme sarà la capitale d’Israele, l’ho detto prima e lo ripeterò in futuro

B. Obama, nel 2008

Gerusalemme rimarrà la capitale d’Israele

B. Obama, (qualche tempo dopo) nel 2008

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La vera capitale d’Israele non si è mai spostata, e mai si sposterà.

Un caro saluto.

Trump, e la tavola sparecchiata

Prima di tutto il dovuto: GRAZIE TRUMP.

Non sarai il mio candidato ideale, e non solo perché cittadini di due diversi Paesi. Impero il tuo, vassallo il mio. Ci sono cose che ci dividono, non solo confini.

D’altronde non sei il candidato del 75% della popolazione; il 25% di imbecilli che hanno votato Hillary Vagina Clinton, e soprattutto quel  quasi 50% che non si è espresso.

Ma grazie comunque.

Grazie per aver fronteggiato da UOMO quelle fasciste che danno cornuto all’asino. Chi ha orecchie per intendere ha inteso.

Grazie per aver fatto a pezzi il sistema mediatico, divenuto macchina di propaganda elitaria.

Grazie per aver alzato un gigantesco dito medio a quell’intellighenzia sinistroide da salotto che parla senza sapere, divenuta ormai la buoncostume dei “benpensanti”.

Grazie per averci scampato, o almeno ritardato, la terza guerra mondiale.

Grazie per aver rivoltato una tavola apparecchiata da tempo da burattinai elitari con la complicità di un popolo di stolti.

Grazie.

Un caro saluto.

Hillary e Park. Il vizietto delle donne.

Dominique Strauss-Kahn pagò cara la fuitina in un albergo di New York; via la poltrona dello FMI e addio ai sogni presidenziali. Bill Clinton ritenne opportuno sperimentare l’emancipazione femminile, con fellatio nella stanza ovale; il prezzo della prestazione fu alquanto salato. A Berlusconi una sola stanza non bastava e decise di trasformare l’intera residenza privata in sede Presidenziale; i festini da privati divennero pubblici, come pure la sua speciale predilezione  per il gentil “sesso”.

La lista potrebbe continuare.

Presidenti o pretendenti tali, la responsabilità presidenziale nulla può di fronte alla suprema volontà dell’uccello. Un vizietto che gli uomini non sanno proprio controllare.

Le donne no. La passera è amministrata sapientemente.

D’altronde il pendio della vetta presidenziale ha prospettive opposte. Il Presidente una volta in cima guarda a valle e tutto appare come un enorme inesplorata vagina. La Presidentessa invece la valle l’amministra sapientemente per scalare la vetta.

Eppure un vizietto le donne ce l’hanno. Una gola profonda. Smisurata.

No, non pensate male, nessuna allusione a Monica Lewinsky. Gola profonda in senso metaforico, quella strana propensione a trattare le informazioni istituzionali come private.

Si sa, le donne “tra loro si parlano”. A volte pure troppo. Hillary trattò le email governative come “cosa sua”.  Considerava la cosa naturale, tanto naturale da cancellare, sebbene sotto indagine, tutto quanto, come se il malloppo le appartenesse; tanto naturale da candidarsi alla Cupola Bianca. Gli è andata male. Tutta colpa del mondo misogino e sessista.

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Dall’altro capo del Mondo, le fa eco la Presidentessa Park Geun-Hye. I Sudcoreani non sono abbastanza miogino-sessisti, tanto che costei la vetta l’ha scalata. Ma una volta in cima, il “vizietto” ha fatto capolino, e così Park non ha trovato di meglio che condividere documenti governativi riservati con l’amica del cuore, Choi Soon la quale ha ritenuto opportuno monetizzare le informazioni ottenute.

Choi in manette, la Park sulla graticola.

No, dalla Sud Corea nessun grido al complotto misogino-sessista. Quello è ancora un paese serio.

E’ vero, la Park e la Clinton rimangono su antipodi etici; la prima da Presidente ammette la colpa e si avvia alle dimissioni, la seconda considerava la questione titolo preferenziale da Presidentessa.

Eppure il vizietto rimane.

Un caro saluto.

 

 

TRUMP

Un po’ mi dispiace, perché lo ammazzeranno.

A me, sebbene tutti i suoi difetti, Donald sta simpatico.

Ho il sentore che lo faranno fuori.  Dopo la “charachter assassination” da parte di TUTTI i media, seguirà l’assassination fisica. Sarà un messicano? Sarà un afroamericano? Sarà un gay queer? Chi lo sa? Comunque andrà, poi daranno la colpa al razzomofobismo di Donald.

Hillary-Obama hanno fatto un ottimo lavoro nel fomentare la macchina dell’odio, inter-genere, inter-razza. Bravi, bravi.

In ogni caso Donald, un consiglio da un “amico”: non sfilare a Dallas, in particolare su automobili decappottabili! Ci siamo capiti?

Donald Trump

Per adesso, mi godo il momento.

Un pensiero particolare a tutte le giornaliste “di genere” che hanno buttato nel cesso l’etica in virtù del proprio culto della vagina.

Grazie Donald, grazie Vladimir, grazie Julian.

Un caro saluto.