2 Giugno. La Non Festa della Non Repubblica

Domani una festa per pochi. Non tutti ne hanno mai compreso il significato; a ricordarglielo in tempi passati, le obsolete parate militari tricolori, patriottici discorsi di veterani della resistenza e retorici richiami all’unità Nazionale di alcuni Presidenti, in particolare un Presidente.

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L’inutile retaggio

Una festa che ora è per pochi, perché gli Italiani non sono benvenuti. Italiano, lo senti come suona male? Sa di confini, di storia, d’identità.

Molto meglio Europei.

A ribadircelo sarà domani Mattarella, maestro dell’offuscamento linguistico. Tanto maestro, che pochi lo saprebbero riconoscere tra la folla.

Il “giorno della memoria”, Mister X, riteneva utile condannare il nazionalismo, secondo lui origine della 2° Guerra Mondiale; Sua “trasparenza” infatti non riteneva fossero determinanti, come causa del conflitto, le condizioni di miseria dell’Europa, in particolare di una Germania stretta da  un debito asfissiante, e la politica imperialista anglosassone, in  particolare della Gran Bretagna, allora Impero. Sì, perché le Nazioni vanno condannate, non gli Imperi. Sarà questa forse la vocazione dell’ EuroNato?

Ribadiva il messaggio, Sua “Evanescenza”, il 24 Aprile. Mai più nazionalismi, frontiere aperte, e tanta Europa, un Europa senza confini. Un po’ Eurasia, un po’ EurAfrica. Ma sempre EuroNato.

E ritornava poco fa, a valle di un concerto celebrativo della Non Festa, sul tema. Tanta Europa, tanta apertura. Mai la parola Nazione; e stento a ricordare la parola Italia. Nessuna frontiera, semmai due fronti, uno orientale e uno meridionale. I migranti vengono da noi, perché è casa loro; e noi colonizziamo loro, perché è cosa nostra.

E domani? Un 2 Giugno particolare, un giorno per sentirci tutti un po’ meno Italiani.

Una Non Festa di un Non Presidente di Una Non Repubblica.

Ovviamente, Non Italiana.

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