Del maschio, della femmina

Sembra apparentemente chiusa la parentesi politica aperta dalla Legge Cirinnà (unioni civili). Ai deliri progressisti della supposta Sinistra Liberal che monopolizza il mondo accademico si è contrapposto quel po’ di buon senso che ancora rimane nella società. Un buon senso che sembra essere patrimonio della sola Destra Conservatrice. Duole ammetterlo.

E quale ex militante della Sinistra Liberal Progressive (e Radicale) so bene che non c’è possibile redenzione. L’Utopia disegnata dal femminismo radicale è un culto che non perdona, che trasforma qualsiasi formazione politica in una setta che contempla solo due ruoli; l’adepto e il reietto.

E così, inevitabilmente, il tormentone eugenetico, femminista e post-costruttivista sull’identità sessuale continua. E continuerà.

La voglia di rimanere fuori dalla diatriba è tanta, cosciente dell’acidità di stomaco che inevitabilmente il tema ingenera. Ahimè oggi ho dovuto ascoltare il solito teatrino (radiofonico) in onda sulla RAI ed il solito messaggio psico-propagandista. E le uniche parole di buon senso le ho ascoltate da un pediatra e da Giuliano Ferrara. E per il sottoscritto, essere d’accordo (in toto) con Ferrara significa ingoiare un boccone amaro.

Faccio quindi un po’ di chiarezza. A modo mio, cioè disconoscendo in premessa il valore del “politicamente corretto” e riconoscendo solo il valore della ragione.

Ciò che oggi è pura eresia.

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Eresia (premessa) del sesso.

In natura esistono due sessi, quello maschile e quello femminile. In tutte le specie animali mammifere, e non solo. Null’altro.

La sessualità nei mammiferi è legata alla necessità riproduttiva. Se ci riproducessimo per talea non avremmo bisogno del dimorfismo sessuale. Tale sessualità è biologicamente (non culturalmente) etero, perché la natura richiede l’utero di una femmina fertile e il seme di un maschio non sterile. Ogni altro atto è tecnicamente non sessualità. Il che non significa che non sia atto lecito, piacevole e tanto meno sia atto deplorevole. Il fatto che che il linguaggio comune abbia definito come atto sessuale quello che è altro dalla sessualità biologica non cambia la natura delle cose. Un rapporto orale o anale non sono sessualità in termini biologici, perché in premessa non possono portare alla riproduttività. Lo divengono solo nel dizionario volgare nel momento in cui il rapporto sessuale si dissocia dalla riproduttività e per estensione diviene ogni altro atto “ludico” che coinvolga organi atti alla riproduzione.

La nostra società contempla il rapporto orale e il rapporto anale come pure altre pratiche (incluse ad esempio quelle sadomasochiste) fra due (o più) persone che pur non necessariamente coinvolgano organi sessuali, appagano gli istinti neuro-ormonali che tipicamente portano all’atto sessuale e le sensazioni che ne derivano. Atti ludici, atti leciti, s’intende. Atti che la natura non esclude ma che ovviamente non prescrive, perché non funzionali alla sopravvivenza della specie. La natura si limita a dotarci di un sistema riproduttivo maschile (che include un pene) ed uno femminile (che include una vagina); e ci dota di un istinto sessuale per la riproduttività. Per scelta e per possibilità (fertilità) un maschio ed una femmina possono riprodursi per mezzo della sessualità; per scelta o per impossibilità (sterilità) possono decidere di divertirsi senza scopi riproduttivi. Due persone omo-sessuate vincolate da un rapporto di coppia stabile limitano se stesse alla seconda opzione.

Eresia (postulato) della riproduttività dell’omosessuale

Dicasi persona omosessuale una persona che compie atti sessuali (intesi nel senso comune della cosa) con una persona dotata dello stesso apparato riproduttivo. Per quanto assurdo possa sembrare, una persona omosessuale fertile può riprodursi attraverso un atto sessuale con una persona fertile dotata di apparato sessuale complementare. Corollario a ciò: le abitudini omosessuali non sono esclusive della riproduttività, cioè una persona fertile con preferenze omosessuali non ha alcun impedimento alla riproduttività se non il proprio libero arbitrio.

Eresia (postulato) della natura dimorfica dei genitori

Un bambino ha diritto ad un sano sviluppo psicologico. Tale sviluppo si basa su un centro di gravità definito dalla propria identità di persona. Sapere da quali persone è stato generato e con chi identificarsi, con chi specchiarsi. Data la natura dimorfica della nostra specie ed eterosessuale della riproduttività tali persone sono un uomo ed una donna. Tali persone vengono definite madre e padre. Un bambino ha diritto ad avere un padre ed una madre.

Eresia (postulato) della non disponibilità della persona

Un bambino non è un oggetto. Non può essere predeterminato, ordinato, acquistato, o restituito. Un tempo ciò sembrava ovvio, direi naturale.

Eresia (postulato) della nullità del diritto alla genitorlialità

Né un uomo né una donna hanno diritto ad avere un bambino. La procreazione, semmai, è un diritto fondamentale perché è biologicamente determinato. La genitorialità invece non è un diritto, ma un dovere che discende dalla possibilità procreativa cui segue una responsabilità educativa e di sussistenza dei pargoli, nel rispetto del primato del bambino ad un sano sviluppo psicologico. Non tutte le persone decidono di divenire genitori, ivi incluse quelle unite in rapporti di coppia eterosessuali; nessun diritto negato, solo libero arbitrio. Chi richiama il diritto alla genitorialità perché le proprie preferenze sessuali e/o di convivenza non permettono la procreazione asserisce il primato del proprio arbitrio e della propria disponibilità materiale sul diritto del bambino.

Questo è quanto.

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