Riprogrammazione “canina”

Questo è un breve articolo paradossale e aneddotico allo stesso tempo. Se vi doveste sentire chiamati in causa, non vi offendete. E’ un puro esercizio di stimolo intellettuale.

Mi capita ormai di frequente di vedere passeggiare persone con museruola portare a spasso il loro amico domestico, il cane, quest’ultimo tipicamente senza museruola. Ciò mi ha riportato alla mente come il rapporto uomo-cane sia mutato nel tempo al punto da avervi inserito la responsabilità sociale e di conseguenza cambiandone il paradigma in rapporto uomo-stato-cane. Lo so che non è chiaro, provo a spiegare.

Due anni fa portavo la mia cagnolina, Lilly, a fare la passeggiata nel “parco dei cani”, in un luogo in cui i cani dovrebbero avere il loro spazio di libertà. Lilly ovviamente fece la cacca come è naturale che sia. A quel punto un provvido signore si avvicinò a me offrendomi un sacchetto di plastica per raccogliere gli escrementi richiamandomi ai doveri del “bravo padrone”. Non dissi nulla e presi il sacchetto. Non appena il ligio signore si fu allontanato, presi il sacchetto di plastica e con esso raccolsi un sasso dal prato, dando l’impressione di aver raccolto gli escrementi. Io e Lilly ce ne andammo dal parco entrambi con un ghigno mal celato.

Sono convinto che la gran parte di voi riterrà il mio comportamento non corretto, e che il “ligio signore” aveva fatto un atto cortese di richiamo alle norme. Ma c’è un motivo se mi sono appellato come “Reietto”, o no?

Vedete, l’idea che un essere umano per evitare di pestare un po’ di cacca, si faccia convincere, o si auto-convinca, a raccoglierla con le mani (sacchetto o non sacchetto) per me è follia.

Pestare la cacca, non è piacevole per nessuno. Ma in 40 anni di “precedente normalità” (per come la vedo io) mi sarà capitato non più di 10 volte di pestare escrementi canini. In fin dei conti dov’è il dramma? Ti pulisci la suola e la vita continua.

Invece no. La cacca dei cani adesso la raccogliamo. Al punto che la raccogliamo non solo dal marciapiede, ma anche nei parchi. E non solo nei parchi, ma perfino dall’erba dei parchi dedicati ai cani, per avvolgerla preziosamente all’interno di un “ecologico” sacchetto di plastica invece di lasciarla li a fertilizzare il terreno.

Per quanto a molti la “consuetudine”, la “nuova normalità“, possa sembrare senso civico a me palesa l’iperbole dell’insensato. E il compromesso col buon senso è sempre un compromesso al ribasso; ci sarà sempre qualcuno che porterà il limite più in là.

Con la scomparsa del buon senso l’unico a guadagnarci è sempre l’autoritarismo dello Stato.

Rifletteteci.

Un caro saluto.