La man Dragata di Salvini

E così il “genio” si esibisce nell’ennesima dimostrazione di intuito politico e visione strategica supportando il governo Draghi. Per adesso, l’altro “fenomeno”, la Meloni, si tiene defilata dimostrando di avere qualche neurone in più, nonostante la mascherina.

A dire il vero io non ho motivo di repellere Draghi, perché nonostante sia parte del club dei costruttori non mi sembra avere il taglio cinico di Monti. E indubbiamente è una persona competente.

Ma la domanda nasce spontanea. Non si fanno più le elezioni? Se Draghi ha interesse a diventare premier, perché non fa lui una scelta politica e si candida in un partito con uno specifico programma che richieda il supporto del voto popolare? Domanda lecita, no? Invece, compare come d’incanto a valle dell’ennesima crisi, sotto l’abile regia del Gran Maestro della Repubblica. Ennesimo governo presidiato da un banchiere e supportato da un governo di larghe intese.

E così Salvini si infila nell’ennesima trappola. Illuso dall’idea di poter esercitare moral suasion su Draghi? Irretito dalle parole del Gran Maestro che invoca al senso di responsabilità in un periodo senza precedenti? Ricattato dalle toghe della premiata massoneria Italiana?

Quale che siano le sue illuminate intuizioni, si troverà infilato in un governo, da cui non potrà sfilarsi a meno di divenire il capro espiatorio responsabile di una crisi di governo in un “momento” di crisi sociale, finendo quindi per recitare il ruolo di complice dei traditori, rendendosi, in prospettiva delle prossime elezioni, indistinguibile dal resto della melma.

Strategia allo stato puro.

Un caro saluto.