Una guerra di menzogne

Li chiamavamo terroristi, poi esercito di terroristi. Prima erano pochi tagliatori di teste, l’emersione della bestialità covata nella culla dell’islamismo radicale; poi sono divenuti sempre di più, decine se non centinaia di migliaia.

Un po’ troppo numerosi per rientrare nel rango della categoria del semplice terrore. Sono divenuti così “esercito del terrore”, un linguaggio che ricorda “gli stati canaglia” di J.W.Bush; tutto, pur di non riconoscere ai facinorosi il rango di semplice esercito. Perché un’esercito ha un disegno politico e il progetto di uno stato futuro.

Non è solo questione di “termini”, ma di “sostanza”. Al terrorista non viene concessa la legittimità politica, all’esercito sì. Il militare ha valore, il terrorista è senza onore. Il militare lotta per il proprio popolo, il terrorista non ha un popolo.

Sono arrivate così le stragi, previste da molti, desiderate da alcuni. Stragi criminali e vigliacche, sia chiaro, terrorismo, perché finalizzate proprio a portare il terrore tra la popolazione civile. Stragi con rivendicazioni riconducibili all’intervento della Francia in Iraq e Siria. Interventi armati mirati, quelli Francesi, per combattere il terrorismo, ovviamente. “Azioni militari chirurgiche”, tutt’altra cosa dal “terrorismo”.

Azioni, le nostre, quelle democratiche, che ovviamente sono legittime e che non causano stragi di civili, e di bambini. Infatti gli unici a parlare di strage di bambini nel medio oriente sono i terroristi dell’IS; ma le loro parole non contano, sono terroristi.

Con i terroristi non si parla, tanto meno si negozia.

Loro schiavizzano le donne, e guai a negarlo; da noi le donne si trattano bene. Altro che schiave del sesso, noi le facciamo rientrare dalla Siria con voli di Stato. Altro che cammelli, noi paghiamo in Euro, milioni di Euro. Sai quanti Kalasnicov ci compri con 14 milioni di Euro? Migliaia.

E così la Francia è in guerra contro un esercito, un esercito di terroristi ovviamente. E la nazione celebra lo stato di emergenza. E noi Italiani con loro, per solidarietà Europea. Emergenza solidale per adesso, forse guerra solidale.

“Abbiamo avuto il nostro 11 Settembre”, strillano i cani da compagnia della classe politica. I servi dei media strillano prima ancora dei loro padroni. Tanta voglia di guerra, perché la guerra tira come nient’altro.

Vogliamo anche noi i nostri video di bombardamenti all’infrarosso. Inquadratura dall’alto in bianco e nero, con l’ogiva che scende e … “booom”, tutto si illumina di colpo, con la luce della democrazia. Niente sangue, niente audio, lo spazio è lasciato all’immaginazione. Sotto le macerie solo terroristi mozzateste. Niente uomini, niente donne e niente bambini, ovviamente. Sono bombe intelligenti.

Sconfiggere il terrorismo dove esso si trova, in Siria. E rimuovere Al-Assad, s’intende, l’unico che la guerra ce l’ha dentro casa sua da 2 anni. Un esercito, pardon, dei terroristi, che muovono dall’Iraq ma che improvvisamente divengono siriani. Natalità incerta? Eppure il test del DNA parla americano, ce l’ha detto pure McCain. Tanto di foto abbiamo. Ma no, mai e poi mai nominare gli USA, guidati da un Premio Nobel per la Pace, niente di meno; loro hanno liberato l’Iraq da Saddam e dalle sue armi di distruzione di massa, portando democrazia e stabilità. Un “format” occidentale così popolare che pure Libia ed Egitto hanno voluto importarlo. E tutto grazie al “loro” 11 Settembre.

Tutti uniti. Dobbiamo difendere la nostra libertà da chi ce la vuole togliere. Difenderla mettendola in carcere, si capisce. Guai a legittimare il terrorismo, guai a parlare di motivazioni dei facinorosi, e del come siamo arrivati qui.

La libertà d’opinione si ferma davanti alle stragi. Anzi, neanche parte.

No, noi non stiamo conquistando il medio-oriente.

No, noi non siamo in guerra contro un esercito.

Anzi, noi non siamo in guerra.

E no, noi non raccontiamo menzogne.

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#Soros, l’uomo buono

Devo ammetterlo, ho un senso di sincera repulsione per quest’ “uomo”. Non bastasse il fatto di essersi arricchito scommettendo contro la Banca d’Inghilterra miliardi di Sterline che non possedeva e non bastasse il sostegno dato al peggiore femminismo odierno (FEMEN in testa), trovo veramente paradossale la sua presunzione di poter recitare un ruolo nel disegno di un Nuovo Ordine (Economico  e Politico) Mondiale.

Un pericoloso megalomane, dai discutibili principi etici, a cui il sistema mediatico da un lato riserva poca ispezione critica e dall’altro garantisce, stranamente, molto spazio propagandistico.

Qualche tempo fa assistevo alla sua visione sul “Futuro dell’Europa” (The Future of Europe, Institute for Economic Thinking).

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Un evento in cui Soros, in un inglese stentato, esponeva le proprie megalomani banalità su come doveva essere l’assetto Europeo anti Russo. Con la supponenza di chi non conosce i propri mezzi intellettuali, e l’arroganza di chi conosce bene i propri mezzi economici, con cui, verosimilmente, ha finanziato il proprio “evento”.

Qualche giorno fa Soros ha fatto di nuovo capolino alla mia finestra con un articoloGeorge Soros: Here’s my plan to solve the asylum chaos“, pubblicato sul suo sito (Project Syndicae) e ripubblicato poi sulla parentesi finanziaria online del Wall Stree Journal.

George Soros ci illumina su come cui noi Europei, che brancoliamo nel buio dell’ottusità e dell’egoismo xenofobo, dovremmo gestire l’emergenza (programmata) dei migranti. In estrema sintesi, il magnate/mecentate/filantropo ci espone il suo piano per facilitare la gestione dei migranti nel percorso dai Paesi da cui fuggono verso quelli di destinazione, perché a suo modo di vedere le esigenze di sicurezza nazionale (quali quelle esposte dal governo Ungherese e parzialmente da quello Britannico) rischiano di mettere in secondo piano i “diritti umani” dei migranti e dividere l’Europa.

Soros, come tutti i globalizzatori, dal proprio confortevole attico proprio non riesce a capire perché la gente di scanni nei bassifondi. Egoisti e xenofobi. E nazionalisti, ovviamente. Sarà la distanza, oppure la prospettiva, a deformare la visione Sorosiana delle cose? Forse scendendo qualche piano, la visuale sarebbe più limpida.

Vede George, gli Europei non sarebbero così egoisti se le proprie Nazioni (che non devono esistere quando si parla di frontiere, ma esistono benissimo quando si parla di debito da pagare a creditori internazionali) non fossero in crisi, in particolare quelle sotto la corroborante cura a base di austerity made in Bruxelles/New-York. E non ci sarebbero questi milioni di “migranti” se i bombardatori di democrazia, a cui lei deve le sue fortune, non avessero calato la propria manna su Nord Africa, Medio Oriente ed Ucraina. E poi, forse, la plebe xenofoba non ha tutti i torti nel ritenere che solo una piccolissima minoranza dei “migranti” siano effettivamente meritevoli di asilo; e bisogna dare loro atto (ai plebei xenofobi, of course) che suona strano che i “migranti” cerchino riparo sempre verso Nord, invece di trovare approdo nei Paesi più vicini e “culturalmente” più affini. E poi perché mai questa attenzione ai migranti made in USA e non ad altre tragedie? Perché mai l’invito alla generosità Europea, quando la generosità Russa verso i “rifugiati” Ucraini viene pericolosamente sanzionata?

C’è sicuramente egoismo nella plebe, e forse un po’ di xenofobia. Ma c’è anche molto buon senso.

E proprio dal basso del buon senso, caro George, le propongo il mio “contropiano“.

Dall’alto della Sua generosità, destini 25 dei Suoi 26 miliardi di dollari alla gestione dei migranti. Con un miliardo di dollaroni si può campare benissimo, si fidi. Con 25 miliardi di dollari Sua Generosità garantirà un confortevole asilo a un milione di famiglie migranti, per un intero anno.

Le piace il mio piano?

Xenofabente Suo,

Il Reietto.

Le guerre non dichiarate

Qualche mese fa la NATO con gli USA in testa (e l’Europa al guinzaglio) aprivano il fronte orientale. Alcuni anno impiegato molto tempo prima di capire che in Ucraina era avvenuto un colpo di Stato anti Russo; molti non l’hanno ancora capito, o fanno finta di non capire per convenienza. Dopo mesi di ricatti finanziari da parte dell’EU e movimenti di piazza pagati con dollari statunitensi, il presidente, pardon, il dittatore veniva deposto e il nuovo governo commissariato in modo spudorato. Veniva abbattuto un aereo civile, e si apriva una guerra civile. La colpa? Russa ovviamente. Chi altro se non la Russia aveva interesse a rompere un ciclo di crescita economica esponenziale e danneggiare gli scambi commerciali con il suo miglior partner, l’Europa?orso-russo-sconfigge-aquila-nazista

In virtù delle sue manifeste responsabilità, la Russia veniva condannata dalla Comunità Internazionale (cioè la NATO) a sanzioni economiche. Qui è dovuto un chiarimento sulla definizione di sanzioni; si intende infatti l’atto unilaterale di una delle parti coinvolte nell’individuare la colpa, il responsabile e definire l’ammenda. Tutto ciò facendosi beffa degli accordi di libero scambio del WTO e dell’ONU, organizzazione farsa di base a New York (e non è un dettaglio).

Le sanzioni, assedio economico, tipico corollario di una guerra, non nutrono effetto e la Casa Saudita fa quanto la Casa Bianca comanda. Sprofondare il prezzo del petrolio. Gli USA galleggiano benissimo sulla crisi mondiale e le spese le pagano i Paesi dell’area BRICS; prima di tutto la Russia, ma anche e soprattutto Venezuela e Brasile, sull’orlo del tracollo economico e di qualche … rivoluzione colorata.

Gli USA se la godono da oltreoceano, e l’Europa immemore di come nasce una guerra mondiale, si lecca le ferite e si consola con l’illusione di essere baluardo dei diritti umani.

La guerra c’è ma non si vede; basta non dichiararla, semplice no?

Ma il fronte orientale non si apre solo sugli Urali, ma anche sul Pacifico. A pensarci, ricorda un po’ il preludio della II Guerra Mondiale, o no? Stavolta non è il Giappone a recitare il ruolo del cattivo. C’è il Drago Cinese che incute paura, e si fa beffa dei diritti umani, ovviamente. Anche per loro una guerra non dichiarata, e poco visibile a noi Europei fino a qualche giorno fa, quando i TG ci hanno proposto lo scenario di un mercato finanziario mondiale messo in ginocchio dalla svalutazione dello Yuan.wolverine-comics-dragons-2678053-1920x1080

Già perché apparentemente la svalutazione dello Yuan del 3,6% determina il tracollo dei mercati; diabolici i Cinesi. Pochi giornalisti hanno avuto la buona creanza di verificare i fatti; se lo avessero fatto avrebbero scoperto che non c’era nulla di straordinario. Ma erano troppo presi a recitare il verbo preparato e propagandato da Wall Street. In realtà la banca centrale Cinese aveva fatto in modo meno scostumato, quello che già FED (da 7 anni) e BCE (da un anno) fanno; manovre valutarie aggressive. Manovre valutarie in luogo di manovre militari; ma il passo potrebbe essere breve.

Gli Italiani scoprono così che esiste una Banca Centrale Cinese che tutela gli interessi del popolo Cinese. Ma non sanno altro. Non sanno che è in corso una guerra finanziaria ordita dagli esportatori di democrazia contro il dragone. Guerra che ha iniziato a brillare nell’ultimo anno quando è iniziata l’integrazione tra le borse di Shanghai e quella di Hong Kong; vi ricordate il timido tentativo di “rivoluzione colorata” ad Hong Kong di qualche mese fa? Embrione di rivoluzione prontamente allestita a valle dei vincoli di controllo finanziario minacciati dalla Cina.

Quindi è seguita la bolla finanziaria provocata dai fondi d’investimento Occidentali (in particolare Statunitensi) che hanno gonfiato a dismisura i listini Cinesi, in particolare quello di Shanghai. Nel mentre la Cina acquistava oro a più non posso per rafforzare le riserve in vista di una potenziale guerra valutaria; da par suo gli USA manipolavano il mercato dell’oro buttandone già la valutazione con un meccanismo ben descritto da Paul Craig Robert (The Hows and Whys of Gold Price Manipulation), al fine di rendere più suscettibile il mercato Asiatico allo shock finanziario provocato dall’innalzamento dei tassi d’interesse della FED. Innalzamento più volte rimandato per un semplice motivo; gli USA vogliono uno shock delle borse e finanziario che frantumi i mercati emergenti in particolare quelli aderenti agli accordi di libero scambio di Shanghai e indebolisca lo yuan come moneta riserva del nascente Fondo Monetario BRICS.

No, la Cina non ha svalutato per sorreggere un’economia che arranca. L’economia Cinese viaggia con una crescita del 6,6%, inferiore al 7% annuo cui ci aveva abituato, ma sempre dignitosa. In realtà è in corso un tentativo made in USA di svuotare i capitali delle borse Cinesi attraverso la manipolazione dell’informazione (Wall Street Journal in testa a tutti) per creare una crisi di fiducia e la manipolazione diretta dei capitali, sgonfiando rapidamente la bolla che gli stessi fondi d’investimento Statunitensi hanno creato durante tutto il 2014 e metà del 2015.

La Cina sta solo rispondendo a questa guerra non dichiarata, rigonfiando la borsa con capitali freschi di conio e sganciando lo yuan dalla banda di oscillazione che lo lega al dollaro, in vista dello shock finanziario che arriverà con il rialzo dei tassi d’interessi in congiuntura con la perdurante crisi petrolifera.

Una storia di guerre non dichiarate, che non avrà un bel finale.

Putin, un leader di altri tempi

Qui sotto 4 ore non-stop di domande e risposte tra Putin e il popolo Russo (in inglese). Non una messa in scena. Non lo show di Obama, con pubblico osannante il suo Messia; non applausi, battute e sorrisi sguaiati. Un discorso tra persone serie, tra un popolo serio e un leader serio, un uomo di altri tempi.

Ma non vi voglio annoiare con i punti salienti del suo discorso, come quando chiarisce che gli USA non vogliono alleati o partner ma vassalli, come l’Italia, per intenderci.

Ascoltare queste 4 ore di di battito, mi ha fatto rivivere una sensazione ormai persa, quella di ascoltare un leader politico affrontare temi di interesse generale senza avere la netta sensazione di essere considerato un utile idiota oggetto di esperimenti di psicologia sociale.

E se mai avessi avuto dubbi sulla correttezza etica di Putin, me li sono tolti dopo 3 ore e 50 minuti quando ha affrontato il tema dell’innalzamento dell’età pensionistica, affermando che:

è impensabile alzare l’età pensionabile subito a 65 anni, perchè sebbene l’aspettativa di vita femminile in Russia sia di 77 anni, quella degli uomini è di 65,5 anni, e l’innalzamento significherebbe far passare direttamente gli uomini dalla fabbrica alla tomba

Ve lo immaginate un politico genderista nostrano difendere una posizione del genere?

Ma da noi vige il mantra della Santa Vagina.

Godetevi Renzie.

The 2015 State of The Union speech, explained to the average US citizen, by an Italian

Yes, as strange as it might seem to you, only a foreign person, even with a bad English, can explain this speech to you. In science, it is a well-known principle; to observe a system, you have to be outside the system. But let us not digress.

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Do not worry, it won’t take long, I will not dissect the entire speech, step by step; I will just pick here and there few sentences, it will do just fine; you can check I’ve not taken things out of context simply verifying the speech transcript.

So, here we go with the sermon, I mean, with the speech:

Fifteen years that dawned with terror touching our shores; that unfolded with a new generation fighting two long and costly wars; that saw a vicious recession spread across our nation and the world. It has been, and still is, a hard time for many.

See the problem here? According to the new messiah, the recession has been caused by the terrorist attacks (9/11). Interesting. I believed the recession was triggered by the US manufactured financial bubble which exploded in 2007. Does anyone still remember the subprime loans, the derivatives … ? According to my “flawed” memory, it was from the US that the financial crisis propagated to the whole planetary system. Revisionism in action?

Tonight, after a breakthrough year for America, our economy is growing and creating jobs at the fastest pace since 1999. Our unemployment rate is now lower than it was before the financial crisis. More of our kids are graduating than ever before; more of our people are insured than ever before; we are as free from the grip of foreign oil as we’ve been in almost 30 years.

First of all. USA is not America, it is just a portion of the North America. No, it is not a “detail”. Second, a secret revealed. One of the reasons the unemployment has gone down is because Obama’s administration modified the way unemployment is measured, increasing the portion of inactive people, because inactive people do not count as unemployed. Another little secret. Young people tend to pospone the entrance in the job market in hard times, by prolonging the studies; people at the college count as inactive, not as unemployed.

Let’s observe some other precious and touching moments …

Will we approach the world fearful and reactive, dragged into costly conflicts that strain our military and set back our standing? Or will we lead wisely, using all elements of our power to defeat new threats and protect our planet?

What an Hamletic doubt. To be reactive and then wage wars; or be proactive and then wage wars? Obviously, to protect “our Planet”. The Planet of whom? Sorry, I missed the memo. When did the US purchased the Planet?

But the messiah has also a caring thought for veterans…

And as a new generation of veterans comes home, we owe them every opportunity to live the American Dream they helped defend. Already, we’ve made strides towards ensuring that every veteran has access to the highest quality care. We’re slashing the backlog that had too many veterans waiting years to get the benefits they need, and we’re making it easier for vets to translate their training and experience into civilian jobs. Joining Forces, the national campaign launched by Michelle and Jill Biden, has helped nearly 700,000 veterans and military spouses get new jobs. So to every CEO in America, let me repeat: If you want somebody who’s going to get the job done, hire a veteran.

The US have a tremendous rate of PTSD and suicide rate among veterans, this is true, because wars aren’t nice for anyone, and the return to home is not always welcomed by the society. Dear messiah, let me repeat; if you do not want this crap to happen, simply do not wage wars. It will make things even simpler. No wars, no more veterans to put back in the civil community. And there would be even other good news; US won’t be forced to spend 20% of budget for military expenses and the Pentagon won’t be forced to give away tanks to the police, as gifts. Just saying…

But let’s see a bit of economics…

Since 2010, America has put more people back to work than Europe, Japan, and all advanced economies combined. Our manufacturers have added almost 800,000 new jobs. Some of our bedrock sectors, like our auto industry, are booming. But there are also millions of Americans who work in jobs that didn’t even exist ten or twenty years ago – jobs at companies like Google, and eBay, and Tesla.

A bit of confusion here, IMHO. Since 2010 the US does better than Europe and Japan combined for a simple reason. A reason that US citizens be better to understand very well.

US made very well because Europe performed very badly. Why? Because. after the US lead financial crisis, many European countries have fallen into austerity and then into recession; why? Because they have been forced on this path by the US rating companies, such S&P, Moody’s, etcetera. The very same companies that failed to oversee the US financial system and prevent its collapse, were bringing down the ratings of European countries, countries which were more healthy than the US. This down-rating made impossible to many EU countries to get money by external investors, and vice versa made it easier the inflow of money into the US system, which was higher rated thanks to the Quantitative Easing policy. And, as if the down-rating had been not harmful enough, the US manufactured the Arab Spring, destabilizing the Mediterranean area; and the recent US lead coup in Ukraine brought to stagnation the entire European industry (yes, even Germany) and the whole exports to Russia. Everything because of humanitarian reasons and because of threats approaching US shores…., of course.

Very emblematic to me, to observe Obama celebrating the car industry recovery; Chrysler has been “saved” by FIAT, an Italian company. This should tell you that something in the “celebration” of US exceptional recovery is fake. After the US lead crisis, FIAT was able to take over Chrysler at discount prices because Europe, and even Italy, had better economics fundamentals than US. But soon after, FIAT had to move out of Italy most of its operations because of collapsing Italian internal market conditions, forced down by the decreasing trust in the Italian/European economic system.

This is the way your country operates, this is the way it leads. If it is not a war with bullets, it is war made of dollars, or oil.

Well I’ll stop here with the dissection of this “speech”. And I will not digress the pathetic and dishonest pandering to women, made of lies (wage gap) and omissions; did Obama mentioned somewhere the declining performances of boys in the education system; what about the fatherless America; and the 1% of male population in the jail system? If he was honest about the “gender” dimension, why did not addressed these topics? Because they do not matter.

These are the times of Social Psychology, dividi et impera, or divide and conquer. Lies and feelings, instead of truth and facts.

Lies, language manipulation, a cheering ground, really a scaring show, a show set-up to comfort an audience so used to be fooled by the media, that is not anymore able to grasp the signs of deception and manipulation.

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Politics as a show business, with an indisputable star, Obama, a true narcisist so full of its own self produced image and lies, to have become the perfect actor, with no boundaries left between the man and the role to play.

A man on a pedestal, two protective figures on his back, one on the left, one on the right. In the background a magnificent flag, “IN GOD WE TRUST” above his head. Around him, a cheering unquestioning crowd.

I’ve seen this stuff before..

Je Suis Voltaire

François-Marie Arouet, au registraire. Je aurais le plaisir de donner mon avis, utilisant mon meilleur Italien. Avec votre permission…

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Di recente avete attirato la mia attenzione, su eventi accaduti nella mia Parigi. Bella, come 3 secoli fa. No, non scrivo per esprimere solidarietà. pardom moi, ne ho visti di morti dalla mia posizione di osservatore privilegiato. E morto son io, per la verità. E quanti morti, accanto a me; molti morti per un sogno di libertà, quasi tutti morti in servitù per la libertà di pochi privilegiati. Perché la libertà è un sogno che svanisce, appena si aprono gli occhi.

No, vi scrivo perché sono un po’ disorientato dal corso degli eventi, e ovviamente perché si parla di Francia, e di America ovviamente, nazioni i cui statuti e principi costituzionali hanno liberamente attinto alle mie idee, all’epoca del loro concepimento, abbastanza “rivoluzionarie”. E poi perché si parla di satira, di libertà di pensiero, d’espressione. Beh, io sono il vostro uomo, anche da morto.

Insomma, da quel che ho capito, delle persone di religione musulmana avrebbero ucciso dei giornalisti rei di aver fatto satira deplorevole dell’immagine del proprio dio. E quindi a seguire degli altri eventi, inseguimenti, in cui muoiono altre persone, oltre ai “terroristi”, di cui alcune di religione ebraica. In tutto circa 16 innocenti uccisi oltre a 3 terroristi, più altri feriti di cui alcuni in pericolo di vita. Alcune TV commentavano gli eventi come attacco alla libertà di espressione, in particolare di satira. E di satira ne so qualcosa; non c’era alternativa all’ironia e al sarcasmo per dissacrare i potenti; ai miei tempi, esser seri non conveniva. E pure ad esser comici, si rischiava la Bastiglia, ne so qualcosa. Non scontro di religioni o di altro, ma scontro di civiltà. Che meraviglia della tecnologia questa TV. A saperla usare. A noi toccava scrivere sull’Encyclopédie. Retaggi di una civiltà arretrata. Qualche altra TV commentava il crescente antisemitismo mostrando delle immagini di protesta contro lo stato di Israele, reo, apparentemente, di aver ucciso 2,000 palestinesi; eccesso di satira, ovviamente.

E poi vi ho visto sfilare per le piazza per difendere la vostra libertà d’espressione. E con voi, i vostri leaders. I governanti con i governati, insieme ma separati, per la sicurezza dei deboli. I vostri potenti che difendono la vostra libertà di satira. Come sono cambiati i tempi.

Tanto ci tengono i vostri potenti alla vostra libertà, che la vogliono tutelare con la massima sicurezza. Frontiere aperte, ma mura sempre più alte. Perché nella Bastiglia c’è la vera libertà.

Femen, topless per “brainless”

Si potrebbero spendere mille inutili parole per descrivere i loro intenti, il loro operato, la loro ideologia. E si potrebbe partire dal fatto che sono a busta paga di Soros, filantropo arricchitosi con la vendita allo scoperto di titoli finanziari.

Venditore allo scoperto per vendute scoperte.

Ma qualche immagine spiega meglio di mille parole il loro perché, come pure quello delle Pussy Riot.

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Putin vai al diavolo

Ucraina all'Unione Europea

Ucraina all’Unione Europea

“Vada al diavolo Putin” (letteralmente?) perché l'”Ucraina deve andare all’Unione Europea”.

Il nuovo pupazzo di Putin

Il nuovo pupazzo di Putin

L'Ucraina non è libera.

L’Ucraina non è libera.

“Il nuovo pupazzo di Putin”, riferendosi alla possibile successione di Tymosenko a Yanokovic, e quindi l'”Ucraina non sarebbe ancora libera”.

In effetti hanno ragione perché l’Ucraina adesso è in mano a FMI/BCE/World Bank. Il nuovo pupazzo però è americano, made in “Wall Street” la stessa fucina che ha forgiato lo speculatore “allo scoperto” George Soros.

Pardon, volevo dire filantropo.

Russia invaded Ukraine. Putin busted!

Fellow Americans, dear Europeans, comrades, civilized people of the free world. Our Ukrainian friends are under siege, a siege sized by the evil Zar.

Andrey Lysenko, a member of the patriots that liberated Kiev from the Russian puppet, bringing prosperity, unity and foremost freedom, has once again news for us.

Lysenko is one of our most reliable sources, a trusted friend, with a successful track record of spotting enemies; we call him with code name “Eye of the Lynx” or more simply “The lynx”.

The Lynx in August revealed to the world of the free, that the liberation army had just destroyed an invading Russian convoy! The liberation army, fortunately, wiped out completely the enemy. A severe lesson for the evil Russians; the enemy was defeated, destroyed, disintegrated, annihilated, so much that it was then not anymore possible to provide evidences of the convoy itself.

But here we come again!

The Lynx has once again done his job. He intercepted a new evil Russian convoy invading Ukraine with 32 tanks, 16 howitzers, 30 trucks of ammunition, and radar equipment.

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This time Russia is deploying also some of his most advanced weaponry, featuring the AWT-32/TY tank, invisible to radars, but not only that. It features a worrying stealth technology that makes it almost invisible also to human sight.

Here a picture of the tank with the stealth technology switched on:51cdc30869629c8633000012

Here a picture of the tank with the stealth technology switched off:51cdc30869629c8633000012

So far with the verified facts.

While it has yet to be confirmed, some of our “sources” believe that some tanks were waving black flags, reminding ISIS’s ones. Other sources, we can’t disclose, also mentioned the presence of Sirian and Iranian personnel in charge of manouvring a balistic truck with the following misterious sign: radio_2370271b

Other two trucks showed the following flags:

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This is a time in which people of the civilized and free western world must stay united; we want you to resist the propaganda of the invaders; and then fight them back until freedom and pipes will finally be secured.

This message was brought to you by Radio Pentagon. Nothing we do would be possible without the proud support of our platinum sponsors: Lockheed Martin, Exxon, Chevron, CNN, UN, FMI, World Bank, USAID, CFR, NATO

Support us, support freedom, buy their products.

END of MESSAGE – CODE 201fr242faa/888/3212 – Radio Pentagon

Meglio Caino

Sono passati più di 6 mesi dal colpo di stato in Ucraina, il conseguente insediamento di un governo antirusso con palesi affiliazioni neo-naziste. Sono passati mesi dalle visite delle delegazioni Statunitensi in Ucraina e dalle visite guidate offerte ai governanti Ucraini presso la Casa Bianca, al cospetto del premio Nobel Obama. Le intercettazioni in cui la diplomatica USA mandava letteralmente “a fare in culo” l’Europa per il lassismo e l’esitazione a determinare gli esiti del governo Ucraino, sono già nel dimenticatoio. Come pure gli incontri della delegazione USAID di fronte a imprenditori Ucraini, sotto l’egida di uno sponsor disinteressato, la Chevron.

La Crimea è ormai annessa alla Russia, illegalmente secondo la Nato, ma lecitamente secondo il 97% dei votanti del referendum largamente votato dalla popolazione che in Crimea, al contrario di Europei e Statunitensi, ci vive. E sono passati ormai mesi da quando il figlio di Joe Biden, vice presidente degli USA, si è insediato dell’ufficio legale di una delle più importanti aziende del settore energetico Ucraino. Sono passati ormai mesi da quando abbiamo saputo, dai nostri allineatissimi media, dei cecchini del governo (eletto) Ucraino che uccidevano più di 100 manifestanti; salvo poi scoprire, inclusa la nostra Lady Ashton, che i cecchini non erano affatto governativi ma affiliati “oscuri” del gruppo Maidan. Mesi sono passati dalla strage di Odessa, in cui i manifestanti filo-russi hanno ricevuto un “caloroso” benservito dalle milizie Maidan a supporto del governo insediato; col benestare USA ovviamente, ed Europeo s’intende. E sono passati mesi dall’abbattimento dell’aereo di linea Olandese; aereo abbattuto dalle contraeree dei ribelli filorussi, così ci diceva la Casa Bianca prima ancora che l’aereo fosse caduto al suolo.

Da allora, misteriosi avvistamenti di truppe Russe che invadono l’Ucraina, tanto concrete quanto le armi di distruzione di massa di Bush e Cheney. Quindi sanzioni unilaterali da parte della Nato, cioè USA ed Europa; sanzioni, per non dire sabotaggio commerciale, in piena violazione del WTO che proprio gli USA hanno inventato ed esportato in ogni luogo; democrazia e WTO, con la pistola puntata alla testa. Ricetta collaudata, chiedere a John Perkins.

Sanzioni alla Russia per distendere una crisi made in USA. E più la Russia distende, più la NATO si distende. Più la Russia concilia più gli USA sanzionano ben oltre i limiti della legalità internazionale. L’Europa al seguito, fedele cane da compagnia. La Russia accelera il percorso BRICS e i primi passi di una Banca Internazionale alternativa a FMI e Banca Mondiale; la risposta non si fa attendere; blocco dei conti all’estero degli oligarchi che supportano Putin e blocco degli scambi monetari basati sul circuito SWIFT. Ovviamente tutto in regola, le regole le facciamo noi d’altronde, o qualcuno per conto nostro.

Sanzioni da parte nostra, e la Russia ricambia, come può. Europa e Russia come i capponi Manzoniani, mentre qualcuno si gode lo spettacolo dall’altro estremo dell’Atlantico.

A febbraio la piazza Ucraina e le borse vanno giù, chi più chi meno. Quindi sanzioni, che raggiungono il loro picco ad Agosto; e le borse vanno giù nuovamente,  chi più chi meno. E il miracolo riesce; si ferma la macchina Tedesca largamente esposta in Russia, non solo per la fornitura d’energia ma per tutto il comparto industriale . Borse già, chi più chi meno, perché la guerra economica si svolge, al solito, nel nostro vecchio e caro continente, l’Europa.

Giù le borse, è vero ma non tutte allo stesso modo…

MIB

Andamento indice borsa Italiana (1 anno)

DAC

Andamento indice borsa Francese (1 anno)

DAX

Andamento indice borsa Tedesca (1 anno)

S&P

Andamento indice borsa USA-Standards&Poor (1 anno)

Le borse europee si ritrovano con capitalizzazione poco superiore a quella di un anno fa; ben diversa la storia oltre-atlantica. Come dire la guerra è “fredda” per tutti, ma negli “States” è un po’ più mite, non sembra anche a voi?

Ma Obama comanda, e la nostra generazione di leader “80 Euro” risponde.

Sei anni fa gli USA realizzavano un crack finanziario a valle della bolla speculativa sul debito privato, i subrprime, tirando giù l’intero mercato mondiale agganciato al petrodollaro e al WTO. Quindi il Quantitative Easing, la politica ultraespansiva che pompa triliardi di dollari nella casse delle banche e delle imprese d’oltreoceano. In Europa invece va di moda l’austerity, perché i PIGS devono fare bene i conti; ce lo dice l’Europa, ma in realtà ce lo comandavano Merryl Lynch, Standard & Poors e Goldman Sachs, che ci abbattono il rating ad ogni sussulto di sovranità. Fino all’amministrazione delegata. E noi a prendercela con la Germania, la nuova Perfida Albione, rea di tirare avanti nonostante la congiuntura economica. Come i capponi, sempre e comunque.

Così, mentre gli USA vanno al galoppo, l’Europa va al traino della Germania, fino a quando il cavallo non viene azzoppato. Dai Russi, ovviamente, chi altro?

Eppure gli Americani ce l’avevano fatto capire da prima che la questione Russa gli stava a cuore. Perfino i giochi invernali di Sochi, sono diventati la vetrina della campagna denigratoria Made in USA. E prima di loro le Pussy Riot palesavano l’orripilante perversione di una cultura “tradizionalista”.

Ma ben più concretamente il Senato Statunitense ce l’aveva detto già a chiare lettere, che l’Europa non stava facendo bene i compiti, già nell’agosto del 2013 quando il Congressional Research Service (USA) redigeva un documento “Europe’s Energy Security: Options and Challenges to Natural Gas Supply Diversification“. Cosa diceva questo documento? Semplice, due cose chiare chiare: l’Europa era troppo dipendente dal gas Russo e non stava approfittando adeguatamente delle opportunità aperte dalla primavera Africana. Nessuna congettura mia, parole loro, testuali, “pare pare”. D’altronde c’era da capirli gli americani. Con tutto il casino che si sono dovuti inventare per giustiziare Gheddafi e Mubarak, un po’ di riconoscenza è il minimo. Perché comprare il gas Russo quando lo si può compare dagli Africani d’America?

Perché comprare il gas Russo rischiava di renderci troppo amici del nemico. Il nostro fratellone americano s’è dato così da fare per mettersi alla pari, tanto da inventarsi lo Shale Gas; purtroppo lo sanno pure i sassi, inclusi quelli mesozoici, che lo shale gas (fracking) costa 4 volte il prezzo del gas naturale reperibile sul mercato.

Ma mentre noi ci chiediamo “ma come è iniziata questa storia” e soprattutto “come ne usciamo”, gli USA aprono l’altro fronte, quello ISIS. Ribelli, pardon, terroristi, che esistevano da anni e che da tempo, finanziati dall’Arabia Saudita, combattevano contro Curdi, Siria e Iraq; magicamente divengono veicolo di crociate contro la Siria. A proposito; avete mai notato dove sta il Kurdistan?

Due piccioni con una fava; all’Arabia Saudita (consiglio la lettura di “Confessioni di un sicario dell’economia” per conoscere la storia delle relazioni tra USA e dinastia Saudita) le armi americane, per togliersi di mezzo l’ingombro Siriano e in futuro l’Iran; agli americani, doppio guadagno: l’espansione dell’influenza geopolitica nell’aerea sul lungo termine; sul breve termine, la sovra-produzione di petrolio da parte dell’Arabia Saudita e di gas dal Qatar con conseguente crollo dei prezzi del greggio e del mercato energetico, da cui dipende lo sviluppo dell’economia Russa, ed inoltre gas e petrolio per gli amici Europei; Europei alle soglie dell’inverno e ormai, letteralmente, alla canna del gas.

Gas e petrolio medio-orientale, ma targato USA. A proposito; avete sentito, di recente, che l’Italia compra petrolio dagli USA per la prima volta nella storia degli ultimi 20 anni? Vi siete domandati perché? Vi siete domandati da dove viene?

Va bene così, teniamoci stretto il caro fratellone americano.

Ma se questo è Abele, allora meglio Caino.

Sermoni di guerra

Proseguiamo nel cammino della pace planetaria, al seguito del Commander in Chief, il nuovo messia. Qui sotto il suo ultimo “speech”, le sue parole approvate da Dio, il sermone con cui benedire la nuova crociata.

“Novus Ordo Seclorum, Annuit Coeptis”.

A questo link troverete invece la trascrizione integrale (in inglese) del suo discorso.

Vi riporto di seguito il discorso tradotto, quasi integralmente, per evitare che la macchina da propaganda del vile nemico d’oriente possa disinformarvi sui nobili intenti del presidente dei diritti umani.

Merita. Istruttivo non solo in termini di contenuti, ma anche da un punto di vista, come dire, linguistico e psicologico.

Ecco a voi il Presidente degli Stati Uniti d’America, nonché Premio Nobel per la Pace, Barak Obama:

Miei “compagni” americani , stanotte vi voglio parlare di cosa gli Stati Uniti, insieme ai nostri amici ed alleati, faranno per indebolire e quindi distruggere il gruppo terroristico conosciuto come ISIL.

Il messia dichiara subito il suo intento: distruggere un gruppo di terroristi con il supporto dei suoi stati vassalli, definiti amici ed alleati. L’appellativo di “amici” per governi compiacenti e filiali militari, allude al senso di fratellanza, necessario a rafforzare un clima psicologico di comunità d’intenti, abilmente introdotto con la formula iniziale “miei compagni americani”. Compagni (“fellows”) invece di cittadini, infatti, serve a proiettare l’immagine di uomo tra gli uomini, di pari tra i pari; abbatte le gerarchie mentali tra il semplice cittadino ed il Presidente dello stato più potente del mondo. E’ l’ago dell’anestesia prima dell’operazione.

Come comandante in Capo, la mia più alta priorità è la sicurezza del popolo americano. Negli anni che ci anno preceduto abbiamo combattuto i terroristi che minacciano il nostro Paese….Grazie al nostro esercito e ai professionisti dell’anti-terrorismo il nostro Paese è più sicuro

A questo punto introduce il suo ruolo di Comandante (delle truppe), che accentra i poteri per il bene di tutti. L’ago è ormai entrato e la distonia tra “fellows” e “commander in chief” non viene percepita. Quindi la prima stoccata mirata a legittimare il ritorno positivo delle guerre della dinastia Bush: “il Paese è più sicuro”. L’anestesia sta facendo effetto e le barriere sono già calate e pochi si chiederanno “in che senso i terroristi distanti migliaia di km minacciano il nostro Paese?” Sottile poi il riferimento all’anti-terrorismo come strumento efficace di tutela della sicurezza, utile ad adagiare un velo di consenso sullo scandalo Datagate/NSA. Chi oserebbe metterne in dubbio l’utilità di un Grande Fratello di fronte a terroristi alle porte?

Ma continuiamo ad essere soggetti al pericolo terrorista. Non possiamo cancellare ogni traccia del diavolo dal mondo, e un piccolo gruppo di assassini ha la capacità di fare notevole danno. E’ stato vero per  l’11 Settembre lo è tuttoggi. … In questo momento la minaccia maggiore viene dal Medio Oriente e dal Nord Africa …  e uno di questi gruppi si chiama ISIL.

A questo punto la minaccia si materializza, l’ISIL (o ISIS o IS). Una delle minacce, in realtà, come vedremo dopo. Abile il richiamo all’11 Settembre, utile a rievocare le paure mai sopite e quindi la necessità di estreme misure. Non importa quanto piccolo e lontano sia il gruppo, la minaccia è ben più grande e vicina. Il percorso di costruzione della necessità di una risposta armata e di una risposta sproporzionata è completo; esiste un precedente in termini di minaccia (11 Settembre e Al Qaida) e di intervento militare (invasioni e occupazioni di Iraq/Afganistan). Il riferimento al “diabolico” sostiene l’immaginario di una battaglia etica e conquista le ultime barriere dell’elettorato conservatore statunitense tipicamente Repubblicano. L’anestesia è completa.

E chiariamo due cose; ISIL non è islamico: nessuna religione perdona l’uccisione di innocenti e la grande maggioranza delle vittime dell’ISIL sono musulmane. E ISIL non è uno stato…nessun governo lo riconosce.

Qui ci dice che non è una guerra di religioni, e che la religione non c’entra. Ma ci dice anche un’altra cosa interessante e cioè che la stragrande maggioranza di vittime sono locali e non sono neanche Cristiani. Implicitamente afferma che è una guerra etnica e di potere a cui sostanzialmente il mondo “occidentale”, in particolare Statunitense, è estraneo. Cosa c’entrano allora gli USA? Poco, nulla, ma ormai l’audience è in trans e difficilmente coglie l’inconsistenza di questo messaggio con le premesse precedenti. Messaggio in realtà diretto alla comunità araba in particolare agli Stati Arabi amici che appunto non riconoscono, ovviamente, l’ISIL.

L’ISIL è un’organizzazione terroristica, pura e semplice. E non ha altra visione se non il massacro di chi l’ostacola.

Appunto la visione Statunitense. Prosegue:

L’ISIL rappresenta una minaccia per l’Iraq, la Siria e in generale per il Medio Oriente, ivi inclusi i cittadini americani, personale e impianti.

Qui innanzi tutto fa capolino la Siria. Ma soprattutto viene chiarita la dimensione Statunitense sotto minaccia; gli impianti e il personale delle imprese USA.

Sebbene non abbiamo ancora individuato complotti contro il nostro territorio, i leader di ISIL hanno minacciato gli USA e i nostri alleati.

Il messia ci dice che non esiste un pericolo oggettivo ma le semplici minacce verbali di persone lontane migliaia di km, che uccidono quasi esclusivamente persone del luogo e che”potenzialmente” potrebbero rivolgersi verso interessi e cittadini “occidentali” in quei luoghi rappresentano un pericolo alla sicurezza statunitense. Chiaro il concetto di sicurezza statunitense? Se il pericolo è fuori confine, non si ritirano imprese e persone, ma si interpreta il problema all’estero come minaccia interna. Questo passaggio “logico” serve a estendere i confini nazionali nell’immaginario del telespettatore (ormai intorpidito) ormai incapace di cogliere il non sense in termini razionali. E continua:

I servizi segreti ci dicono che migliaia di stranieri (ivi inclusi Europei e Statunitensi) si sono uniti a loro in Siria e Iraq. Addestrati alla guerra, potrebbero tornare in patria e portare avanti attacchi letali.

A cosa serve ciò? A legittimare l’idea di un nemico alle porte perché sostanzialmente interno e quindi la natura necessaria di strumenti di controllo della liberà personale. Tutto perché gli interessi “interni” all’estero rendono interno ciò che è esterno.

Questa notte voglio che sappiate che gli USA fronteggerà ISIL per risolvere il problema. Dallo scorso mese le nostre forze armate hanno colpito l’ISIL per fermare la sua avanzata. Da allora oltre 150 attacchi aerei in Iraq hanno protetto personale e impianti Statunitensi, ucciso i combattenti dell’ISIL, distrutto armi e agevolato le forze Irachene e Curde per occupare il territorio. Questi attacchi hanno aiutato a salvare la vita di migliaia di uomini, donne e bambini.

A questo punto il messia fa capire che la cosa è in moto e che già miete successi. Si sta facendo spazio alle forze alleate Irachene e Curde, facendo capire che la guerra dell’ISIL è contro le forze stabilitesi dopo l’occupazione dell’Iraq e non contro la civiltà “occidentale” in quanto tale. Interessante in particolare il ruolo dei Curdi a cui evidentemente deve essere garantita un’espansione sia in virtù della complicità garantita nella guerra d’Iraq contro Saddam che per il ruolo destabilizzante che potrebbero recitare contro la Russia (Georgia), la Siria e l’Iran. Ovviamente, quanto fatto ha salvato degli innocenti, ovviamente.

Kurdistan-map

… Quindi stanotte, dopo colloqui con il governo Iracheno, con gli alleati e all’interno del Congresso, posso annunciare che gli USA guideranno una larga coalizione.

In sostanza il messia ci dice che hanno messo in mezzo altri Paesi in una guerra che interessa loro e che loro guideranno. Ha appena comunicato ai “compagni” americani che continuerà la guerra con le bombe intelligenti, ma i “fedeli” non se ne saranno neanche accorti e staranno pensando ancora agli “innocenti” salvati.

Il nostro obiettivo è chiaro: fiaccheremo e quindi demoliremo l’ISIL attraverso una estesa e prolungata strategia anti-terroristica.

Questo è un bell’esercizio di manipolazione. Dopo aver detto che la cosa è stata decisa da lui e già in corso, l’obiettivo diviene “nostro”, inclusivo, collettivo. Interessante notare come l’obiettivo sia l’ISIL, un soggetto che non ha, come da lui ammesso, un confine geografico e ordinamento definito e riconosciuto. In quanto tale, l’obiettivo stesso è indefinito e per questo l’azione viene definita come estesa, perché non ha delimitazioni temporali e geografiche. Nonostante ciò l’obiettivo viene millantato come “chiaro” proprio perché non lo è. In realtà l’ISIL/ISIS non esisteva fino a un mese fa, tanto che neanche il nome è stabile. Il “chiaro” serve proprio a creare la suggestione che il piano sia definito e limitato, quando in realtà non lo è.

Primo, noi condurremo una campagna sistematica di attacchi aerei contro i terroristi. In collaborazione con il governo Iracheno, espanderemo i nostri sforzi, proteggendo la nostra gente e le missioni umanitarie, colpendo gli obiettivi dell’ISIL mentre le truppe Irachene andranno all’attacco. Inoltre ho chiarito che noi daremo la caccia a chi minaccia il nostro Paese, dovunque sia. Ciò significa che non esiterò a prendere azioni contro l’ISIL in Siria come pure in Iraq. Questo è un principio chiaro della mia presidenza: se minacci gli USA, non troverai scampo in nessun paradiso.

Oltre a ribadire il ruolo di “scudo morale” delle missioni “umanitarie” e quindi implicitamente ribadendo la superiorità etica delle forze dell’occidente, il messia ci ribadisce che la lotta non ha confini, in particolare che la Siria è nel mirino. “Condurremo, “espanderemo” ancora servono a mitigare il contenuto decisionista e unilaterale (esemplificato dal “non esiterò”) delle azioni da lui intraprese. Gli spettatori si guarderanno magari un po’ stralunati chiedendosi “ma quando cazzo abbiamo deciso questa cosa?”ma poi il senso di impotenza per una decisione passata sopra le loro teste e il senso di umiliazione per essere stati presi per i fondelli da chi aveva salito gli scalini della Casa Bianca con proclami di pace, saranno coperti dall’illusione di partecipare ad una crociata giusta, per la propria sicurezza, per salvare donne e bambini e per il bene di tutta l’umanità. Il linguaggio, va da sé, è pressoché identico a quello di Bush, ivi incluso il riferimento al sacro, il “paradiso”.

Secondo, incrementeremo il supporto alle forze che combattono i terroristi sul territorio…Come ho detto in precedenza le forze statunitensi (di terra) non avranno ruoli di combattimento, non saremo coinvolti in un’altra guerra terrestre in Iraq. Supporteremo gli Iracheni e i Curdi con addestramento, strumentazione e informazioni…

Il passaggio serve sostanzialmente a recuperare parziale credibilità rispetto ai proclami elettorali di pace. Interessante notare come le amministrazioni Statunitensi amino rassicurare i propri cittadini rispetto al possibile impiego di forze di terra, come a dire “andiamo lì, li bombardiamo dall’alto senza che possano contrastarci, limitando al minimo le perdite”, senza capire che è proprio questo che rende gli USA odiati a tutto il mondo, non tanto per l’animo guerrafondaio, quanto per la slealtà “bellica” con cui conducono le guerre. Senza contare ovviamente la presunzione di superiorità morale. Sarà magari per questo che poi prendono qualche civile e lo decapitano? Quindi prosegue:

Oltre la frontiera, in Siria, ho aumentato la nostra assistenza alla opposizione Siriana. Stanotte chiederò al Congresso di supportare i combattenti (Siriani). Nella lotta contro l’ISIL non possiamo fare conto sul regime di Assad che terrorizza il proprio popolo; un regime che non riguadagnerà mai la legittimazione ormai persa. Invece noi dobbiamo rafforzare l’opposizione contrastando gli estremismi quali l’ISIL, mentre perseguiamo la soluzione politica atta a risolvere la crisi Siriana una volta per tutte.

Con il telespettatore anestetizzato e inerte, il messia sfodera altri capolavori della manipolazione. La lotta all’ISIL diviene lotta a ciò che non è ISIL e che dall’ISIL è osteggiato, la Siria. Foraggiare i combattenti (quelli che vengono definiti ribelli in Ucraina e terroristi in Iraq) che hanno dato luogo al pericolo ISIL per gli USA. Il nemico del mio nemico non è più amico, almeno nei giochi statunitensi in Medio Oriente. Evidentemente tutti devono essere nemici di tutti e amici di uno solo. Non si può contare su Assad per combattere l’ISIL sebbene sia l’unico che lo combatte da 3 anni. Perché Assad ha perso la legittimazione, secondo chi? E Assad terrorizza il proprio popolo, secondo chi? Perché gli USA perseguono la soluzione politica in Siria, dando armi ai terroristi, pardon ai ribelli, pardon ai combattenti. Una soluzione, una volta per tutte, la stessa valsa per l’Ucraina?

 Terzo, …. in due settimane presidierò un incontro al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per mobilitare la comunità internazionale in questo sforzo.

Con la Russia e la Cina? Con queste premesse? In bocca al lupo. O forse sarà l’occasione per poter dire “la Russia si oppone all’intervento per salvare donne e bambini dal diabolico ISIL,….e Assad?” Staremo a vedere.

Quarto, continueremo a fornire assistenza umanitaria ai civili innocenti, cacciati dai terroristi.

No comment.

Questa è la nostra strategia. …. Questa è la leadership Statunitense al meglio di sé; noi stiamo con chi combatte per la propria libertà; e chiamiamo ad adunata le nazioni per la nostra comune sicurezza e umanità.

Il mito americano alla deriva. La prosopopea di chi vive del mito della “Città sulla collina” dei Padri Fondatori di qualche secolo fa, divenuta culto della superiorità umana. Umani contro non umani.

 … Questa strategia di eliminare i terroristi che ci minacciano, è ciò che abbiamo già fatto con successo in Yemen e Somalia per molti anni. Ed è l’approccio che ho delineato all’inizio di quest’anno: usare la forza contro chiunque minaccia gli interessi strategici Statunitensi, e al contempo mobilitare alleati per indirizzare sfide su larga scala.

Chiaro, no?

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Miei “compagni” statunitensi, viviamo in un tempo di grandi cambiamenti …  ma nonostante le grandi sofferenze patite in questi anni … gli USA sono oggi nelle condizioni di impostare il futuro meglio di qualsiasi altra nazione sul Pianeta. … La guida Statunitense è l’unica costante in un mondo incerto. Gli USA hanno la capacità di mobilitare il mondo contro i terroristi. Sono gli USA che hanno adunato il mondo contro l’aggressione Russa, e a supporto del popolo Ucraino nel desiderio di decidere il proprio destino. Sono gli USA, i nostri scienziati, il nostro sapere, che aiuteranno a contenere la diffusione dell’Ebola. Sono gli USA che hanno aiutato a distruggere i depositi di armi chimiche della Siria in modo che non possano essere un pericolo per il popolo Siriano e per il resto del mondo ….

Qui rinforza il ruolo degli USA come “elite” umana. Introduce quindi la Russia come aggressore di un popolo in cerca di libertà. Una carta che servirà forse da qui a poco. Molto interessante il riferimento all’Ebola; probabilmente vaccinazioni e terapie contro malattie endemiche, saranno la contropartita per il consenso del dittatore democratico di turno ad ospitare i prossimi “interessi americani” in Africa. Ribadisce quindi il ruolo dell’attuale regime Siriano come possibile pericolo per il Mondo. Nel 2007 Assad e la moglie facevano la prima pagina di Newsweek, adesso sono un pericolo per il Mondo.

Stati Uniti d’America, le nostre infinite meraviglie ci fanno dimenticare i nostri perduranti sacrifici. Ma come statunitensi, dobbiamo dare il benvenuto alla nostra responsabilità di guidare. Dall’Europa all’Asia, dai lontani luoghi dell’Africa al Medio Oriente, noi difendiamo la libertà, per la giustizia, per la dignità. Questi sono i valori che hanno guidato la nostra nazione dalla sua fondazione. Stanotte chiedo il vostro supporto per portare questa “leadership” oltre. Lo faccio come Comandante in Capo, che non potrebbe essere più fiero delle proprie forze armate …

Ritorna la commistione tra sacro e temporale. Il culto del popolo eletto (fattore comune ad un’altra nazione) che rivendica il suo ruolo fuori dei propri confini, senza confine, come eredità storica dei propri Padri Fondatori. Ritorna il refrain “datemi il vostro consenso, le truppe sono già partite ed io sono al comando”. Una volta lo facevano dai balconi col rischio di beccarsi qualche fischio; davanti ad una telecamera è tutto più facile.

Questo è ciò che fa la differenza nel mondo. E la nostra sicurezza dipende dalla nostra disponibilità a difendere questa nazione, e tenere alti i valori in cui crediamo, ideali senza tempo che rimarranno quando quelli che offrono solo odio e distruzione saranno svaniti dalla Terra.

Qui la chiusura del “ragionamento” (ragionamento da ventennio …) in cui in buona sostanza afferma che o mi date il consenso o siete dei traditori.

Possa Dio benedire le nostre truppe, possa Dio benedire gli Stati Uniti d’America.

Chiosa finale, di chi ha aperto affermando che nessun Dio perdona l’uccisione di innocenti, ma dovrebbe benedire le truppe Statunitensi.

Amen