La mort de la #libertè

Ho fatto tarda notte, per assistere alla conta dei morti. Come molti morbosamente attratto dalla voglia di assistere al “terrorismo in azione”.

I giornalisti ridicolmente in competizione nella gara del numero più alto; perché i morti non sono mai abbastanza, perché l’audience schizza con la morte in diretta.833px-La_Liberté_ou_la_Mort_1795

Io dietro loro. C’è un fascino speciale nell’assistere al terrore dalla propria poltrona; la perversa sensazione di una confortevole sicurezza quando altri hanno perso la propria vita o stanno per perderla.

Un corpo che giace sul terreno, i lampeggianti delle ambulanze, un cecchino appostato, teste di cuoio armate fino ai denti, e la “conta” sul sottofondo sonoro di esplosioni e armi da fuoco.

Neanche finita lo conta, arriva il festival della stupidità.

saranno i Francesi disposti a rinunciare alla propria libertà per una maggiore sicurezza?

ci vuole un Patrioct Act anche in Francia (ed Europa)

Nel 2001 “The land of the free” precipitava in una spirale liberticida e guerrafondaia da cui non si è più sollevata. Ora tocca proprio a coloro che donarono oltre oceano l’emblema di uno dei propri valori fondanti, La Libertè. E gli Statunitensi ripagano il dono della Statua della Libertà a distanza di 150 anni, ergendo in Europa la Statua della Sicurezza.

frontiere aperte, non bisogna lasciare il campo a xenofobi e populisti

se tali criminali crescono in Europa è perché non trovano abbastanza integrazione

Smettere di bombardare democrazia, questo mai. Ma frontiere aperte a chi, non a torto, ci odia, questo sì!

Il politicamente corretto che frutta giacimenti petroliferi in cambio di migranti. Tra di loro le vittime delle guerre da noi istigate e finanziate, e chi invece la guerra vuole restituircela.

Il prezzo di tale politica in primis lo pagano i malcapitati di turno, col sangue; e tutti con tanta “sicurezza”.histoire-liberte-ou-la-mort

E’ la confortevole sicurezza salottiera di una prima visione, La mort de la libertè.

Giustizia è fatta

Sono incorso in questo titolo: “VIOLENTA LA FIGLIA DI 10 ANNI DELLA COMPAGNA: TRENTENNE ROMANO ARRESTATO A COURMAYEUR”.

Sono stato attraversato da un brivido di entusiasmo, finalmente un criminale assicurato alla patrie galere, i 1000 giorni “in rosa” di Renzie iniziano a portare risultati!

Dopo l’eclatante titolo, il “giornale” chiarisce:

Un trentenne romano è stato fermato dai carabinieri a Courmayeur con l’accusa di violenza sessuale su minore. La vittima dell’abuso, secondo le indagini, è la figlia di 10 anni della sua attuale compagna. L’episodio risale a mercoledì scorso, mentre i tre erano in vacanza nel comune ai piedi del Monte Bianco. Oggi si è svolta l’udienza di convalida del fermo davanti al gip del tribunale di Aosta Maurizio D’Abrusco.

Un pedofilo conclamato sbattuto in carcere lontano da donne e bambine e la sua detenzione confermata, mi sento sollevato. Tre giorni in carcere, solo il degno prologo ad una condanna decennale per un essere abbietto. La mia mente è subito andata all’immaginario di lui che approfitta di una bambina…sesso orale, sesso anale, vaginale. l’avrà anche picchiata e forse sequestrata. E gli fanno pure il processo, magari? Ma poi il mio iniziale entusiasmo ha iniziato a raffreddarsi, quando l’avvocato (ma gli danno pure un avvocato?) ha affermato che:

È stato tutto un equivoco, La mamma  pensava che ci fosse stata violenza, ma la bambina è stata visitata in ospedale e non ha alcun segno di abuso. Il mio assistito sta con la donna ormai da sei anni e si comportava come se fosse il padre della bambina. Dunque l’accarezzava, ma evidentemente la madre ha scambiato questi gesti per qualcosa di morboso

A cosa sono capaci di attaccarsi gli avvocati. Questa avvocatessa ci vorrebbe far credere che il pedofilo non ha violentato la bambina. Siamo stanchi di questi uomini che si accompagnano a donne soltanto per approfittare delle gioventù (nonché della verginità) delle loro figlie. Un processo? Veramente vogliono fare un processo? L’hanno arrestato, il GIP ha pure confermato la carcerazione preventiva, voglio dire, il reato è eclatante. Punto.

Poi sono caduto nello sconforto, quando il “giornalista” inizia a smussare “androcentricamente” i toni parlando di “violenza presunta”

A denunciare la presunta violenza ai carabinieri  è stata la madre della piccola. «Stava portando la bambina in ospedale quando ha incontrato una pattuglia dei carabinieri che le ha chiesto se andasse tutto bene. Quindi la donna ha detto del suo sospetto, che però è diventato un reato perseguibile d’ufficio», conclude l’avvocato.

Mi sono cadute le braccia. Tipico esempio di “victim blaming”. Non solo i negazionisti della difesa vogliono far passare l’idea che la violenza non sia avvenuta, ma pure quelli dell’accusa adesso ci si mettono? Vogliamo far credere che la colpa sia della madre che ha esposto un sospetto infame alle forze dell’ordine? Oppure vogliamo addirittura mettere in discussione che sia sbagliato carcerare un uomo sulla base di un’ipotesi per un reato senza evidenze? Vogliamo veramente tornare agli anni bui delle denunce in cui l’accusante si esponeva ad una controquerela? Oppure alla preistoria del diritto in cui si carcerava preventivamente solo in condizioni di estrema necessità? Ci sono voluti anni di scarpette rosse per avere l’inquisizione d’ufficio e adesso vogliamo tornare indietro?

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C’è ancora molta strada da fare.

Cara signora, dia retta a me. Nel caso scarcerino il pedofilo (macché presunto, mi facciano il piacere!), lasci stare gli uomini, stia lontana da loro, non li guardi proprio, è meglio per tutti.


Il “giornale” taggava l’articolo con “pedofilia”, “Courmayeur” e “violenza sessuale”.

Io lo taggo diversamente. Punti di vista.