Le guerre non dichiarate

Qualche mese fa la NATO con gli USA in testa (e l’Europa al guinzaglio) aprivano il fronte orientale. Alcuni anno impiegato molto tempo prima di capire che in Ucraina era avvenuto un colpo di Stato anti Russo; molti non l’hanno ancora capito, o fanno finta di non capire per convenienza. Dopo mesi di ricatti finanziari da parte dell’EU e movimenti di piazza pagati con dollari statunitensi, il presidente, pardon, il dittatore veniva deposto e il nuovo governo commissariato in modo spudorato. Veniva abbattuto un aereo civile, e si apriva una guerra civile. La colpa? Russa ovviamente. Chi altro se non la Russia aveva interesse a rompere un ciclo di crescita economica esponenziale e danneggiare gli scambi commerciali con il suo miglior partner, l’Europa?orso-russo-sconfigge-aquila-nazista

In virtù delle sue manifeste responsabilità, la Russia veniva condannata dalla Comunità Internazionale (cioè la NATO) a sanzioni economiche. Qui è dovuto un chiarimento sulla definizione di sanzioni; si intende infatti l’atto unilaterale di una delle parti coinvolte nell’individuare la colpa, il responsabile e definire l’ammenda. Tutto ciò facendosi beffa degli accordi di libero scambio del WTO e dell’ONU, organizzazione farsa di base a New York (e non è un dettaglio).

Le sanzioni, assedio economico, tipico corollario di una guerra, non nutrono effetto e la Casa Saudita fa quanto la Casa Bianca comanda. Sprofondare il prezzo del petrolio. Gli USA galleggiano benissimo sulla crisi mondiale e le spese le pagano i Paesi dell’area BRICS; prima di tutto la Russia, ma anche e soprattutto Venezuela e Brasile, sull’orlo del tracollo economico e di qualche … rivoluzione colorata.

Gli USA se la godono da oltreoceano, e l’Europa immemore di come nasce una guerra mondiale, si lecca le ferite e si consola con l’illusione di essere baluardo dei diritti umani.

La guerra c’è ma non si vede; basta non dichiararla, semplice no?

Ma il fronte orientale non si apre solo sugli Urali, ma anche sul Pacifico. A pensarci, ricorda un po’ il preludio della II Guerra Mondiale, o no? Stavolta non è il Giappone a recitare il ruolo del cattivo. C’è il Drago Cinese che incute paura, e si fa beffa dei diritti umani, ovviamente. Anche per loro una guerra non dichiarata, e poco visibile a noi Europei fino a qualche giorno fa, quando i TG ci hanno proposto lo scenario di un mercato finanziario mondiale messo in ginocchio dalla svalutazione dello Yuan.wolverine-comics-dragons-2678053-1920x1080

Già perché apparentemente la svalutazione dello Yuan del 3,6% determina il tracollo dei mercati; diabolici i Cinesi. Pochi giornalisti hanno avuto la buona creanza di verificare i fatti; se lo avessero fatto avrebbero scoperto che non c’era nulla di straordinario. Ma erano troppo presi a recitare il verbo preparato e propagandato da Wall Street. In realtà la banca centrale Cinese aveva fatto in modo meno scostumato, quello che già FED (da 7 anni) e BCE (da un anno) fanno; manovre valutarie aggressive. Manovre valutarie in luogo di manovre militari; ma il passo potrebbe essere breve.

Gli Italiani scoprono così che esiste una Banca Centrale Cinese che tutela gli interessi del popolo Cinese. Ma non sanno altro. Non sanno che è in corso una guerra finanziaria ordita dagli esportatori di democrazia contro il dragone. Guerra che ha iniziato a brillare nell’ultimo anno quando è iniziata l’integrazione tra le borse di Shanghai e quella di Hong Kong; vi ricordate il timido tentativo di “rivoluzione colorata” ad Hong Kong di qualche mese fa? Embrione di rivoluzione prontamente allestita a valle dei vincoli di controllo finanziario minacciati dalla Cina.

Quindi è seguita la bolla finanziaria provocata dai fondi d’investimento Occidentali (in particolare Statunitensi) che hanno gonfiato a dismisura i listini Cinesi, in particolare quello di Shanghai. Nel mentre la Cina acquistava oro a più non posso per rafforzare le riserve in vista di una potenziale guerra valutaria; da par suo gli USA manipolavano il mercato dell’oro buttandone già la valutazione con un meccanismo ben descritto da Paul Craig Robert (The Hows and Whys of Gold Price Manipulation), al fine di rendere più suscettibile il mercato Asiatico allo shock finanziario provocato dall’innalzamento dei tassi d’interesse della FED. Innalzamento più volte rimandato per un semplice motivo; gli USA vogliono uno shock delle borse e finanziario che frantumi i mercati emergenti in particolare quelli aderenti agli accordi di libero scambio di Shanghai e indebolisca lo yuan come moneta riserva del nascente Fondo Monetario BRICS.

No, la Cina non ha svalutato per sorreggere un’economia che arranca. L’economia Cinese viaggia con una crescita del 6,6%, inferiore al 7% annuo cui ci aveva abituato, ma sempre dignitosa. In realtà è in corso un tentativo made in USA di svuotare i capitali delle borse Cinesi attraverso la manipolazione dell’informazione (Wall Street Journal in testa a tutti) per creare una crisi di fiducia e la manipolazione diretta dei capitali, sgonfiando rapidamente la bolla che gli stessi fondi d’investimento Statunitensi hanno creato durante tutto il 2014 e metà del 2015.

La Cina sta solo rispondendo a questa guerra non dichiarata, rigonfiando la borsa con capitali freschi di conio e sganciando lo yuan dalla banda di oscillazione che lo lega al dollaro, in vista dello shock finanziario che arriverà con il rialzo dei tassi d’interessi in congiuntura con la perdurante crisi petrolifera.

Una storia di guerre non dichiarate, che non avrà un bel finale.

Dear USA citizen, your country sucks

If you feel offended, I’m sorry but I won’t apologize.

Actually, the US do not suck; they stink, so hardly that the smell can be caught dozens of thousands miles far away.

If you do not sense the smell, chances are you are still a “believer” of the “American dream”, “The city over the hill”, the “American exceptionalism”.

Let us get real; the “Dream” was just a dream, a drug made of flags, national anthems and ideological sermons which have being pervading schools, public spaces, workplaces and even your own home, since the time you were in a cradle. A drug manufactured with a clear intent; to cover an imperialistic and totalitarian project “your government” has being pursuing for the last 5 decades.

Let’s go to the point. Your government has just disclosed a CIA report, briefing on the torture program carried on by your leaders, on your behalf, at least this is what they say.

Obviously, needless to say, this report disclosure is just plain propaganda. A “transparency” operation coming from the very same administration that supported the Big Brother project (NSA) and persecuted Assange, Manning and Snowden.

To be sincere, there is nothing really new in this report; it just makes official what everyone across the Globe already knew: the US have kidnapped thousands of foreign people, detained them in a military location outside the US soil to evade jurisdiction and international oversee, classified them as “militants” to avoid Ginevra Convention, kept them in unhuman conditions, tortured many of them for prolonged time, leading some of them to death.

No news at all. Nevertheless, watch the video below and observe how the US State Department spokeswoman deals with the questions; then continue reading.

Dear citizens, have you noticed how she deals with the torture program? Sorry, I meant with the “enhanced interrogation” program. The US administration disclosed the report, fine, but has no intention to persecute those who committed and those who ordered these criminal acts that recall the medieval times. My country, Italy, has been complicit with US in this criminal program at least in one episode, the one regarding Abu Omar who was kidnapped by CIA agents and then sent to Egypt in order to enjoy “enhanced interrogation sessions”. So let’s be clear; my country sucks as well. But at least, in my troubled country, the juridical power has persecuted the CIA agents and condemned them; saddly, they cannot be convicted because the US have no intention to allow it.

So, despite the clear intention not to persecute these criminals and not to collaborate with external juridical institutions, the spokeswoman dares to put on a pedestal the US for being so transparent, having made public the evidences of their crimes against humanity. Implicit, in her argumentations, the presumption that the US stand above all. Isn’t it astounding? It is not just a manifestation of blatant double standards, “what applies to others does not apply necessarily to US”. It goes deeper than that. It is the elitarian belief of being a morally superior country that, even when confessing the most truce crimes, considers itself above the others.

Not only the US administration is not going to play the role of the accused before the court and pay the fee. It gives for granted the legitimacy to play the judge and the jury role, even when confessing a crime.

Dear US citizen, it is this sense of superiority, so deeply ingrained in your country’s culture, that stinks. And believe me, it stinks even more than the terrible crimes your leaders have committed.

Meglio Caino

Sono passati più di 6 mesi dal colpo di stato in Ucraina, il conseguente insediamento di un governo antirusso con palesi affiliazioni neo-naziste. Sono passati mesi dalle visite delle delegazioni Statunitensi in Ucraina e dalle visite guidate offerte ai governanti Ucraini presso la Casa Bianca, al cospetto del premio Nobel Obama. Le intercettazioni in cui la diplomatica USA mandava letteralmente “a fare in culo” l’Europa per il lassismo e l’esitazione a determinare gli esiti del governo Ucraino, sono già nel dimenticatoio. Come pure gli incontri della delegazione USAID di fronte a imprenditori Ucraini, sotto l’egida di uno sponsor disinteressato, la Chevron.

La Crimea è ormai annessa alla Russia, illegalmente secondo la Nato, ma lecitamente secondo il 97% dei votanti del referendum largamente votato dalla popolazione che in Crimea, al contrario di Europei e Statunitensi, ci vive. E sono passati ormai mesi da quando il figlio di Joe Biden, vice presidente degli USA, si è insediato dell’ufficio legale di una delle più importanti aziende del settore energetico Ucraino. Sono passati ormai mesi da quando abbiamo saputo, dai nostri allineatissimi media, dei cecchini del governo (eletto) Ucraino che uccidevano più di 100 manifestanti; salvo poi scoprire, inclusa la nostra Lady Ashton, che i cecchini non erano affatto governativi ma affiliati “oscuri” del gruppo Maidan. Mesi sono passati dalla strage di Odessa, in cui i manifestanti filo-russi hanno ricevuto un “caloroso” benservito dalle milizie Maidan a supporto del governo insediato; col benestare USA ovviamente, ed Europeo s’intende. E sono passati mesi dall’abbattimento dell’aereo di linea Olandese; aereo abbattuto dalle contraeree dei ribelli filorussi, così ci diceva la Casa Bianca prima ancora che l’aereo fosse caduto al suolo.

Da allora, misteriosi avvistamenti di truppe Russe che invadono l’Ucraina, tanto concrete quanto le armi di distruzione di massa di Bush e Cheney. Quindi sanzioni unilaterali da parte della Nato, cioè USA ed Europa; sanzioni, per non dire sabotaggio commerciale, in piena violazione del WTO che proprio gli USA hanno inventato ed esportato in ogni luogo; democrazia e WTO, con la pistola puntata alla testa. Ricetta collaudata, chiedere a John Perkins.

Sanzioni alla Russia per distendere una crisi made in USA. E più la Russia distende, più la NATO si distende. Più la Russia concilia più gli USA sanzionano ben oltre i limiti della legalità internazionale. L’Europa al seguito, fedele cane da compagnia. La Russia accelera il percorso BRICS e i primi passi di una Banca Internazionale alternativa a FMI e Banca Mondiale; la risposta non si fa attendere; blocco dei conti all’estero degli oligarchi che supportano Putin e blocco degli scambi monetari basati sul circuito SWIFT. Ovviamente tutto in regola, le regole le facciamo noi d’altronde, o qualcuno per conto nostro.

Sanzioni da parte nostra, e la Russia ricambia, come può. Europa e Russia come i capponi Manzoniani, mentre qualcuno si gode lo spettacolo dall’altro estremo dell’Atlantico.

A febbraio la piazza Ucraina e le borse vanno giù, chi più chi meno. Quindi sanzioni, che raggiungono il loro picco ad Agosto; e le borse vanno giù nuovamente,  chi più chi meno. E il miracolo riesce; si ferma la macchina Tedesca largamente esposta in Russia, non solo per la fornitura d’energia ma per tutto il comparto industriale . Borse già, chi più chi meno, perché la guerra economica si svolge, al solito, nel nostro vecchio e caro continente, l’Europa.

Giù le borse, è vero ma non tutte allo stesso modo…

MIB

Andamento indice borsa Italiana (1 anno)

DAC

Andamento indice borsa Francese (1 anno)

DAX

Andamento indice borsa Tedesca (1 anno)

S&P

Andamento indice borsa USA-Standards&Poor (1 anno)

Le borse europee si ritrovano con capitalizzazione poco superiore a quella di un anno fa; ben diversa la storia oltre-atlantica. Come dire la guerra è “fredda” per tutti, ma negli “States” è un po’ più mite, non sembra anche a voi?

Ma Obama comanda, e la nostra generazione di leader “80 Euro” risponde.

Sei anni fa gli USA realizzavano un crack finanziario a valle della bolla speculativa sul debito privato, i subrprime, tirando giù l’intero mercato mondiale agganciato al petrodollaro e al WTO. Quindi il Quantitative Easing, la politica ultraespansiva che pompa triliardi di dollari nella casse delle banche e delle imprese d’oltreoceano. In Europa invece va di moda l’austerity, perché i PIGS devono fare bene i conti; ce lo dice l’Europa, ma in realtà ce lo comandavano Merryl Lynch, Standard & Poors e Goldman Sachs, che ci abbattono il rating ad ogni sussulto di sovranità. Fino all’amministrazione delegata. E noi a prendercela con la Germania, la nuova Perfida Albione, rea di tirare avanti nonostante la congiuntura economica. Come i capponi, sempre e comunque.

Così, mentre gli USA vanno al galoppo, l’Europa va al traino della Germania, fino a quando il cavallo non viene azzoppato. Dai Russi, ovviamente, chi altro?

Eppure gli Americani ce l’avevano fatto capire da prima che la questione Russa gli stava a cuore. Perfino i giochi invernali di Sochi, sono diventati la vetrina della campagna denigratoria Made in USA. E prima di loro le Pussy Riot palesavano l’orripilante perversione di una cultura “tradizionalista”.

Ma ben più concretamente il Senato Statunitense ce l’aveva detto già a chiare lettere, che l’Europa non stava facendo bene i compiti, già nell’agosto del 2013 quando il Congressional Research Service (USA) redigeva un documento “Europe’s Energy Security: Options and Challenges to Natural Gas Supply Diversification“. Cosa diceva questo documento? Semplice, due cose chiare chiare: l’Europa era troppo dipendente dal gas Russo e non stava approfittando adeguatamente delle opportunità aperte dalla primavera Africana. Nessuna congettura mia, parole loro, testuali, “pare pare”. D’altronde c’era da capirli gli americani. Con tutto il casino che si sono dovuti inventare per giustiziare Gheddafi e Mubarak, un po’ di riconoscenza è il minimo. Perché comprare il gas Russo quando lo si può compare dagli Africani d’America?

Perché comprare il gas Russo rischiava di renderci troppo amici del nemico. Il nostro fratellone americano s’è dato così da fare per mettersi alla pari, tanto da inventarsi lo Shale Gas; purtroppo lo sanno pure i sassi, inclusi quelli mesozoici, che lo shale gas (fracking) costa 4 volte il prezzo del gas naturale reperibile sul mercato.

Ma mentre noi ci chiediamo “ma come è iniziata questa storia” e soprattutto “come ne usciamo”, gli USA aprono l’altro fronte, quello ISIS. Ribelli, pardon, terroristi, che esistevano da anni e che da tempo, finanziati dall’Arabia Saudita, combattevano contro Curdi, Siria e Iraq; magicamente divengono veicolo di crociate contro la Siria. A proposito; avete mai notato dove sta il Kurdistan?

Due piccioni con una fava; all’Arabia Saudita (consiglio la lettura di “Confessioni di un sicario dell’economia” per conoscere la storia delle relazioni tra USA e dinastia Saudita) le armi americane, per togliersi di mezzo l’ingombro Siriano e in futuro l’Iran; agli americani, doppio guadagno: l’espansione dell’influenza geopolitica nell’aerea sul lungo termine; sul breve termine, la sovra-produzione di petrolio da parte dell’Arabia Saudita e di gas dal Qatar con conseguente crollo dei prezzi del greggio e del mercato energetico, da cui dipende lo sviluppo dell’economia Russa, ed inoltre gas e petrolio per gli amici Europei; Europei alle soglie dell’inverno e ormai, letteralmente, alla canna del gas.

Gas e petrolio medio-orientale, ma targato USA. A proposito; avete sentito, di recente, che l’Italia compra petrolio dagli USA per la prima volta nella storia degli ultimi 20 anni? Vi siete domandati perché? Vi siete domandati da dove viene?

Va bene così, teniamoci stretto il caro fratellone americano.

Ma se questo è Abele, allora meglio Caino.

Sermoni di guerra

Proseguiamo nel cammino della pace planetaria, al seguito del Commander in Chief, il nuovo messia. Qui sotto il suo ultimo “speech”, le sue parole approvate da Dio, il sermone con cui benedire la nuova crociata.

“Novus Ordo Seclorum, Annuit Coeptis”.

A questo link troverete invece la trascrizione integrale (in inglese) del suo discorso.

Vi riporto di seguito il discorso tradotto, quasi integralmente, per evitare che la macchina da propaganda del vile nemico d’oriente possa disinformarvi sui nobili intenti del presidente dei diritti umani.

Merita. Istruttivo non solo in termini di contenuti, ma anche da un punto di vista, come dire, linguistico e psicologico.

Ecco a voi il Presidente degli Stati Uniti d’America, nonché Premio Nobel per la Pace, Barak Obama:

Miei “compagni” americani , stanotte vi voglio parlare di cosa gli Stati Uniti, insieme ai nostri amici ed alleati, faranno per indebolire e quindi distruggere il gruppo terroristico conosciuto come ISIL.

Il messia dichiara subito il suo intento: distruggere un gruppo di terroristi con il supporto dei suoi stati vassalli, definiti amici ed alleati. L’appellativo di “amici” per governi compiacenti e filiali militari, allude al senso di fratellanza, necessario a rafforzare un clima psicologico di comunità d’intenti, abilmente introdotto con la formula iniziale “miei compagni americani”. Compagni (“fellows”) invece di cittadini, infatti, serve a proiettare l’immagine di uomo tra gli uomini, di pari tra i pari; abbatte le gerarchie mentali tra il semplice cittadino ed il Presidente dello stato più potente del mondo. E’ l’ago dell’anestesia prima dell’operazione.

Come comandante in Capo, la mia più alta priorità è la sicurezza del popolo americano. Negli anni che ci anno preceduto abbiamo combattuto i terroristi che minacciano il nostro Paese….Grazie al nostro esercito e ai professionisti dell’anti-terrorismo il nostro Paese è più sicuro

A questo punto introduce il suo ruolo di Comandante (delle truppe), che accentra i poteri per il bene di tutti. L’ago è ormai entrato e la distonia tra “fellows” e “commander in chief” non viene percepita. Quindi la prima stoccata mirata a legittimare il ritorno positivo delle guerre della dinastia Bush: “il Paese è più sicuro”. L’anestesia sta facendo effetto e le barriere sono già calate e pochi si chiederanno “in che senso i terroristi distanti migliaia di km minacciano il nostro Paese?” Sottile poi il riferimento all’anti-terrorismo come strumento efficace di tutela della sicurezza, utile ad adagiare un velo di consenso sullo scandalo Datagate/NSA. Chi oserebbe metterne in dubbio l’utilità di un Grande Fratello di fronte a terroristi alle porte?

Ma continuiamo ad essere soggetti al pericolo terrorista. Non possiamo cancellare ogni traccia del diavolo dal mondo, e un piccolo gruppo di assassini ha la capacità di fare notevole danno. E’ stato vero per  l’11 Settembre lo è tuttoggi. … In questo momento la minaccia maggiore viene dal Medio Oriente e dal Nord Africa …  e uno di questi gruppi si chiama ISIL.

A questo punto la minaccia si materializza, l’ISIL (o ISIS o IS). Una delle minacce, in realtà, come vedremo dopo. Abile il richiamo all’11 Settembre, utile a rievocare le paure mai sopite e quindi la necessità di estreme misure. Non importa quanto piccolo e lontano sia il gruppo, la minaccia è ben più grande e vicina. Il percorso di costruzione della necessità di una risposta armata e di una risposta sproporzionata è completo; esiste un precedente in termini di minaccia (11 Settembre e Al Qaida) e di intervento militare (invasioni e occupazioni di Iraq/Afganistan). Il riferimento al “diabolico” sostiene l’immaginario di una battaglia etica e conquista le ultime barriere dell’elettorato conservatore statunitense tipicamente Repubblicano. L’anestesia è completa.

E chiariamo due cose; ISIL non è islamico: nessuna religione perdona l’uccisione di innocenti e la grande maggioranza delle vittime dell’ISIL sono musulmane. E ISIL non è uno stato…nessun governo lo riconosce.

Qui ci dice che non è una guerra di religioni, e che la religione non c’entra. Ma ci dice anche un’altra cosa interessante e cioè che la stragrande maggioranza di vittime sono locali e non sono neanche Cristiani. Implicitamente afferma che è una guerra etnica e di potere a cui sostanzialmente il mondo “occidentale”, in particolare Statunitense, è estraneo. Cosa c’entrano allora gli USA? Poco, nulla, ma ormai l’audience è in trans e difficilmente coglie l’inconsistenza di questo messaggio con le premesse precedenti. Messaggio in realtà diretto alla comunità araba in particolare agli Stati Arabi amici che appunto non riconoscono, ovviamente, l’ISIL.

L’ISIL è un’organizzazione terroristica, pura e semplice. E non ha altra visione se non il massacro di chi l’ostacola.

Appunto la visione Statunitense. Prosegue:

L’ISIL rappresenta una minaccia per l’Iraq, la Siria e in generale per il Medio Oriente, ivi inclusi i cittadini americani, personale e impianti.

Qui innanzi tutto fa capolino la Siria. Ma soprattutto viene chiarita la dimensione Statunitense sotto minaccia; gli impianti e il personale delle imprese USA.

Sebbene non abbiamo ancora individuato complotti contro il nostro territorio, i leader di ISIL hanno minacciato gli USA e i nostri alleati.

Il messia ci dice che non esiste un pericolo oggettivo ma le semplici minacce verbali di persone lontane migliaia di km, che uccidono quasi esclusivamente persone del luogo e che”potenzialmente” potrebbero rivolgersi verso interessi e cittadini “occidentali” in quei luoghi rappresentano un pericolo alla sicurezza statunitense. Chiaro il concetto di sicurezza statunitense? Se il pericolo è fuori confine, non si ritirano imprese e persone, ma si interpreta il problema all’estero come minaccia interna. Questo passaggio “logico” serve a estendere i confini nazionali nell’immaginario del telespettatore (ormai intorpidito) ormai incapace di cogliere il non sense in termini razionali. E continua:

I servizi segreti ci dicono che migliaia di stranieri (ivi inclusi Europei e Statunitensi) si sono uniti a loro in Siria e Iraq. Addestrati alla guerra, potrebbero tornare in patria e portare avanti attacchi letali.

A cosa serve ciò? A legittimare l’idea di un nemico alle porte perché sostanzialmente interno e quindi la natura necessaria di strumenti di controllo della liberà personale. Tutto perché gli interessi “interni” all’estero rendono interno ciò che è esterno.

Questa notte voglio che sappiate che gli USA fronteggerà ISIL per risolvere il problema. Dallo scorso mese le nostre forze armate hanno colpito l’ISIL per fermare la sua avanzata. Da allora oltre 150 attacchi aerei in Iraq hanno protetto personale e impianti Statunitensi, ucciso i combattenti dell’ISIL, distrutto armi e agevolato le forze Irachene e Curde per occupare il territorio. Questi attacchi hanno aiutato a salvare la vita di migliaia di uomini, donne e bambini.

A questo punto il messia fa capire che la cosa è in moto e che già miete successi. Si sta facendo spazio alle forze alleate Irachene e Curde, facendo capire che la guerra dell’ISIL è contro le forze stabilitesi dopo l’occupazione dell’Iraq e non contro la civiltà “occidentale” in quanto tale. Interessante in particolare il ruolo dei Curdi a cui evidentemente deve essere garantita un’espansione sia in virtù della complicità garantita nella guerra d’Iraq contro Saddam che per il ruolo destabilizzante che potrebbero recitare contro la Russia (Georgia), la Siria e l’Iran. Ovviamente, quanto fatto ha salvato degli innocenti, ovviamente.

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… Quindi stanotte, dopo colloqui con il governo Iracheno, con gli alleati e all’interno del Congresso, posso annunciare che gli USA guideranno una larga coalizione.

In sostanza il messia ci dice che hanno messo in mezzo altri Paesi in una guerra che interessa loro e che loro guideranno. Ha appena comunicato ai “compagni” americani che continuerà la guerra con le bombe intelligenti, ma i “fedeli” non se ne saranno neanche accorti e staranno pensando ancora agli “innocenti” salvati.

Il nostro obiettivo è chiaro: fiaccheremo e quindi demoliremo l’ISIL attraverso una estesa e prolungata strategia anti-terroristica.

Questo è un bell’esercizio di manipolazione. Dopo aver detto che la cosa è stata decisa da lui e già in corso, l’obiettivo diviene “nostro”, inclusivo, collettivo. Interessante notare come l’obiettivo sia l’ISIL, un soggetto che non ha, come da lui ammesso, un confine geografico e ordinamento definito e riconosciuto. In quanto tale, l’obiettivo stesso è indefinito e per questo l’azione viene definita come estesa, perché non ha delimitazioni temporali e geografiche. Nonostante ciò l’obiettivo viene millantato come “chiaro” proprio perché non lo è. In realtà l’ISIL/ISIS non esisteva fino a un mese fa, tanto che neanche il nome è stabile. Il “chiaro” serve proprio a creare la suggestione che il piano sia definito e limitato, quando in realtà non lo è.

Primo, noi condurremo una campagna sistematica di attacchi aerei contro i terroristi. In collaborazione con il governo Iracheno, espanderemo i nostri sforzi, proteggendo la nostra gente e le missioni umanitarie, colpendo gli obiettivi dell’ISIL mentre le truppe Irachene andranno all’attacco. Inoltre ho chiarito che noi daremo la caccia a chi minaccia il nostro Paese, dovunque sia. Ciò significa che non esiterò a prendere azioni contro l’ISIL in Siria come pure in Iraq. Questo è un principio chiaro della mia presidenza: se minacci gli USA, non troverai scampo in nessun paradiso.

Oltre a ribadire il ruolo di “scudo morale” delle missioni “umanitarie” e quindi implicitamente ribadendo la superiorità etica delle forze dell’occidente, il messia ci ribadisce che la lotta non ha confini, in particolare che la Siria è nel mirino. “Condurremo, “espanderemo” ancora servono a mitigare il contenuto decisionista e unilaterale (esemplificato dal “non esiterò”) delle azioni da lui intraprese. Gli spettatori si guarderanno magari un po’ stralunati chiedendosi “ma quando cazzo abbiamo deciso questa cosa?”ma poi il senso di impotenza per una decisione passata sopra le loro teste e il senso di umiliazione per essere stati presi per i fondelli da chi aveva salito gli scalini della Casa Bianca con proclami di pace, saranno coperti dall’illusione di partecipare ad una crociata giusta, per la propria sicurezza, per salvare donne e bambini e per il bene di tutta l’umanità. Il linguaggio, va da sé, è pressoché identico a quello di Bush, ivi incluso il riferimento al sacro, il “paradiso”.

Secondo, incrementeremo il supporto alle forze che combattono i terroristi sul territorio…Come ho detto in precedenza le forze statunitensi (di terra) non avranno ruoli di combattimento, non saremo coinvolti in un’altra guerra terrestre in Iraq. Supporteremo gli Iracheni e i Curdi con addestramento, strumentazione e informazioni…

Il passaggio serve sostanzialmente a recuperare parziale credibilità rispetto ai proclami elettorali di pace. Interessante notare come le amministrazioni Statunitensi amino rassicurare i propri cittadini rispetto al possibile impiego di forze di terra, come a dire “andiamo lì, li bombardiamo dall’alto senza che possano contrastarci, limitando al minimo le perdite”, senza capire che è proprio questo che rende gli USA odiati a tutto il mondo, non tanto per l’animo guerrafondaio, quanto per la slealtà “bellica” con cui conducono le guerre. Senza contare ovviamente la presunzione di superiorità morale. Sarà magari per questo che poi prendono qualche civile e lo decapitano? Quindi prosegue:

Oltre la frontiera, in Siria, ho aumentato la nostra assistenza alla opposizione Siriana. Stanotte chiederò al Congresso di supportare i combattenti (Siriani). Nella lotta contro l’ISIL non possiamo fare conto sul regime di Assad che terrorizza il proprio popolo; un regime che non riguadagnerà mai la legittimazione ormai persa. Invece noi dobbiamo rafforzare l’opposizione contrastando gli estremismi quali l’ISIL, mentre perseguiamo la soluzione politica atta a risolvere la crisi Siriana una volta per tutte.

Con il telespettatore anestetizzato e inerte, il messia sfodera altri capolavori della manipolazione. La lotta all’ISIL diviene lotta a ciò che non è ISIL e che dall’ISIL è osteggiato, la Siria. Foraggiare i combattenti (quelli che vengono definiti ribelli in Ucraina e terroristi in Iraq) che hanno dato luogo al pericolo ISIL per gli USA. Il nemico del mio nemico non è più amico, almeno nei giochi statunitensi in Medio Oriente. Evidentemente tutti devono essere nemici di tutti e amici di uno solo. Non si può contare su Assad per combattere l’ISIL sebbene sia l’unico che lo combatte da 3 anni. Perché Assad ha perso la legittimazione, secondo chi? E Assad terrorizza il proprio popolo, secondo chi? Perché gli USA perseguono la soluzione politica in Siria, dando armi ai terroristi, pardon ai ribelli, pardon ai combattenti. Una soluzione, una volta per tutte, la stessa valsa per l’Ucraina?

 Terzo, …. in due settimane presidierò un incontro al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per mobilitare la comunità internazionale in questo sforzo.

Con la Russia e la Cina? Con queste premesse? In bocca al lupo. O forse sarà l’occasione per poter dire “la Russia si oppone all’intervento per salvare donne e bambini dal diabolico ISIL,….e Assad?” Staremo a vedere.

Quarto, continueremo a fornire assistenza umanitaria ai civili innocenti, cacciati dai terroristi.

No comment.

Questa è la nostra strategia. …. Questa è la leadership Statunitense al meglio di sé; noi stiamo con chi combatte per la propria libertà; e chiamiamo ad adunata le nazioni per la nostra comune sicurezza e umanità.

Il mito americano alla deriva. La prosopopea di chi vive del mito della “Città sulla collina” dei Padri Fondatori di qualche secolo fa, divenuta culto della superiorità umana. Umani contro non umani.

 … Questa strategia di eliminare i terroristi che ci minacciano, è ciò che abbiamo già fatto con successo in Yemen e Somalia per molti anni. Ed è l’approccio che ho delineato all’inizio di quest’anno: usare la forza contro chiunque minaccia gli interessi strategici Statunitensi, e al contempo mobilitare alleati per indirizzare sfide su larga scala.

Chiaro, no?

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Miei “compagni” statunitensi, viviamo in un tempo di grandi cambiamenti …  ma nonostante le grandi sofferenze patite in questi anni … gli USA sono oggi nelle condizioni di impostare il futuro meglio di qualsiasi altra nazione sul Pianeta. … La guida Statunitense è l’unica costante in un mondo incerto. Gli USA hanno la capacità di mobilitare il mondo contro i terroristi. Sono gli USA che hanno adunato il mondo contro l’aggressione Russa, e a supporto del popolo Ucraino nel desiderio di decidere il proprio destino. Sono gli USA, i nostri scienziati, il nostro sapere, che aiuteranno a contenere la diffusione dell’Ebola. Sono gli USA che hanno aiutato a distruggere i depositi di armi chimiche della Siria in modo che non possano essere un pericolo per il popolo Siriano e per il resto del mondo ….

Qui rinforza il ruolo degli USA come “elite” umana. Introduce quindi la Russia come aggressore di un popolo in cerca di libertà. Una carta che servirà forse da qui a poco. Molto interessante il riferimento all’Ebola; probabilmente vaccinazioni e terapie contro malattie endemiche, saranno la contropartita per il consenso del dittatore democratico di turno ad ospitare i prossimi “interessi americani” in Africa. Ribadisce quindi il ruolo dell’attuale regime Siriano come possibile pericolo per il Mondo. Nel 2007 Assad e la moglie facevano la prima pagina di Newsweek, adesso sono un pericolo per il Mondo.

Stati Uniti d’America, le nostre infinite meraviglie ci fanno dimenticare i nostri perduranti sacrifici. Ma come statunitensi, dobbiamo dare il benvenuto alla nostra responsabilità di guidare. Dall’Europa all’Asia, dai lontani luoghi dell’Africa al Medio Oriente, noi difendiamo la libertà, per la giustizia, per la dignità. Questi sono i valori che hanno guidato la nostra nazione dalla sua fondazione. Stanotte chiedo il vostro supporto per portare questa “leadership” oltre. Lo faccio come Comandante in Capo, che non potrebbe essere più fiero delle proprie forze armate …

Ritorna la commistione tra sacro e temporale. Il culto del popolo eletto (fattore comune ad un’altra nazione) che rivendica il suo ruolo fuori dei propri confini, senza confine, come eredità storica dei propri Padri Fondatori. Ritorna il refrain “datemi il vostro consenso, le truppe sono già partite ed io sono al comando”. Una volta lo facevano dai balconi col rischio di beccarsi qualche fischio; davanti ad una telecamera è tutto più facile.

Questo è ciò che fa la differenza nel mondo. E la nostra sicurezza dipende dalla nostra disponibilità a difendere questa nazione, e tenere alti i valori in cui crediamo, ideali senza tempo che rimarranno quando quelli che offrono solo odio e distruzione saranno svaniti dalla Terra.

Qui la chiusura del “ragionamento” (ragionamento da ventennio …) in cui in buona sostanza afferma che o mi date il consenso o siete dei traditori.

Possa Dio benedire le nostre truppe, possa Dio benedire gli Stati Uniti d’America.

Chiosa finale, di chi ha aperto affermando che nessun Dio perdona l’uccisione di innocenti, ma dovrebbe benedire le truppe Statunitensi.

Amen