#Soros, l’uomo buono

Devo ammetterlo, ho un senso di sincera repulsione per quest’ “uomo”. Non bastasse il fatto di essersi arricchito scommettendo contro la Banca d’Inghilterra miliardi di Sterline che non possedeva e non bastasse il sostegno dato al peggiore femminismo odierno (FEMEN in testa), trovo veramente paradossale la sua presunzione di poter recitare un ruolo nel disegno di un Nuovo Ordine (Economico  e Politico) Mondiale.

Un pericoloso megalomane, dai discutibili principi etici, a cui il sistema mediatico da un lato riserva poca ispezione critica e dall’altro garantisce, stranamente, molto spazio propagandistico.

Qualche tempo fa assistevo alla sua visione sul “Futuro dell’Europa” (The Future of Europe, Institute for Economic Thinking).

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Un evento in cui Soros, in un inglese stentato, esponeva le proprie megalomani banalità su come doveva essere l’assetto Europeo anti Russo. Con la supponenza di chi non conosce i propri mezzi intellettuali, e l’arroganza di chi conosce bene i propri mezzi economici, con cui, verosimilmente, ha finanziato il proprio “evento”.

Qualche giorno fa Soros ha fatto di nuovo capolino alla mia finestra con un articoloGeorge Soros: Here’s my plan to solve the asylum chaos“, pubblicato sul suo sito (Project Syndicae) e ripubblicato poi sulla parentesi finanziaria online del Wall Stree Journal.

George Soros ci illumina su come cui noi Europei, che brancoliamo nel buio dell’ottusità e dell’egoismo xenofobo, dovremmo gestire l’emergenza (programmata) dei migranti. In estrema sintesi, il magnate/mecentate/filantropo ci espone il suo piano per facilitare la gestione dei migranti nel percorso dai Paesi da cui fuggono verso quelli di destinazione, perché a suo modo di vedere le esigenze di sicurezza nazionale (quali quelle esposte dal governo Ungherese e parzialmente da quello Britannico) rischiano di mettere in secondo piano i “diritti umani” dei migranti e dividere l’Europa.

Soros, come tutti i globalizzatori, dal proprio confortevole attico proprio non riesce a capire perché la gente di scanni nei bassifondi. Egoisti e xenofobi. E nazionalisti, ovviamente. Sarà la distanza, oppure la prospettiva, a deformare la visione Sorosiana delle cose? Forse scendendo qualche piano, la visuale sarebbe più limpida.

Vede George, gli Europei non sarebbero così egoisti se le proprie Nazioni (che non devono esistere quando si parla di frontiere, ma esistono benissimo quando si parla di debito da pagare a creditori internazionali) non fossero in crisi, in particolare quelle sotto la corroborante cura a base di austerity made in Bruxelles/New-York. E non ci sarebbero questi milioni di “migranti” se i bombardatori di democrazia, a cui lei deve le sue fortune, non avessero calato la propria manna su Nord Africa, Medio Oriente ed Ucraina. E poi, forse, la plebe xenofoba non ha tutti i torti nel ritenere che solo una piccolissima minoranza dei “migranti” siano effettivamente meritevoli di asilo; e bisogna dare loro atto (ai plebei xenofobi, of course) che suona strano che i “migranti” cerchino riparo sempre verso Nord, invece di trovare approdo nei Paesi più vicini e “culturalmente” più affini. E poi perché mai questa attenzione ai migranti made in USA e non ad altre tragedie? Perché mai l’invito alla generosità Europea, quando la generosità Russa verso i “rifugiati” Ucraini viene pericolosamente sanzionata?

C’è sicuramente egoismo nella plebe, e forse un po’ di xenofobia. Ma c’è anche molto buon senso.

E proprio dal basso del buon senso, caro George, le propongo il mio “contropiano“.

Dall’alto della Sua generosità, destini 25 dei Suoi 26 miliardi di dollari alla gestione dei migranti. Con un miliardo di dollaroni si può campare benissimo, si fidi. Con 25 miliardi di dollari Sua Generosità garantirà un confortevole asilo a un milione di famiglie migranti, per un intero anno.

Le piace il mio piano?

Xenofabente Suo,

Il Reietto.

Social Justice Whores – #SJW

Unce upon a time men waged wars.

It was about honour and shame, victory beyond the death.

At stake there were lives, of those taking up arms.

Once there were warriors, crude was the fight.

Then feminism took the scene and SJWs came along.

Everyone will be equal, with few moving on.

Crusading for the justice, with nothing but just tweets.

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No more shiny swords, only gentle words.

To win the final war, without a drop of blood.

Parading in top and bras, and sleeping with the boss.

It was a needed change, with warriors stepping down.

A future forged by whores will bring the coming dawn.

Femen, topless per “brainless”

Si potrebbero spendere mille inutili parole per descrivere i loro intenti, il loro operato, la loro ideologia. E si potrebbe partire dal fatto che sono a busta paga di Soros, filantropo arricchitosi con la vendita allo scoperto di titoli finanziari.

Venditore allo scoperto per vendute scoperte.

Ma qualche immagine spiega meglio di mille parole il loro perché, come pure quello delle Pussy Riot.

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Putin vai al diavolo

Ucraina all'Unione Europea

Ucraina all’Unione Europea

“Vada al diavolo Putin” (letteralmente?) perché l'”Ucraina deve andare all’Unione Europea”.

Il nuovo pupazzo di Putin

Il nuovo pupazzo di Putin

L'Ucraina non è libera.

L’Ucraina non è libera.

“Il nuovo pupazzo di Putin”, riferendosi alla possibile successione di Tymosenko a Yanokovic, e quindi l'”Ucraina non sarebbe ancora libera”.

In effetti hanno ragione perché l’Ucraina adesso è in mano a FMI/BCE/World Bank. Il nuovo pupazzo però è americano, made in “Wall Street” la stessa fucina che ha forgiato lo speculatore “allo scoperto” George Soros.

Pardon, volevo dire filantropo.