L’assimilazione del M5S

Povero Movimento 5 Stelle. Casaleggio si rivolterà nella tomba.

I vertici (in realtà più spigoli che vertici) del M5S spiegheranno che l’alleanza col PD è puramente programmatica, intesa a realizzare cose per il bene dell’Italia, eccetera eccetera.

Cazzate.

Cari “grillini” (o dovrei dire fichini?), il PD con cui andrete a letto è lo stesso che ha governato in pieno ossequio ai dictat EuroNato. E’ il PD del “patto di stabilità” e del “pareggio di bilancio in costituzione”. E’ il partito genderista-femminsita-neocostruttivista che ha distrutto la scuola e minato le fondamenta della famiglia naturale (o nucleare che dir si voglia). E’ il partito del nulla, è la singolarità cosmica dell’intelletto. E’ una cloaca di utili idioti “governata” da pavoni che fanno la ruota non appena si presenti l’occasione di compiacere l’ennesima elite dominante.

Grillini, avete perso i “coglioni” tempo fa quando avete iniziato a fare patti con il “politicamente corretto”, e inevitabilmente vi siete riempiti di coglioni.

Questa nuova parentesi durerà poco, e a valle di essa rimarrà nulla di voi. Sarete assimilati, e a questo punto ritengo che sia un bene.

Un caro saluto.

Il paradosso dell’antisemitismo statunitense

Quasi un anno che non scrivo, lo so. Mi piacerebbe accampare motivazioni intriganti, quali l’essere stato rapito dagli alieni, ma ahimè nulla di simile. Assente per pigrizia, nulla di più. E le mie pigrissime giornate sono riempite dalla cronaca del mondo che viene da oltre oceano.  Ore ed ore della visione anglo-americana del mondo. Non solo la visione dell’ establishment, s’intende, ma soprattutto del sottobosco della contro-informazione.

Complice il Primo Emendamento, il cittadino statunitense (contrariamente a quello italiano) ha il diritto costituzionalmente garantito di dire quello che vuole e questo ci permette di avere una finestra di osservazione sulla dialettica che agita gli animi dei cittadini statunitensi in merito alla questione mediorientale; la vista è tanto paradossale quanto interessante.

usa-israele

Per un osservatore anti americano e anti sionista, quale il sottoscritto, lo spettacolo che va in scena ogni giorno su i canali contrapposti di “informazione ” e “controinformazione” statunitensi è straordinario.

Per qualsiasi persona che non sia frastornata dalla propaganda mediatica made in USA la questione è semplice: Israele è un etno-stato dalla condotta indegna, che sfrutta la propria piattaforma religiosa e l’eredità morale dell’Olocausto per giustificare le proprie nefandezze; gli Stati Uniti sono un’organizzazione criminale su scala planetaria che bombarda democrazia per mantenere il controllo della produzione di petrolio e difendere il ruolo del dollaro come riserva valutaria mondiale. Religione e democrazia non sono esattamente alla base della questione Mediorientale. Ma ciò sfugge all’americano medio, bombardato quotidianamente da una macchina mediatica che polarizza gli animi e offusca le menti.

Da una parte la potentissima lobby sionista bancaria e mass mediatica che, grazie all’appoggio (anch’esso paradossale) della Chiesa Evangelica, è in grado di muovere un significativo supporto alla causa ideale della difesa di Israele. E si sa, la miglior difesa è l’attacco.

Dall’altra parte i “peones” espulsi dai circoli intellettuali che contano, che tentano di farsi una ragione delle infinite guerre d’invasione perpetrate dal proprio Paese e del sangue altrui versato. Per loro, invariabilmente, gli Stati Uniti sono marionette, manovrate dal diabolico burattinaio ebreo sionista che trasforma l’altrimenti dormiente macchina bellica stelle e strisce in un’orribile ordigno malevolo che senza sosta persegue il disegno etno-razzista di Israele.

Una Israele tanto debole da essere sotto scacco dei razzi pirotecnici di Hamas, per i primi. E al contempo una Israele tanto potente da piegare il volere della Superpotenza militare, per i secondi.

Illusi i primi, patetici i secondi.

Tra di loro un solco sempre più profondo. Mentre il mondo dei mass-media si tinge sempre più di strumentale propaganda bellicosa in nome di Israele, il giustificabile antisionismo del sottobosco mediatico pacifista finisce con il collocare Israele al vertice della piramide del comando bellico. Questo sottobosco “pacifista” non riesce ad accettare l’animo malevolo del proprio Paese e finisce nell’auto-vittimizzazione e nella demonizzazione irrazionale di Israele. In questa visione, Israele è un burattinaio che usa il potere economico dei gruppi finanziari statunitensi a conduzione ebrea come arma di ricatto verso il popolo americano. Ed è responsabile anche della decadenza morale degli USA perché attraverso l’industria dei media, promuove l’omosessualità, la pornografia, la distruzione della famiglia nucleare e la depravazione. Per molti adepti di questa visione del mondo, il passo verso l’antisemitismo è breve; la religione e la cultura ebraica sono la piattaforma ideologica i cui assiomi profetici si devono realizzare attraverso la “manna” armata made in USA.

Incapace di metabolizzare razionalmente l’abisso morale della politica statunitense, tale sottobosco “pacifista” finisce col materializzare una lettura dei fatti ideologica e paranoica invece di elaborare una visione “esterna” e “secolare” della storia contemporanea del proprio Paese. Manca l’obiettivo di comprendere il rapporto intimo e radicale tra USA e Israele, inficiando la propria credibilità e offrendo il fianco agli intenti censori del sionismo bellico del mainstream dominante.

In realtà Israele non è né vittima né carnefice. Israele è semplicemente una costola degli USA. E’ l’avamposto americano in terra santa. E’ “testa di ponte militare” e “scudo morale” al contempo.

Lo comprenderanno mai?

Un caro saluto.

Asia Bronzo

…come la faccia.

AB

E sono due. Due che ti accusano di molestie. Tu dall’alto della tua posizione di potere d’immagine hai abusato di loro. Nessun condizionale, l’indicativo è d’obbligo.

Due ragazzi, due maschi che ti accusano di molestie sessuali. E io non ho dubbi nel credere loro. Ho creduto immediatamente alla prima povera vittima, anche laddove altri ritenevano strumentali e tardive le rivendicazioni; non un solo tentennamento sulla tua colpevolezza perché bisogna sempre credere alla vittima. E spero che nessuno abbia dubbi oggi, dopo la seconda vittima.

Weinstein non scambiava favori con donne adulte per reciproci vantaggi; piaceri tanto effimeri per lui quanto sostanziosi e longevi per le giovani promesse lanciate nello star system. No, nessuno scambio consenziente; si trattava di abuso. Lui abusava di povere donne in cerca di fortuna, poi costrette per decenni a contenere l’umiliazione; milioni di dollari e case in riviera hanno potuto lenire il dolore a lungo ma non per sempre. E coraggiosamente tali donne si sono fatte avanti, decenni dopo.

Il tempo riserva sempre sorprese.

Certi piatti vanno serviti freddi.

Un caro saluto.

L’auto evirazione di Cazzullo va in scena a teatro.

Non è un titolo “clickbait”, solo la constatazione dei fatti. Chi è Cazzullo? Un “editorialista” del Corriere della Sera. Ello, coadiuvato da una certa Luzzi, va in scena al Teatro Vittoria, per presentare il suo ultimo illuminato prodotto “intellettuale” edito da Modadori “Le donne erediteranno la terra”.

Così viene presentato tale “spettacolo”, testuali parole.

Evocando il genio femminile con esempi che vanno dal passato all’epoca contemporanea, Cazzullo spiega che le donne erediteranno la terra perché sono più dotate per affrontare l’epoca grandiosa e terribile che ci è data in sorte. Con lui sul palco, per raccontare perché il nostro sarà il secolo del sorpasso della donna sull’uomo

Più specificatamente…

Voi donne siete meglio di noi. Non pensiate che gli uomini non lo sappiano; lo sappiamo benissimo, e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro aiuto. Ma quel tempo sta finendo. È finito. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere”. 

Donne, accorrete!

Un caro saluto.

Addio Facebook “friends”

Ebbene sì, dopo un lungo periodo di disintossicazione ho finalmente lasciato Facebook. Nell’ultimo anno ho praticamente ridotto a zero i miei accessi e, sorpresa sorpresa, sono sopravvissuto. Non solo; gradualmente si è fatta strada la ragione, la consapevolezza, il buon senso. Per carità, nessuna presunzione di superiorità rispetto ai 2 miliardi di persone che ancora frequentano il sito “social” per eccellenza. Quanto scrivo vale solo come testimonianza e consiglio a chi è attraversato dal dubbio.

no_facebook

Come molti, mi iscrissi a Facebook con un unico scopo, perfettamente in linea con l’apparente natura del sito; trovare i vecchi compagni di scuola e d’infanzia. Cosa in parte riuscita, ma dopo le rituali, malinconiche ma piacevoli “reunions” scolaresche ognuno è tornato al proprio ovile, come è nella natura delle cose. Ma prima ancora che la disillusione per la futilità dello strumento si facesse strada in me, Facebook cambiava faccia, trasformandosi in vetrina di personalità, ammiccando all’ego e al narcisismo.

La nostalgia lasciava la staffetta alla vanità.

E come molti, mi sono trovato a mio agio, per un po’. I contatti si chiamano “friends”; a centinaia (per alcuni, a migliaia), persone che non hai mai conosciuto, ma che magicamente conquisti magari con un semplice commento ben riuscito, o perché “amici” di “amici” o perché semplicemente suggeriti da Facebook; tanti “amici” che finisci poi col selezionare sulla base dei “likes”. Inevitabilmente la tua pagina diviene camera di risonanza della tua personalità; gli altri non esistono veramente. Esisti, tu, ciò che ti piace, i “contatti” che ti assomigliano e quello che Facebook pensa che ti piaccia. Perché Facebook ti vuole contento. In cambio poco o niente; anzi tutto, vuole sapere tutto di te, di tutti. Ma la vanità non ha prezzo, si sa.

Nessuno si lamenta e così Facebook fa un ulteriore passo, ritenendo di poter decidere quello che ti deve piacere. La tua pagina da specchio illusorio di te stesso e di quello che vorresti fosse il mondo, diviene proiezione di quello che deve essere il tuo mondo, un vestito selezionato dal Fratellone e opportunamente ritagliato sulle tue misure.

Il sospetto, direi quasi certezza, della natura oscura di Facebook era già ben solida da tempo; da anni erano chiari gli intenti spionistici della piattaforma, da quando Snowden ha rivelato il progetto PRISM del Pentagono/NSA. E molti di noi ne sono consapevoli, ma al contempo assuefatti dalla droga della vanità  e accettiamo lo status quo; in fondo non abbiamo nulla da nascondere, vero? Vero finché qualcuno di noi non finisce per diventare figura politica e quegli innocenti dati ormai dimenticati e concessi a suo tempo al Grande Fratello americano divengono all’uopo un utile dossier… E la recente convocazione farsa di Zuckerberg al Senato Statunitense, a valle dello “scandalo” di Cambridge Analytica, ha confermato il quadro di pieno supporto istituzionale alle pratiche più oscure di Facebook.

Ma sebbene possa sembrare strano, l’invasione della privacy e gli intenti propagandistici sono divenuti per me aspetti secondari, sebbene gravi; da questo punto di vista, infatti, Facebook non è così lontana da Google. E, ad onor del vero, anche Youtube con le politiche censorie degli ultimi due anni ha palesato gli intenti di orientamento politico ed ideologico del proprio “palinsesto”.

Il punto è che Facebook fa molto più di Youtube; ti fa illudere di essere davanti a uno specchio magico in cui emerge la parte più brillante di te, contornato dal consenso di amici e da una piattaforma che seleziona quello che ti rende felice ma tranquillo.

Facebook non è solo una piattaforma globale di profilazione e schedatura degli individui, ma è un grande, gigantesco esperimento di psicologia di massa, la cui copertura istituzionale non può che inquadrare tali intenti all’interno di un sistema integrato di guerra moderna.

Un caro saluto.

La vera capitale di Israele

Trump riconosce Gerusalemme come capitale d’Israele. Oltraggio, delirio, incitazione alla violenza etnica, destabilizzazione delle relazioni Irsaelo-Palestinesi, eccetera, eccetera.

Atto inaudito, secondo molti. Eppure io ho un de ja vu.

Lungi da me difendere Trump, anche se devo riconoscere di essere in credito con lui, se non altro perché sto ancora festeggiando le lacrime da debacle della globalista femminista “made in Bielderberg”.

La notizia, però, non fa notizia a casa mia. Così si sono espressi i tre presidenti Statunitensi che hanno preceduto D. Trump, testuali parole:

Gerusalemme è ancora la capitale d’Israele e deve rimanere una città indivisa

Bill Clinton, nel 1992

Appena assumerò l’incarico di Presidente, inizierò la procedura per trasferire l’ambasciatore Statunitense nella città d’Israele in quanto capitale

Jeorge W. Bush, nel 2000

Gerusalemme sarà la capitale d’Israele, l’ho detto prima e lo ripeterò in futuro

B. Obama, nel 2008

Gerusalemme rimarrà la capitale d’Israele

B. Obama, (qualche tempo dopo) nel 2008

washington-dc-capitol-at-night (1)

La vera capitale d’Israele non si è mai spostata, e mai si sposterà.

Un caro saluto.

Cyntoia Brown, la vittima assassina e il “giornalismo” di genere

In breve Cyntoia Brown è una giovane donna (33 anni) che all’età di 16 anni ha ucciso premeditatamente (fatto assodato) un “cliente” dopo averci fatto sesso (fatto assodato) per poi portare via la sua arma e il portafogli (fatto assodato).

L’assassina è stata quindi condannata all’ergastolo. Fin qui i fatti verificati.

Le paladine della pop-culture statunitensi la vedono differentemente ed hanno creato un hashtag (#FreeCyntoiaBrown) per liberare la povera vittima. Così deve pensarla anche V. Santarpia che così scrive sul Corriere della Sera:

Partorita a sedici anni da una donna, figlia di uno stupro, che abusava di alcol, spacciava cocaina e ha passato più tempo in carcere che a casa, Cyntoia Brown non ha avuto una vita facile. 

La vittima (Cyntoia, s’intende) è figlia di uno stupro; forse la “giornalista” voleva dire che Cyntoia è nata a valle di uno stupro, ma tralasciamo l’uso ardito della lingua italiana. In ogni caso la parola “stupro” è la chiave d’interpretazione di tutto l’articolo. La madre è invece un modello ispirazionale, se tralasciamo la sua dedizione al crimine e all’alcool, ed ovviamente vittima di stupro. Insomma vittima figlia di vittima.

E quella paura e la rabbia che l’hanno spinta a premere il grilletto quella notte non sono altro che il frutto di anni di soprusi e violenze.

La paura e la rabbia hanno spinto la “vittima” ad uccidere l’uomo. Bene, tutto chiaro. Come? A voi non è chiaro? Un attimo di pazienza.

Precisa quindi la “giornalista” :

Quella sera, racconta la Bbc, Cyntoia era in giro con il suo fidanzato, uno spacciatore violento soprannominato Kutthroat, che le chiese di procurargli un po’ di soldi. Cyntoia, per accontentarlo, accettò di fare sesso con Johnny Allen, un agente immobiliare di Nashville che la portò a casa sua, le mostrò la sua collezione di armi, dicendole che era un ex tiratore scelto dell’esercito.

La Cyntoia non era una prostituta che si accompagnava a un pappone, no!  Ella era una povera ragazza che per “accontentare” il ragazzo, delle cui attitudini violenti e criminali lei era ovviamente inconsapevole (per la cronaca Kuttthroat significa Tagliagola), racimolando un po’ di denaro (per lui ovviamente, mica per se stessa) decise di fare “compagnia” ad un altro uomo (spoiler: quello che finirà con una pallottola nel cranio).

Cenarono, guardarono la tv, poi si misero a letto e lui la violentò. Poi Allen si voltò e allungò la mano verso il lato del letto: Cyntoia ha raccontato di essere stata presa dal panico, pensando che lui stesse cercando una pistola. Convinta di essere sul punto di morire, gli sparò alla testa con una pistola calibro 40 che lo stesso Kutthroat le aveva dato per difendersi.

La dinamica che segue all’incontro è quella tipica della legittima difesa per un’aggressione a fini di stupro. Infatti la Cyntoia va a casa di un perfetto sconosciuto con il proposito di fare soldi (facendo un prelibato manicaretto, s’intende), guarda la TV con il tizio, s’infila a letto (ovviamente inconsapevole degli esiti biblici della cosa) e dopo la copulazione quando lui si gira dall’altra parte del letto lei gli piazza una bella pallottola calibro 40 nella nuca (perché spaventata).

Poi la vittima se ne va col bottino. Un classico.

Ringrazio la “giornalista” per avermi illuminato sulla vera dinamica dei fatti. Una povera ragazza concepita in uno stupro subito dalla madre vittima, che subisce la paura e la rabbia per la vita che è costretta a subire, che pur di accontentare il ragazzo oppressore si reca con una pistola calibro 40 a casa di un uomo per racimolare denaro in modi non specificati, per poi subire uno stupro e quindi difendersi preventivamente dalla potenziale violenza successiva (non si sa mai cosa può fare un uomo che giace sul letto dandoti le spalle).

La ringrazio vivamente, perché un misogino come me potrebbe facilmente cadere nell’errore di vedere nella Cyntoia una carogna che ha imparato dalla madre l’arte del crimine e della menzogna, che si reca a casa di uno dei tanti “clienti” con l’intento premeditato di fargli saltare la testa e rubargli il denaro e le armi, per poi raccontare la storia imparata dalla madre per farla franca.

Un caro saluto.

Noemi divorzia, e adesso?

Ebbene sì, Noemi e Vittorio divorziano.

Chi è Noemi? Nientepopodimeno che una delle “papi girl”, oggi 26 enne.

Chi è Vittorio? Un pollo di 36 anni.

I due hanno avuto 2 bambini ante matrimonio, per poi convolare a nozze. Purtroppo l’idillio nuziale è durato solo 3 mesi.

A Noemi, cui andrà la modica cifra di 6 mila euro mensili, per i bambini ovviamente, i miei auguri per il suo futuro di imprenditrice. Fino ad oggi ha saputo gestire benissimo i sui affari.

https://www.msn.com/it-it/intrattenimento/entertainmentnews/noemi-e-vittorio-dopo-90-giorni-finisce-il-loro-matrimonio-all%e2%80%99ex-sposa-6mila-euro-al-mese/ar-AAtL4BT?ocid=spartanntp

Il Reietto.

STALKER SARAI TU

Relazioni di genere e battaglie per l'equità

Women for Men

IMPLODING THE MYTH OF THE EXPENDABLE MALE

Capitan Daddy

Daddy & SuperHero

caprizchka

Nourishing the Predator

Daniela Bandelli

articoli e dintorni

Francis Roy's Blog

Equality means equality for everyone

Sign of the Times

"esule dal politicamente corretto"

TARPLEY.net

"esule dal politicamente corretto"

Tanja Bergkvists Blog

Kamp mot fördumningsindustrin

Justice for Men & Boys

"First they ignore you, then they ridicule you, then they fight you, then you win." Mahatma Gandhi (1869-1948)

CounterPunch.org

"esule dal politicamente corretto"

The Intercept

"esule dal politicamente corretto"

JudgyBitch

The radical notion that women are adults

Uomini Beta

"esule dal politicamente corretto"

Not A Feminist

Because Men's Rights are Human Rights