Codardi di Stato

Quanto vi presento è utile a chi pensa che i “servitori dello Stato” agiscano secondo criteri morali, e che gli abusi dei servitori siano occasionali eccessi, e non motivati da un freddo e cinico sadismo.

Che la “polizia”, specialmente negli USA, si macchi spesso di crimini verso cittadini innocenti oppure rei di reati ben minori di quelli a cui poi sono soggetti da parte di coloro che dovrebbero agire con “onore”, sicuramente non è una novità.

Vi presento un caso interessante e documentato nel dettaglio come mai. Un fatto occorso il 26 Giugno del 2020 a Loveland in Colorado (USA), dove “i servitori” hanno assicurato alla giustizia una pericolosa criminale di 73 anni.

Loveland, ironicamente, significa “terra dell’amore”.

Leggete attentamente quanto segue e guardate i video nella sequenza proposta; l’audio dei video è in inglese e se non conoscete la lingua fidatevi della mia traduzione del contenuto dei dialoghi. Vi avverto in anticipo; quanto leggerete e vedrete vi farà bollire il sangue.


Karen Garner, una donna di 73 anni che soffre di demenza senile, va al Wallmart (centro commerciale), e dopo aver preso degli articoli (una bibita, un detergente, una maglietta ed una caramella) del valore di 13,88 dollari esce senza pagare il conto. Viene fermata dal personale e viene fatta rientrare nel centro commerciale. La donna non si era resa conto di non aver pagato e si offre di pagare; il personale non accetta il pagamento, lascia andare la donna ma chiama la polizia.

“furto” e versione breve dell’ “arresto”

Come avete potuto vedere la donna viene arrestata brutalmente dalla polizia, ma una più chiara e completa descrizione dell’ “arresto” la potete vedere nel video seguente:

versione completa dell’ “arresto”

Come potete vedere dal video la pericolosa criminale procede tranquillamente a piedi verso la sua abitazione e lungo la strada raccoglie dei fiori (fiori che potete notare la donna tiene in mano anche dopo essere stata ammanettata). Viene raggiunta dai prodi servitori dello Stato, un uomo ed una donna, che invece di spiegarle gentilmente la situazione e farla accomodare in auto, decidono di assaltarla, ammanettarla violentemente, legarle i piedi con un laccio, sbatterla contro l’auto e caricarla dentro per poi portala in stazione.

Dal sequestro aggravato, pardon, dell’arresto, la donna ha ricavato la slogatura della spalla e la frattura di un osso del braccio.

Ma non finisce qui, perché una volta giunti alla stazione di polizia la donna viene lasciata ferita e ammanettata ad una panca di una cella (come potete vedere nel video seguente) per 6 ore.

I “servitori dello Stato” decidono che non sia neanche opportuno chiamare un medico o i familiari e quindi la trasferiscono in un carcere.

Ma il meglio (si fa per dire) è documentato nel seguente video (di un’ora) in cui vengono registrate le conversazioni degli agenti mentre redigono il loro “rapporto” e parlano di varie cose. Se non avete familiarità con l’inglese sotto il video segue una sintesi dei fatti occorsi presso la stazione di polizia; in ogni caso vale la pena vederlo anche senza capire, perché capirete quanto siano preoccupati della salute della donna sequestrata, pardon, detenuta.

Questa è una breve sintesi di quanto discusso dagli “agenti”; ricordate che quanto rappresentato nel video avviene mentre la donna è tutt’ora con le mani ammanettate dietro la schiena e assicurata ad una panca, con una spalla slogata ed un braccio rotto.

I “codardi di Stato” (da qui in poi semplicemente definiti codardi) chiudono la donna (legata mani e piedi) nella cella, le parlano aggressivamente e l’assicurano alla panca, mentre la criminale di 73 anni ripete un’unica frase: “avrei pagato” (“I was going topay for it”).

I codardi si preoccupano della propria incolumità chiedendosi se qualcuno si è preso qualche calcio nella “procedura”; gli agenti rispondono di no (è un dettaglio ma capirete perché è rilevante tra qualche riga).

A questo punto i due codardi con la divisa scura (quelli che hanno fatto il sequestro) redigono il loro rapporto scherzando tra loro e con il terzo codardo (con la divisa blu chiara).

Mentre il codardo femmina si pulisce le mani dal sangue della sequestrata, l’agente con divisa chiara ironizza (al minuto 8:10, guardando la videocamera della cella) che la donna (con le mani ammanettate dietro e assicurate ad una panca) sta cercando duramente di liberarsi. Seguono altre frasi in cui la irridono.

Ad un certo punto (minuto 11:25) viene definito il capo d’imputazione, furto, a cui vengono aggiunti l’ostruzione e la resistenza (obstructing and resisting). Probabilmente si riferivano alla resistenza offerta dalle ossa alla frattura.

Al minuto 14:40 l’agente (con la divisa chiara) si affaccia alla cella e le chiede “perché non lascia stare le manette”.

Seguono ironie varie sul tentativo della donna di liberarsi dalla manette quando era atterra durante il sequestro.

Ad un certo punto (minuto 17:30) il codardo donna si rivolge al codardo maschio chiedendogli se era stata brava temendo che si fosse tenuta troppo lontana dall’azione (evidentemente la codarda è alle prime armi e cerca rassicurazioni); il codardo maschio la rassicura e si scusa per averla involontariamente allontana durante l’ “azione”. Il codardo maschio poi ironizza chiedendo se la codarda ha sentito il “pop” emesso dalla donna quando l’hanno premuta contro l’auto. Il “pop” è verosimilmente la slogatura della spalla che il codardo maschio teme possa portare a qualche problema. E fanno anche riferimento alle auto di passanti che si erano fermati ad osservare la scena. E mostrano un po’ di preoccupazione per il fatto che il capo gli ha detto che “dopo dobbiamo parlare”.

Ad un certo punto il codardo con divisa chiara, irride i tentativi di liberarsi della donna in cella e rassicura gli altri due codardi che se continua così la porta via (credo in carcere) così non sarà più un loro problema. Quindi si rivolge al codardo maschio (divisa scura) e scherza sulla “lotta” con la donna e gli chiede se può prendere il prestito il laccio (con cui hanno legato i piedi della donna) se gli dovesse servire.

Poi tutti e tre i codardi (minuto 48) si gustano il video della bodycam e ironizzano sul “pop” della spalla; la codarda donna sembra vergognarsi un po’ e si copre gli occhi e dice di “odiare quello che vede” mentre l’altro codardo (con la divisa scura) ridendo dice di “amarlo”, e si compiace col codardo con la divisa chiara per l’utilizzo del laccio per i piedi (hobbler).

Ironia, sarcasmo e totale disprezzo per l’incolumità di una donna di 73 anni sequestrata con violenza e detenuta per ore in condizioni indegne da dei codardi consci di avere verosimilmente causato un danno fisico.

Chi pensa che quanto documentato possa accadere in un ambiente in cui la violenza arbitraria dei codardi di Stato sia condannata e non invece tacitamente favorita, è un illuso. Chi poi pensa che quanto accaduto riguardi gli USA e non la nostra realtà è semplicemente senza speranza.

I mostri non sono solo ai piani altri. Sono ovunque, ed aspettano solo di avere la possibilità di agire nella presunzione d’impunibilità.

Un caro saluto.