Infografica di una Infopandemia

Sono ormai quasi 5 mesi dall’ultimo aggiornamento sul più grande inganno della storia. D’altronde chi legge questo blog sa bene come stanno le cose.

Ma vale la pena fare un breve aggiornamento, dopo un anno di Infopandemia, a beneficio soprattutto di chi capitasse per caso su questo blog e non avesse letto i precedenti articoli (raccomando in particolare “COVID: il più grande inganno della storia, dopo quello di Babbo Natale“, “Lo Stranovirus è come la peste, anzi peggio…” e “Cari vecchi, morirete tutti…ma non di COVID“).

Qui sotto potete vedere l’Infografica della diffusione del COVID 19 a livello planetario; come si dice, “un’immagine vale più di mille parole“.

Diffusione del Covid al 14 Aprile 2021 – Dati OMS

Dall’immagine appare chiaro che questa “pandemia” abbia una caratteristica unica; la predilezione per il Primo Mondo, in particolare per l’Europa e gli USA.

Senza dilungarmi troppo, perché le valutazioni fatte nei precedenti articoli (di cui sopra) sono tuttora valide, aggiungo qualche dettaglio non evincibile dall’immagine.

Intanto prendiamo a riferimento i dati di mortalità (CON COVID) di Italia, Svezia e USA:

  • Italia, 115.557 decessi, corrispondenti ad una mortalità dello 0,193%
  • Svezia, 13.720 decessi, corrispondenti ad una mortalità dello 0,133%
  • USA, 564.402 decessi, corrispondenti ad una mortalità dello 0,170%

Notiamo che la mortalità è dello stesso ordine di grandezza, e notiamo altresì che la Svezia, che non ha effettuato nessun lockdown e adottato nessuna politica mascherata, ha una mortalità inferiore a quella Italiana e a quella Statunitense. Ma proseguiamo.

Ricordiamo che la mortalità media dell’influenza è di circa lo 0,007% (nota bene: il dato di mortalità covid si riferisce ad un periodo di 14 mesi mentre quello dell’influenza è di 12 mesi).

Partiamo dall’India, che apparentemente sembrerebbe essere il Paese asiatico più impattato; a ieri si contavano 173.123 decessi (CON COVID) su una popolazione di circa 1,4 miliardi di persone, cioè una mortalità dello 0,012% (16 volte inferiore a quella Italiana).

La Cina, ritenuta ancora da alcuni l’untore del mondo (per via del fatidico pipistrello che si è accoppiato con il pangolino che a sua volta ha rivolto i propri interessi biblici verso un pescivendolo cinese), ieri contava 4.845 decessi su una popolazione superiore a 1,4 miliardi di persone, corrispondenti ad una mortalità dello 0,003% (64 volte inferiore a quella Italiana).

Ma si sa, la Cina mente, e poi lì c’è la dittatura. Da noi invece…

Il Bangladesh, uno dei Paesi più poveri del mondo e con una popolazione di 167 milioni (e una densità di popolazione 5 volte quella Italiana), registra 9.987 decessi, corrispondenti ad una mortalità dello 0,006% (32 volte inferiore a quella Italiana) .

Ma continuiamo e diamo uno sguardo all’Africa, il continente del Burundi e Tanzania, i cui presidenti, restii ad adottare misure pandemiche, sono prematuramente morti per arresto cardiaco. Continente, che a mia memoria, non è proprio noto per alti standard sanitari e che conta ogni anno circa mezzo milione di morti per malaria.

Prendiamo il Marocco, il Paese africano con maggiore diffusione del PCR, pardon, del virus. A fronte di una popolazione di circa 37 milioni di persone, si registrano 8920 decessi corrispondenti ad una mortalità dello 0,024% (8 volte inferiore a quella Italiana).

E diamo uno sguardo al Burundi con circa 10 milioni di persone, che conta 6 decessi, corrispondenti ad una mortalità dello 0,0001% (1930 volte inferiore a quella Italiana). E cosa dire della Tanzania, l’altro Paese negazionista, con circa 45 milioni di persone e 21 decessi? Mortalità pari allo 0,00005% (3860 volte inferiore a quella Italiana).

Siete liberi di esplorare con i vostri occhi i dati “pandemici” su questo sito, e verificare altresì che i casi riportati sono esemplificativi di una situazione generale.

Qualcuno, legittimamente, potrebbe obiettare che i Paesi più poveri hanno un’aspettativa di vita inferiore e di conseguenza una componente della popolazione a rischio (over 75) più bassa. Vero, ma ciò non giustifica un tasso di mortalità di decine se non centinaia (quando non migliaia) di volte inferiore; soprattutto considerando le condizioni sanitarie locali di quei Paesi. Ma poi adesso che ci penso, se la popolazione a rischio è solo quella over 75, perché mai premono per le vaccinazioni di massa? E di vaccini sperimentali. E addirittura obbligatorie…

L’ultima nota la lascio al Nicaragua. Perché mai vi chiederete? Perché il Nicaragua, a differenza di molti Paesi centro americani ha lasciato libertà di scelta ai propri cittadini, senza lockdown e senza obbligo di mascherina. Ebbene nel Paese dei “contras”, con una popolazione di circa 6 milioni, si contano 180 decessi, corrispondenti ad una mortalità dello 0,0028% (67 volte inferiore al dato Italiano). Sarà merito della cocaina?

Un caro saluto.