Il rimedio COVID per il virus umano

Non stupitevi se nei prossimi mesi la comunicazione virale si tingerà sempre più di tonalità ambientaliste. In effetti, qualcuno avrà già avuto modo di apprezzare velati, quasi aneddotici, riferimenti alla natura incrociarsi con il virus più amato dalle “elites”.

Durante il Lockdown, qualcuno notava, con un certo compiacimento, come l’aria fosse più pulita senza quei fastidiosi agenti inquinanti, definiti a volte “persone”, agitarsi qua e la per la città nel tentativo di portare a casa la fatidica “pagnotta di pane“. Qualche “prima firma” di giornali di regime, recentemente, si è spinto oltre, costruendo parossistici legami tra il COVID e il cambiamento climatico, rievocando al contempo l’inquietante immagine di Greta Tundberg, la musa del climatismo autolesionista. Persino il signor Bergoglio, in preda al revisionismo Panteista del Cristianesimo, in cui il la figura obsoleta di Dio viene opportunamente rimpiazzata da una più “trendy” Madre Natura, non perde occasione nelle sue “omelie” per fare riferimento alla missione umana di salvare il Pianeta, spingendosi fino ad operare un lifting del messale in cui lo “Spirito Santo” viene rimpiazzato da una più naturalistica “rugiada“. Trattasi di riprogrammazione linguistica e mentale.

Ma oltre il piano di lettura puramente culturale e linguistico, COVID e climatismo si fondono in un piano molto più concreto ed economico, direi operativo: Il Grande Reset (The Great Reset).

IL GRANDE RESET

Forse avrete già sentito utilizzare questo termine, e se pensate che sia una figura metaforica per alludere alla ridefinizione sostanziale delle abitudini sociali per far fronte alle esigenze sanitarie, siete in errore. Ma siete perdonati, perché questo fu il mio iniziale pensiero quando sentii per la prima volta tale termine per bocca del compianto Giulietto Chiesa, il quale immediatamente comprese la vera natura geopolitica ed elitaria della “nuova normalità“.

Il Grande Reset è la visione elitaria e megalomane (da parte di quelle elites che, secondo i negazionisti del complotto, non esisterebbero sebbene si riuniscano annualmente) del nostro futuro, una visione che ha come assiomi la distruzione della società attuale e la plasmazione di una nuova. Nella fattispecie, “Il Grande Reset” è frutto del lavoro del World Economic Forum, organismo di “influenza” tecnocratica e finanziaria che si riunisce annualmente a Davos, in Svizzera; è sponsorizzato da oltre 3000 multinazionali (le più grandi, incluse quelle a cui voi ora state pensando) e invita nel suo consesso personalità politiche di primo piano al fine di esercitare su di loro la propria missione di evangelizzazione.

L’immagine di cui sopra è tratta dal loro sito, e la visione sociale da loro delineata è descritta in decine di documenti (pubblicati a fine Aprile 2020) in cui il COVID è descritto, letteralmente, come una grande opportunità. Impossibile non notare l’identità digitale (Digital Identity) in tale immagine, anche perché essa assume ruolo centrale in gran parte dei documenti redatti; al punto che forse dovremmo parlare di COV-ID.

Il COV-ID è di fatto il grimaldello per forzare la società in una società digitale, al cui centro non vi è la persona, ma responsabilità sociale degli individui (considerati come oggetti che consumano risorse). In essenza, le persone sono macchine che devono giustificare la loro presenza su Madre Terra in funzione del loro rapporto costo/beneficio. Una società del controllo totale in cui qualunque cosa facciate o consumiate è nota (Identità e Valuta Digitale) e valutata in termini di impronta energetica (carbon footprint). Tutto è imposto dall’alto; emblematico, in tal senso, l’utilizzo del termine “social participation” (partecipazione sociale), utilizzato non per definire la centralità dell’individuo negli aspetti decisionali attraverso strumenti democratici rappresentativi ma per circoscrivere il ruolo del cittadino (se di cittadino si può parlare) a quello di una delle miriadi di componenti elementari il cui quadro d’insieme è definito ed amministrato da un elite tecnocratica. Una società che “include” (o dovremmo dire che assimila?) l’individuo, ammesso a partecipare con la propria opinione ma senza potere decisionale e senza autodeterminazione. Tutto è ovviamente globale, inclusa la gestione della salute pubblica.

Tutto per salvare la Madre Terra, per salvarla da voi e mantenerla prospera per loro.

L’agente Smith, in “The Matrix” si rivolgeva emblematicamente a Morpheus, spiegandogli che, dal punto di vista di una macchina, gli esseri umani erano inquadrabili come delle forme di vita primitiva che si replicano senza controllo, consumando le risorse naturali sino al loro esaurimento; infine chiosava ridefinendo l’umanità come un virus.

Ecco, appunto, nella visione dei padroni del Mondo, il COV-ID è un’opportunità, il virus da debellare siamo noi.

Un caro saluto.

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