Cos’è la “Scienza”?

Ad alcuni potrebbe sembrare una domanda retorica. Ma in realtà capire cos’è la scienza è questione estremamente importante, in particolare in tempi di deriva “scientista” e “tecnocratica“.

Nel gergo comune s’intende per scienza qualsiasi disciplina intellettuale che porta a spiegare o interpretare fenomeni tangibili. Con questa lettura “volgare” si tende a dare alle determinazioni scientifiche il valore di oggettività. Lo sviluppo dell’applicazione industriale della scienza ha portato alla tecnologia ed oggi il corto circuito tra scienza e tecnologia è tale che spesso parliamo di discipline tecno-scientifiche.

Come conseguenza, le altre discipline dell’intelletto vengono denominate, tipicamente, come “umanistiche” perché tentano di dare spiegazione di ciò che trascende il misurabile, e che riguarda la percezione umana sia di ciò che appartiene ai nostri sensi che non. La disciplina umanistica finisce con l’essere relegata al ruolo di contorno emotivo all’oggettività definita dalla “scienza”.

Persino la filosofia, da sempre interpretazione più alta dell’intelletto umano, diviene declassata a sfera emotiva; il suo reato è quello di trascendere la realtà alla ricerca di una ragione più alta che non solo spieghi il reale ma anche il possibile.

sceinza

Si badi bene che la mia non è una difesa apologetica della sfera umanistica né tanto meno della filosofia; io sono un ingegnere che per oltre 2 decenni si è occupato di applicare tecnologie avanzate e che per circa un lustro di insegnare Matematica e Fisica. Ma la parola “scienza” ha oggi il potere di segnare una dicotomia tra il vero e il falso tanto da essere usata come strumento di programmazione linguistica delle masse; e la personificazione della “scienza” può portare a gravi derive autoritarie.

Per questo è importante capire cosa s’intende veramente con Scienza, e partiamo con questo:

la scienza non esiste

Dirò di più:

non esistono gli scienziati

In realtà esiste il METODO SCIENTIFICO; e il RICERCATORE SCIENTIFICO è colui che applica il metodo scientifico. Questo perché:

la scienza non è una disciplina ma un metodo per sviluppare la conoscenza di ciò che ci contorna

No, non sto facendo il “Pierino” né un’iperbole intellettualoide; sto chiarendo un concetto molto concreto che vi aiuterà a fare il “debunking” degli “scienziati”, in particolare degli scienziati del sistema di potere.

Perché è importante questa precisazione? Perché il metodo scientifico è SPERIMENTALE e QUANTITATIVO. Grazie a questo motivo ogni ipotesi scientifica è FALSIFICABILE, cioè fornisce gli elementi per essere confutata. Ed è proprio per questo che il metodo scientifico si è affermato; non perché determini necessariamente la verità ma perché è soggetto a continuo scrutinio teorico e sperimentale e quindi le sue determinazioni sono soggette a continue validazioni o confutazioni.

Più nello specifico, si attua il metodo scientifico SE E SOLO SE si attua la prassi seguente:

  • Osservazione e misurazione del fenomeno
  • Formulazione delle ipotesi interpretative e teorizzazione del fenomeno
  • Sperimentazione (replica del fenomeno in sottosistema chiuso) e misurazione
  • Valutazione quantitativa e conclusioni con eventuale conferma o confutazione delle ipotesi (con indicazione quantitativa del livello di confidenza) iniziali
  • Descrizione accurata della sperimentazione e pubblicazione

Perché è importante tutto ciò? Perché un altro ricercatore scientifico deve essere in grado di capire quanto tale ricerca sia accurata negli esiti, ed eventualmente di replicare l’esperienza al fine di validarla ed eventualmente svilupparla.

Il metodo scientifico è intrinsecamente “modesto“. Non assume mai di aver scoperto la verità, semmai di aver compiuto un progresso nella conoscenza. Il metodo scientifico è intrinsecamente “agnostico” perché le ricerche scientifiche con esito negativo sono tanto utili quanto quello con esito positivo, purché siano rigorose.

Quanto appena scritto non è dominio di tutti, non necessariamente per ignoranza ma per pervasività dell neo-linguaggio in cui la SCIENZA equivale a sapere incontestabile e tendenza delle persone a conformarvisi. In effetti mi è capitato spesso di sentire persone definire la Matematica come “scienza esatta”. “Scienza esatta” è un ossimoro. La scienza è sempre inesatta. La Matematica non è assolutamente una scienza e non deve esserlo; la Matematica è una disciplina del sapere assiomatica e teoretica in cui tutto si riconduce con procedimenti formalmente rigorosi agli assiomi fondamentali (2+2=4  è un assioma fondamentale e non è dimostrabile, ovviamente). Peraltro la Matematica contempla anche l’impossibile in termini naturali, purché formalmente corretto. La Matematica è auto consistente e per definizione perfetta ed è per questo che si utilizza come metodo formale ed analitico all’interno del metodo scientifico, perché non falsificabile.

Non so in quanti siano riusciti a leggere fino a questo punto. Se ci siete riusciti, complimenti. Se vi siete annoiati vi capisco, ma credetemi neanche per me è divertente scrivere quello che per me è ovvio e dovrebbe essere patrimonio di molta gente.

Siamo purtroppo in una situazione in cui la semplificazione della lingua comune e l’affermarsi della regola della conoscenza tramite consenso e conformità sociale sta pericolosamente abbassando il livello di spirito critico individuale e quel sano scetticismo che dovrebbe caratterizzare il rapporto del cittadino col potere.

Vedete, se un sedicente “scienziato” prezzolato vi si presenta e vi dice che il vaccino è utile senza presentarvi le evidenze quantitative del metodo scientifico, significa che tali evidenze non esistono e non vuole stimolare un consenso informato ma forzarne l’obbligo, verosimilmente per interesse.

Se tal’altro “scienziato” vi dice che un pezzo di stoffa sulla bocca, aiuta a limitare la diffusione del virus senza presentarvi i dati quantitativi di tale asserzione, significa che non vuole che voi decidiate autonomamente sulla base delle evidenze, ma bensì scavalcare la vostra liberà di scelta informata.

Se uno “scienziato” mostra presunzione, quando non prosopopea, non siete di fronte ad un ricercatore scientifico. Perché chi fa ricerca scientifica è intrinsecamente modesto, vive nel dubbio, con la sola certezza che le proprie convinzioni di oggi possono essere smentite domani, proprio sulla base del metodo scientifico.

Un caro saluto.