COVID19: A dispetto delle impressioni emotive, la quarantena nazionale sta dando effetti positivi tangibili.

Dai social media e dai media “ufficiali” non sembra che ci sia il giusto apprezzamento del fatto che la politica di contenimento del virus cui tutti stiamo partecipando sta già sortendo i suoi effetti. Complice la legittima ignoranza di epidemiologia/statistica della popolazione, ma anche il sensazionalismo della maggior parte del giornalismo e anche l’inutile se non dannoso iper-attivismo di qualche governatore…

Qua sotto trovate i trend di crescita dei contagi, derivato dai dati ufficiali. In rosso la situazione della Lombardia in quanto epicentro dell’epidemia; in verde il dato aggregato dell’Italia; in bianco il dato del Lazio in quanto regione solo lambita dal virus ma demograficamente simile alla Lombardia.

La prima cosa da comprendere è che i tassi di crescita dei contagi non devono essere valutati su base giornaliera ma quantomeno settimanale. I motivi sono due ed estremamente importanti:

  • il primo motivo è prettamente statistico, ed è legato al fatto che il numero di campioni da raffrontare deve essere sempre significativo rispetto al fenomeno valutato;
  • il secondo motivo è prettamente biologico, ed è legato alla dinamica del virus che si sviluppa in intervalli di tempo dell’ordine di settimane, non di giorni;

Chiunque faccia valutazioni epidemiologiche (quindi statistiche) su base giornaliera o è incompetente o male intenzionato.

Qua sotto puramente a fini dimostrativi, è indicato l’andamento (trend) di crescita del numero di casi accertati su base giornaliera.

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Come osservate è difficile comprendere la dinamica del tasso di crescita dei casi. Aumenta? Diminuisce? E’ stabile? Oscilla? La quarantena nazionale (linea arancione) ha dato frutti o è stata inutile? La realtà è che il dato giornaliero non serve a nulla. Anzi serve solo a confondere le idee.

Per capire come vanno le cose l’unico dato statistico che ha senso osservare è l’andamento su base settimanale, cioè la variazione della crescita del numero di casi a distanza di una settimana. Qua sotto la relativa figura.

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Come potete osservare dalla figura sopra, tale andamento è chiaramente in stabile decrescita, a riprova che la quarantena sta già dando evidenti risultati; la curva del Lazio è più incerta solo perché il campione è meno significativo e verosimilmente perché il Lazio si trovava nella fase di incubazione che al netto di una quarantena avrebbe portato all’esplosione dei contagi (come si evince dal tentativo di crescita con picco intorno al 14 Marzo); molto più chiaro invece il trend della Lombardia e quello nazionale.

Non si tratta di essere ottimisti o pessimisti, ma solo razionali ed informati. La quarantena ha funzionato in Cina, in Corea, in Giappone e sta funzionando, dati alla mano, in Italia. Chi crede il contrario è male informato. Chi dice il contrario è in malafede.

Ciò premesso, dire che il tasso di crescita dei casi è in decrescita (apparente ossimoro) non significa che i casi non aumenteranno (anche significativamente nei prossimi giorni); significa solo che la crescita esponenziale si è arrestata. Dovrebbe essere ovvio, ma qualcuno potrebbe cadere in errore. Il tasso di crescita nazionale settimana su settimana oggi è prossimo al 120% (ai dati del 21 Marzo 2020) che significa che se il trend si conferma ad una settimana da oggi potremmo avere un valore vicino al 60%, cioè il 60% in più di casi rispetto ad oggi (75,000 contro i circa 47,000 attuali). Prendete comunque questo numero solo a titolo accademico.

Un’ultima nota sui decessi. Sebbene i decessi siano la nota più drammatica, essi non rappresentano assolutamente un dato significativo per capire se la quarantena funziona o no.  Qua sotto un grafico che mostra il tasso di crescita dei decessi su base settimanale.

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Si potrebbe cadere nell’inganno di ritenere che il l’andamento decrescente del tasso di crescita delle morti sia un dato positivo e legato in qualche modo alla quarantena nazionale attuatasi completamente il 9/3/2020 (linea arancione); oppure ritenere che la coda finale delle curve possa mostrare una recrudescenza dovuta al fallimento delle politiche di contenimento. Sarebbe un errore in entrambi i casi. In questo momento quello che apprezziamo è, in misura largamente prevalente, la capacità del sistema sanitario. Sebbene qualche effetto positivo (minoritario) è lecito attenderselo anche in questi giorni in termini di decessi, l’impatto della quarantena sull’andamento dei decessi sarà veramente apprezzabile solo più tardi (linea blu) a distanza di circa due settimane dall’inizio della quarantena. Il motivo è semplice e va ricondotto al fatto che il decorso favorevole o nefasto della malattia si realizza in tempi che (da quello che ho capito da alcune testimonianze) vanno da 1 a 3 settimane della terapia (e quindi in media ho stimato in 2 settimane).

In conclusione, è verosimile che dobbiamo prepararci non solo moralmente, ma soprattutto da un punto di vista sanitario, a numeri significativamente superiori a quelli di oggi per via di un bacino latente (pregresso) di infetti che continuerà (sempre più stancamente) a produrre malti e purtroppo anche decessi; ma la quarantena sta inequivocabilmente dando risultati positivi che diverranno molto più tangibili nei prossimi giorni.

Un caro saluto.

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