LEZIONI DI DEBITO PUBBLICO, PARTE 5: “Il Debito Pubblico e chi lo governa”

Eccoci quindi al Debito Pubblico. Il suo significato è abbastanza semplice, anche se probabilmente non è patrimonio della maggioranza della popolazione Italiana; il Debito Pubblico non è altro che l’accumulo dei disavanzi di bilancio dello Stato e degli interessi passivi su di esso maturati, e vantati dai creditori di tale debito. Lo chiamiamo Debito Pubblico quando in realtà è più giusto chiamarlo Debito Governativo, o Debito dello Stato, o meglio della Tesoreria dello Stato, o anche Debito Sovrano; in gergo viene detto “Pubblico” perché si assume che esso si realizzi nell’esercizio dell’interesse pubblico (del Paese) e che viceversa lo Stato possa chiamare l’interezza della popolazione a saldarlo. E’ anche “Sovrano” perché lo Stato è l’unico amministratore di tale debito, e nell’ambito della sua sovranità può decidere di saldarlo oppure no.

Ma il mio intento non è ovviamente enciclopedico e descriverlo nei suoi tecnicismi, quanto quello di provare a rispondere ad alcune delle domande più frequenti di persone spaesate:

Chi possiede il debito pubblico, a chi dobbiamo questi soldi?

Si può saldare il debito?

Cosa significa dire che lo Stato “fallisce”?

Il Debito Pubblico è segno dello stato dell’economia?

… e via dicendo.

Da qui in poi utilizzerò il termine Debito Sovrano; consiglio, prima di proseguire, la lettura dei primi tre articoli:

Come accennato all’inizio, il Debito Sovrano è l’accumulo dei disavanzi di bilancio dello Stato determinato dal disavanzo primario e dagli interessi passivi su di esso maturati. Il disavanzo viene compensato dall’emissione di Titoli di Debito (BOT, BTP eccetera) che vengono acquistati da privati cittadini e istituzioni giuridiche, Italiani e stranieri, che divengono creditori dello Stato. Tanto maggiori gli interessi riconosciuti ai creditori, tanto maggiore il rischio assunto dai creditori che il Debitore Finale, lo Stato Sovrano, decida di non ripagare. Tale debito inizialmente è andato prevalentemente in mani Italiane, ma successivamente all’adesione al mercato del libero scambio la percentuale di debito in mani straniere è cresciuta fino al 2011, attestandosi a circa il 40%. La crisi di fiducia ha portato a ridurre la propensione al rischio da parte dei mercati esteri e di conseguenza l’aumento dello “spread” determinando l’aumento della quota di debito in mani Italiane, oggi oltre il 70%.Ecco-chi-possiede-il-debito-pubblico-italiano-620x372

Cosa ha portato questa crisi di fiducia verso il Debito Sovrano Italiano. Un’improvviso crollo dell’economia Italiana oppure la sfiducia accordata unilateralmente dalle agenzie di rating Statunitensi all’Italia?spread

Cosa è cambiato tra il 2009 e il 2011 da portare tale improvvisa sfiducia verso la nostra economia sotto la guida Berlusconi, amico di Putin e Gheddafi? E cosa è successo dopo? Il governo Monti, la primavera Nord-Africana e recentemente l’Ucraina… Ma non divaghiamo, non vorrei rovinare la festa a chi sta ancora celebrando l’arrivo di Monti, Letta, Renzi, eccetera eccetera.

In ogni caso, nei termini posti sopra, il Debito Sovrano è intrinsecamente un indicatore negativo perché tanto esso è maggiore, tanto maggiore è il rischio di solvibilità dello Stato. Nella figura in basso appare evidente che la maggior parte del disavanzo di bilancio (Entrate-Spese dello Stato) è stato accumulato tra gli anni ’70 e gli anni ’90, gli anni in cui si è “pompato” sul welfare (e quindi spesa pubblica) compensando, non completamente, con l’aumento progressivo delle entrate (soprattutto tassazione, ma anche entrate da servizi pubblici e svendite). Dagli anni 90 si è bloccata la spesa in welfare (in particolare con la prima vera riforma delle pensioni) proseguendo con l’incremento delle entrate, determinando un trend “virtuoso” di avanzo di bilancio che tutto sommato dura fino ad oggi, sebbene con risultati sempre meno evidenti, perché ormai la tassazione ha raggiunto livelli di saturazione e quindi ulteriori risultati “positivi” possono essere conseguiti solo con la bufala della lotta all’evasione o con la svendita reale dei beni pubblici.

evoluzione_conti_pubblici_italiani

Gli spazi di “risanamento”, di avanzo primario sono di fatto nulli, mentre gli interessi passivi sul Debito Sovrano non hanno limite; la combinazione delle due cose ha portato il Debito Sovrano ai massimi storici, in particolare ai suoi massimi storici in rapporto al PIL, grazie anche alla recessione innescata dalla scellerata politica di austerity. E’ interessante notare che il rapporto Debito/PIL nel 2011 era pari a quello di inizio anni ’90, ma le condizioni economiche e sociali di oggi sono nettamente peggiori di quelle di venti anni fa; a dimostrazione che né il Debito né il rapporto Debito/PIL sono indicatori dello stato economico e sociale di un Paese.debito_pubblico_italiano_copia

A questo punto dovrebbe essere chiaro che il Debito Sovrano è sicuramente qualcosa di non “commendevole” ma non necessariamente metro di valutazione dello stato dell’economia. Più significativo è sicuramente il rapporto Debito/PIL che esprime meglio il grado di solvibilità dello Stato. Ma anche questo indicatore non ci dice nulla sullo stato dell’economia e del benessere sociale. Perché? Perché il livello di Debito Sovrano esprime solo la misura in cui i privati si sono assunti un rischio di lungo termine in cambio di un ritorno di medio-breve termine e uno Stato Sovrano può sempre decidere di non pagare e quindi cancellare, in toto o in parte, con un tratto di penna, i propri debiti. Così come chi investe in borsa in un’azienda ad alto rischio/rendimento accetta la possibilità di perdere il proprio investimento. Ciò significa fare default (fallire). Analogamente “fallire”, per uno Stato Sovrano, significa non pagare i debiti ai creditori. Ovviamente ciò non può avvenire senza ripercussioni, soprattutto di breve-medio termine; ripercussioni tanto più gestibili quanto più sussista la sovranità Nazionale (in termini di politica sociale, produttiva e valutaria), e questo non è più il caso dell’Italia.

Ma c’è un motivo più profondo, più sostanziale per cui il Debito Sovrano, da solo, non dice nulla riguardo lo stato dell’economia di un Paese. Il Debito Sovrano nelle economie di libero scambio basate sul libero scambio di beni e titoli monetari è naturale, inevitabile, e cresce col tempo (se avete letto i precedenti articoli “Lezioni di debito” il perché dovrebbe essere chiaro). Il Debito Sovrano è piuttosto la misura, non dell’impoverimento di un Paese, ma del trasferimento della ricchezza dalla quasi totalità della popolazione ad una minoranza di creditori. E quanto più l’elite dei creditori è in grado di controllare la fiducia al debito Sovrano, tanto più è in grado di aumentare il rendimento del proprio credito (spread) o trasformarlo, all’uopo, da credito valutario (nominale, virtuale) in beni materiali (cartolarizzazioni). Per questo motivo è essenziale all’elite finanziaria (di base soprattutto a Wall Street) poter governare il mercato valutario; e per questo motivo la politica di sviluppo economico dei Paesi in via di sviluppo passa sempre per l’incentivo all’indebitamento dello Stato Sovrano (leggete “Confessioni di un sicario dell’economia” di J. Perkins per capire come funziona il meccanismo).
1394501957248

 

Tanto più l’economia è sviluppata (OECD), e tanto più l’economia è quella del libero mercato (WTO), e tanto più l’economia è targata NATO, tanto maggiore è il livello di indebitamento rispetto al PIL (GDP). E non è straordinario tutto ciò?

E a questo punto dovrebbe essere chiara anche la risposta alla domanda delle domande? Ma tutti questi Paesi a chi devono questi “soldi”?

global-debt-clock-snapshot-public-debt-per-capita-29-Oct-2012

La figura sopra, aggiornata al 2012, ci dice che il Debito Sovrano Globale del Mondo è di circa 50 mila miliardi di dollari. Il Debito Sovrano non è un debito tra Stati, altrimenti la sommatoria dei Debiti/Crediti, dovrebbe fare ZERO, perché per ogni debito c’è, ovviamente, un credito equivalente.

Quindi la risposta è ovvia. Tutti gli Stati sono debitori; debitori di privati cittadini ed istituzioni, in particolare di pochi individui ed istituzioni.

Inutile dire che l’elite di questi creditori, sono proprio gli stessi azionisti delle Istituzioni finanziarie globali che determinano la politica valutaria (tramite il controllo delle Banche Centrali e degli Istituti di rating) dei Paesi aderenti al mercato del libero scambio. Questa è in sostanza la logica del Nuovo Ordine Mondiale.

Il gioco del Debito Sovrano, è il meccanismo dell’usura: il Paese in via di sviluppo, con basso tasso di consumo e con basso rapporto Debito/PIL, diviene un Paese ad alto livello di consumo e alto rapporto Debito/PIL. A questo punto gli interessi passivi sul debito diventano così alti da superare gli avanzi di bilancio. I compratori del debito sono gli stessi che stabiliscono la fiducia, di conseguenza lo spread e quindi il tasso d’interesse sui titoli emessi dallo Stato, trasformando quest’ultimo da tasso d’interesse semplice in tasso d’interesse composto, l’usura appunto. La spirale di incremento del debito è tale per cui è tecnicamente impossibile uscirne per lo Stato, a meno di default.

Quando i creditori (o usurai) globali vedono massimizzato il loro ritorno in termini di interessi e/o posto a rischio il loro credito esigibile, allora cercano la conversione del credito in beni materiali. In Europa tale meccanismo di conversione per adesso si è chiamato austerity, per evitare che gli Stati Sovrani escano fuori dall’usura con quanto è in loro diritto; il fallimento.

Alla prossima.

Annunci